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The Devil All the Time - Le strade del male (Antonio Campos)

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  • #16
    Originariamente inviato da Massi Visualizza il messaggio

    Non sono d’accordo su Pattinson, mi pare molto più anomalo un film come Batman (che poi magari sarà meno canonico di come uno può immaginarselo) rispetto alla galleria di personaggi straniati che ha dimostrato di prediligere. Del resto la sua recitazione non cerca mai scorciatoie, gliene va dato atto, e neanche bisogna fargliene una colpa. Diciamo che rispetto al Depp che a un certo punto si è messo a scegliere (secondo me) per vezzo una serie di ruoli in linea con la sua figura pubblica di ribelle, Pattinson lo fa perché effettivamente aderiscono al suo modo di recitare. Ha un che di angosciante che non a caso gli è valso il sodalizio con Cronenberg, già solo questo lo pone dieci spanne sopra tutto gli altri della sua generazione (e non solo). Secondo me potrebbe interpretare brillantemente anche uno di quei personaggi paranoici e disadattati che tanto piacciono a Schrader.
    Tutto assolutamente ineccepibile, concordo, bravo.

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    • #17
      Dal trailer sembra interessante
      Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio

      In che senso? Mi sembra un film dal budget medio-basso. Per loro meno che noccioline.
      Penso si riferisse al cast abbastanza nutrito, anche se non ho idea di quanto Netflix paghi gli attori

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      • #18
        Casting anche troppo nutrito, queste storie e atmosfere funzionano con le giuste facce lerce e sconosciute.

        Essendo giovani attori in ascesa abituati a recitare in piccole produzioni per due ceci secchi immagino siano costati il giusto, mica parliamo di grandi star.

        Sono passati dieci anni da Twilight ma Pattinson è ancora nella fase in cui sente il bisogno di farsi prendere sul serio interpretando personaggi scabrosi e/o antipatici come uno Scamarcio qualsiasi. Mi auguro che Nolan e Batman lo aiutino a fare pace con sé stesso.








        ​​​​​​
        Ultima modifica di mr.fred; 14 agosto 20, 14:20.

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        • #19
          Pattinson fa le scelte in base alle sceneggiature che gli propongono e per cambiare un immaginario del pubblico che è ben difficile da far dimenticare. Ancora adesso molti e molte lo associano a "quello che ha fatto Twilight". Non è molto diverso da Di Caprio, che se non avesse avuto la lungimiranza di farsi le ossa con diversi film di Scorsese probabilmente sarebbe scomparso dal mondo del cinema o relegato a roba insulsa da belloccio.

          Puoi chiamarlo e dargli tu i suggerimenti comunque, il tuo curriculum da agente di attori di sucesso probabilmente lo sconvolgerà.

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          • #20
            Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
            Pattinson fa le scelte in base alle sceneggiature che gli propongono e per cambiare un immaginario del pubblico che è ben difficile da far dimenticare. Ancora adesso molti e molte lo associano a "quello che ha fatto Twilight". Non è molto diverso da Di Caprio, che se non avesse avuto la lungimiranza di farsi le ossa con diversi film di Scorsese probabilmente sarebbe scomparso dal mondo del cinema o relegato a roba insulsa da belloccio.

            Puoi chiamarlo e dargli tu i suggerimenti comunque, il tuo curriculum da agente di attori di sucesso probabilmente lo sconvolgerà.
            Concordo. Anche Ledger, a suo tempo, era stato bravo a scrollarsi subito di dosso il ruolo da belloccio interpretato in "10 cose che odio di te"

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            • #21
              Di Caprio era un attore affermato e apprezzato anche prima di Titanic e comunque non è che dopo quel film si sia messo a impersonare personaggi rigorosamente antipatici e scabrosi per scrollarsi di dosso le ragazzine urlanti, ha sempre variato il ventaglio delle due interpretazioni.
              Vediamo che fa Pattinson forse è un attore poco versatile.

              Puoi chiamarlo e dargli tu i suggerimenti comunque, il tuo curriculum da agente di attori di sucesso probabilmente lo sconvolgerà.
              A differenza di molti sia qua dentro che da altre parti non ho il culto di Robert Pattinson ma mica ho detto che non sia bravo e intelligente, solo che negli ultimi dieci anni ha interpretato un certo tipo di personaggio quasi senza variare registro.
              Piuttosto pagherei (invece che essere pagato) per fare da agente alla mia pupilla Jennifer Lawrence, lei sì che avrebbe bisogno di ricevere buoni consigli.

              Ultima modifica di mr.fred; 14 agosto 20, 14:51.

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              • #22
                l-strade-del-mle.jpg?resize=1037%2C1536&quality=85&strip=all&ssl=1.jpg
                "Vabbè camerata, beviti un po' quello che ti pare e torna su VKontakte a scrivere di come vorresti sparare ai politici e di quanto la Meloni sia la tua waifu, va benissimo". cit.

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                • #23
                  Metascore 55.
                  Leggete cosa dicono di Tom Holland:

                  Robert Pattinson, Bill Skarsgard, and Sebastian Stan are standouts - but Tom Holland is transcendental.
                  Callum Crumlish, Daily Express UK, l' unico ad avergli dato 5 stelle.

                  The Devil All the Time movie reviews & Metacritic score: In Knockemstiff, Ohio and its neighboring backwoods, sinister characters — an unholy preacher (Rob...

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                  • #24
                    Non conoscevo questo Gabriele Ferrari, scrive da molto su Badtaste ? Non mi pare di aver mai letto una sua recensione, secondo me una buona scelta alternarlo a Niola ogni tanto.
                    Per essere un film di cattivi ragazzi, Le strade del male è tutto tranne che cattivo. Vuoto, vacuo, superficiale, un esercizio di stile
                    tumblr_oc8g4uj7aK1sec0ywo1_1280.jpg

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                    • #25
                      Mi pare sia lo Stanlio Kubrick de I 400 calci.

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                      • #26
                        Checché se ne dica in giro (male) io non l'ho trovato un lavoro insufficiente. La prima parte sembra preannunciare una sempre più corrosiva critica nei confronti della religione, con alcuni affondi piuttosto arditi, a conti fatti quella intenzione si rivela più essere un colpo a salve (cit.) che una sanguinante ferita sull'impenetrabile integrità della fede cristiana. Il discorso va man mano a sfumarsi, generalizzandosi e toccando altri luoghi di provenienza, oltre la fede il male può essere il prodotto della famiglia, frutto dello spirito di conservazione di questa, è figlio dei valori e delle tradizioni acquisiti da una figura paterna, nasce da un bisogno di autodeterminazione e di scalata professionale, nasce (a voler un pò forzare l'interpretazione) anche dall'arte, da una deviata passione fotografica, e ancora e ancora. Poco importa, qualunque sia la sua provenienza, questo male, che subdolo continua a strisciare imperterrito nella vita di certe persone, quel male generatosi dal bene e il destino beffardo (la morte) che ne consegue a cui alcuni sono indissolubilmente legati, ha qui nella sua raffigurazione romanzata delle punte di acume che lasciano spazio a stuzzicanti riflessioni, con risvolti a delle volte inquietanti, altre pure divertenti. La regia di Campos azzecca infatti alcune sequenze incalzando la narrazione a suon di decessi e impostando una buona atmosfera nefasta tra il cupo e un pizzico di grottesco, e quindi saggiamente non prendendosi mai del tutto troppo sul serio, il problema è che tutto queso non gli riesce sempre e quando non gli riesce bene, questo barcamenarsi a destra e sinistra, sembra più il tentativo di rifuggire da una potenziale esecuzione originale che sia un pelo più intelligente e sagace, aggrappandosi di riflesso furbamente (o pigramente) a registri già esistenti, prima fincheriani poi smaccatamente più coeniani (ma c'è anche Tarantino), e lasciando in noi per questo la sensazione di una certa indecisione di approccio alla materia, e poi l'amaro in bocca per non aver scavato con convinzione e personalità nel tentativo di far emergere tutto il marciume di una vicenda che senza ombra di dubbio tra le pagine del romanzo a cui si ispira ha avuto tutt'altra incisività e brutalità.
                        Forse la colpa più grande de "Le Strade del Male" è quella di avere dei protagonisti cattivi e non essere un film malato.
                        Certo durante la visione la presenza "del male" (the protagonist) si insinua continuamente sottopelle, ma non ha la forza di attecchire come un cancro nel profondo dell'organismo, non sentiamo la puzza del marcio, della putrefazione, come la sentono alcuni personaggi protagonisti, mancando quelle sensazioni che forse uno spettatore un filo più sadico (o masochista) vorrebbe avvertire insomma.
                        Ciò nonostante complice soprattutto di un cast ai suoi massimi livelli (un Pattinson in continua crescita che si destreggia brillantemente alle prese con il personaggio più viscido e scomodo) questo "Le Strade del Male" sa sempre come appassionare nelle sue 2 ore e 18 minuti di durata, senza mai trovare un momento di stanca. Dopotutto il male ha sempre il suo fascino.

                        Voto: 7
                        Ultima modifica di MrCarrey; 17 settembre 20, 01:56.
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                        • #27
                          Quanti eccellenti cast butteranno nel cesso i colossi dello streaming nei prossimi anni in progetti +1?
                          Dovrebbero mettergli il filtro anti-spam.

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                          • #28
                            Blando campionario di sfighe e violenze indeciso sul tono da adottare, la struttura a incastri per come è fatta rimanda a quella tipica di tante serie tv piuttosto che a modelli cinematografici. Tipico caso in cui la quantità di personaggi e eventi presentati e l' assenza di uno sguardo autoriale preciso avrebbe trovato giovamento da un adattamento seriale piuttosto che cinematografico.
                            Però la confezione è eccellente: Campos dirige benissimo (è il suo primo film che vedo), gli attori si impegnano, la fotografia (in pellicola) è strepitosa.
                            Secondo me diventerà un cult fra tutti quei ragazzini che lo vedranno attirati dai nomi in cartellone (ci sta Spider-Man, ci sta il Winter Soldier, ci sta Batman) e dalla immediata e capillare accessibilità dei contenuti Netflix che in tutta la loro vita non hanno mai visto un cosiddetto "film vero" (o che ne hanno visti pochi, magari pure sbagliati).

                            Ultima modifica di mr.fred; oggi, 09:32.

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