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Filmografie e registi a confronto: la classifica di Badtaste

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  • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
    Ragazzi, ho seria difficoltà a dare un giudizio numerico a Il cavallo di Torino. Qui non si tratta di recensire un film, ma di analizzare e mettere in discussione un intero approccio al mezzo.
    Ha senso girare un film così lungo per raccontare qualcosa che può essere raccontata in maniera altrettanto efficace - se non di più - con la metà del tempo? Ha davvero senso far coincidere il tempo della vita e il tempo del cinema? Si tratta di utopia artistica? Il discorso è lungo e lo si può affrontare da tanti punti di vista.
    Se devo considerare Il cavallo di Torino come un film sulla "pesantezza della vita" (come detto dallo stesso Tarr), devo dire che questa "pesantezza" non l'ho avvertita, nel senso che il film - almeno per quanto mi riguarda - non si è fatto mai esperienza, mai emozione. Esistono film molto più convenzionali capaci di farmi "sentire" la vita e di coinvolgermi molto più di questo (penso anche al cinema di Kechiche). A fine visione sono rimasto incuriosito, ma sostanzialmente freddo (tranne per le inquadrature in cui è presente il cavallo).
    Allo stesso tempo (scusate il gioco di parole) però, probabilmente l'intento del regista non era quello di coinvolgermi, tutt'altro: il suo intento era quello di farmi aderire al tempo oggettivo-esterno, a farmi meditare sulla ripetizione dei gesti quotidiani in maniera completamente distaccata. Si tratterebbe quindi di un'opera completamente cerebrale.
    Ho letto due possibili interpretazioni del film: una maggiormente esistenziale/filosofica, un'altra metacinematografica. Per quanto mi riguarda, la seconda la trovo più funzionale e interessante in base alla messa in scena del regista, ma non è detto che le chiavi di lettura non possano coesistere.
    Il problema, forse, è che in entrambi i casi, per quanto si possa apprezzare il "contenuto", questo non è mai illuminante, anzi. Il film va apprezzato nel suo farsi, non per quello che vuole dire. E se questo farsi non mi ha particolarmente colpito? Ok, mi ha portato a riflettere molto su quello che ho visto, ma se le conclusioni a cui sono arrivato - in entrambe le direzioni - non mi hanno entusiasmato o acceso la lampadina, posso limitare la mia analisi alla sola messa in scena?
    Ho avuto lo stesso problema con un film di un regista che amo, ovvero Luz Silenciosa di Carlos Reygadas. In questi giorni, aldilà di Tarr, sto approfondendo questo approccio al cinema basato sul tempo. Esiste una piccola possibilità di poter lavorare lì in Messico da lui e quindi sto studiando. Tutto parte da Tarkovskij. Quest'ultimo, regista che adoro, per adesso è stato l'unico a convincermi davvero nel suo approccio filosofico al mezzo. Per quanto i suoi film possano essere complessi e di difficile fruizione, non si sono mai spinti oltre certi limiti, non flirtando mai con la videoarte e non provando mai davvero a far coincidere il tempo della vita con il tempo del cinema. Reygadas parla di cinema "bilaterale" e sono d'accordo. Ma fino a che punto è giusto smontare la costruzione per dare spazio alla vita e allo spettatore?
    Work in progress.
    Molto interessante questo post. A proposito del discorso tempo della vita e tempo del cinema posso chiederti che ne pensi dell'operazione Boyhood di Linklater?


    Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio

    Ti auguro che possa andare in porto.
    Ne approfitto per invitare gli utenti che partecipano al topic, quali Mr. Babeido, Shosanna DreyfusloStraniero, MrCarrey, a proporre nuove coppie di registi.
    Ti ringrazio per la menzione, anche se sto partecipando ufficiosamente al giochino e più che altro commento i film che ricordo (un po' perché sono da poco sul forum, un po' perché mi trovo in difficoltà a dare i votini numerici ai film - anche ai libri, ma questo è un altro discorso - ) e quindi non so se posso proporre una coppia. In tal caso, mi sentirei di scegliere Monicelli - Vicari, così da contrastare la nefasta doppietta italiana Vanzina - Parenti.

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    • I film di Bela Tarr saranno pure lunghi e lenti e tristerrimi e ungheresi, infestati da personaggi miserabilissimi che vagano nel nulla o nell'immondizia, angosciati dai segni di un'imminente apocalisse come il suono di campane in posti senza campanili, e nello sfacelo morale e materiale gli uomini non possono far altro che dirsi la cruda verità e quindi quanto schifo si facciano vicendevolmente e poi, al ritmo di due accordi di una fisarmonica bucata suonata da un fisarmonicista con solo tre dita per mano ché le altre se l'è tranciate a morsi per la fame, caracollano ciucchissimi come pianeti stremati dai miliardi di anni di insensate rotazioni, e nell'avvilimento e nella catastrofe del fisico e della mente le donne non possono far altro che sganciarla a maschi pelosissimi sulla schiena, coi maglioni dalla trama a losanghe (che fanno sudare eppure non riscaldano ergo moccio colante in sempiterno) e i capelli che sanno essere allo stesso tempo radi ed arruffati, e tossiscono senza mettere la mano davanti alla bocca, e la loro copula è riscaldata dalla passione e dal senso ultimo di un passaggio a livello a cui non hanno comunicato che le macchine da anni c'hanno il sottopassaggio, e i cani guardano verso la macchina da presa con occhi che supplicano di lasciarli sul ciglio di un'autostrada qualsiasi ma fuori dalle palle da lì vi imploro, e nel degrado dove Empatia ha le sembianze di un agnello squartato e divorato ancora vivo, e le ragazzine non possono far altro che avvoltolarsi col gattino fino a spezzargli la spina dorsale, e poi s'ammazzano a loro volta atrocemente, e il sorriso è bandito se non quello di sollievo per una morte arrivata comunque troppo tardi, i film di Bela Tarr saranno pure l'urlo di un'umanità che s'è vista spegnersi i colori addosso e tutto intorno.
      Però, vivalamadonna, a differenza che nei film di Haneke che idem mostrano lo sguardo sconsolato, io amo vivere nel cinema di Tarr. Nella narrazione slargata eppur inesorabile de Le armonie di Werckmeister, nell'allucinazione terragna di Satantango, tra gli sguardi nella notte de L'uomo di Londra, nella routine postuma in cui far uso di intelligenza è roba obsoleta de Il cavallo di Torino. Mi pare strano che li si definisca film cerebrali (semmai l'austriaco in cui si ravvisa nella teoria di inquadrature fisse lo scorrere delle pagine di un pura ferocemente brillante sceneggiatura): c'è il vento e la pioggia e il fango, c'è l'umore in ogni sua foggia. Mi ci avvoltolo dentro come in un sogno consapevole. Quindi può essere considerato luogo della mente ma come certa musica contemporanea, senza stanghette a limitarne il flusso, ma dalla timbrica che lacera e sprofonda.

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      • Baz Luhrmann

        Ballroom - Gara di ballo (Ballroom) (1992) 7
        Romeo + Giulietta di William Shakespeare (William Shakespeare's Romeo + Juliet) (1996) 8
        Moulin Rouge! (2001) 9
        Australia (2008) 6.5
        Il grande Gatsby (The Great Gatsby) (2013) 7

        Béla Tarr

        Nido familiare (Családi tűzfészek) (1979) 7
        Rapporti prefabbricati (Panelkapcsolat) (1982) 8.5
        Almanacco d'autunno (Őszi almanach) (1985) 8
        Perdizione (Kárhozat) (1988) 8
        Satantango (Sátántangó) (1994) 10L
        Le armonie di Werckmeister (Werckmeister harmóniák) (2000) 10
        L'uomo di Londra (A londoni férfi) (2007) 8.5
        Il cavallo di Torino (A torinói ló) (2011) 10

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        • Originariamente inviato da sherry Visualizza il messaggio

          Non hai mai visto The Act of Killing?
          Si parlò moltissimo di quel documentario quando uscì.
          Lo portai come tesi di laurea....gran bel documentario

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          • Io propongo gli inglesotti Guy Ritchie/Matthew Vaughn

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            • Io proporrei, se non già presi, ma ho controllato e non mi pare David.Bowman aldo.raine89 :

              Luchino Visconti - Sergio Corbucci

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              • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio

                Molto interessante questo post. A proposito del discorso tempo della vita e tempo del cinema posso chiederti che ne pensi dell'operazione Boyhood di Linklater?


                Boyhood non mi è piaciuto. Stiamo parlando di un film molto diverso da quelli di Tarr, ovviamente. Non l'ho amato per motivazioni molto più "convenzionali". In maniera molto semplice e diretta, l'ho trovato piatto, noioso, poco interessante. Un coming of age alternativo, privo di alcuni cliché tipici del genere, alla ricerca estenuante della "normalità" priva di una grande scrittura drammaturgica. Questa "normalità" non è nient'altro che una vita francamente poco interessante.

                Riguardo Tarr, ho davvero difficoltà a dare un giudizio numerico ai suoi film che ho visto, ma faccio uno sforzo creativo e voto

                BELA TARR

                Le armonie di Werckmeister (Werckmeister harmóniák) (2000) 6
                Il cavallo di Torino (A torinói ló) (2011) 7
                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                  Esiste una piccola possibilità di poter lavorare lì in Messico da lui e quindi sto studiando.
                  questa è una bella cosa! faccio il tifo per te e incrociamo le dita

                  ok su Tarkovskij, ti quoto, ma su Tarr ... i voti che hai dato ... non ci siamo!


                  Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
                  Nessun problema! Anzi se hai bisogno di una spalla e vuoi alternare una settimana sì e una no, adesso posso darti una mano regolarmente
                  non ti preoccupare Tom, ormai da tempo mi sono organizzato e riesco a fare la gestione, la memorizzazione ed i calcoli in modo semi-automatico, quindi ... grazie comunque della disponibilità ma per me non è un peso andare avanti come ho fatto finora.

                  Per adesso sostituiscimi nel tuo turno, quando verrà, Werner Herzog (documentari) - Joshua Oppenheimer. Come già ho detto non posso mettere 2 volte uno stesso regista nel software che ho scritto per la gestione

                  aggiorno e riporto qui i prossimi da votare (con cambio ogni martedì sera):

                  David.Bowman -- Jean-Luc Godard - Matteo Garrone
                  Medeis -- Paul Verhoeven - Andrzeij Zulawski
                  sherry -- Istvan Szabo - Seijun Suzuki
                  Gidan 89 -- Carlo Vanzina - Neri Parenti
                  Sensei -- John Huston - David Lean
                  Uncle Scrooge -- John Milius - Gore Verbinski
                  marioh -- Stuart Gordon - George P. Cosmatos
                  aldo.raine89 -- Howard Hawks - Alex De La Iglesia
                  Tom Doniphon -- Werner Herzog (documentari) - Joshua Oppenheimer
                  MrCarrey -- Michel Gondry - Franco Zeffirelli
                  Shosanna Dreyfus -- Guy Ritchie -- Matthew Vaughn
                  loStraniero -- Luchino Visconti - Sergio Corbucci
                  Ultima modifica di David.Bowman; 28 ottobre 19, 21:56.
                  "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                  Votazione Registi: link

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                  • Godard al prossimo giro .

                    Verhoeven a quello dopo

                    Istvan Szabo a quello dopo ancora

                    Parenti e Vanzina

                    John Huston e David Lean , vabbè roba mia si capisce.

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                    • già che mi trovo metto anche la mia bis-prossima coppia:

                      David.Bowman -- Jean-Luc Godard - Matteo Garrone
                      Medeis -- Paul Verhoeven - Andrzeij Zulawski
                      sherry -- Istvan Szabo - Seijun Suzuki
                      Gidan 89 -- Carlo Vanzina - Neri Parenti
                      Sensei -- John Huston - David Lean
                      Uncle Scrooge -- John Milius - Gore Verbinski
                      marioh -- Stuart Gordon - George P. Cosmatos
                      aldo.raine89 -- Howard Hawks - Alex De La Iglesia
                      Tom Doniphon -- Werner Herzog (documentari) - Joshua Oppenheimer
                      MrCarrey -- Michel Gondry - Franco Zeffirelli
                      Shosanna Dreyfus -- Guy Ritchie - Matthew Vaughn
                      loStraniero -- Luchino Visconti - Sergio Corbucci
                      David.Bowman -- Yasujiro Ozu - Milos Forman


                      e ricordo, a chi fosse interessato alla mia valutazione, che ci sono ancora dei grandissimi nomi da votare, ne faccio giusto qualcuno:

                      Alain Resnais, Buster Keaton, Ernst Lubitsch, Ettore Scola, Francesco Rosi, Friedrich W. Murnau, Henri-George Clouzot, Jean Renoir, Jean Vigo, John Cassavetes, John Ford, Pietro Germi, Sergej M. Ejzansteijn, Robert Bresson, Sidney Lumet, Theo Angelopoulos, Vittorio De Sica, Wim Wenders

                      oppure, tra registi recenti e popolari:

                      Alejandro Amenabar, Ang Lee, Brian Singer, Danny Boyle, Emir Kusturica, Gabriele Salvatores, Giuseppe Tornatore, James Ivory, Jean-Jacques Annaud, Jim Jarmusch, Jonathan Demme, Ken Loach, Kevin Smith, Kim Ki-duk, Krzysztof Kieslowski, M. Night Shyamalan, Mathieu Kassovitz, Mike Newell, Rob Reiner, Sam Mendes, Steven Soderbergh


                      questo mio elenco non pretende di essere esaustivo, lo metto solo come invito di riflessione per chi fosse indeciso
                      Ultima modifica di David.Bowman; 28 ottobre 19, 22:37.
                      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                      Votazione Registi: link

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                      • Capisco il tuo punto di vista Gidan, grazie della risposta.

                        Visto che domani incombe una nuova coppia di registi, commento brevemente questa.
                        Di Béla Tarr ahimè non ho mai visto nulla, se non spezzoni tratti da qualche suo film. Una grave mancanza non c'è dubbio e cercherò di porre rimedio in futuro. Mi faccio perdonare segnalando che da qualche anno Bompiani sta pubblicando le opere di László Krasznahorkai, ossia lo storico sceneggiatore dei suoi film e autore dei romanzi Sátántangó e Az ellenállás melankóliája (ossia Melancolia della resistenza, il libro da cui è tratto Werckmeister harmóniák). Insomma se vi è piaciuto quell'universo filmico direi che anche la controparte cartacea merita di sicuro una lettura (le lodi si sprecano, specie per il secondo libro che ho citato).
                        Con Luhrmann il primo approccio è stato Romeo + Juliet (ricordo al cinema all'aperto il deliquio delle ragazzine per Di Caprio ) ma ero troppo piccolo per capire il senso postmoderno di questa rilettura, ed ero rimasto colpito soltanto dalla bizzarra messa in scena; a una seconda visione qualche anno fa l'ho apprezzato meno superficialmente. Da menzionare il bravo Postlethwaithe nel ruolo di Frate Lorenzo. Devo ammettere che quando uscì Moulin Rouge! non m'incuriosì (vuoi per un pregiudizio sul genere musical, vuoi perché il rifacimento di Lady Marmalade contenuto nel film ci bombardava costantemente ) e l'ho visto solo diversi anni dopo, stranamente a scuola durante un'ora di inglese. Anche lì il lato spettacolare della messinscena la fa da padrone sulle sensazioni immediate di uno spettatore, catapultato anche qui in una rilettura postmoderna questa volta del mito della Parigi di Montmartre di fine XIX secolo e del suo ambiente culturale (emblematico mettere tra i coprotagonisti il grande Toulouse-Lautrec). Col tempo, ripensandoci, l'ho gradito di più rispetto alla prima visione e, sebbene non mi piacciano tutte le canzoni, alcune ammetto che facciano presa. Da citare la splendida Kidman (forse uno dei ultimi ruoli nei quali possedeva la sua antica bellezza, non rovinata dalla chirurgia plastica?) e il sorprendente Jim Broadbent, che qui mostrò forse per la prima volta la sua grande versatilità nei vari generi cinematografici. Il suo ultimo film che ho visto è The Great Gatsby, non male però, mi pare, non c'è più quella sorpresa di quei due film che ho citato, e il suo modo di concepire quelle reinterpretazioni diventa un po' maniera e ci si aspetta convenzionalmente di trovare gli anni '20 e del mito di Gatsby in quelle tipiche forme del suo cinema (il montaggio accelerato, dissonanza delle musiche col contesto storico, il kitsch della scenografia ecc. insomma avete capito). Non so come fosse il 3D in questo film, visto che l'ho visto a casa. Qualcuno in caso l'abbia visto lì può dire se c'era un buon uso o era un'operazione un po' inutile? Aggiungo un'altra domanda: se l'avete visto, è meglio questo o il Gatsby di Clayton con Redford?

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                        • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio
                          se l'avete visto, è meglio questo o il Gatsby di Clayton con Redford?
                          ti rispondo brevemente. Ho visto 3 dei 4 adattamenti del romanzo di Francis Scott Fitzgerald per il grande schermo: quello di Nugent del 1949, quello di Clayton (sceneggiato da Coppola) del 1974 e infine quello di Luhrmann del 2013. Per me nessuno dei tre film eccelle particolarmente e, meno che mai, si avvicina minimamente alla bellezza del romanzo. Ognuno dei tre hai i suoi pregi e i suoi difetti ma trovo che stiano più o meno sul medesimo voto, un 7. Personalmente preferisco leggermente (ma si tratta proprio di sottigliezze) la versione del '74, più puntigliosa rispetto alla versione sfavillante e kitsch di Luhrmann. Probabilmente la mia preferenza deriva dal fatto che sa cogliere meglio lo spirito dell'epoca. Ma ripeto, tirando le somme di pregi e difetti, i film per me si equivalgono sul buono, ma senza particolari entusiasmi. Insomma film da 7 e non da 8. E c'è una bella differenza.
                          Ultima modifica di David.Bowman; 29 ottobre 19, 13:58.
                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                          Votazione Registi: link

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                          • Comincio a mettermi in fila anche io e prenoto il tandem Alexander Payne - Robert Rodriguez.
                            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                              Comincio a mettermi in fila anche io e prenoto il tandem Alexander Payne - Robert Rodriguez.
                              ok, prendo nota. Però tieni conto che mancano ancora tre turni (io, Medeis e Sherry) prima del tuo prossimo, quindi se dovessero arrivare altre scelte in queste 3 settimane finirebbero davanti alla tua nuova (Alexander Payne - Robert Rodriguez) nella scaletta temporale

                              classifica finale:

                              BAZ LUHRMANN

                              Moulin Rouge! --------------------------------------------------------------------------------------- 8 <-> 7,5 (9 voti)
                              Romeo + Giulietta di William Shakespeare (William Shakespeare's Romeo + Juliet) --------------------- 7,06 <-> 7 (8 voti)
                              Ballroom - Gara di ballo (Ballroom) ----------------------------------------------------------------- 6,5 <-> 6,5 (3 voti)
                              Il grande Gatsby (The Great Gatsby) ----------------------------------------------------------------- 6,28 <-> 7 (9 voti)
                              Australia ------------------------------------------------------------------------------------------- 5,13 <-> 5,25 (8 voti)


                              BÉLA TARR

                              Satantango (Sátántangó) ----------------------------------------------------------------------------- 9,9 <-> 10 (5 voti)
                              Il cavallo di Torino (A torinói ló) ----------------------------------------------------------------- 9,5 <-> 10 (6 voti)
                              Le armonie di Werckmeister (Werckmeister harmóniák) ------------------------------------------------- 9,17 <-> 9,75 (6 voti)
                              Perdizione (Kárhozat) ------------------------------------------------------------------------------- 8,6 <-> 8 (5 voti)
                              Almanacco d'autunno (Oszi almanach) ----------------------------------------------------------------- 8,5 <-> 8,5 (5 voti)
                              Rapporti prefabbricati (Panelkapcsolat) ------------------------------------------------------------- 8,5 <-> 8,25 (4 voti)
                              L'uomo di Londra (A londoni férfi) ------------------------------------------------------------------ 8,4 <-> 8,5 (5 voti)
                              Nido familiare (Családi tuzfészek) ------------------------------------------------------------------ 6,83 <-> 7 (3 voti)
                              L'outsider (Szabadgyalog) --------------------------------------------------------------------------- 6 <-> 6 (1 voti)


                              e la nuova coppia, scelta da me:


                              JEAN-LUC GODARD

                              Fino all'ultimo respiro (À bout de souffle) (1960)
                              Le Petit Soldat (Le petit soldat) (1960)
                              La donna è donna (Une femme est une femme) (1961)
                              L'accidia (La paresse), episodio de I sette peccati capitali (Les sept péchés capitaux) (1961)
                              Questa è la mia vita (Vivre sa vie) (1962)
                              Il nuovo mondo (Le nouveau monde), episodio di Ro.Go.Pa.G. (1962)
                              Les Carabiniers (1963)
                              Il disprezzo (Le Mépris) (1963)
                              Bande à part (1964)
                              Il profeta falsario (Le grand escroc), episodio de Le più belle truffe del mondo (Les Plus Belles Escroqueries du monde) (1964)
                              Una donna sposata (Une femme mariée) (1964)
                              Agente Lemmy Caution: missione Alphaville (Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution) (1965)
                              Il bandito delle 11 (Pierrot le fou) (1965)
                              Montparnasse-Levallois, episodio di Parigi di notte (Paris vu par...) (1965)
                              Il maschio e la femmina (Masculin féminin) (1966)
                              Una storia americana (Made in U.S.A.) (1966)
                              Due o tre cose che so di lei (Deux ou trois choses que je sais d'elle)(1967)
                              La cinese (La Chinoise) (1967)
                              L'amore nel 2000 (Anticipation, ou l'amour en l'an 2000), episodio de L'amore attraverso i secoli (L'amour à travers les âges o Le plus vieux métier du monde) di registi vari (1967)
                              Week End - Una donna e un uomo da sabato a domenica (Weekend) (1967)
                              L'amore (L'aller et retour andata e ritorno des enfants prodigues dei figli prodighi), episodio di Amore e rabbia o Vangelo 70 (1967)
                              La gaia scienza (Le gai savoir) (1968)
                              British Sounds (1969)
                              Pravda (1969)
                              Vento dell'est (Le Vent d'est) (1969)
                              Vladimir et Rosa (1970)
                              Crepa padrone, tutto va bene (Tout va bien) (1972)
                              Numéro deux (1975)
                              Ici et ailleurs (1976)
                              Comment ça va? (1978)
                              Si salvi chi può (la vita) (Sauve qui peut (la vie)) (1980)
                              Passion (1982)
                              Changer d'image (1982)
                              Prénom Carmen (1983)
                              Je vous salue, Marie (1985)
                              Soft and Hard (1985)
                              Detective (Détective) (1985)
                              Grandeur et décadence d'un petit commerce de cinéma (1986)
                              Cura la tua destra... (Soigne ta droite) (1987)
                              King Lear (1987)
                              Le Rapport Darty (1989)
                              Nouvelle vague (1990)
                              Germania nove zero (Allemagne 90 neuf zéro) (1991)
                              Ahimè! (Hélas pour moi) (1993)
                              Les Enfants jouent à la Russie (1993)
                              JLG/JLG - autoportrait de décembre (1995)
                              For Ever Mozart (1996)
                              Éloge de l'amour (2001)
                              Notre musique (2004)
                              Film socialisme (2010)
                              Adieu au langage - Addio al linguaggio (2014)
                              Le livre d'image (2018)


                              MATTEO GARRONE

                              Terra di mezzo (1996)
                              Ospiti (1998)
                              Estate romana (2000)
                              L'imbalsamatore (2002)
                              Primo amore (2004)
                              Gomorra (2008)
                              Reality (2012)
                              Il racconto dei racconti - Tale of Tales (2015)
                              Dogman (2018)
                              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                              Votazione Registi: link

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                              • Vabbè seppure in ritardo volevo dire che concordo assolutamente il commento di Bone Machine su Bela Tarr: sarà certamente un cinema difficile che richiede un certo sforzo per lo spettatore medio, ma una volta entrati nel suo mondo si resta avvinti e potentemente emozionati. E proprio ne Il cavallo di Torino riesce a raggiungere una tale essenzialità che sembra andare davvero all'origine di ogni basilare sentimento umano. Inoltre, giudizio spassionatamente personale, i suoi film hanno il miglior b/n del cinema contemporaneo

                                Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio
                                Capisco il tuo punto di vista Gidan, grazie della risposta.

                                un'altra domanda: se l'avete visto, è meglio questo o il Gatsby di Clayton con Redford?
                                Condivido il giudizio di David, le tre versioni che ho visto sono discrete/buone, ma si fermano tutte alla superficie del capolavoro di Fitzgerald, nessuna è davvero all'altezza. Forse il romanzo ha troppe chiavi di lettura per avere una versione altrettanto grande dal punto di vista cinematografico.

                                Viasto che è il tempo delle scelte io metto

                                Pietro Germi - Jacques Tati

                                Inseriscili pure quando vuoi

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