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The Killer - David Fincher (Netflix)

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  • #16
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

    Tra un John Wick/Leon/Collateral e un Hannibal/Seven/Memories of Murder ce ne passa.
    Ma cosa c’entra.

    Sará tutto bellissimo eh, sarà già un capolavoro a prescindere, ma praticamente sempre in quel microcosmo va a sguazzare. Francamente mi piacerebbe vederlo all’opera un po’ fuori dalla sua comfort zone, magari in qualcosa di sci-fi o addirittura epico/storico.
    La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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    • #17
      Ci sono killer in The Social Network?
      'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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      • #18
        Neppure in Mank e Ben Button ci sono killer.

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        • #19
          Anche a me piacerebbe vederlo in qualche sci-fi, come ho scritto sopra, o anche in un action/thriller/spy nudo e puro.

          E chissà che qui non ci sia qualcosina in più del solito sotto quell'aspetto, dipende da che tipo di assassino è, se internazionale o più localizzato in una sola area controllata da tot organizzazioni criminali. Bisognerebbe vedere la gn.

          Cmq, a proposito, Fincher aveva un altro progetto a lungo rimandato che avrebbe potuto concludere un'ideale trilogia dei serial killer, "Torso", tratto da una graphic novel di Brian Bendis.
          Chissà se anche quello riuscirà mai a riprenderlo.
          Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 25 febbraio 21, 21:11.
          Luminous beings are we, not this crude matter.

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          • #20
            A me va più che bene che resti nel thriller. Ci restasse sempre, pure MIllenium mi è piaciuto assai.

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            • #21
              Benjamin Button orribile, Social Network e Mank sopravvalutati, Fincher fuori dalla conforte zone non regge per niente bene. Il thriller per ora è la sua dimensione, non che sia un male.

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              • #22
                Social network non ha detto nulla neanche a me, fatto bene eh ma ho sentito parlare di capolavoro che boh. Ho preferito gone girl.

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                • #23
                  Alla fine l'hai visto Mank o il bianco e nero ti ha fatto desistere.

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                  • #24
                    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                    Ci sono killer in The Social Network?
                    Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                    Neppure in Mank e Ben Button ci sono killer.

                    Mamma mia che fatica che è stare qui dentro.

                    Se vedere Fincher ancora e ancora e ancora alle prese con dei thriller con degli omicidi di mezzo non è stucchevole, o quantomeno da spettatore ci si chiede se non sarebbe più interessante vederlo cimentarsi in qualcos’altro, soprattutto dopo quasi mezza decade sprecata con Mindhunter, allora alzo le mani.
                    La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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                    • #25
                      Sarebbe interessante e purtroppo diversi dei suoi progetti "alternativi" in lavorazione non si sono mai concretizzati, ma la sua attrazione verso thriller e dintorni non la trovo stucchevole allo stesso modo in cui non trovo stucchevole, per sempio, un Mann che ritorna ancora e ancora (e ancora) nel mondo del crimine o un Hitchcock la cui quasi totalità della filmografia si basa su omicidi e intrighi.
                      Luminous beings are we, not this crude matter.

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                      • #26
                        FIncher trova sempre il modo di rendersi interessante per ogni thriller che fa, potrebbe far solo quelli per quel che mi riguarda.
                        Mank no non l'ho visto mr.fred , non mi interessa molto il soggetto e in più è in bn. Ma forse lo recupererò più avanti.

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                        • #27
                          Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                          Sarebbe interessante e purtroppo diversi dei suoi progetti "alternativi" in lavorazione non si sono mai concretizzati, ma la sua attrazione verso thriller e dintorni non la trovo stucchevole allo stesso modo in cui non trovo stucchevole, per sempio, un Mann che ritorna ancora e ancora (e ancora) nel mondo del crimine o un Hitchcock la cui quasi totalità della filmografia si basa su omicidi e intrighi.
                          Di base sono fondamentalmente d'accordo, magari è anche vero che Fincher si troverebbe a poco agio in generi molto lontani da lui, ma visto cosa ha fatto con i primi episodi della prima stagione di House of Cards devo dire che non mi dispiacerebbe vederlo alle prese con un thriller politico.

                          Comunque il soggetto sembra invitante, sono sicuramente incuriosito.

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                          • #28
                            Non vorrei tediare...Ma siamo in parte nella continuazione del discorso che ho introdotto sul "Diabolik" di Mario Bava.
                            Nessuno si aspetta che DK uccida qualcuno con una decina di saccagnate (sebbene sia più comune e realistico di una coltellata in pieno petto per di più lanciata ad una certa distanza...); poiché sarebbe sciatto , disordinato in senso criminale e pure " estetico". Una cosa più da "Pietro Pacciani detto Il Vampa" . E dunque Fincher te lo immagini occupare la mattonella di un "Diabolik" eventualmente , ed invece molto meno nel ruolo di regista de "IL Mostro di Firenze" specialmente se dovesse adottare il punto di vista peculiare dei "compagni di merende" toscani. Per dire: pure Thomas Harris venne notato come osservatore nelle udienze del processo, ma anche lui è diventato famoso con un personaggio agli antipodi di un villico campagnolo fumantino ...

                            E di nuovo la questione retorica : sono "solo" film? Cioè , quello che li insaporisce è "lo specchio della realtà", oppure si rischia che una "realtà" insipida da indagare/accettare ci porti ostinatamente a fare congetture ed illazioni "da cinema"?
                            Abbiamo ad esempio e purtroppo un Ambasciatore , un Carabiniere ( ed un Autista, non italiano) uccisi in Congo. La ipotesi di una banda criminale "disorganizzata" che ha attinto le povere vittime ( come Fabio Moreni? Come Maria G. Cutuli? Come Ilaria Alpi?) è una spiegazione troppo "Pacciani" e dunque poco gratificante e troppo scontata per chi ama aderire alla tendenza "Fincher"?
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #29
                              Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio



                              Mamma mia che fatica che è stare qui dentro.

                              Se vedere Fincher ancora e ancora e ancora alle prese con dei thriller con degli omicidi di mezzo non è stucchevole, o quantomeno da spettatore ci si chiede se non sarebbe più interessante vederlo cimentarsi in qualcos’altro, soprattutto dopo quasi mezza decade sprecata con Mindhunter, allora alzo le mani.
                              Guarda che ha già girato anche uno sci-fi: Alien 3.
                              'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                              • #30
                                I film di Fincher bisognerebbe capirli oltre che guardarli. Tutti i suoi thriller sono diversi l'uno dall'altro, è troppo superficiale ridurli al solito serial killer. Esattamente quand'è che abbiamo visto un serial killer con una crisi esistenziale in un suo prodotto? Questo sarebbe ridondante?

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