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Cannes 2021

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  • Martin Scortese
    ha risposto
    Originariamente inviato da Fish_seeks_water Visualizza il messaggio
    Jeannette e Jeanne mi erano piaciuti, erano girati oggettivamente bene, con una consapevolezza assoluta del linguaggio, ma erano anche lentissimi, estenuanti (e infatti nella recensione qui sul forum avevo scritto: "Solo per cinefili"). Però ecco, adesso tu scrivi che non è questione di pesantezza, ma di banalità... boh, vedremo. Rimango curioso.
    Guarda io sono uno spettatore peculiare, a me i film non annoiano mai in pratica quindi difficilmente taccierò un film di essere pesante, molto spesso invece mi capita di trovare i film poco stimolanti, questo è uno di quelli

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  • Sebastian Wilder
    ha risposto
    France in itaia era piaciuto tanto a quelli di Quinlan mi pare. Pure loro gli avevano dato 9 o 10.

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  • Fish_seeks_water
    ha risposto
    Jeannette e Jeanne mi erano piaciuti, erano girati oggettivamente bene, con una consapevolezza assoluta del linguaggio, ma erano anche lentissimi, estenuanti (e infatti nella recensione qui sul forum avevo scritto: "Solo per cinefili"). Però ecco, adesso tu scrivi che non è questione di pesantezza, ma di banalità... boh, vedremo. Rimango curioso.

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  • Martin Scortese
    ha risposto
    Infatti io sono andato al cinema a vederlo proprio avendone sentito parlare in una certa maniera, attendo che altri nel forum portino anche la loro

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  • mr.fred
    ha risposto
    Dumont coccolatissimo dalla critica cinefila italiana, per molti è uno dei film dell' anno.
    In Francia ha diviso molto: cinque stelle dai Cahiers, Positif e Les Inrockuptibles e una stella dalla stampa più popolare.
    Il pubblico gli ha proprio voltato le spalle con incassi miserabili e score ignominiosi, un grosso smacco perché dà l' idea di essere costato un bel po'.

    https://www.allocine.fr/rechercher/?q=france

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  • Martin Scortese
    ha risposto
    Ho visto France di Bruno Dumont, l'ho trovato di una stupidità inaudita, vorrebbe processare l'intero apparato di riproduzione Delle immagini della società odierna e invece gli esce, a livello di approfondimento, un tema da terza media. Tra l'altro goffo all'inverosimile nello gestire la sovrapposizione di stili e registri diversi, per larghi tratti si assiste, in modo veramente ridondante, alla messa in scena di un telegiornale con l'impressione di guardare un dibattito di otto e mezzo al cinema.
    Non mi soffermo nemmeno sulla scrittura dei personaggi e mi concentro sull'eventuale apparato teorico perché sono talmente scialbi e inutili che forse è meglio scordarsi della loro esistenza.
    Vedo che su Filmtv a Sangiorgio è piaciuto, a me piacerebbe davvero che durante i festival i film fossero proiettati senza crediti, sono sicuro avremmo giudizi più sinceri.

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  • Fish_seeks_water
    ha risposto
    Comunque, secondo me il film alla fine è sul desiderio del padre e basta... sul Complesso di Elettra.
    All'inizio del film c'è il rifiuto del padre (quello vero, interpretato da Bertrand Bonello) e alla fine c'è l'accettazione dell'amore, anche sessuale, nei suoi confronti (anche se il padre è un altro). Ho visto di recente Brood di Cronenberg e iniziava con il tizio dallo psicoterapeuta alternativo che diceva: "Papà, ti odio perché ti amo". Ecco, in Titane succede questo, all'inizio del film la protagonista odia il padre, alla fine del film supera questa repressione e accetta di amarlo... e gli dà un figlio.

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  • Fish_seeks_water
    ha risposto
    Ho visto anch'io Titane, mi è piaciuto. La prima parte così così, un po' sconclusionata, si va di palo in frasca, alcuni momenti commedia che non funzionano, la violenza tecnicamente non resa bene (i frame velocizzati sono brutti da vedere), Nessuno mi può giudicare appiccicata lì, male ecc. Poi, però, il film secondo me diventa molto solido... e nel finale anche discretamente potente. La cosa che ho apprezzato di più (che è poi l'elemento distintivo della poetica di Julia Ducournau) è il lavoro sul corpo: l'erotismo (culi e fiche inquadrate in dettaglio, nudi integrali) e l'orrore (gli effetti della gravidanza). L'erotismo mi ha eccitato, il cronenbergiano body horror mi è piaciuto. Quindi, alla fine, promosso.

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  • aldo.raine89
    ha risposto
    Avevo trovato anch'io delle affinità con Ema ma me l'ero tenuto per me con il timore di dire una cazzata.
    Se siamo in due a pensarlo forse non é una cosa così campata in aria.
    Come dici tu c'é la non convenzionalitá della famiglia e quindi uno sguardo sull'evoluzione della societá e dei rapporti, dall'altra, almeno nella prima parte del film, la violenza ha quella funzione di sfogo e di espressione della propria personalitá come aveva il sesso in Ema.

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  • Admiral Ackbar
    ha risposto
    Ho visto Titane e sono entrato qui a leggere come ne avevate parlato, il solito bel post di Enfad mi ha aiutato a scovare qualche sfumatura che non avevo colto.
    Di sicuro il fulcro del film è il rapporto tra Alexia e Vincent. Proprio per questo trovo che la trovata della placca di titanio, il sesso con la Cadillac e la conseguente gravidanza siano elementi che rischiano di risultare quasi distraenti durante la visione: la simbologia è chiara, ma non si rivela altrettanto funzionale o fondamentale come poteva esserlo il cannibalismo in Raw (sicuramente un film maggiormente "immediato" e che di primo acchito mi è piaciuto di più). Se quell'elemento non ci fosse stato il film secondo me non avrebbe perso quasi nulla dal punto di vista tematico, sarebbero al massimo venute meno alcune scene "forti" in cui la regista dimostra nuovamente di essere bravissima a lavorare sui corpi femminili (già in Raw si intravedeva un'assoluta naturalezza e originalità, qui è portato tutto all'estremo). Ho la sensazione che inoltre Titane grazie a quella trovata rischi di venir etichettato come "il film in cui la protagonista rimane incinta di una macchina", quando l'accento dovrebbe invece essere posto sul rapporto padre-figlio/a della seconda parte e sugli scorci di ritrovata umanità di un'assassina. Questa parte secondo me è decisamente riuscita, ed è per questo che tutto sommato mi sento di dire di aver apprezzato il film pur non essendone rimasto folgorato ad una prima visione.
    Il fatto che la protagonista sia una ballerina bionda, il rapporto omosessuale con la collega (l'attrice di Raw che pure qua si chiama Justine), la nudità esibita senza clamore, la presenza del fuoco e la nascita di una famiglia assolutamente non convenzionale sono cose che mi hanno ricordato un po' Ema di Larraìn - anche se ovviamente ci sono grandi differenze tra i due film e i rispettivi autori.

    Comunque è sempre bello sentire una canzone italiana all'interno di un film straniero la Ducournau è appassionata? Già in Raw utilizzava un pezzo di Nada.

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  • papermoon
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    Red Rocket di Sean Baker:

    Nella prima metà del trailer c'è il motivetto di Badlands, curioso.

    Di TItane dalle mie parti nessuna traccia, purtroppo.

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  • p t r l s
    ha risposto
    Ho visto anch'io Titane e, sorpresa sorpresa (), mi è piaciuto molto.

    E' un film che spiazza, perché ad una prima parte horror fa seguito una seconda parte prettamente drammatica (d'altronde, fin dal suo annuncio il film viene definito drammatico), perché le efferatezze iniziali lasciano spazio ai buoni sentimenti dell'intenso finale e perché nel fare questo il cuore del racconto sembra spostarsi da un personaggio all'altro.

    Alexia è un personaggio respingente (e rompic......i) fin dalla prima scena, con quel fastidio che crea al padre e il fascino che prova per le macchine già abbozzato in quei "broom broom" che intona. Che sia estranea al mondo che la circonda è poi palesato da tutta una serie di altre scene:
    Spoiler! Mostra
    Tutto questo viene raccontato in maniera ambigua, le situazioni dei personaggi non sono mai chiare: quello che ad un certo punto per Alexia sembra un puro colpo di fortuna (un caso di somiglianza... anche qui: era vero o la moglie di Vincent ha notato subito le differenze e ha fatto finta di nulla per non ferirlo? Va in camera sua direttamente per minacciarla o lo fa dopo averla scoperta?) da un punto di vista "cinico", perché le permette di nascondersi, assume un altro valore nel momento in cui ci viene instillata l'idea che a condurre i giochi fin da subito è l'affetto consapevole di Vincent, rendendo quindi quell'evento un colpo di fortuna "affettivo".

    Una volta definiti questi elementi, il finale è intuibile
    Spoiler! Mostra


    Non ho riscontrato queste "sghangheratezze" che vengono imputate al film; anzi, la mano della Ducournau si dimostra ferma, consapevole negli obiettivi e decisa in cosa mostrare e come mostrarlo. Prove superlative dei protagonisti Agathe Rousselle, che ci mette anima e corpo, e Vincent Lindon, che ci mette solo anima (ma quanta anima!). Mi è piaciuta anche, per quel poco che si vede, Garance Marillier.
    Così, di primo acchito, ho preferito la sua opera prima, ma questo film a mio modo di vedere è un'altra scommessa vinta di una delle autrici che più mi hanno convinto e con cui mi trovo più in sintonia negli ultimi anni.

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  • StranaIndividua
    ha risposto
    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio

    Innanzitutto ti ringrazio, mi fa piacere sapere che il mio post sia risultato di interesse per qualcuno
    Per quanto riguarda Alexia, il punto è che lei uccide chiunque indiscriminatamente proprio perché è una sociopatica priva di sentimenti
    (...)
    Anche su questo punto concordo con te, e aggiungo che è un personaggio che la regista non fa nulla per renderci piacevole, o amabile; non è per niente empowering né è un'eroina, smonta le aspettative più e più volte durante il film,
    Spoiler! Mostra
    , è sfuggente nella sua rabbia senza fini ideologici o motivazioni che vadano al di là di reazioni e impulsi quasi autistici, incomprensibili, e il percorso tutto emotivo e interiore che fa non si serve di spiegazioni ma si basa sull'incontro con un'altra figura estrema quanto lei e altrettanto sola e autodistruttiva.
    Non c'è retorica né ruffianeria nel raccontare la protagonista e questo suo essere respingente la rende anche piuttosto unica in un contesto industriale dove i personaggi femminili devono sempre essere simboli, veicoli ideologici, messaggi sempre e comunque positivi anche nella loro violenza o rabbia.

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  • Fish_seeks_water
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    Red Rocket di Sean Baker:

    Can't wait.

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Red Rocket di Sean Baker:

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