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The Last Duel (Ridley Scott)

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  • THE LAST DUEL

    Accuratezza storica impeccabile per una storia delicata e intima narrata in modo frammentato e poco omogeneo, Adam Driver l'ho preferito al bolso Matt Damon, gli scontri medievali e cavallereschi sono buoni e brutali, però non so la storia e il tipo di narrazione non mi ha convinto molto (seppur sia una storia vera), ma entrando in sala (non mi ero informato su niente della trama prima di entrare in sala) mi aspettavo una storia diversa con un respiro più epico.
    Bellissime le scenografie e i costumi comunque e discreto film nel complesso, anche se mi aspettavo qualcosa di diverso.
    Ultima modifica di Darkrain; 25 ottobre 21, 12:23.

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    • Originariamente inviato da Mr.Magpie Visualizza il messaggio
      I Il modo in cui si è scelto di strutturare i 3 segmenti narrativi era già sufficiente ed efficace nel veicolare il (giusto) messaggio in maniera inequivocabile, senza bisogno di didascalie.
      A parte questo nulla da dire, filmone.
      Esattamente. E' stata una roba proprio superflua perchè le immagini parlano da sole.

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      • 'mazza che botta. Sta solo a 18 milioni di incassi ed è uscito praticamente in tutto il mondo.

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        • Tutti a vedere l'ultima stronzata Marvel, oramai il resto dei film se costa un pò di più floppa malamente. 100 milioni e solo 18 di incassi sono un bagno di sangue senza appello.

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          • Scandaloso comunque data la qualità del film.

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            • Originariamente inviato da Mr.Magpie Visualizza il messaggio
              Il film mi è piaciuto molto. L'unico vero appunto che mi sento di fare è quella scritta "La verità" quando si narrano le vicende dal punto di vista della protagonista.[...]
              Originariamente inviato da trabant Visualizza il messaggio
              posto che il punto di vista "vero" sia quello della moglie (lo dice anche la didascalia)[...]
              Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio
              Per me quel "la verità" non rovina il film ma lo rende scontato purtroppo. Se avessero lasciato i 3 punti di vista senza porre l'accento su quale fosse vera sarebbe stato davvero memorabile oltre che coraggioso, e avrebbe posto pure il quesito morale del processo per combattimento e conseguenze varie del caso, lasciando completamente libera scelta allo spettatore ed elevando l'opera imho. Quelle due parole cambiano completamente il senso concettuale del film e per me passa da film grandioso a "solo" buon film.
              Scusatemi, vi chiedo delucidazioni perché non vorrei che durante la visione mi fosse sfuggito qualcosa.

              A me risulta che ogni sezione sia introdotta dal cartello "La verità secondo [Pinco Pallo]", inserendo ora il nome di de Carrouges, ora quello di Le Gris, e infine quello di Marguerite - non è una prerogativa esclusiva del personaggio della Comer, e perciò la sua versione non risulta "più vera" delle altre.

              Quindi a quale "la verità" vi state riferendo? C'è una seconda didascalia, nella parte relativa al punto di vista di Marguerite, che mi sono persa?

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              • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio


                Scusatemi, vi chiedo delucidazioni perché non vorrei che durante la visione mi fosse sfuggito qualcosa.

                A me risulta che ogni sezione sia introdotta dal cartello "La verità secondo [Pinco Pallo]", inserendo ora il nome di de Carrouges, ora quello di Le Gris, e infine quello di Marguerite - non è una prerogativa esclusiva del personaggio della Comer, e perciò la sua versione non risulta "più vera" delle altre.

                Quindi a quale "la verità" vi state riferendo? C'è una seconda didascalia, nella parte relativa al punto di vista di Marguerite, che mi sono persa?
                Beh quando compare la scritta la verità secondo Marguerite dopo poco scompagliono le ultime due parole e rimane su schermo nero per un paio di secondi solo "la verità", cosa che nelle altre due versioni non succede. Da lì deduci che l'ultima versione è quella reale

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                • Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio
                  Beh quando compare la scritta la verità secondo Marguerite dopo poco scompagliono le ultime due parole e rimane su schermo nero per un paio di secondi solo "la verità", cosa che nelle altre due versioni non succede. Da lì deduci che l'ultima versione è quella reale
                  Ah ok perfetto, non mi ero troppo soffermata su quel particolare

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                  • Esatto. Come detto per me quello cambia completamente il senso del film. Non sto dicendo quale sia meglio o peggio (io avrei fatto a meno), però in un caso avremmo avuto lo spettatore che decide con tutte le implicazioni morali del caso, nell'altro caso abbiamo un senso diversissimo, con la verità che ci viene mostrata e con le versioni cambiate in base a chi racconta. Cambia proprio l'idea concettuale alla base. Sono affascinanti entrambe questo poco ma sicuro.

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                    • Comunque mi sento di dire che questo film non scomparirà, avrà una seconda vita tra le mura casalinghe e sono sicuro sarà ricordato tra i più bei film di Scott almeno degli ultimi anni.

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                      • Originariamente inviato da Martin Scortese Visualizza il messaggio
                        Comunque mi sento di dire che questo film non scomparirà, avrà una seconda vita tra le mura casalinghe e sono sicuro sarà ricordato tra i più bei film di Scott almeno degli ultimi anni.
                        Io non vedo già l'ora di rivederlo, ma secondo me va visto assolutamente in originale. Poi giudicherò bene.

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                        • E' il miglior film di Scott sin dai tempi... di American Gangster/Le Crociate probabilmente. Il BD credo lo prenderò.

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                          • Finalmente l'ho visto. Per me un grandissimo film. Già prima della visione sostenevo che stabilire arbitrariamente dove risiedesse la verità non avrebbe intaccato per forza il valore del film e così è effettivamente stato. Forse gli accostamenti a Rashomon hanno fatto girare un po' la testa ad alcuni commentatori ma di base Scott&Co volevano raccontare una cosa in un determinato modo e così hanno fatto con grande abilità. Non è l'idea di ricostruire la vicenda attraverso diversi punti di vista per lasciare nell'ambiguità la tesi finale, ma utilizzare i punti di vista per mettere in luce le contraddizioni delle parti in causa, mettere sotto la lente di ingrandimento gli uomini di potere rozzi, ipocriti e meschini e le loro azioni tutt'altro che cavalleresche. Anche la ricerca della giustizia, fine ultimo di quanto raccontato, viene contaminata dalla spettacolarizzazione e dai personalismi dei potenti di turno. E infatti tremendo e perfetto il finale, in cui di base Marguerite (che avrebbe preferito un semplice processo) diventa il trofeo da esibire del vittorioso de Carrouges, interessato più di ogni altra cosa al suo nome e al suo prestigio (tanto che è addirittura il re a ricordargli di andare incontro alla moglie, vera vittima di tutta la faccenda).

                            La scena che descrive secondo me in maniera esemplare questo film è quella dell'investitura sul campo di de Carrouges, totalmente spogliata di valore e solennità sia per il vociare divertito degli uomini attorno, sia per gli isterici tentativi di de Carrouges stesso di dare una parvenza di contegno ed importanza al momento, che finiscono per sortire l'effetto opposto. Siamo ben lontani da Kingdom of Heaven.

                            Ridley Scott, 83 anni. Se questo è un regista bollito non resta che augurarsi di trovarne tanti altri bolliti come lui.

                            ps: prove attoriali tutte convincenti, specialmente quella della bellissima (da mascella a terra in questo film) Jodie Comer. Nota di merito però per il giovane attore che ha interpretato Carlo VI, l'ho trovato davvero in parte e nelle poche scene in cui compare secondo me è anche riuscito grazie alla sua interpretazione a tratteggiare alcuni segnali di quella che poi sarà la tremenda discesa del re nella pazzia, negli anni a venire.

                            pps: messa in scena come al solito indiscutibile, un film molto di interni, ma quando si arriva a menare Scott sa sempre come ricreare quella brutalità, realismo e visceralità che dona ai suoi film un peso e una concretezza assoluta.
                            Ultima modifica di The Fool; 28 ottobre 21, 01:46.

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                            • Originariamente inviato da The Fool Visualizza il messaggio
                              Finalmente l'ho visto. Per me un grandissimo film. Già prima della visione sostenevo che stabilire arbitrariamente dove risiedesse la verità non avrebbe intaccato per forza il valore del film e così è effettivamente stato. Forse gli accostamenti a Rashomon hanno fatto girare un po' la testa ad alcuni commentatori ma di base Scott&Co volevano raccontare una cosa in un determinato modo e così hanno fatto con grande abilità. Non è l'idea di ricostruire la vicenda attraverso diversi punti di vista per lasciare nell'ambiguità la tesi finale, ma utilizzare i punti di vista per mettere in luce le contraddizioni delle parti in causa, mettere sotto la lente di ingrandimento gli uomini di potere rozzi, ipocriti e meschini e le loro azioni tutt'altro che cavalleresche. Anche la ricerca della giustizia, fine ultimo di quanto raccontato, viene contaminata dalla spettacolarizzazione e dai personalismi dei potenti di turno. E infatti tremendo e perfetto il finale, in cui di base Marguerite (che avrebbe preferito un semplice processo) diventa il trofeo da esibire del vittorioso de Carrouges, interessato più di ogni altra cosa al suo nome e al suo prestigio (tanto che è addirittura il re a ricordargli di andare incontro alla moglie, vera vittima di tutta la faccenda).

                              La scena che descrive secondo me in maniera esemplare questo film è quella dell'investitura sul campo di de Carrouges, totalmente spogliata di valore e solennità sia per il vociare divertito degli uomini attorno, sia per gli isterici tentativi di de Carrouges stesso di dare una parvenza di contegno ed importanza al momento, che finiscono per sortire l'effetto opposto. Siamo ben lontani da Kingdom of Heaven.

                              Ridley Scott, 83 anni. Se questo è un regista bollito non resta che augurarsi di trovarne tanti altri bolliti come lui.

                              ps: prove attoriali tutte convincenti, specialmente quella della bellissima (da mascella a terra in questo film) Jodie Comer. Nota di merito però per il giovane attore che ha interpretato Carlo VI, l'ho trovato davvero in parte e nelle poche scene in cui compare secondo me è anche riuscito grazie alla sua interpretazione a tratteggiare alcuni segnali di quella che poi sarà la tremenda discesa del re nella pazzia, negli anni a venire.

                              pps: messa in scena come al solito indiscutibile, un film molto di interni, ma quando si arriva a menare Scott sa sempre come ricreare quella brutalità, realismo e visceralità che dona ai suoi film un peso e una concretezza assoluta.
                              Applausi davvero. Ottimo commento.

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                              • @mr fred sei andato a vederlo?

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