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Il Divin Codino (Netflix)

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  • Il Divin Codino (Netflix)

    spero di non sbagliarmi ma non ho trovato nulla su questo curioso progetto, in caso chiudete pure

    a voi




    L'uomo che ha ispirato intere generazioni a giocare a calcio. E non solo. Un calciatore unico, capace di emozionare i tifosi di tutto il mondo. La storia de Il Divin Codino è in arrivo su Netflix. Una cronistoria dei 22 anni di carriera della star del calcio Roberto Baggio che include il difficile esordio come giocatore e le divergenze con alcuni degli allenatori.

    in uscita il 26 Maggio

    devo essere sincero, qualche brivido me lo ha trasmesso il teaser, non sembra una baracconata come quella recente di Totti (che comunque pensavo peggio) anzi sembra essere abbastanza serio

    poi vabbè, Martufello fa Mazzone per me è già Cult


  • #2
    Ne abbiamo parlato qualche settimana sul topic dei film originali Netflix.

    Sembra innegabilmente interessante, ed in alcuni frames l'attore che lo interpreta ha una somiglianza notevolissima, come a 0:49 .
    Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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    • #3
      La confezione sembra buona e l'approccio è totalmente diverso rispetto a quello della serie su Totti (che in effetti faceva pensare al peggio, invece con il taglio ironico hanno evitato il completo disastro)

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      • #4

        Everybody Lies...

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        • #5
          Anche questo trailer mi ha messo più di un brividino ... speriamo bene ... oltre a quello di Baggio, anche gli altri attori sembrano tutti azzeccati ...
          Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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          • #6
            Ma il lavoro fatto sulla serie di Totti non ha niente a che vedere con questa di Baggio. Questo sembra un vero e proprio biopic sulla carriera di Baggio e sul maledetto rigore del '94 che gli segnò la vita e la carriera per certi versi.

            La serie di Totti è una roba goliardica che è la prima a non volersi prendere sul serio. Se volete davvero vedere qualcosa di qualità riguardante Totti, consiglio il docufilm. Quello sì che l'ho trovato ben diretto ed emozionalmente coinvolgente.

            Comunque in generale, non mi piacciono molto i film/serie che cercano di ricreare partite di calcio... viene fuori sempre qualcosa di goffo e poco realistico. Tempo fa seguivo una serie di calcio su Netflix ambientato in Canada.. boh era strana. So che sempre su Netflix esiste anche Club de Cuervos ma non l'ho mai vista. Come detto, ho serie difficoltà a prendere sul serio queste serie tv che trattano di calcio.

            Per questo genere preferisco i docufilm, tipo gli All or Nothing su Prime o gli speciali del grande Buffa.
            "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
            And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
            That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


            # I am one with the Force and the Force is with me #

            -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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            • #7
              Non sta piacendo alla critica.

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              • #8
                niente, ancora non mi ripiglio da martufello-mazzone...

                "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                ~FREE BIRD~

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                • #9
                  Visto, non mi è dispiaciuto.

                  Ci sono alcuni punti davvero emozionanti in cui la lacrima c'è scappata, e per il resto fà quello che deve fare un biopic.


                  Cmq Arcangeli a tratti impressionante ... E' Baggio ... sia visivamente che in alcuni momenti proprio nelle movenze e nella voce ...
                  Ultima modifica di Matthew80; 27 maggio 21, 12:19.
                  Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                  • #10
                    Visto anche io..

                    Non è brutto. Ma è "corto". Troppo corto.

                    Ok che ci si voleva concentrare maggiormente sull'uomo più che sul giocatore ma, come ci aveva mostrato il documentario Io che sarò Roberto Baggio, c'erano tante cose di cui parlare inerenti alla faida Fiorentina-Juventus, ai mondiali del '98 (dove riuscì a combattere il demone di tirare un calcio di rigore nuovamente ai mondiali) e soprattutto avrei dato anche un po' di visibilità alla parentesi Bologna, tanto per accentuare l'amore di un popolo verso Roberto, più che "Baggio".

                    Per la mancanza di una narrazione più "epica" il film esce in modo alquanto timido.. che è un po' la caratteristica di Roberto Baggio che, ancora oggi si intimidisce in modo alquanto sincero quando si parla della sua carriera o qualcuno gli fa presente che grande giocatore e uomo è stato, per tanti tifosi e fan dello sport.

                    Tolto questo, quel che c'è è narrato in modo abbastanza didascalico (difetto di quasi tutti i biopic, musicali, sportivi eccecc) ma devo dire che emoziona abbastanza. La ricostruzione che è stata fatta del '94 con l'uso di quella tecnica molto tubo catodico, non mi dispiace. Lui è semplicemente perfetto come Roberto Baggio, il lavoro che è stato fatto non solo sul look ma soprattutto sui movimenti e il modo di parlare, quasi ti faceva dimenticare di star guardando un film e un attore, sembrava davvero lui!

                    Peccato che il film non riesca a trasmettere totalmente la grandezza di uno dei calciatori e sportivi più importanti e talentuosi della nostra patria. Baggio forse meritava un film esagerato, epico, immortale... come quei personaggi tipo Maradona, Michael Jordan o Michael Schumacher. Ma capisco che per uno che vive la sua vita con un pandino, un trattore e la sua fede, già tutto questo basta e avanza.

                    Non è una operazione da buttar via, perché nel suo piccolo e intimistico processo, il film si lascia vedere e soprattutto non ha quei difetti "parodistici" tipici dei film che cercano di simulare partite di calcio. Alla fine è importante che la pellicola faccia conoscere Baggio ai giovani e che dopo il film, accenda la voglia di andarsi a vedere magari uno speciale sui Mondiali del '94 o il documentario sopracitato, che davvero racconta a 360° tutta la storia del calciatore.

                    Per chi ha già visto il film, consiglio di vedere su Netflix Italia (canale youtube) anche le interviste al cast e a Baggio. Materiale in più che per certi versi, giustifica il motivo per cui il film alla fine è così "intimo" e non troppo pretestuoso.

                    p.s.
                    per tanti anni è girata la notizia che tutte le beghe che la nazionale ebbe nel mondiale del 2002, fu proprio per il fatto che Trapattoni decise di non portare Baggio ai mondiali del Giappone, essendo lui un personaggio molto amato in Asia e che avrebbe sicuramente portato ancora più sponsor e pubblico alle partite.

                    nessuno mi toglie dalla testa l'idea che un Italia - Brasile in quel 2002 doveva essere la vera finale. Noi avevamo una squadra incredibile e il Brasile era galattico.

                    ancora oggi quando penso a quel mondiale mi sale il veleno.
                    "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                    • #11
                      L'attore è fantastico, il film non è brutto è veramente troppo corto.

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                      • #12
                        L'Italia del 1990 al 2002 aveva una nazionale di enorme valore, ma si fermò spesso ad un passo dal traguardo, incredibilmente quella del 2006 seppur meno talentuosa delle precedenti, riuscì a portarsi a casa il mondiale invece.

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                        • #13
                          Si, confermo anchio: 10-15 minuti in più li avrei fatti, se possibile.

                          Poi come dice bene Naihir, il film forse è più "intimista" e non troppo "epico" di quanto qualcuno avrebbe voluto (ho letto qualche commento in giro), però considerando il carattere del personaggio Baggio, invece questa caratterizzazione ci sta tutta ...

                          Comunque l'ho rivisto un paio di volte, anche in tedesco ed inglese, e devo dire che più lo vedo e più mi convince ... il finale con suo padre, poi, è davvero da brividi ...
                          Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                          • #14
                            Si concordo con voi, il difetto principale è proprio la durata: serviva almeno almeno una mezzora in più, e sarebbe comunque stato troppo poco per ripercorrere la sua carriera.
                            Invece abbiamo un prodotto davvero troppo episodico e frammentato, diviso in 3 tronconi principali (gli esordi col passaggio alla Fiorentina e l'infortunio durante il quale si avvicina al buddismo, il mondiale del 94 che dura mezzo film, e infine l'ultimo periodo con la delusione della mancata convocazione per il mondiale 2002), coi quali si racconta in maniera troppo approssimativa ed arbitraria quello che è stato il Baggio calciatore (come puoi non parlare, ad esempio, del passaggio da Fiorentina a Juventus con quella partita in cui si rifiutò di tirare il rigore contro la viola, mettendosi poi la sciarpa della Fiorentina a fine partita... e vogliamo parlare del pallone d'oro a stento menzionato?). Tutto troppo frettoloso, slegato e poco omogeneo.
                            Ed anche la parte più intimistica secondo me non è realizzata molto bene, mi è sembrata un po insipida e scialba, tutto troppo piatto ed abbozzato (specie il discorso sulla fede, introdotto e poi dimenticato)... manca un po' di magia e di malinconia, di quel fascino incredibile che Baggio ha avuto sulla gente per il suo essere forse così tanto umano e poco "personaggio" resta poco nel film, ovvero il bel finale (che almeno chiude nel modo giusto) e qualche momento azzeccato, come quello in cui Baggio si sveglia di notte ripensando al rigore maledetto e la moglie gli dice (e ci dice) che forse è proprio per quello che tanti gli vogliono bene, perché hanno visto la tristezza e la sofferenza dell'uomo dietro al calciatore.

                            Mentre invece la cosa migliore è sicuramente l'interpretazione di Arcangeli che è stato davvero un Baggio convincente, ma mi è piaciuta anche la Bellè come Andreina e Pennacchi pure, nonostante un personaggio un po' troppo stereotipato... e mi è piaciuto particolarmente anche Martufello su Mazzone, meno invece Sacchi reso praticamente un mezzo villain...
                            Ultima modifica di Gandalf; 29 maggio 21, 02:33.
                            I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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                            • #15
                              Ma si tratta di dare una dimensione epica (e pure etica, vista la flessibilità con cui dati calciatori assumono a testimonial di problematiche serie ed importanti) a questo immondezzaio che è il calcio? Dove si passa in un attimo da "Conte (Antonio) non si tocca" a "Conte, sappiamo dove studia tua figlia..."? Dove la cessione di un giocatore deve ("deve") diventare melodramma , solo per giustificare che si cambia squadra per guadagnare più soldi; magari facendo finta che il top player sia un angioletto mal consigliato dall'avido procuratore senza scrupoli? Dove si cerca e brama sempre il Presidente/Proprietario che faccia cento milioni di debiti (cento più, cento meno...) per comprare nuovi giocatori? Dove gli allenatori hanno un contratto di tre anni e si ipotizza di esonerarli alla terza deludente giornata di campionato? Dove i giocatori , mai sazi di soldi (Baggio compreso...) prendono mostruose cantonate affidando i loro guadagni a spericolati investitori? Dove dopo ogni scandalo tutti si rifanno una verginità rievocando bei (???) tempi andati dove il calcio "era diverso"?
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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