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Filmografie e registi a confronto: la classifica di Badtaste

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  • FRITZ LANG

    • Metropolis (Metropolis) (1927) 10 e lode
    • M - Il mostro di Düsseldorf (M) (1931) 9,5
    • Furia (Fury) (1936) 9
    • Il vendicatore di Jess il bandito (The Return of Frank James) (1940) 7,5
    • Rancho Notorious (Rancho Notorious) (1952) 7
    • Il grande caldo (The Big Heat) (1953) 8
    • Quando la città dorme (While the City Sleeps) (1955) 8
    • Il diabolico dottor Mabuse (Die Tausend Augen des Dr. Mabuse) (1960) 6,5

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    • un altro dei grandi Maestri del Cinema classico...

      FRITZ LANG

      • Halbblut (1919) 7
      • Der Herr der Liebe (1919) 7
      • Die Spinnen, 1. Teil: Der Goldene See (1919) 6
      • Harakiri (1919) 7,5
      • Die Pest in Florenz (1919) 6
      • Die Spinnen, 2. Teil: Das Brillantenschiff (1920) 7
      • Das Wandernde Bild (1920) 6
      • Destino (Der Müde Tod) (1921) 8
      • Vier um die Frau (1921) n.v.
      • Il dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Spieler - Ein Bild der Zeit) (1922) 8,5
      • I nibelunghi (Die Nibelungen: Siegfried) (1924) 8,5
      • Die Nibelungen: Kriemhilds Rache (Die Nibelungen: Kriemhilds Rache) (1924) 7
      • Metropolis (Metropolis) (1927) 9,5
      • L'inafferrabile (Spione) (1928) 5,5
      • Una donna nella luna (Frau im Mond) (1929) 5
      • M - Il mostro di Düsseldorf (M) (1931) 10 e lode
      • Il testamento del dottor Mabuse (Das Testament des Dr. Mabuse) (1933) 8
      • Le testament du Dr. Mabuse co-regia di René Sti (1933) cos'è ? mai sentito :huh:
      • Liliom (Liliom) (1934) 6
      • Furia (Fury) (1936) 9
      • Sono innocente (You Only Live Once) (1937) 9
      • You and Me (1938) 5
      • Il vendicatore di Jess il bandito (The Return of Frank James) (1940) 6,5
      • Fred il ribelle (Western Union) (1941) 6
      • Duello mortale (Man Hunt) (1941) 6
      • Confirm or Deny, non accreditato, il film risulta diretto da Archie Mayo (1941) n.v. ma non è di Lang
      • Ondata d'amore (Moontide), non accreditato, il film risulta diretto da Archie Mayo (1942) 5 ma non è di Lang
      • Anche i boia muoiono (Hangmen Also Die) (1943) 8
      • Il prigioniero del terrore, conosciuto anche come Prigionieri del terrore (Ministry of Fear) (1944) 6,5
      • La donna del ritratto (The Woman in the Window) (1945) 8
      • Strada scarlatta (Scarlet Street) (1945) 8,5
      • Maschere e pugnali (Cloak and Dagger) (1946) 6
      • Dietro la porta chiusa (Secret Beyond the Door) (1948) 7
      • Bassa marea (House by the River) (1950) 8
      • I guerriglieri delle Filippine (American Guerrilla in the Philippines) (1950) 5
      • Rancho Notorious (Rancho Notorious) (1952) 6,5
      • La confessione della signora Doyle (Clash by Night) (1952) 6,5
      • Gardenia blu (The Blue Gardenia) (1953) 5
      • Il grande caldo (The Big Heat) (1953) 9
      • La bestia umana (Human Desire) (1954) 7,5
      • Il covo dei contrabbandieri (Moonfleet) (1955) 6
      • Quando la città dorme (While the City Sleeps) (1955) 8,5
      • L'alibi era perfetto (Beyond a Reasonable Doubt) (1956) 6,5
      • La tigre di Eschnapur (Der Tiger von Eschnapur) (1959) 6
      • Il sepolcro indiano (Das Indische Grabmal) (1959) 6
      • Journey to the Lost City (1959) 6
      • Il diabolico dottor Mabuse (Die Tausend Augen des Dr. Mabuse) (1960) 7,5


      CLASSIFICA REGISTI

      Quentin Tarantino 9,5 - "Pulp Fiction"
      Steven Spielberg 9 - "Schindler's List"
      David Fincher 8 - "Se7en"
      Stanley Kubrick 10 e lode - "2001: Odissea nello spazio"
      David Lynch 9,5 - "Mulholland Drive"
      Sergio Leone 9,5 - "C'era una Volta in America"
      Christopher Nolan 8 - "Memento"
      Charlie Chaplin 10 - "Luci della Città"
      Akira Kurosawa 10 e lode - "Ran"
      Hayao Miyazaki ????
      Tim Burton 8,5 - "Big Fish"
      Alfred Hitchcock 10 - "La Donna che Visse Due Volte"
      David Cronenberg 8,5 - "Videodrome"
      James Cameron 8 - "Terminator"
      Martin Scorsese 9 - "Taxi Driver"
      Mel Brooks 6,5 - "Frankenstein Junior"
      Michael Bay 4,5 - "Transformers"
      Roland Emmerich 5 - "Stargate"
      Stephen Sommers 4 - "La mummia"
      Billy Wilder 10 - "Viale del Tramonto"
      John Carpenter 7,5 - "Il seme della follia"
      Clint Eastwood 9,5 - "Million Dollar Baby"
      Joel & Ethan Coen 8,5 - "Il grande Lebowski"
      Federico Fellini 10 e lode - "8 ½"
      Francis Ford Coppola 9,5 - "Apocalypse Now"
      Woody Allen 9 - "Manhattan"
      Roman Polanski 9 - "Chinatown"
      Ridley Scott 7,5 - "Blade Runner"
      Peter Jackson 7,5 - "Il signore degli anelli - Le due torri"
      Luc Besson 6,5 - "Léon"
      Jean-Pierre Jeunet 6,5 - "Il favoloso mondo di Amélie"
      Mathieu Kassovitz 6,5 - "L'odio"
      Jacques Audiard 7 - "Il profeta"
      Michel Gondry 6,5 - "Se mi lasci ti cancello"
      Ingmar Bergman 10 e lode - "Il settimo sigillo"
      Michael Mann 8 - "Heat - La sfida"
      Orson Welles 10 e lode - "Quarto Potere"
      Oliver Stone 7,5 - "JFK - Un caso ancora aperto"
      Brian De Palma 8,5 - "Scarface"
      Terrence Malick 8 - "La sottile linea rossa"
      Michael Cimino 7,5 - "Il cacciatore"
      Milos Forman 8,5 - "Qualcuno volò sul nido del cuculo"
      Pier Paolo Pasolini 9 - "Il Vangelo secondo Matteo"
      Terry Gilliam 8,5 - "Brazil"
      Robert Rodriguez 6,5 - "Sin City"
      Fritz Lang 10 - "M - Il mostro di Düsseldorf "
      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


      Votazione Registi: link

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      • Io di Lang, in tempi recenti, ho visto solo M - Il mostro di Dusseldorf, cui do un bel 10. In breve, oltre a ritenere fantastico il modo in cui viene sviluppata la narrazione, trovo fenomenale (e in un certo senso da brividi) la freschezza e la 'modernità' con cui tratta le varie tematiche (in primis la riflessione sul mostro). Per me non è un film ad un passo dai suoi 80 anni di vita, è una pellicola che semplicemente non è invecchiata, cosa che non si può dire di certo di tutti i film.

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        • Originariamente inviato da David.Bowman

          • Le testament du Dr. Mabuse co-regia di René Sti (1933) cos'è ? mai sentito :huh:

          • Confirm or Deny, non accreditato, il film risulta diretto da Archie Mayo (1941) n.v. ma non è di Lang
          • Ondata d'amore (Moontide), non accreditato, il film risulta diretto da Archie Mayo (1942) 5 ma non è di Lang
          Ehm...boh, avevo notato quello strano titolo e i due film non accreditati. Per non sbagliare nella mia ignoranza ho preferito lasciare tutto, casomai poi non li inseriamo nella votazione finale (anche perchè non li ha visti nessuno tranne quel 5).

          Sul primo ho trovato questo dalla Wikipedia inglese:
          To promote the film to a foreign market, a French-language version of the film was made by Lang with the same sets but different actors under the title of Le Testament du Dr. Mabuse.

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          • Originariamente inviato da Socio
            è una pellicola che semplicemente non è invecchiata, cosa che non si può dire di certo di tutti i film.
            non a caso è un capolavoro assoluto :sisisi:

            Negli anni che preludono alla conquista del potere da parte di Hitler, Lang concepisce e realizza il suo più grande capolavoro, "M, il mostro di Dusseldorf" : il suo primo film sonoro, uno spaccato di straordinaria densità rappresentativa della Germania prenazista e, insieme, una sintesi e una "summa" della sperimentazione espressiva operata dal cinema tedesco muto degli anni ’20. Lascia stupiti la capacità di Lang di creare un’opera di così potente rilievo e di così angosciosa valenza metaforica, ispirandosi alle reali e repulsive gesta criminali di uno psicopatico assassino di bambine. Il fatto è che il protagonista del film non è l’omicida, bensì l’intera città e, quindi, la società dell’epoca, rappresentata con una precisione tanto intensa da travalicare nel giudizio morale. Infatti il sottotitolo è "una città cerca un assassino", che rappresenta in linea esplicita l’intenzione del regista, essendo la città il soggetto e l’omicida solo l’oggetto della ricerca. Ma va aggiunto che il sottotitolo originale scelto da Lang era "gli assassini sono tra noi", che fu poi eliminato perché avrebbe insospettito i nazisti, nel frattempo pervenuti al governo. I temi del film, dietro l’intreccio poliziesco, sono la colpa, l’irresistibile richiamo del male, la relatività della giustizia (paradossalmente amministrata dai delinquenti, più che dalla polizia), ma sono soprattutto memorabili il clima di angoscia opprimente e la capacità della regia di pervenire alla trasfigurazione visionaria della realtà. Tra le numerosissime scene da antologia, da ricordare almeno quella del primo delitto: la madre aspetta invano il ritorno da scuola della bambina. La macchina da presa inquadra i luoghi frequentati abitualmente dalla piccola, ora deserti. Infine si vede il palloncino regalato dall’assassino alla bambina, per adescarla, che vola libero nel cielo. Storia del Cinema! :sisisi:

            "M" rappresentò il culmine della carriera di Lang ed ebbe un impatto devastante nel suo tempo, sebbene solo pochi ne intuirono la reale portata metaforica ed il finissimo e pungente intento di critica sociale. I nazisti, benché sospettosi, gli offrono la direzione degli studi di Berlino, ma Lang (diffidente, perché di madre ebrea) finse di accettare ed invece, di lì a poco, piantando anche la moglie, fuggì per la Francia, spiccando il volo verso la sua carriera hollywoodiana.

            @Earendil
            adesso ho capito, è lo stesso film con attori diversi...questa non la sapevo asd
            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


            Votazione Registi: link

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            • CLASSIFICA FINALE FILM DI RODRIGUEZ

              Sin city.........................................7,72 8 (22 voti)
              Planet Terror..................................7,17 7 (17 voti)
              Dal tramonto all'alba.........................6,94 7,5 (18 voti)
              C'era una volta in messico.................6,94 7 (18 voti)
              El mariachi......................................6,86 7 (11 voti)

              maronna, Planet Terror al secondo posto... ^^'
              Sono una persona semplice, guardo film e non rompo il cazzo.

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              • Come sempre David, ottima analisi.
                In M-il mostro di Dusseldorf le scene momorabili sono effettivamente, le mie predilette sono l'accerchiamento dell'assassino (ripresa dall'alto, costruzione della scena meravigliosamente geometrica), il processo allestito dalla comunità criminale della città il cui culmine è il monologo-difesa di Peter Lorre, che mette i brividi tanta è l'intensità e l'immedesimazione dell'attore.

                L'altro capolavoro assoluto, e per me non ci sono dubbi, è il secondo noir americano (che viene dopo il bellissimo Furia con Spencer Tracy e sempre con Sylvia Sidney) di Lang: Sono Innocente.
                La parabola è spiazzante e spietata ed Henry Fonda è incomiabile nel traggiare un personaggio oppresso da un destino avverso, che lo ingabbia inesorabilmente, sempre di più, qualunque siano i suoi tentativi di evasione o fuga. E il finale? Uno dei più bei regali cinematografici che si ricordino, col suo disperato e dolente lirismo..

                Il periodo americano di Lang annovera anche qualche (grosso) capolavoro mancato. A me dispiace particolarmente per "Quando la città dorme". Che pur restituendo l'analisi spietata di una società (presa nella sua globalità) cinica, arrivista e che genera veri e propri mostri (in questo caso il serial killer), si perde in una seconda parte (in particolar modo) piena di leggerezze narrative, coincidenze eccessivamente marcate, le famigerate forzature.
                Prendiamo Mobley, che appare fin troppo preciso nel cogliere la mentalità dell’assassino, la sua psicologia, la sua natura, la sua età e tutto il resto. Inoltre quando lo provoca in televisione la reazione del giovane disturbato appare fin troppo precisa e automatica…
                Per non parlare che in tutta New York (pur facendo il fattorino, o spacciandosi per tale) trova del tutto casualmente l’appartamento di Kritzler, frequentato attivamente dalla moglie di Kayne ( proprietario del giornale che ha proposto la sfida ai tre giornalisti: Loving, Griffith e Kritzler) in veste di amante e femme fatale. Non solo, accanto a questo c’è pure l’appartamento di Nancy, la fidanzata di Mobley che dovrebbe fare da esca per il killer (ed uso il condizionale perché, ripeto, il killer la trova del tutto casualmente)…
                Inoltre in seguito il sempre troppo perspicace Mobley intuisce che l’assassino compirà il prossimo delitto in pieno giorno. Non solo, mentre intuisce questo l’assassino si trova puntualmente all’opera (in modo sempre automatico rispetto alle intuizioni del giornalista televisivo), così Mobley pensa che potrebbe trovarsi da Nancy (e ci è andato vicinissimo, visto che l’assassino cerca di strangolare nell’appartamento accanto la moglie di Kayne!)…
                Insomma, è tutto troppo automatico e pieno di coincidenze esagerate, anche per me che solitamente sono molto tollerante nei confronti di questi espedienti narrativi…
                Accetto certe coincidenze di un destino quasi ineluttabile (magari pure in linea con la poetica di Lang), ma a vederla oggi una costruzione così, un po’ facilona, che lega ogni personaggio in modo poco plausibile, non può che innervosirti, tanta è evidente la perdita di logica narrativa…
                E poi c'è quell'happy end appiccicaticcio, immagino detestato da Lang e con pochi dubbi risultato dell'ingerenza dei produttori... :-\
                Peccato, perché le dinamiche che muovono i giornalisti sono descritte molto bene e con insuperabile occhio mordace…
                Ah, poteva benissimo venir fuori un'opera dalla portata immensa. Pazienza.

                Di Lang sono anche un grandissimo sostenitore dei suoi film d'avventura (come si può osservare dai voti), e ve ne consiglio caldamente la visione...

                I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
                http://www.destroythismovie.com

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                • Mi preme sottolineare come, tra i Maestri del Cinema, oggi Lang non gode forse (più) della popolarità di altri illustri registi del passato (come Chaplin, Ford, Fellini, Kurosawa, Hitchcock, Welles, Bunuel, tanto per fare qualche nome), ma è un autore di almeno pari rilievo, uno dei padri fondatori della settima arte ed uno straordinario inventore di immagini. Immagini che hanno influenzato intere generazioni successive (basti solo pensare ai riferimenti scenografici a "Metropolis" contenuti in "Blade Runner" e nella maggior parte di film derivati da fumetti, oggi tanto in voga, a partire dai primi due "Batman" di Tim Burton).

                  La sua tecnica registica era straordinaria, così come la sua capacità di fondere talento visionario puro a rigore formale e lucida capacità di creare sapienti metafore della situazione socio-politica del suo tempo, specialmente nel periodo tedesco ma anche in quello americano. Basti pensare ad un film non eccelso, nonchè misconosciuto, come "Rancho Notorious" che doveva essere un western di routine. Ma, in mano a Lang, diventa carico di atmosfera e di ambiguità, e pregno di disperato romanticismo. Malgrado sia tra i suoi film "minori" vi si ritrovano i temi della vendetta e del destino, e il suo lirismo visionario ha sicuramente influenzato il Ray di "Johnny Guitar" (1954) o il Fuller di "40 pistole" (1957). Per la prima volta, inoltre, il regista riesce ad utilizzare il colore in funzione espressiva.
                  Non a caso ho citato un film minore, complessivamente tra i suoi meno riusciti, per far capire di che grande regista stiamo parlando e di quanto ha influenzato il Cinema a venire :sisisi:

                  E voglio citare un altro film poco conosciuto: "Anche i boia muoino" (1943), ambientato in una Praga onirica ed irreale, che si ispira all’allora appena avvenuta uccisione del Reichsprotektor Heydrich in un attentato, per condannare la barbarie nazista ed esaltare i movimenti di resistenza. Ma i toni sono tutt’altro che celebrativi. Senza ancora conoscere esattamente lo svolgimento degli avvenimenti, Lang, con la collaborazione alla sceneggiatura di un altro esule illustre, Bertold Brecht, mette in scena il cupo ritratto di una città oppressa dall’angoscia, nel quale il forte risalto espressivo delle immagini e il clima di terrore si potenziano a vicenda. Immerso in una atmosfera da incubo (che richiama quella di “M”, con un sovrappiù di echi kafkiani, consoni all’ambientazione praghese), il film configura un ambiguo apologo sulla ribellione all’ingiustizia, ma anche sulla delazione e sulla menzogna e sulla relatività dei valori (qui l’eroe è un assassino, anche se l’ucciso è un aguzzino, gli indagatori sono nazisti impegnati in spietate rappresaglie, che la resistenza cerca di limitare, offrendo come “colpevole” un collaborazionista contro il quale, con la partecipazione dell’intera città, vengono fabbricate false prove). Le contraddizioni morali della vicenda suscitarono molte perplessità nella censura, che impose modifiche volte a una più netta distinzione tra buoni e cattivi, indebolendo un po’ il finale (ma il film resta uno dei più potenti e riusciti del regista).
                  "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                  Votazione Registi: link

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                  • Originariamente inviato da David.Bowman
                    La sua tecnica registica era straordinaria, così come la sua capacità di fondere talento visionario puro a rigore formale e lucida capacità di creare sapienti metafore della situazione socio-politica del suo tempo, specialmente nel periodo tedesco ma anche in quello americano. Basti pensare ad un film non eccelso, nonchè misconosciuto, come "Rancho Notorious" che doveva essere un western di routine. Ma, in mano a Lang, diventa carico di atmosfera e di ambiguità, e pregno di disperato romanticismo. Malgrado sia tra i suoi film "minori" vi si ritrovano i temi della vendetta e del destino, e il suo lirismo visionario ha sicuramente influenzato il Ray di "Johnny Guitar" (1954) o il Fuller di "40 pistole" (1957). Per la prima volta, inoltre, il regista riesce ad utilizzare il colore in funzione espressiva.
                    Non a caso ho citato un film minore, complessivamente tra i suoi meno riusciti, per far capire di che grande regista stiamo parlando e di quanto ha influenzato il Cinema a venire :sisisi:
                    Sai cosa penso? Che con Rancho Notorius (dei western di Lang il più interessante, anche perchè il più intimamente langhiano) il regista abbia fatto un po' la prova generale per Il Grande Caldo, uno dei capisaldi del noir nonchè precursore, come dicono molti e a ragione, della figura del giustiziere solitario in cerca di vendetta che avrebbe invaso il cinema negli anni a venire...

                    I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
                    http://www.destroythismovie.com

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                    • Innanzi tutto grazie Borg, per i complimenti e per le tue ottime analisi

                      mi permetto di aggiungere qualche considerazione personale

                      Originariamente inviato da Il Borg
                      L'altro capolavoro assoluto, e per me non ci sono dubbi, è il secondo noir americano (che viene dopo il bellissimo Furia con Spencer Tracy e sempre con Sylvia Sidney) di Lang: Sono Innocente.
                      La parabola è spiazzante e spietata ed Henry Fonda è incomiabile nel traggiare un personaggio oppresso da un destino avverso, che lo ingabbia inesorabilmente, sempre di più, qualunque siano i suoi tentativi di evasione o fuga. E il finale? Uno dei più bei regali cinematografici che si ricordino, col suo disperato e dolente lirismo..
                      Concordo :sisisi:
                      "Furia" (1936) è un veemente apologo di denunzia sociale, contro la pratica della giustizia sommaria ancora diffusa nell’America della depressione, ed è lodevole soprattutto per l'impegno civile e la passione accorata della messa in scena. Ma il soggetto risente un po' dell’impostazione "a tesi" che porta ad alcune forzature dimostrative. Il tema della relatività della giustizia, già presente in "M", ed ora quello della vendetta, saranno ricorrenti nelle opere americane. Ancora migliore il successivo "Sono innocente!" (1937), gangster movie atipico, che anticipa il cinema noir degli anni ’40 e si ricollega ai temi di "Destino", trasformando la storia della fuga impossibile di una giovane coppia inseguita dalla polizia (lui è un pregiudicato che, evadendo, ha causato la morte del cappellano del carcere), in una cupa parabola, segnata da un fatalismo disperato di matrice romantica. E’ il modello archetipo di una lunga serie di film su una coppia fuorilegge, tra i quali si trovano opere rimarchevoli come "Una pallottola per Roy" di Raoul Walsh, "La donna del bandito" di Nicholas Ray, "La sanguinaria" di Joseph H. Lewis, il celebre "Bonnie & Clyde", fino a "La rabbia giovane" di Malick.

                      Originariamente inviato da Il Borg
                      Il periodo americano di Lang annovera anche qualche (grosso) capolavoro mancato. A me dispiace particolarmente per "Quando la città dorme". Che pur restituendo l'analisi spietata di una società (presa nella sua globalità) cinica, arrivista e che genera veri e propri mostri (in questo caso il serial killer), si perde in una seconda parte (in particolar modo) piena di leggerezze narrative, coincidenze eccessivamente marcate, le famigerate forzature.
                      Prendiamo Mobley, che appare fin troppo preciso nel cogliere la mentalità dell’assassino, la sua psicologia, la sua natura, la sua età e tutto il resto. Inoltre quando lo provoca in televisione la reazione del giovane disturbato appare fin troppo precisa e automatica…
                      Per non parlare che in tutta New York (pur facendo il fattorino, o spacciandosi per tale) trova del tutto casualmente l’appartamento di Kritzler, frequentato attivamente dalla moglie di Kayne ( proprietario del giornale che ha proposto la sfida ai tre giornalisti: Loving, Griffith e Kritzler) in veste di amante e femme fatale. Non solo, accanto a questo c’è pure l’appartamento di Nancy, la fidanzata di Mobley che dovrebbe fare da esca per il killer (ed uso il condizionale perché, ripeto, il killer la trova del tutto casualmente)…
                      Inoltre in seguito il sempre troppo perspicace Mobley intuisce che l’assassino compirà il prossimo delitto in pieno giorno. Non solo, mentre intuisce questo l’assassino si trova puntualmente all’opera (in modo sempre automatico rispetto alle intuizioni del giornalista televisivo), così Mobley pensa che potrebbe trovarsi da Nancy (e ci è andato vicinissimo, visto che l’assassino cerca di strangolare nell’appartamento accanto la moglie di Kayne!)…
                      Insomma, è tutto troppo automatico e pieno di coincidenze esagerate, anche per me che solitamente sono molto tollerante nei confronti di questi espedienti narrativi…
                      Accetto certe coincidenze di un destino quasi ineluttabile (magari pure in linea con la poetica di Lang), ma a vederla oggi una costruzione così, un po’ facilona, che lega ogni personaggio in modo poco plausibile, non può che innervosirti, tanta è evidente la perdita di logica narrativa…
                      E poi c'è quell'happy end appiccicaticcio, immagino detestato da Lang e con pochi dubbi risultato dell'ingerenza dei produttori... :-\
                      Peccato, perché le dinamiche che muovono i giornalisti sono descritte molto bene e con insuperabile occhio mordace…
                      Ah, poteva benissimo venir fuori un'opera dalla portata immensa. Pazienza.
                      In parte concordo ma per me resta un film molto bello, anche se inferiore ai capolavori di Lang.
                      "Quando la città dorme" (1956) ruota intorno alla caccia a un serial killer (come "M"), ma stavolta non è la città al centro del racconto, bensì il microcosmo costituito dalla redazione di un giornale (il proprietario deve scegliere il nuovo direttore e decide di nominare il giornalista che riuscirà per primo a scoprire l’assassino). Così la vicenda poliziesca passa in seconda linea e diventa funzionale alla descrizione delle rivalità tra i redattori (e le loro donne), cosicché il regista trova modo di integrare l’intreccio criminale con lo spaccato di un ambiente dominato dell’arrivismo, dall’interesse e dalla mancanza di scrupoli. E questo viene fatto in modo sublime, anche se le inverosimglianze e le forzature di cui hai parlato ci sono tutte :sisisi:
                      Ma la caustica "ferocia" della rappresentazione di quel microcosmo sociale, unita all'incredibile eleganza formale, sono una lezione di Cinema che non può passare inosservata, oggi come allora :sisisi:
                      Insomma io penso che la debole trama poliziesca sia più che altro un pretesto per la critica socio-antropologica.

                      Originariamente inviato da Il Borg
                      Sai cosa penso? Che con Rancho Notorius (dei western di Lang il più interessante, anche perchè il più intimamente langhiano) il regista abbia fatto un po' la prova generale per Il Grande Caldo, uno dei capisaldi del noir nonchè precursore, come dicono molti e a ragione, della figura del giustiziere solitario che avrebbe invaso il cinema negli anni a venire...
                      si, sono d'accordo
                      "Il grande caldo" (1953) è un noir mitico che aprì il genere ad una inusitata violenza (la scena in cui Marvin sfregia il volto della Grahame col caffè bollente), e nel quale Lang seppe conciliare la durezza del poliziesco all’americana con suggestioni formali di matrice espressionista e con la densità simbolica di una parabola sul bene e sul male, visti come facce diverse della stessa medaglia (il viso diviso della Grahame dopo lo sfregio, le pellicce usate dalle due donne della vicenda). E poi il film è ricco di temi cari a Lang, da quello dell’ossessione della vendetta a quello della corruttibilità della giustizia.
                      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                      Votazione Registi: link

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                      • Considerazioni assolutamente apprezzabili!

                        Originariamente inviato da David.Bowman
                        "Il grande caldo" (1953) è un noir mitico che aprì il genere ad una inusitata violenza (la scena in cui Marvin sfregia il volto della Grahame col caffè bollente), e nel quale Lang seppe conciliare la durezza del poliziesco all’americana con suggestioni formali di matrice espressionista e con la densità simbolica di una parabola sul bene e sul male, visti come facce diverse della stessa medaglia (il viso diviso della Grahame dopo lo sfregio, le pellicce usate dalle due donne della vicenda). E poi il film è ricco di temi cari a Lang, da quello dell’ossessione della vendetta a quello della corruttibilità della giustizia.
                        D'accordissimo.
                        Ossessione per la vendetta che porta il protagonista, in un meccanismo impietoso, a prendere quasi la forma di ciò ha scatenato la propria furia.
                        Giusto citare il volto sfigurato di Debby (Gloria Grahame), è un simbolismo perfettamente adoperato dal regista per rappresentare l'ambivalenza dell'animo umano.
                        ...E poi anche qui momento insuperabile finale con la dipartita di Debby. Magnifico.

                        I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
                        http://www.destroythismovie.com

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                        • Un altro capolavoro di Lang di cui si parla sempre troppo poco è "I Nibelunghi" (1924).

                          Questo film consacrò definitivamente il nome di Lang tra i maestri del cinema tedesco (all’epoca il più importante e influente del mondo). Con "I Nibelunghi" , il regista trae dal "Nibelungenlied", capolavoro archetipo della letteratura tedesca, un capolavoro cinematografico, diviso in due parti, nel quale riesce a rendere lo spirito epico del poema di origine, ricreando sullo schermo un universo leggendario di eroi, draghi, guerrieri, incantesimi, intrighi e tradimenti, dominato da un cupo fatalismo e da una mistica della morte, che trovano profonde risonanze nell’anima del popolo tedesco. Imponente e poderoso, il film concilia l’avventura fantastica con la celebrazione delle radici mitologiche della nazione, e colpisce per la potenza delle immagini e per lo splendore scenografico (in particolare per l’accuratezza architettonica degli edifici, retaggio degli studi effettuati da Lang all’università e dell’eredità culturale paterna). Il film fu accolto da un enorme successo in Germania, e suscitò un entusiasmo nazionalista, immediatamente raccolto dal nascente partito nazista, contro le stesse intenzioni dell’autore (ma non della moglie, la famosa sceneggiatrice Thea Von Harbou, sua collaboratrice in tutto il periodo tedesco, che aderì all’ideologia nazista, ponendosi in contrasto col marito).

                          Questo film, involontariamente, diede un po' di credito a Lang presso i nazisti, anche se l'autore mirava a celebrare le radici mitologiche tedesche e giammai la nascente ideologia totalitaria. Basti pensare alla grande capacità del regista di utilizzare materiali da romanzo d’appendice per fotografare la situazione di disordine morale della repubblica di Weimar e individuarvi i fermenti del malessere che avrebbe agevolato la nascita della dittatura nazista. Ad esempio i suoi celebri film sul Dottor Mabuse sono un chiaro monito di prefigurazione delle oscure forze in incubazione, che si sarebbero materializzate con l’avvento del nazismo.
                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                          • E' verissimo, è riportato che sia Hitler che Goebbles apprezzassero questo film (diviso in due parti: "La Morte di Sigfrido" e "La Vendetta di Crimilde"). Ci sono degli elementi nel film che hanno favorito alcune critiche per il loro presunto razzismo e antisemitismo.
                            Ma a ben guardare, il film si scosta dall'esaltazione della volontà che è uno dei principi del nazismo. Le azioni dei personaggi sono decise inesorabilmente dal destino, e questo resta uno dei nodi fondamentali della poetica del regista.
                            Comunque sì, visivamente è pazzesco e in particolare "La Morte di Sigfrido" lo possiamo annoverare tra i precursori più imponenti del cinema fantasy...

                            I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
                            http://www.destroythismovie.com

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                            • Originariamente inviato da Il Borg
                              Comunque sì, visivamente è pazzesco e in particolare "La Morte di Sigfrido" lo possiamo annoverare tra i precursori più imponenti del cinema fantasy...
                              oh yes! così come "Metropolis" ha influenzato definitivamente qualunque scenario fantascientifico, futuristico o futuribile :sisisi:

                              insomma, penso che sia chiaro che stiamo parlando di un grande Maestro di Cinema

                              ed a tutti coloro che ritengono Peter Jackson il creatore archetipo di scenari fantasy e fantastici posso solo dire...studiate ragazzi, studiate! asd
                              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                              Votazione Registi: link

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                              • Originariamente inviato da David.Bowman
                                ed a tutti coloro che ritengono Peter Jackson il creatore archetipo di scenari fantasy e fantastici posso solo dire...studiate ragazzi, studiate! asd
                                Ovviamente non lo è. Ma se Fritz Lang, col genere, è stato come un Giotto che ha affrescato la Cappella di Enrico Scrovegni, Peter Jackson è stato come un Michelangelo che ha pittato la Sistina... :mrgreen: :mrgreen: 8)

                                I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
                                http://www.destroythismovie.com

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