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The Last Duel (Ridley Scott)

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  • E’ chiara la metafora sul nostro presente in cui le riflessioni portate avanti dai movimenti “di genere” sostengono la necessità di “credere sulla parola” alle donne che rivelano il proprio essere state abusate, anche in assenza di prove
    anche sergio sozzo ci è arrivato, ripeto stringi stringi si va in quella direzione, questo è il femminismo moderno tossico che spinge sul credere alle accuse di una donna anche senza prove e condannare un uomo senza processo, una caccia alle streghe

    Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio
    Guarda che alcuni atteggiamenti e motivazione degli uomini del film sono assolutamente trasponibili nella realtà odierna, facendo la tara al fatto che li la donna era un oggetto ed ora per fortuna no. Sono sfortunatamente difetti della natura maschile che io riscontro ancora con preoccupante frequenza ed intensità, poi è ovvio che non è trasponibile paro paro al giorno d'oggi perché sennò non avrebbe senso fare i film. In constume.
    Poi un appunto meramente personale: a me la parola messaggio non piace riferita ad un film non piace molto, se uno vuole inviare un messaggio scrive una lettera i film trattano tematiche che è un po' diverso.
    ma io non nego che ci siano uomini di quel tipo ma adesso mediaticamente parlando un uomo accusato di stupro viene considerato praticamente colpevole, almeno in molte nazioni del mondo, che poi sono quelle in cui si vedrà il film

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    • Originariamente inviato da - Rasputin - Visualizza il messaggio
      anche sergio sozzo ci è arrivato, ripeto stringi stringi si va in quella direzione, questo è il femminismo moderno tossico che spinge sul credere alle accuse di una donna anche senza prove e condannare un uomo senza processo, una caccia alle streghe


      ma io non nego che ci siano uomini di quel tipo ma adesso mediaticamente parlando un uomo accusato di stupro viene considerato praticamente colpevole, almeno in molte nazioni del mondo, che poi sono quelle in cui si vedrà il film
      Posso essere brutale? Viene considerato colpevole perché lo è nel 90% Delle volte e la giustizia lo dimostra chiaramente.
      Comunque Alò ha definito il film splendido ho sentito, almeno siamo in due

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      • Alò entusiasta, Berni soddisfatto, Niola/Ferrari/Pelonzi schifati.
        È curioso che proprio le due donne lo abbiano tanto criticato.
        La redazione di Badtaste divisa è.

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        • Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio

          Posso essere brutale? Viene considerato colpevole perché lo è nel 90% Delle volte e la giustizia lo dimostra chiaramente.
          Comunque Alò ha definito il film splendido ho sentito, almeno siamo in due
          suppongo siano i risultati dei processi, poi bisogna vedere le accuse che non sono arrivate al processo, comunque non cambia il fatto che sia sbagliato considerarli colpevoli a priori e che fare pressioni mediatiche per farli condannare tutti è folle
          Ultima modifica di - Rasputin -; 11 settembre 21, 17:52.

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          • Ma stiamo portando sul banco i dati statistici per commentare un film? Ma che è un talk politico?
            E' un'opera artistica. Prende una tesi e la porta avanti, perché deve presentare tesi e contraddittorio?. La tesi è : esiste un sistema che ha tutta una stratificazione secolare se non millennaria che permette ai più svariati livelli di modificare la percezione della realtà a sfavore delle donne etc.. etc..?. Si. Certo. Avoja. Ammazza. Facciamo un film su questa cosa, facendo sta cosa stranissima che può fare l'arte: ovvero anche estremizzare e distorcere il reale pur di far emergere delle sfumature fino alla superficie.
            Il nostro Martin Scorsese ha citato che a Venezia si è visto un film che porta avanti una tesi non contraria ma diciamo di tipo diverso. Guardando questo film si possano fare ulteriori riflessioni.

            Per il resto ve potete sempre guardare la gente che litiga da Giletti.

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            • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
              Ma stiamo portando sul banco i dati statistici per commentare un film? Ma che è un talk politico?
              E' un'opera artistica. Prende una tesi e la porta avanti, perché deve presentare tesi e contraddittorio?. La tesi è : esiste un sistema che ha tutta una stratificazione secolare se non millennaria che permette ai più svariati livelli di modificare la percezione della realtà a sfavore delle donne etc.. etc..?. Si. Certo. Avoja. Ammazza.
              se intendi anche adesso, no, come ho scritto prima, mediaticamente l'uomo lo considerano colpevole, c'è un forte pregiudizio, questo è innegabile

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              • Comunque ci son critiche e critiche. Quelle su Joker per esempio erano critiche negative che innalzavano imho il livello di interesse del film. Se questo film di Scott fosse stato bollato di maschilismo perchè non considerava la versione femminile quella assolutamente vera sarebbe stata una cosa positiva per me per lo stesso motivo, perchè avrebbe presentato le 3 versioni senza porre l'accento ma presentando i vari indizi.

                Comunque d'altra parte se l'intento di Scott Damon e Affleck era quello di mostrare come un fatto vero viene manipolato, dovevano partire appunto da una verità innegabile, che in questo caso è quella di Marguerite. Secondo me dopo aver letto il libro si son decisi che quella fosse la verità e hanno cavalcato su quella cosa impostando il film così.

                Comunque lasciare l'ambiguità avrebbe giovato sulla discussione un po' come Deckard replicante o meno (passatemi il paragone).

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                • Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio

                  No infatti ha subito soprusi dallo Stato, poi la tua non è una obiezione mi dispiace
                  E perchè non sarebbe un'obiezione?

                  Sul primo punto: appunto.

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                  • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                    Ma nel caso che invece l'episodio storico avesse avuto un colpevole accertato e Scott avesse adattato quella storia, sarebbe stato un problema a monte l'aver scelto di raccontare proprio quell'episodio?
                    Sarebbe stato comunque sospetto in questo momento storico cinematografico

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                    • Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio

                      Posso essere brutale? Viene considerato colpevole perché lo è nel 90% Delle volte e la giustizia lo dimostra chiaramente.
                      Comunque Alò ha definito il film splendido ho sentito, almeno siamo in due
                      E quel restante 10% quindi è lecito abbia la vita/carriera rovinata. Ok.

                      Ma come cazzo stiamo messi?

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                      • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio

                        Tutto questo per ribadire che, per quanto mi riguarda, non sarà certo l'eventuale retorica femminista e l'impostazione schierata il problema
                        Non lo è (non è che detto che lo sia) nell'economia dell'opera in sè ma sicuramente nell'ottica dell'operazione lo è. E questo, a prescindere, non può che schifarmi.

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                        • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
                          Comunque sì, un film come Rashomon sarebbe forse stato più interessante ma non è una regola quella di mantenere l'ambiguità tra i punti di vista, probabile abbiano voluto utilizzare questa storia per raccontare problemi ancora attualissimi e che leggendo il materiale di partenza si siano fatti un'idea su dove risiedesse la verità.
                          Ti quoto perché a mio parere è proprio questo il punto del film, prendere questa storia nello specifico, per come è emblematica, per sottolinearne l'attualità e per ragionare sull'università di situazioni e reazioni (ci sono momenti quasi stranianti in cui alcune frasi, alcuni commenti in bocca ai personaggi potrebbero benissimo fungere da citazioni di alcune frasi e commenti che ancora oggi circolano a bizzeffe sui social, ma non per questo si crea uno stridore o una sensazione di forzatura).

                          Detto questo, penso che chi avrebbe avuto più interesse a vedere un trattamento del tutto imparziale della vicenda lo può trovare proprio nell'altro film di Venezia 78 che citava Martin Scortese, incentrato su una presunta aggressione sessuale ma in un contesto odierno post MeToo, Les choses humaine di Yvan Attal, che ascolta tutte le parti in causa ed è un affresco impressionante proprio delle prospettive socio-culturali e psicologiche dell'accusato e dell'accusatrice, nel senso che va al di là di qualunque demonizzazione dell'ipotetico colpevole cercando piuttosto di inquadrare le problematiche del sistema culturale e della percezione collettiva.

                          Ok, The Last Duel non è certo così raffinato ma neanche vuol esserlo perché comunque il setting è quello di una realtà storica di oppressione praticamente totale nei confronti delle donne. E però non è un film che urla a squarciagola "uomini = merde, donne = sante", non è estremista, mettiamola così. Ecco questa analisi a riguardo, benché eccessivamente entusiasta (per me The Last Duel rimane un film "solo" buono), coglie il suo aspetto più interessante ovvero la rilettura critica inedita del genere: https://www.esquire.com/it/cultura/f...el-film-com-e/

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                          • Originariamente inviato da StranaIndividua Visualizza il messaggio

                            Ti quoto perché a mio parere è proprio questo il punto del film, prendere questa storia nello specifico, per come è emblematica, per sottolinearne l'attualità e per ragionare sull'università di situazioni e reazioni (ci sono momenti quasi stranianti in cui alcune frasi, alcuni commenti in bocca ai personaggi potrebbero benissimo fungere da citazioni di alcune frasi e commenti che ancora oggi circolano a bizzeffe sui social, ma non per questo si crea uno stridore o una sensazione di forzatura).

                            Detto questo, penso che chi avrebbe avuto più interesse a vedere un trattamento del tutto imparziale della vicenda lo può trovare proprio nell'altro film di Venezia 78 che citava Martin Scortese, incentrato su una presunta aggressione sessuale ma in un contesto odierno post MeToo, Les choses humaine di Yvan Attal, che ascolta tutte le parti in causa ed è un affresco impressionante proprio delle prospettive socio-culturali e psicologiche dell'accusato e dell'accusatrice, nel senso che va al di là di qualunque demonizzazione dell'ipotetico colpevole cercando piuttosto di inquadrare le problematiche del sistema culturale e della percezione collettiva.

                            Ok, The Last Duel non è certo così raffinato ma neanche vuol esserlo perché comunque il setting è quello di una realtà storica di oppressione praticamente totale nei confronti delle donne. E però non è un film che urla a squarciagola "uomini = merde, donne = sante", non è estremista, mettiamola così. Ecco questa analisi a riguardo, benché eccessivamente entusiasta (per me The Last Duel rimane un film "solo" buono), coglie il suo aspetto più interessante ovvero la rilettura critica inedita del genere: https://www.esquire.com/it/cultura/f...el-film-com-e/
                            Le musiche come sono?

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                            • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio

                              Le musiche come sono?
                              Non mi sono rimaste particolarmente impresse però direi più che adeguate soprattutto nel segmento finale, contribuiscono a creare una tensione notevole.

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                              • Originariamente inviato da StranaIndividua Visualizza il messaggio

                                Ti quoto perché a mio parere è proprio questo il punto del film, prendere questa storia nello specifico, per come è emblematica, per sottolinearne l'attualità e per ragionare sull'università di situazioni e reazioni (ci sono momenti quasi stranianti in cui alcune frasi, alcuni commenti in bocca ai personaggi potrebbero benissimo fungere da citazioni di alcune frasi e commenti che ancora oggi circolano a bizzeffe sui social, ma non per questo si crea uno stridore o una sensazione di forzatura).

                                Detto questo, penso che chi avrebbe avuto più interesse a vedere un trattamento del tutto imparziale della vicenda lo può trovare proprio nell'altro film di Venezia 78 che citava Martin Scortese, incentrato su una presunta aggressione sessuale ma in un contesto odierno post MeToo, Les choses humaine di Yvan Attal, che ascolta tutte le parti in causa ed è un affresco impressionante proprio delle prospettive socio-culturali e psicologiche dell'accusato e dell'accusatrice, nel senso che va al di là di qualunque demonizzazione dell'ipotetico colpevole cercando piuttosto di inquadrare le problematiche del sistema culturale e della percezione collettiva.

                                Ok, The Last Duel non è certo così raffinato ma neanche vuol esserlo perché comunque il setting è quello di una realtà storica di oppressione praticamente totale nei confronti delle donne. E però non è un film che urla a squarciagola "uomini = merde, donne = sante", non è estremista, mettiamola così. Ecco questa analisi a riguardo, benché eccessivamente entusiasta (per me The Last Duel rimane un film "solo" buono), coglie il suo aspetto più interessante ovvero la rilettura critica inedita del genere: https://www.esquire.com/it/cultura/f...el-film-com-e/
                                Ma infatti è une delle tante decostruzionu del mito cavalleresco che in questo caso riguarda anche il rapporto con la donna. Anche tu sei andata a Venezia quindi?

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