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Filmografie e registi a confronto: la classifica di Badtaste

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  • Grazie Gandalf

    In questo periodo non ho tempo di fare grossi recuperi, propongo due (tre) nomi semplici: John Glen/Albert e Allen Hughes
    'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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    • benvenuto al nuovo utente p t r l s

      riporto qui sotto la lista aggiornata delle prossime votazioni (io mi sono messo in coda visto che ho scelto la mia prossima coppia mentre è in ballo la mia attuale):

      LoStraniero -- Lee Chang-dong - Hong-jin-Na
      Medeis -- Liliana Cavani - Hirokazu Kore-Eda
      sherry -- Abbas Kiarostami - Krzysztof Kieslowski
      Gidan89 -- Disney - Pixar
      aldo.raine89 -- Steven Soderbergh - Peter Strickland
      Noodles -- Luigi Comencini - Luciano Salce
      Shosanna Dreyfus -- Sidney Lumet - Marco Bellocchio
      Sensei -- Sergej M. Ejzansteijn - Lazslo Nemes
      p t r l s -- John Glen -- Albert e Allen Hughes
      David.Bowman -- Alain Resnais - Mario Monicelli


      poi riporto l'elenco dei registi già votati:
      Spoiler! Mostra


      e visto che avete gradito riporto anche un elenco (non esaustivo) di registi ancora non votati:
      Spoiler! Mostra

      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


      Votazione Registi: link

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      • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
        Grazie Gandalf

        In questo periodo non ho tempo di fare grossi recuperi, propongo due (tre) nomi semplici: John Glen/Albert e Allen Hughes
        Alla faccia dei nomi semplici, senza una ricerca su IMDb non avrei collegato i loro nomi a nessun film
        Vedo che il primo ha diretto diversi 007, ma è una saga di cui non mi sono mai interessato particolarmente, degli altri due conosco alcuni titoli senza averli comunque visti...

        Comunque benvenuto, è sempre un piacere leggere utenti nuovi, qui e in altri topic...

        Mi permetto di suggerire altri nomi oltre a quelli menzionati da David.Bowman nella pagina precedente, per chi volesse fare una proposta rapida senza scervellarsi troppo:

        William Wyler, Michael Powell + Emeric Pressburger, Danny Boyle, Yorgos Lanthimos, Stanley Kramer, Ben Wheatley, James Mangold, Frank Capra, Richard Donner, John Hughes, Ron Howard, Jean-Pierre Jeunet, Alejandro Jodorowski, Kevin Smith,Paolo Virzì, Fred Zinneman...

        Mi sono limitato in linea di massima a registi più o meno giovani e in attività o a maestri del passato di cui almeno due o tre film sono largamente conosciuti, con tutto il rispetto per chi propone registi molto di nicchia ci tenevo semplicemente a far notare che ci sono ancora tante alternative per coinvolgere il maggior numero di utenti possibile...

        EDIT: il buon David.Bowman mi ha anticipato ed è probabile che alcuni nomi siano ripetuti, vale comunque il concetto che avevo espresso.

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        • Grazie a tutti!

          Sì, diciamo che la coppia che ho scelto non è conosciuta... ma nemmeno così sconosciuta
          “Semplici” perché più d’intrattenimento che d’autore... e perché in fondo sono due filmografie con pochi titoli.
          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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          • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio
            Vedo che il primo ha diretto diversi 007, ma è una saga di cui non mi sono mai interessato particolarmente
            però il "periodo Glen" (che ha diretto 5 film consecutivi di 007) è stato quello di massima decadenza della leggendaria saga, tra un Moore che si era fatto vecchio e un Dalton che non ha mai fatto breccia nel cuore del pubblico. Ricordo ancora come fosse ieri quando uscì GoldenEye di "san" Martin Campbell (che è riuscito a "resuscitare", in modo clamoroso e per ben due volte, una saga che pareva in fin di vita) e a tutti i fans sembrò di aver assistito ad un "miracolo", in rapporto ai film precedenti (quelli di Glen).
            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


            Votazione Registi: link

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            • Boh, il suo 007 Vendetta Privata è tra i migliori dell'intera saga, denso e divertente (a prescindere dal legnoso Dalton e in grazia di un del Toro infamissimo), regia di mestiere sì ma di quello buono che odora di olio di gomito e cognizione di causa.

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              • David.BowmanBone Machine sul “periodo Glen” la penso diversamente da entrambi
                Rimando però il mio pensiero a quando arriveremo ai voti... sperando che non sia un massacro nei suoi confronti!
                'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                • Di Clouzot ammetto di averlo sentito solo di nome, non ho mai visto nulla. Leggerò i vostri voti con curiosità per futuri approcci. Chiedo per curiosità: la sua figura può essere accostata a qualche corrente cinematografica o è stato un regista a sé?

                  Di Scola stranamente mi mancano i suoi due capolavori, il primo film che ho visto è stato Brutti sporchi e cattivi, con quel lato grottesco che mi ha colpito anche per il fatto di essere stato girato l'anno dopo la morte di Pasolini, quasi fosse la pietra tombale anche di quella concezione che aveva del sottoproletariato. Grandissimo Manfredi! Poi è stata la volta di Signore e signori, buonanotte che avevo beccato per caso forse su Fuori Orario e non me l'aspettavo così divertente e caustico, una bella sferzata all'Italia del periodo; si sa nello specifico quale parte era di chi tra i vari registi e sceneggiatori? In ultimo ho visto il buon film Il commissario Pepe, di cui avevamo accennato quando c'era da votare Germi; bravo anche qui Tognazzi e interessanti gli inserti surreali che affiorano lungo la vicenda.

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                  • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio
                    Di Clouzot ammetto di averlo sentito solo di nome, non ho mai visto nulla. Leggerò i vostri voti con curiosità per futuri approcci. Chiedo per curiosità: la sua figura può essere accostata a qualche corrente cinematografica o è stato un regista a sé?
                    In base a ció che ho visto e che ricordo di più mi sentirei di dire che, pur essendo un autore europeo, i suoi film sembrano americani.
                    Non so se altri abbiano la stessa sensazione.

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                    • Per quanto mi riguarda no, non lo definirei un cineasta americano come non lo direi di Sergio Leone, solo perché superficialmente siamo portati ad associare il cinema di genere ad Hollywood. Esiste tutto un cinema pre-Nouvelle Vague che attinge fortemente anche dalla narrativa nera, e di cui Clouzot è stato uno dei maestri - cinema solitamente sbeffeggiato dai registi Cahiers ma che oggi sopravvive meglio al tempo di molti dei loro film a mia opinione - oltre al fatto che a livello di contenuti Clouzot è stato così intimamente transalpino da finire nell'occhio del ciclone nel Dopoguerra, in particolare per Il Corvo.

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                      • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio
                        Di Clouzot ammetto di averlo sentito solo di nome, non ho mai visto nulla. Leggerò i vostri voti con curiosità per futuri approcci. Chiedo per curiosità: la sua figura può essere accostata a qualche corrente cinematografica o è stato un regista a sé?
                        condivido quanto detto da Medeis

                        Clouzot è stato uno dei padri del cinema "nero" europeo, autore tagliente, misantropo e intimamente francese nella concezione di cinema. Se proprio lo vuoi inquadrare in una "corrente" io direi di riferirti al suo genere prediletto, il noir, da lui sapientemente declinato (e contaminato) in toni diversi e con esiti spesso magistrali: in modalità esotico-avventurosa (Vite vendute), in atmosfere mistery-horror (I diabolici) o con intenti sociali anti-borghesi che poi sfociano in un'affilata critica antropologica (Il corvo). E' un autore di grande livello ma poco conosciuto e anche per questo l'ho portato all'attenzione.
                        "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                        • HENRI-GEORGE CLOUZOT

                          L'assassino abita al 21 (L'assassin habite au 21) (1942) 7
                          Il corvo (Le Corbeau) (1943) 9
                          Legittima difesa (Quai des Orfèvres) (1947) 8
                          Manon (1949) 7
                          Ritorna la vita (Retour à la vie) – Episodio Le retour de Jean (1949) 6
                          Un marito per mia madre (Miquette et sa mère) (1950) 6,5
                          Vite vendute (Le Salaire de la peur) (1953) 10
                          I diabolici (Les Diaboliques) (1955) 9
                          Le spie (Les Espions) (1957) 6,5
                          La verità (La Vérité) (1960) 7,5
                          La prigioniera (La Prisonnière) (1968) 8,5



                          ETTORE SCOLA

                          Se permettete parliamo di donne (1964) 5,5
                          Thrilling - episodio Il vittimista(1965) 6,5
                          L'arcidiavolo (1966) 6
                          Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968) 7
                          Il commissario Pepe (1969) 7,5
                          Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca (1970) 7,5
                          Permette? Rocco Papaleo (1971) 6
                          La più bella serata della mia vita (1972) 7
                          Trevico-Torino - Viaggio nel Fiat-Nam (1973) 6
                          C'eravamo tanto amati (1974) 10
                          Brutti, sporchi e cattivi (1976) 8
                          Signore e signori, buonanotte (1976) 7,5
                          Una giornata particolare (1977) 10L
                          I nuovi mostri - 7 episodi (1977) 7
                          La terrazza (1980) 8,5
                          Passione d'amore (1981) 7
                          Il mondo nuovo (1982) 7,5
                          Ballando ballando (1983) 7
                          Maccheroni (1985) 6,5
                          La famiglia (1987) 8,5
                          Splendor (1989) 7
                          Che ora è? (1989) 7
                          Il viaggio di Capitan Fracassa (1990) 6,5
                          Mario, Maria e Mario (1993) 5,5
                          Romanzo di un giovane povero (1995) 6
                          La cena (1998) 6,5
                          Concorrenza sleale (2001) 6
                          Gente di Roma (2003) 6
                          Che strano chiamarsi Federico (2013) 7,5


                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                          • La famiglia lo trovo davvero sopravvalutato. L'ho visto l'altro ieri sera. Praticamente un film sbagliato per tre quarti, e te ne accorgi soprattutto quando entra in scena uno straordinario Gassman che - ovviamente - si mangia completamente il film. Il suo personaggio pare che non ci azzecchi niente col sé stesso di soli pochi anni prima (sia perché gli altri attori sono scarsi, sia perché Scola non è riuscito a dare uniformità alla recitazione), oltre ad essere praticamente un vecchio, completamente implausibile. Difatti, ad un certo punto del film lui e Dapporto dovrebbero avere la stessa età, ma è evidente che Gassman abbia 20 anni in più! Difatti, nella fase finale del film, Dapporto viene sostituito da un altro attore (suo padre) più anziano per rendere più tangibile lo scorrere del tempo, ma così facendo si è creata solo confusione nella percezione dello spettatore. A livello di trama, la solita storia di piccole corna, molto turgida e impostata tra l'altro. Pare un film scritto solo per permettere - ad un certo punto - a Gassman di entrare in scena e fare il suo one man show.
                            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                              La famiglia lo trovo davvero sopravvalutato. L'ho visto l'altro ieri sera. Praticamente un film sbagliato per tre quarti, e te ne accorgi soprattutto quando entra in scena uno straordinario Gassman che - ovviamente - si mangia completamente il film. Il suo personaggio pare che non ci azzecchi niente col sé stesso di soli pochi anni prima (sia perché gli altri attori sono scarsi, sia perché Scola non è riuscito a dare uniformità alla recitazione), oltre ad essere praticamente un vecchio, completamente implausibile. Difatti, ad un certo punto del film lui e Dapporto dovrebbero avere la stessa età, ma è evidente che Gassman abbia 20 anni in più! Difatti, nella fase finale del film, Dapporto viene sostituito da un altro attore (suo padre) più anziano per rendere più tangibile lo scorrere del tempo, ma così facendo si è creata solo confusione nella percezione dello spettatore. A livello di trama, la solita storia di piccole corna, molto turgida e impostata tra l'altro. Pare un film scritto solo per permettere - ad un certo punto - a Gassman di entrare in scena e fare il suo one man show.
                              ovviamente (visto il mio voto) io non sono d'accordo. La famiglia è l'ultimo grande film di Scola ed è anche un nostalgico compendio del suo cinema, dei suoi temi, del suo stile. E' un dramma corale e malinconico in forma, pudica, di saga familiare “in un interno”, perché il regista, emblematicamente, si accorda (nuovamente e naturalmente) ad una precisa cifra estetica: suggeririre gli eventi epocali sempre al riparo delle mura della grande casa romana, lasciando costantemente fuori la Storia, i cui accadimenti arrivano sempre, indirettamente, attraverso racconti, dialoghi, comunicati a mezzo radiofonico o televisivo. In questo modo la storia viene quasi avvolta da una coltre di mistero, viene "mitizzata", e la decadenza causata dall'inesorabile tempo che passa la vediamo sempre e solo sul volto dei protagonisti, che invecchiano, durante i nove segmenti del racconto. La scelta di un microcosmo interno che funge da riparo rispetto ai grandi eventi storici che trapelano "da fuori", attraverso barlumi che segnano (e cambiano) volti e sguardi dei protagonisti, la commistione narrativa tra grandi tragedie sociali e piccoli drammi individuali (che diventano così metafora poetica di un racconto ben più ampio), sono le "armi" migliori dell'arte di Scola. Con lucido rigore e asciutto lirismo l'autore esplora gli spazi scenici della casa-palcoscenico con lunghe carrellate, in avanti o all’indietro, che segnano sempre il passaggio da una stagione di vita all’altra, e scegliendo, emblematicamente, di aprire e chiudere il film con una fotografia, la sola traccia materiale delle memorie passate. Il senso intimo dell’opera, splendida ma non originale, perché il regista ha già trattato, e meglio, questi argomenti, è quello di mostrare il cambiamento dei costumi, della società, dell’economia, delle idee e finanche del cuore, attraverso un pregnante microcosmo simbolico, ovvero l’istituzione per eccellenza su cui si fonda la nostra storia: la famiglia. Mai come stavolta il titolo diventa la quintessenza dell'intero film. Infine una menzione speciale per la granitica sceneggiatura, scritta dal regista con due grandissimi del nostro cinema come Maccari e Scarpelli, che (ahimè) non godono della popolarità che meriterebbero.

                              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                              Votazione Registi: link

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                              • Ma davvero ritieni questa sceneggiatura granitica? E davvero hai avvertito così tanto i cambiamenti socio-economici dell'Italia? Io ho trovato tutto troppo disomogeneo, ancorché bozzettistico (in senso negativo) in parecchi passaggi. Mi è piaciuta più la tua analisi che il film
                                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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