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Elvis Presley - biopic (Baz Luhrmann)

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  • FILMONE PAZZESCO.
    Bravo Baz!
    Brividi.



    Se ne avete la possibilità andate a vederlo nel cinema con lo schermo più grande possibile.

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    • Visto. Mi è piaciuto, credo però di essere tra i pochi ad aver apprezzato più la seconda metà del film che la prima. La "gioventù" di Elvis è caratterizzata, stilisticamente, da alcune scelte di montaggio e regia che non mi sono garbate molto. Quando il film rallenta un attimo (ma proprio un attimo eh) escono fuori anche le emozioni e non solo lo spettacolo, e lì devo dire che il film diventa un ottimo blockbuster.
      https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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      • Visto


        che dire, da come se ne parlava mi aspettavo decisamente di meglio

        è un buon film ma è anche un film molto molto furbo...ma MOOOOOLTO furbo...e anche questo fa parte di una stampa che ormai si sbrodola troppo facilmente e non si accorge (o NON VUOLE accorgersi) delle facilonerie messe in scena

        le cose che vanno: la regia comunque sufficiente, Luhrmann ci sa fare con certi dettagli... Austin che regge praticamente tutto il film, una nomination credo sia d'obbligo, il trucco incredibile, sia su Hanks che si Austin sono veramente impressionanti... e ovviamente le musiche

        le cose che non vanno: c'è un momento in cui il personaggio del colonnello Parker, interpretato da Hanks, spiega fondamentalmente il suo personaggio come un IMBONITORE, ecco, questo film gioca con lo stesso modus operandi della definizione stessa, è come se il colonnello Parker si fosse impossessato della regia di Luhrmann... due ore e mezza di intortamenti, trucchetti e scelte di montaggio che mi hanno sinceramente infastidito, le parti sulla scalata al successo sono tutte troppo frettolose e gestite un po alla meh, è tutto tuonante e roboante ma alla fine fa solo giri su se stesso per tornare sempre alla solita manfrina di Elvis che non riesce a capire di essere stato preso per il culo per tutta la vita da questo uomo...questo film di Elvis e di cosa sia stato realmente il suo personaggio ha solo qualche lampo, dovevano chiamarlo "Colonello Parker e la sua creazione"
        sono stato deluso anche dalle scenografie, tutte molte belle, luccicanti ma un po claustrofobiche, vengono usati dei trucchi per nascondere il piccolo cercando di farlo sembrare più grande di quello che sembra (come è tutto il film), ma probabilmente è un difetto mio, il montaggio non ha aiutato a dare poco poco respiro alla scenografia e risulta tutto abbastanza "clipposo", è tutto così palesemente fatto in studio da risultarmi finto, troppo finto, non capisco perchè si è persa anche l'abitudine di girare FUORI dagli studios, con luce REALE...mah...molte volte mi sembrava di vedere uno di quei video musicali che mandavano su mtv

        ovviamente le tematiche quali droghe, abusi (suoi e subiti) sono appena appena accennati

        non fatevi intortare dall'ennesimo gioco di luci e spettacolo che gira su se stesso per due ore e mezza

        la sufficienza la prende ma che delusione ragazzi!


        p.s:
        la sua opera migliore, per me, rimane ancora GET DOWN
        Ultima modifica di MartyMcFly; 09 agosto 22, 12:41.

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        • A primo impatto credo sia il film di Luhrmann che mi ha convinto di più.

          Anche in Elvis ci sono tutti gli elementi luhrmanniani che conosciamo sia registici ma anche per le tematiche affrontate come l'integrazione culturale(presente fin da Ballroom),la tematica razziale ed altri stilemi tipici del suo cinema come il senso di morte che serpeggia durante il film ma anche il tema del sacrificio e della scelta; ed esempio Elvis in un certo momento può ricordare Satine di Moulin Rouge per la voglia di evadere ma l'impossibilità nel farlo.

          La parabole e dove Luhrmann insiste per tratteggiare il suo Elvis è chiara, ne fa un racconto socio-politico inserendo il dramma del personaggio tra la voglia di ascendere,essere più partecipe socialmente ed il suo alterego cioè il colonnello Parker che vorrà invece imprigionarlo.

          Luhrmann già in Gatsby aveva dimostrato un po' di maturità,in quanto sì la prima parte era "schizzata" ma poi il regista sapeva soffermarsi nei momenti drammatici; in Gatsby tra un voice over invadente,che spiegava anche la storia senza mostrarla o comunque "viverla" il dramma non era vissuto a pieno ed i molti personaggi del film non avevano la giusta profondità.
          Elvis invece si concentra su due personaggi dei quali di fatto si comprende benissimo il punto di vista e le loro azioni che di fatto sono "vissute".
          Sì non mancano alcune vicende che scorrono un po' come fossero "vignette" quindi liquidate un po' velocemente,su tutte Priscilla-Elvis,ma in generale nella prima parte si può avere la sensazione che il tutto proceda un po' a clip,però dove Luhrmann vuole soffermarsi il dramma c'è e lo spettatore lo coglie.

          Chiaramente lo stile di Lurhmann ormai si conosce quindi alcune trovate registiche potranno risultare stucchevoli,anche se salvo magari alcuni rallenty in eccesso su Parker ad esempio nella prima parte, gli "eccessi" di Lurhamann mi sono sembrati narrativamente coerenti con ciò che voleva raccontare.

          Altra chicca...la citazione a Nightmare Alley, ho apprezzato il cambio di fuoco tra il volto limpido di Elvis da giovane per poi mettere a fuoco alle sue spalle il poster del Geek.

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          • Visto Elvis. Bello dai, non amo particolarmente Luhrman ma qui ha trovato un buon equilibrio e si percepisce la passione. Tecnicamente molto valido sotto ogni aspetto, a livello visivo è un bel vedere con grande cura dei dettagli anche se con i soliti eccessi un pò da videoclip di qualche decade fa che non digerisco. Infatti a me è piaciuta più la seconda e ultima parte, più ponderata e meno famelica, dove il regista si fa un pò più da parte e lascia che sia la storia a parlare e soprattutto i suoi personaggi. Austin Butler molto bravo ma poco entusiasmante, se non quando canta e si muove esattamente come Elvis ma senza scadere nella macchietta imitatoria. Tom Hanks sempre sul pezzo, riassume bene tutte le sfumature e contradizioni di quell'ambiguo e viscido personaggio che fu "il colonnello Parker". Ecco, la scelta di far raccontare proprio a lui la parabola di Elvis, per quanto ne posso comprendo la facile scelta, non ne condivido il meccanismo narrativo. Un pò fine a se stesso. Forse la verità è che Elvis Presley è un personaggio che si racconta da solo, era il film della sua vita nel bene e nel male. Avrei preferito che Parker fosse raccontato, piuttosto che raccontarsi anche perché, conoscendo la storia, è come voler tenere Elvis ancora incatenato sotto le grinfie di quel faccendiere sfigato. Mi aspettavo un pò di più anche dal versante dramma personale e la scelta di autodistruggersi nonostante tutto : cioè alcol, droga, droga, alcol...è solo accennato, dando per scontato che tutti sappiano tutto visto di chi stiamo parlando. Anche la famiglia resta un pò un'ombra sullo sfondo, mai nonostante tutto le peculiarità del ritratto emergono comunque bene. Nella stagione dei premi verrà spesso nominato, Oscar inclusi. Dubito vincerà nulla (ma non è detto, occhio agli attori e alcune note tecniche), ma sarà sempre presente e penso crescerà nel tempo. Nonostante la durata, non l'ho mai trovato lungo o pesante e anche questo è un merito. Quindi bel film, punto. Bravi.
            No, non lo riguarderei.

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            • Baz Luhrmann Shuts Down Four-Hour ‘Elvis’ Cut on HBO Max Rumors | IndieWire

              Baz Luhrmann, signori
              Luminous beings are we, not this crude matter.

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              • "Sono un po' stanchino"

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                • ci saranno le parti con droghe, alcool, tradimenti ecc?? insomma quello che doveva essere realmente Elvis??

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                  • A quello ci penserà Sofia Coppola che racconterà la faccenda dal punto di vista di Priscilla.

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                    • Senza parole.

                      Lisa Marie Presley, a musician and only child of Elvis Presley, died Thursday.

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                      • Eh, povera. Una che poteva sedersi comodamente e campare dieci vite con gli introiti ancora generati dal babbo, si è invece affaticata in una sua carriera ed alla fine si è spenta a 54 anni.
                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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