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Filmografie e registi a confronto: la classifica di Badtaste

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  • Mi fa piacere che nonostante abbia quasi venticinque anni sulle spalle Pulp Fiction continui a svettare incontrastato nel cuore e nella mente degli spettatori del forum e non solo. La perfezione.

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    • Alzo ad 8 il voto del film Le Iene.

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      • Scrivo un paio di mie considerazioni su alcuni film, nulla di nuovo, ma giusto per giustificare i voti su QT:

        Di quella che per me è la trilogia di Leonard, nel senso che lo ricorda nel linguaggio e prende a prestito l'idea di malviventi che parlano di cose di vita ordinaria...in tal senso nulla di nuovo se non che ad 'Le Iene' da già una misura dell'idea di cinema nel cinema del buon QT, ma quando esce 'Pulp Fiction' ogni influenza viene amplificata a tal punto da sembrare una cosa mai vista e per buon parte lo è. In tal senso quello che mi ha colpito di più è la non linearità del racconto che però è talmente naturale da essere praticamente invisibile.
        Il resto:

        Kill Bill: non ho apprezzato il finale, bill che blatera di superman e poi il pianto finale. Se il secondo è legittimo, ma non mi è comunque piaciuto come chiusura, il primo è una forzatura o così l'ho percepito, tutta la cosa di superman era evitabile (anche se brillante...).

        Death Proof: la prima volta che l'ho visto mi aveva deluso, non so, forse, i dialoghi mi davano fastidio, trascorsa quasi una decade l'ho rivalutato in pieno ed è forse uno dei più grandi tributi al passato che mi sia capitato di vedere, una ricostruzione meticolosa.

        Hateful Eight: qui sono ben più in difficoltà che su altri film, da un lato ho un problema con il linguaggio sempre più ricorsivo di QT dall'altro non sempre mi convicono del tutto come sono stati costruiti e interpretati i personaggi, c'è della ridondanza, è come se tutto fosse troppo marcato, manca un pò di sporcizia, quella de 'Le Iene' tanto per intenderci...anche così non riesce a non piacermi, l'amore per il cinema pare sempre guidare i film di Tarantino e regalarci operare al di sopra della media.

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        • Nessuno si fila Jackie Brown, forse il mio preferito del primo Tarantino, il suo più maturo e riflessivo, quello con maggiore profondità dei personaggi, grazie soprattutto alla scrittura di Elmore Leonard, a cui il Taranta deve molto in termini di scrittura. Quella storia d'amore "mancata" tra Robert Forster e Pam Grier è forse a livello emotivo il punto più alto del suo cinema, ma vedo che sono tra i pochi ad amarlo davvero questo film. A confronto il successivo Kill Bill mi pare un film masturbatorio, l'obolo da pagare al mercato per l'insuccesso del precedente: sia chiaro, parliamo sempre di grandi film, ha personaggi potenti ed è girato divinamente, ma a me quell'orgia di citazioni e frammenti presi letteralmente da altri film mi tocca fino a un certo punto, forse perché quando è uscito la mia passione dei film asiatici era già ben radicata, ma citarmi Lady Snowblood o Fukasaku, o mettere i mitici Sonny Chiba e Gordon Liu nel film, senza una rielaborazione mitopoietica altrettanto efficace di quando Tarantino usa i film occidentali non mi basta.

          Condivido Lo Straniero su Death Proof, una lucidissima riflessione sul suo cinema, in cui il regista esprime chiaramente la sua poetica: ad una prima parte in cui rifà letteralmente un B movie difetti compresi sopraggiunge una seconda pi veloce, ritmata, colma di citazioni incongrue e spiazzanti, ma in generale tutta l'operazione Grindhouse è notevole, oserei dire persino raffinata, l'estensione di una poetica ad una pratica della visione. Dopo un film del genere, non poteva che esserci un cambiamento, e di fatto Tarantino ha cominciato a usare il cinema per ribaltare la Storia, il Mito, a sovvertire le convenzioni della scrittura - I bastardi ad esempio non sono affatto i protagonisti del film, ed è giusto che siano caratterizzati così, come Django non diventa protagonista fino all'ultimo terzo di film. In generale cmq ho sempre l'impressione che un Tarantino al 100 per cento del suo valore lo dobbiamo ancora vedere, forse sarà il prossimo, forse l'ultimo che realizzerà, chissà.

          Anche Park è un regista altrettanto decisivo del cinema contemporaneo, ma essere coreano lo ha penalizzato agli occhi occidentali che conoscono solo la Trilogia della vendetta (e forse nemmeno tutta, perché Mr. Vendetta credo non sia mai arrivato), ed invece dopo una falsa partenza - ammessa dallo stesso regista che non ama i suoi primi 2 film - ha sempre mantenuto livelli qualitativi eccelsi, usando i generi in maniera non convenzionale. Ho amato tutti i suoi film post Trilogia, soprattutto Handmaiden, un meraviglioso saggio cinematografico sul ribaltamento di prospettiva, ed una delle più potenti raffigurazioni dell'eros cinematografico degli ultimi anni, non solo nelle scene esplicite come quelle di tribadismo ma anche in quelle più sottili e impensabili come lo sfregamento di un dente. Se vi piacciono i corti vi consiglio anche quello che ha girato con un iPhone, mi pare si chiami Night Fishing, stupendo. Ho letto che al Festival di Roma presenta una cosa in lingua inglese, ma non ho capito cos'è, una serie tv?

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          • Una miniserie BBC in sei puntate da un racconto di John le Carré.

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            • PARK CHAN-WOOK

              Joint Security Area (Gongdonggyeongbigu-yeok JSA) (2000) 7
              Mr. Vendetta (Boksuneun naui geot) (2002) 6,5
              Old Boy (Oldeuboi) (2003) 9,5
              Lady Vendetta (Chinjeolhan geumjassi) (2005) 7
              Thirst (Bakjwi) (2009) 7,5
              Stoker (2013) 5,5
              Mademoiselle (Ah-ga-ssi) (2016) 6,5

              Regista sicuramente versatile e dalle ottime capacità ma ad eccezione di Oldboy che inserirei in una mia top 50 di sempre e in una top 10 degli anni 2000 nessun altro suo film mi ha colpito così tanto, almeno al primo impatto.
              Rimanendo in Corea gli preferisco di parecchio Bong Joon-ho, seppur non vanti un'opera simile nella sua filmografia.

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              • condivido quanto scritto da Medeis sullo splendido Jackie Brown, generalmente incompreso e sottovalutato:

                tratto dal romanzo "Rum Punch" di Elmore Leonard, è un noir corale di geometrica precisione e di alta densità narrativa, egregiamente scritto e diretto in maniera "classica" dal geniale regista di Knoxville, che stavolta rinuncia alla consueta destrutturazione del racconto in favore di una sorprendente linearità, che però sottende un intreccio complesso, sapido e sapientemente gestito. Tarantino non rinuncia comunque alla sua principale fonte ispirativo, ovvero il cinema "basso", e Jackie Brown è costruito come un enorme omaggio alla "blaxploitation", ovvero quel particolare sottogenere di "B-movies", in voga negli anni '70, grezzi e violenti, generalmente rivolti ad un pubblico afroamericano. E per questo l'autore ne ha scelto l'icona femminile per eccellenza, Pam Grier, come protagonista celebrata fin dal titolo. Teso e ammaliante, il film "ondeggia" convinto, nonostante la lunghezza, senza mai smarrire la direzione sulle note "black" di una colonna sonora trascinante, entusiasmante e rigorosamente anni '70. E tra i consueti dialoghi fuori di testa e gli adorabili cattivi, tipici dell'autore, ci regala almeno un momento di puro cult: l'intera sequenza nel centro commerciale, follemente geniale secondo lo stile del regista. Nel cast tra un Samuel L. Jackson istrione ed un Robert De Niro dimesso, spicca un intenso Robert Forster, candidato all'Oscar come non protagonista.Viene erroneamente considerato un film minore del regista, probabilmente perchè meno appariscente e più "povero" dei celebri momenti pulp, in favore di un'asciutta misura che guarda ai classici del genere, ma rinverdendoli con l'estroso stile tarantiniano. E' meno roboante di altre opere più osannate dell'autore, ma pregnante nella sua armonica uniformità. Una sorta di nobilissimo "unicum" nella filmografia del regista che dimostra di non essere mai banale e di avere tantissime frecce al suo arco. Molte di più di quanto forse i suoi stessi fans si aspettano.

                Su "Kill Bill" io ho la mia idea: adoro il primo capitolo (che forse è il massimo tripudio dell'estetica tarantiniana) ma non mi ha mai entusiasmato troppo il secondo, meno geniale, meno snello e appesantito da qualche intoppo narrativo e da qualche ridondanza.
                "Kill Bill 1" è un viaggio sull'ottovolante, un monumento geniale e fantasmagorico ai "B-movies", da vivere tutto a rotta di collo e sempre pieno di sorprese e di svolte inattese. E' uno di quei casi in cui lo stile tutto soccorre ed è così alto da diventare esso stesso contenuto. E' la summa (definitiva?) delle ossessioni di un cinefilo adoratore del cinema underground, da lui stesso sdoganato e portato alla ribalta mondiale con una dignità artistica ed un estro visionario assolutamente impensabili prima del suo avvento. In questo volume 1 ritroviamo tutti i marchi di fabbrica di Tarantino: la divisione in capitoli , la struttura in flashback, la narrazione non lineare, il citazionismo esasperato, l'estro stilistico funambolico. Il risultato finale è un capolavoro adrenalinico di violenza iperrealista, estetizzata con uno splendore formale che vira nel fumetto, con un dinamismo plastico che assume il senso sacrale di una danza di morte, con un’energia ipercinetica che rende lo spettatore frastornato ed entusiasta, con un genio visionario che si traduce in immagini ammalianti, tra le più potenti e ricercate viste al cinema nel nuovo millennio, e con un nugolo di mirabilie tecniche, a cominciare dall’autocensura in bianco e nero, imposta dalla “sposa” con un semplice battito di ciglia, per mitigare l’enfasi dello splatter, talmente copioso da trascendere nell’astrazione metaforica, che intende celebrare il tripudio grafico della violenza, come un ancestrale rituale pagano. Ma tutto il film è una mirabolante sinfonia magmatica di sequenze, personaggi, dialoghi ed immagini straordinarie che inondano lo spettatore, dimostrando un’assoluta cura del dettaglio, una maniacale cura del particolare che cerca sempre lo squilibrio tra contenuto e forma, per far coesistere azione selvaggia e filosofia della vendetta, sacro e profano, fumetto e cultura. L’unico evidente neo sono gli inserti strumentali di ironia kitsch, poco riusciti, che danno l’impressione di ridondanze forzate, introdotte per dilatare la narrazione in modo da giustificare la divisione dell’opera in due atti. Il manierismo dell’autore raggiunge qui il suo apice, fondendo insieme ridondanza e genio in un possente flusso di meraviglie cinefile, che portano la brutalità estrema dei b-movies sull’altare del grande cinema d’autore. Oltre alle formidabili scene d’azione, coreografate con un gusto selvaggio e ricercato, resta memorabile il capitolo "Le origini di O-Ren", girato come un anime giapponese, un autentico film nel film che ha fatto la gioia di tutti i fans del genere. E poi è impossibile non menzionare la superlativa colonna sonora, che alterna composizioni originali ad altre utilizzate per l’occasione, pescando a piene mani dalla filmografia underground e dalle ossessioni dell’autore (tra cui il nostro Morricone).

                "Kill Bill 2" chiude il cerchio narrativo lasciato abilmente in sospeso nel capitolo uno e ricompone tutti i pezzi del puzzle, pur lasciando un certo amaro in bocca. Se la prima parte era un omaggio al fulmicotone al cinema violento di Hong Kong, questa seconda ne sovverte le atmosfere con ambientazioni assolate da “mexican border”, una fotografia abbacinante e sgranata ed una miriade di omaggi allo “spaghetti western”. Quello che nel primo film era estro visionario puro, energia incontenibile, esuberanza stilistica e geniale sperimentazione del linguaggio cinematografico, qui diventa riflessione intimistica, romanticismo “maledetto”, amarezza di fondo, capitolazione filosofeggiante di un discorso che, giunto alla chiosa, non convince del tutto per le svolte narrative e le trovate di sceneggiature che appaiono banali e accomodanti, nel rispetto pedissequo della moderna mitologia dell’eroina femminile. Da uno come Tarantino era lecito attendersi qualcosa di più di un epilogo tanto rassicurante e "sentimentale". Le sensazioni di iperdilatazione e ridondanza si fanno qui ben più evidenti, nei lunghi inserti verbosi, poco ispirati e francamente inutili, intesi unicamente a riempire gli spazi vuoti, sempre per giustificare la scelta (commerciale) di spezzare la pellicola in due parti. Il film si risolleva nei capitoli 2 e 4, che sono splendidi, ma il lungo e prolisso capitolo 5, quello tanto atteso della resa dei conti finale, non ripaga del tutto le attese e non è sicuramente il massimo dell’imprevedibilità. I personaggi volutamente bidimensionali, ma irresistibili, della prima parte diventano qui delle maschere tragiche, degli stereotipi da romanzo d’appendice, in cui il solo David Carradine, bravissimo, riesce veramente ad elevarsi sopra la media in maniera convincente. La sensazione finale è che sarebbe stato artisticamente più proficuo avere un film unico, magari di tre ore e maggiormente equilibrato. O magari, in alternativa, meglio ancora un Bill vivo che un secondo atto "morto".
                "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                Votazione Registi: link

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                • QUENTIN TARANTINO

                  Pulp Fiction ---------------------------------------------------------------------------------------- 9,96 <-> 10 (13 voti)
                  Kill Bill: Volume 1 --------------------------------------------------------------------------------- 8,82 <-> 8,75 (14 voti)
                  Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds) -------------------------------------------------------- 8,64 <-> 9 (14 voti)
                  Kill Bill: Volume 2 --------------------------------------------------------------------------------- 8,64 <-> 8,25 (14 voti)
                  The Hateful Eight ----------------------------------------------------------------------------------- 8 <-> 8,5 (13 voti)
                  Le iene (Reservoir Dogs) ---------------------------------------------------------------------------- 7,96 <-> 8 (13 voti)
                  Jackie Brown ---------------------------------------------------------------------------------------- 7,85 <-> 7,5 (13 voti)
                  Django Unchained ------------------------------------------------------------------------------------ 7,77 <-> 8 (13 voti)
                  Grindhouse - A prova di morte (Death Proof) --------------------------------------------------------- 6,73 <-> 7 (13 voti)
                  Four Rooms - episodio L'uomo di Hollywood (The Man from Hollywood) ---------------------------------- 5,69 <-> 5,5 (8 voti)

                  PARK CHAN-WOOK

                  Old Boy (Oldeuboi) ---------------------------------------------------------------------------------- 8,95 <-> 9 (9 voti)
                  Thirst (Bakjwi) ------------------------------------------------------------------------------------- 8 <-> 8 (5 voti)
                  Lady Vendetta (Chinjeolhan geumjassi) --------------------------------------------------------------- 8 <-> 8 (7 voti)
                  Mr. Vendetta (Boksuneun naui geot) ------------------------------------------------------------------ 7,92 <-> 8,25 (6 voti)
                  Joint Security Area (Gongdonggyeongbigu-yeok JSA) --------------------------------------------------- 7,8 <-> 8 (5 voti)
                  Mademoiselle (Ah-ga-ssi) ---------------------------------------------------------------------------- 7,7 <-> 7,5 (5 voti)
                  I'm a Cyborg, But That's OK (Cyborgjiman gwaenchanh-a) ---------------------------------------------- 7,5 <-> 7,5 (4 voti)
                  Stoker ---------------------------------------------------------------------------------------------- 6,56 <-> 6,5 (8 voti)
                  Three... Extremes - episodio "Cut" ------------------------------------------------------------------ 6,5 <-> 6,5 (5 voti)
                  Trio (Saminjo) -------------------------------------------------------------------------------------- 6 <-> 6 (1 voti)
                  Yeoseot gae ui siseon - episodio "Never Ending Peace and Love" -------------------------------------- 0 <-> 0 (0 voti)
                  Moon Is the Sun's Dream (Daleun... haega kkuneun kkum) ---------------------------------------------- 0 <-> 0 (0 voti)


                  "Pulp Fiction" ha avuto una media superiore a quella di "Quarto potere" e de "La passione di Giovanna d'Arco" e si piazza, in questo momento, al quarto posto della classifica assoluta


                  ed ecco i nuovi registi:


                  PETER WEIR

                  Homesdale (1971)
                  Le macchine che distrussero Parigi (The Cars That Ate Paris) (1974)
                  Picnic ad Hanging Rock (Picnic at Hanging Rock) (1975)
                  L'ultima onda (The Last Wave) (1977)
                  Gli anni spezzati (Gallipoli) (1981)
                  Un anno vissuto pericolosamente (The Year of Living Dangerously) (1982)
                  Witness - Il testimone (Witness) (1985)
                  Mosquito Coast (The Mosquito Coast) (1986)
                  L'attimo fuggente (Dead Poets Society) (1989)
                  Green Card - Matrimonio di convenienza (Green Card) (1990)
                  Fearless - Senza paura (Fearless) (1993)
                  The Truman Show (1998)
                  Master and Commander - Sfida ai confini del mare (Master and Commander: The Far Side of the World) (2003)
                  The Way Back (2010)


                  DAVID O. RUSSELL

                  Spanking the Monkey (1994)
                  Amori e disastri (Flirting with Disaster) (1996)
                  Three Kings (1999)
                  I Heart Huckabees - Le strane coincidenze della vita (I Heart Huckabees) (2004)
                  The Fighter (2010)
                  Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012)
                  American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013)
                  Accidental Love (2015)
                  Joy (2015)
                  Ultima modifica di David.Bowman; 09 October 18, 18:12.
                  "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                  Votazione Registi: link

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                  • PETER WEIR


                    L'attimo fuggente (Dead Poets Society) (1989) 8,5
                    The Truman Show (1998) 8
                    Master and Commander - Sfida ai confini del mare (Master and Commander: The Far Side of the World) (2003) 7,5

                    Il voto a l'attimo fuggente è forse tra i più influenzati dal lato "emotivo"per quanto mi riguarda, ma si tratta di uno di quei film che ti fa innamorare di un certo cinema, e anche se poi noti tutte le imperfezioni lasci correre


                    DAVID O. RUSSELL


                    Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012) 6
                    American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013) 5,5

                    Per quel poco che ho visto, semplicemente un miracolato

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                    • Peter Weir è uno dei miei maestri, mio maestro perchè è tra quelli che mi ha insegnato ad amare il cinema, nonchè l'autore che ha elevato la carriera di un altro mio mito facendolo recitare in uno dei film che più preferisco in assoluto.
                      Non ho il tempo e la capacità di parlarne come vorrei. Se qualcuno volesse farlo non si tiri indietro.
                      Quindi come avevo già fatto in passato con altre coppie di registi lascio parlare le immagini attraverso questa video-retrospettiva sulla sua filmografia, che forse vale più di mille parole...


                      PETER WEIR

                      Picnic ad Hanging Rock (Picnic at Hanging Rock) (1975) 9.5
                      L'ultima onda (The Last Wave) (1977) 7
                      Witness - Il testimone (Witness) (1985) 7
                      L'attimo fuggente (Dead Poets Society) (1989) 8.5
                      Fearless - Senza paura (Fearless) (1993) 7.5
                      The Truman Show (1998) 10
                      Master and Commander - Sfida ai confini del mare (Master and Commander: The Far Side of the World) (2003) 8
                      The Way Back (2010) 7.5


                      David O. Russell non è assolutamente tra i miei registi preferiti, ho un debole per un suo solo film. Probabilmente eccessivamente sopravvalutato oltre i suoi reali meriti resta comunque innegabilmente uno dei principiali esponenti odierni della commedia(dramedy) post-moderna in grado di creare cinema per le grandi masse con iniezioni di cinema più autoriale. Cinema articolato sulle emozioni imperfette, popolato da grandi star che sotto la sua guida danno sempre vita a personaggi vividi e pulsanti. Personaggi che gridano e si dimenano, che hanno bisogno di esternare vigorosamente le proprie sensazioni nel tentativo di rigettare e liberarsi di quelle emozioni imperfette e raggiungere magari non la normalità ma per lo meno una dimensione di benessere perpetuo che si avvicini alla felicità vera.
                      Ci si odia, ci si combatte, ci si innamora, ci si tradisce e ci si riscatta, rigorosamente tutti insieme, con i personaggi uno di fronte all’altro, cuore a cuore, spalla a spalla, come in un film anni 50 di Robert Wise o di Frank Capra.



                      DAVID O. RUSSELL

                      Three Kings (1999) 6.5
                      I Heart Huckabees - Le strane coincidenze della vita (I Heart Huckabees) (2004) 6
                      The Fighter (2010) 7
                      Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012) 9
                      American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013) 7.5
                      Joy (2015) 5
                      Ultima modifica di MrCarrey; 08 October 18, 21:39.
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                      • PETER WEIR

                        L'attimo fuggente (Dead Poets Society) (1989) 8
                        The Truman Show (1998) 8

                        (non li vedo entrambi ormai da parecchio tempo)

                        DAVID O. RUSSELL

                        The Fighter (2010) 7
                        Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012) 7.5
                        American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013) 5
                        Joy (2015) 6

                        Di Weir vorrei recuperare Picnic ad Hanging Rock. Mi interessa molto, spero di riuscirci in settimana.
                        https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                        • PETER WEIR

                          Picnic ad Hanging Rock (Picnic at Hanging Rock) (1975) - 8
                          L'attimo fuggente (Dead Poets Society) (1989) - 9
                          The Truman Show (1998) - 9
                          Master and Commander - Sfida ai confini del mare (Master and Commander: The Far Side of the World) (2003) - 7.5
                          The Way Back (2010) - 7.5


                          DAVID O. RUSSELL

                          Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012) - 7
                          American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013) - 7
                          Joy (2015) - 6



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                          • PETER WEIR

                            L'attimo fuggente (Dead Poets Society) (1989) 8.5
                            The Truman Show (1998) 9
                            Master and Commander - Sfida ai confini del mare (Master and Commander: The Far Side of the World) (2003) 8


                            DAVID O. RUSSELL

                            Three Kings (1999) 7
                            The Fighter (2010) 8
                            Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012) 7.5
                            American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013) 7

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                            • Di Weir sono a digiuno completamente, mentre di O. Russell ho visto dei film. Un tempo mi piaceva, complice anche il fatto che nei suoi film c'era Jennifer Lawrence sulla cresta dell'onda, poi il tempo me lo ha fatto ridimensionare di brutto questo regista, tanto che i suoi ultimi film oltre a non piacermi più, non riesco neanche più a visionarli. Non so neanche perché mi piacesse.

                              DAVID O. RUSSELL

                              The Fighter (2010) 7
                              Il lato positivo - Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook) (2012) 5
                              American Hustle - L'apparenza inganna (American Hustle) (2013) 5,5

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                              • Cerca di recuperare per lo meno L'Attimo Fuggente, The Truman Show e Picnic ad Hanging Rock.
                                Quest'ultimo è sicuramente il più ostico del terzetto, ma un film bellissimo raccontato dal punto di vista della natura, la natura ci osserva, è lei il soggetto protagonista e attori e attrici gli oggetti scruttati dall'alto verso il basso. La roccia millenaria di Hanging Rock è una forza ancestrale che rappresenta la dura lotta contro la repressione sessuale, dove le pulsioni della carne sono tenute a freno dalla società inglese, qui rappresentata dal gineceo e dalle sue regole coercitive.
                                La conturbante bellezza della natura attrae a se le ragazze, che si concedono a quest'ultima nel tentativo di recuperare quella dimensione istintuale e liberatoria, immergendosi in essa, diventando parte di essa, spezzando i confini di categoria tra uomo e natura in un danza accompagnata da soluzioni visive come dissolvenze incrociate e vere e proprie sovrapposizioni uomo/natura cadenzate dalle note di un ipnotico flauto di pan.

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