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The Last Duel (Ridley Scott)

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  • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio

    C'è gran poco da ridere DUster.
    rido eccome, i no vax sono così ignoranti che manco si rendono conto di quanto divertenti siano

    comunque lo sanno anche i muri che sei un pelandrone che manco prima andava al cinema

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    • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio

      Mica colpa mia se siamo arrivati al punto che i non vaccinati son trattati come gli ebrei nella Germania nazista..
      Uguale proprio.

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      • Originariamente inviato da MartyMcFly Visualizza il messaggio

        rido eccome, i no vax sono così ignoranti che manco si rendono conto di quanto divertenti siano
        E chi è no Vax?

        comunque lo sanno anche i muri che sei un pelandrone che manco prima andava al cinema
        Per Scott ci andavo.

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        • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio

          E chi è no Vax?



          Per Scott ci andavo.
          non dire le bugie che poi ti cresce il nasino

          scherzi a parte! tornado in topic, sono sinceramente curioso dal progetto anche se ho gli stessi dubbi già esposti nelle pagine precedenti

          qualcuno sa quanto è costato?? così da capire quanti incassi dovrebbe fare, anche se non sembra quel genere di progetto a cui fregano molto gli incassi

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          • Sui 100/120 pare. Però è Fredduccio l'esperto in questo.

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            • Non ho idea di quanto sia costato.

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              • E smettiamola di nominare Rashomon chi l'ha visto dice che c'entra poco e nulla ma è qualcosa di molto più terra-terra.
                Sergio Sozzo di Sentieri Selvaggi (voto 6):

                In realtà, la sceneggiatura di Matt Damon e Ben Affleck, scritta insieme a Nicole Holofcener (Please Give, Non dico altro) sulla scorta del romanzo omonimo di Eric Jager, subisce con ogni evidenza il fascino delle operazioni televisive “complesse” di questa generazione (Holofcener è d’altronde soprattutto una scrittrice per la tv), dove il Medio Evo è ormai una dimensione precisamente canonizzata. La struttura che riavvolge per ben tre volte (troppe?) la vicenda narrata, alternando i punti di vista dei due scudieri e della donna, non è insomma un omaggio a Rashomon quanto a serie dalla narrazione “eccentrica” come la capostipite The Affair, per dire (per restare su Scott, difficile credere che l’imminente House of Gucci si sarebbe mai potuto realizzare senza le American Crime Story di Ryan Murphy, come già probabilmente il precedente Tutti i soldi del mondo).
                Ridley Scott dimostra così di essere cineasta che non ha perso il polso sul presente, non solo dal punto di vista linguistico ma anche di attenzione ai temi. Nonostante il processo possa portare alla morte in duello per il marito Jean e la donna ad essere poi efferatamente giustiziata in pubblico in quanto millantatrice, la Marguerite di Jodie Comer (interprete britannica anche lei di ascendenza televisiva, è l’antagonista centrale di Killing Eve) mostra infatti la volontà ferrea di chiedere giustizia per la violenza sessuale subita dal libertino Jacques Le Gris (Adam Driver), in un tempo in cui la sposa era “proprietà privata” dell’uomo. E’ chiara la metafora sul nostro presente in cui le riflessioni portate avanti dai movimenti “di genere” sostengono la necessità di “credere sulla parola” alle donne che rivelano il proprio essere state abusate, anche in assenza di prove (è lo stesso assunto portato all’estremo dall’Uomo Invisibile di Whannell nella scorsa stagione, e dal suo vertiginoso finale-manifesto sulla questione).
                Per quanto mi riguarda hype inesistente ma già il trailer non mi aveva detto granché.
                Lo vedrò? Certo, forse anche al cinema (@Andrea90 vergognati!).

                Ultima modifica di mr.fred; 11 settembre 21, 13:34.

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                • Peccato che è vero che ci sono anche molte che utilizzano questa cosa per inventar stupri o violenze mai subite per vantaggi personali.
                  Ps: non son io che lo dico è, molti fatti simili son finiti pure sui giornali.

                  Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                  Lo vedrò? Certo, forse anche al cinema (@Andrea90 vergognati!).

                  Adesso non si può più aspettare il bluray Fredduccio?

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                  • Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio
                    Si ma ragazzi non è che ogni film in cui c'è lo sdoppiamento dei punti di vista deve essere Rashmon e non è nemmeno detto che l'ambiguità a tutti i costi sia un pregio. Io invito a valutare i film per quello che sono e non per quello che noi vorremmo fossero. Aggiungo che una certa parte di stampa ormai bolla i film femministi come merda a prescindere, a me sta cosa non va particolarmente giù proprio perché non mi piacciono le ideologie e questo voler andare a tutti i costi contro un certo tipo di cinema mi dispiace ma è una ideologia a sua volta
                    Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio
                    Per me dipende tutto come viene veicolato, la forma è tutto in questo caso, perchè se la cosa viene costruita con una regia, sceneggiatura e un montaggio come si deve e ci si arriva in maniera naturale è un conto, se è la sagra del femminismo penso sia il peggior modo di trasporre questo libro, e di modi ce n'erano vari. A quel punto era meglio non raccontare per punti di vista ma mostrare solo la versione di Marguerite senza sottolineare come sia quella vera.

                    Però prima di giudicare vedremo come sarà il film, perchè sento parlare molto bene di regia che si mette al servizio del messaggio e veicola bene.
                    Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
                    Infatti è assurda quest'indignazione preventiva ogni volta: posso capire la preferenza per una storia più ambigua ma vedete il film prima di ammosciarvi, cavolo. Anche perché il messaggio "tutti gli uomini fanno schifo" sono pronto a scommettere sia più un'interpretazione di quella critica, che ci ha visto ciò che voleva vederci.
                    Appena in un film esce fuori un messaggio vagamente femminista (cioè per la parità) o in un franchise compare una protagonista donna... tac, "si sono venduti alla moda del momento!". Come ho detto già altre volte, immagino il tenore dei messaggi in giro per la Rete se Fury Road fosse uscito con qualche anno di ritardo: "Miller si è piegato al #metoo! Propaganda! Max non è nemmeno il protagonista!"
                    Sono d'accordo.

                    Aggiungo che io ero una di quelli che auspicava un approccio alla Rashomon quando sono emerse informazioni sulla struttura del film, e ricordo di aver fantasticato proprio sul fatto che magari il fulcro del film avrebbe potuto essere l'impossibilità di determinare una realtà univoca a fronte della verità personale e soggettiva di ogni personaggio.

                    Ma se il film è stato invece impostato in modo diverso, e con una presa di posizione netta in favore della parte femminile, non credo sia un problema di per sé.

                    Come avete scritto anche voi, a contare è il come e non il cosa.

                    Per esempio, di recente ho recuperato Una donna promettente, film che mi è piaciuto molto.

                    Lo definirei un film a tesi molto allineato con una certa visione femminista, ma per come è strutturato e sviluppato trovo che questa impostazione funzioni benissimo; anzi, penso sia il modo migliore per fare un film a tesi di questo tipo, presentando una situazione chiara in cui non ci sono ambiguità di sorta e lo spettatore è portato a parteggiare per quella che è inequivocabilmente la parte lesa.

                    E' lo stesso motivo per cui posso relazionarmi con certi film giustizialisti stile Il corvo, Il giustiziere della notte o i vari Callaghan.

                    Viceversa un film come Bombshell, che è stato precedentemente citato, lo ritengo esattamente il modo più sbagliato possibile per portare avanti quel tipo di messaggio femminista, sia per la situazione che presenta - che può sembrare simile a quella di Una donna promettente e di questo The Last Duel, ma in realtà è molto diversa (è praticamente la stessa di Starry Eyes, solo che quello essendo un horror non ha paura di giungere alle logiche conseguenze senza paraculate retoriche ) - sia per il modo disonesto in cui mette sullo stesso piano i personaggi reali con quello di finzione interpretato dalla Robbie, scritto per essere uno spottone pro #metoo ambulante.

                    Tutto questo per ribadire che, per quanto mi riguarda, non sarà certo l'eventuale retorica femminista e l'impostazione schierata il problema

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                    • Ma insomma da quello che ho capito è il solito, polveroso film di Scott solo che anziché uno è trino.

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                      • Originariamente inviato da Massi Visualizza il messaggio
                        Ma insomma da quello che ho capito è il solito, polveroso film di Scott solo che anziché uno è trino.
                        This.
                        A quelli di Cineforum è piaciuto.



                        Screenshot_20210911-150730~2.png

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                        • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio


                          Sono d'accordo.

                          Aggiungo che io ero una di quelli che auspicava un approccio alla Rashomon quando sono emerse informazioni sulla struttura del film, e ricordo di aver fantasticato proprio sul fatto che magari il fulcro del film avrebbe potuto essere l'impossibilità di determinare una realtà univoca a fronte della verità personale e soggettiva di ogni personaggio.

                          Ma se il film è stato invece impostato in modo diverso, e con una presa di posizione netta in favore della parte femminile, non credo sia un problema di per sé.

                          Come avete scritto anche voi, a contare è il come e non il cosa.

                          Per esempio, di recente ho recuperato Una donna promettente, film che mi è piaciuto molto.

                          Lo definirei un film a tesi molto allineato con una certa visione femminista, ma per come è strutturato e sviluppato trovo che questa impostazione funzioni benissimo; anzi, penso sia il modo migliore per fare un film a tesi di questo tipo, presentando una situazione chiara in cui non ci sono ambiguità di sorta e lo spettatore è portato a parteggiare per quella che è inequivocabilmente la parte lesa.

                          E' lo stesso motivo per cui posso relazionarmi con certi film giustizialisti stile Il corvo, Il giustiziere della notte o i vari Callaghan.

                          Viceversa un film come Bombshell, che è stato precedentemente citato, lo ritengo esattamente il modo più sbagliato possibile per portare avanti quel tipo di messaggio femminista, sia per la situazione che presenta - che può sembrare simile a quella di Una donna promettente e di questo The Last Duel, ma in realtà è molto diversa (è praticamente la stessa di Starry Eyes, solo che quello essendo un horror non ha paura di giungere alle logiche conseguenze senza paraculate retoriche ) - sia per il modo disonesto in cui mette sullo stesso piano i personaggi reali con quello di finzione interpretato dalla Robbie, scritto per essere uno spottone pro #metoo ambulante.

                          Tutto questo per ribadire che, per quanto mi riguarda, non sarà certo l'eventuale retorica femminista e l'impostazione schierata il problema
                          Guarda se ti è piaciuto Promising Young Woman (che ho apprezzato abbastanza pure io) vai tranquillo, questo è scritto in modo molto meno sfacciato

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                          • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio

                            This.
                            A quelli di Cineforum è piaciuto.



                            Screenshot_20210911-150730~2.png
                            Ma secondo come se vai consapevole di quello che trovi non perdi due ore, sono film che comunque si lasciano guardare. Però ecco, aspettarsi che a 80 anni Scott inverta la rotta anche no.

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                            • Condivido, sarà sicuramente un film super professionale e di buon intrattenimento.
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                              • Ma Scott ha sempre girato in maniera ottima (a parte certi casi), la differenza la fa sempre la sceneggiatura.

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