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Filmografie e registi a confronto: la classifica di Badtaste

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  • Un regista da 7,5 insomma
    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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    • Onesto secondo me.
      Comunque su alcuni film sono andato un po' a memoria perché è da tanto che non li vedo, mentre ero in dubbio se dare un 8 a Road to perdition e 1917 (che vorrei rivedere per capire se regge dopo il WOW della prima visione).

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      • David.Bowman Ho visto L'occhio che uccide. Allora, il soggetto di partenza è geniale, specialmente per l'epoca. Qualche anno fa (ormai ne sono passati parecchi) volevo girare un cortometraggio intitolato So Funny, in cui il protagonista era ossessionato dal riprendere sé stesso, fino al punto in cui la realtà gli sembrava invivibile se non filtrata continuamente dalla macchina da presa. A lavoro si filmava col cellulare (per poi rivedersi la sera a casa), mentre il suo appartamento era allestito come un vero e proprio Grande Fratello, con tanto di telecamera e televisore per riprendersi e vedersi in diretta. Alla fine, dopo aver fallito nel portare a letto una ragazza, evapora nella luce di un proiettore, sparendo assieme al finire della pellicola (come nel finale di Diario di un vizio di Ferreri, credo che capirai la similitudine metaforica). Non l'ho né finito di scrivere (andavano limite alcune cose) né di girare, ma non credo che ci tornerò più sopra, verrebbe sicuramente bollato come già visto e banale. Detto ciò, il film di Powell non è un capolavoro perché scade nello psicologismo, inoltre Hitchcock aveva diretto nel 1954 La finestra sul cortile che, nel trattare la tematica del vouyerismo era di ben altro livello. Nel film di Hitch c'è anche una forte componente psicologica, c'è il tema della sessualità, c'è la riflessione sul cinema e sullo spettatore, ma con maggior sottigliezza, stile, consapevolezza. L'occhio che uccide è una delizia per gli occhi, ma non riesce a travalicare il genere.
        Vedo se riesco a recuperare qualcos'altro dei due registi, mi interessa Narciso Nero. Ti aggiorno su eventuali modifiche al mio post
        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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        • Duo geniale.

          MICHAEL POWELL/EMERIC PRESSBURGER

          Duello a Berlino (The Life and Death of Colonel Blimp) (1943) 10L
          Scarpette rosse (The Red Shoes), co-regia Emeric Pressburger (1948) 10
          Narciso nero (Black Narcissus), co-regia Emeric Pressburger (1947) 9


          Bluff sopravvalutato, salvo si e no tre film. Revolutionary Road vorrei rivederlo, sia mai che possa anche aumentarlo.

          SAM MENDES

          American Beauty (1999) 5,5
          Era mio padre (Road to Perdition) (2002) 6,5
          Jarhead (2005) 5
          Revolutionary Road (2008) 7,5
          American Life (Away We Go) (2009) 4
          Skyfall (2012) 7
          Spectre (2015) 5
          1917 (2019) 5

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          • MICHAEL POWELL/EMERIC PRESSBURGER


            La spia in nero (The Spy in Black) (1939) 7,5
            Il ladro di Bagdad (The Thief of Bagdad), co-regia Ludwig Berger, Tim Whelan, Alexander Korda, Zoltan Korda e William Cameron Menzies (1940) 10
            Gli invasori - 49º parallelo (49th Parallel), co-regia Emeric Pressburger (1941) 8
            Duello a Berlino (The Life and Death of Colonel Blimp) (1943) 9,5
            Scala al paradiso (A Matter of Life and Death), co-regia Emeric Pressburger (1946) 9
            Narciso nero (Black Narcissus), co-regia Emeric Pressburger (1947) 8,5
            Scarpette rosse (The Red Shoes), co-regia Emeric Pressburger (1948) 10L
            La volpe (Gone to Earth), co-regia Emeric Pressburger (1950) 9
            L'inafferrabile Primula Rossa (The Elusive Pimpernel), co-regia Emeric Pressburger (1950) 8
            I racconti di Hoffmann (The Tales of Hoffmann), co-regia Emeric Pressburger (1951) 10L
            Colpo di mano a Creta (Ill Met by Moonlight), co-regia Emeric Pressburger (1957) 6
            L'occhio che uccide (Peeping Tom) (1960) 9


            SAM MENDES

            American Beauty (1999) 8
            Era mio padre (Road to Perdition) (2002) 8
            Jarhead (2005) 7,5
            Revolutionary Road (2008) 8,5
            American Life (Away We Go) (2009) 8
            Skyfall (2012) 9
            Spectre (2015) 6,5
            1917 (2019) 8,5

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            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
              David.Bowman Ho visto L'occhio che uccide. Allora, il soggetto di partenza è geniale, specialmente per l'epoca. Qualche anno fa (ormai ne sono passati parecchi) volevo girare un cortometraggio intitolato So Funny, in cui il protagonista era ossessionato dal riprendere sé stesso, fino al punto in cui la realtà gli sembrava invivibile se non filtrata continuamente dalla macchina da presa. A lavoro si filmava col cellulare (per poi rivedersi la sera a casa), mentre il suo appartamento era allestito come un vero e proprio Grande Fratello, con tanto di telecamera e televisore per riprendersi e vedersi in diretta. Alla fine, dopo aver fallito nel portare a letto una ragazza, evapora nella luce di un proiettore, sparendo assieme al finire della pellicola (come nel finale di Diario di un vizio di Ferreri, credo che capirai la similitudine metaforica). Non l'ho né finito di scrivere (andavano limite alcune cose) né di girare, ma non credo che ci tornerò più sopra, verrebbe sicuramente bollato come già visto e banale.
              beh, peccato che tu non lo abbia finito. A quanto pare le idee non ti mancano ... anche perchè non avevi ancora visto L'occhio che uccide

              Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
              Detto ciò, il film di Powell non è un capolavoro perché scade nello psicologismo, inoltre Hitchcock aveva diretto nel 1954 La finestra sul cortile che, nel trattare la tematica del vouyerismo era di ben altro livello. Nel film di Hitch c'è anche una forte componente psicologica, c'è il tema della sessualità, c'è la riflessione sul cinema e sullo spettatore, ma con maggior sottigliezza, stile, consapevolezza. L'occhio che uccide è una delizia per gli occhi, ma non riesce a travalicare il genere.
              qui non sono d'accordo, come non sono d'accordo sulla sottovalutazione così netta di Mendes che vedo da parte di molti di voi.

              Personalmente reputo Peeping Tom uno psico-thriller memorabile, fondante e storicamente essenziale. Venne biecamente osteggiato alla sua uscita per i suoi contenuti disturbanti che scioccarono oltre misura la bigotta critica anglosassone, facendo cadere la pellicola in un oblio ingiusto e immeritato. Ma per fortuna, nel tempo, grazie allo sdoganamento di molti tabù e alla disinibizione dei costumi, è stato ampiamente rivalutato, pur conservando sempre la sua aura “maledetta”, e oggi viene generalmente considerato un vero gioiello, un cult assoluto che vanta miriadi di fans, anche eccellenti, come il Maestro Martin Scorsese che ha sicuramente contribuito non poco alla sua rivalutazione. Sotto la patina aspra di un piccolo film di genere, che fu girato a basso costo seguendo le orme tipiche di un “serial killer movie”, si nasconde un lucido trattato analitico sul voyeurismo nella sua accezione più pura, l’atto dello spiare, innescando una stimolante riflessione sul mezzo cinema, che non è altro che un prolungamento tecnologico dell’inconfessabile volontà di sbirciare furtivi. In tal senso il titolo originale (“Peeping Tom” significa per l’appunto “guardone”, citando un personaggio della leggenda di Lady Godiva) suona già come un diktat perentorio e definitivo. L’ardita commistione tra sadomasochismo, perversione sessuale, psicopatia, orrore e feticismo morboso è tanto disturbante quanto geniale, con vette di notevole malia oscura nelle scene in cui Mark filma le sue vittime, quasi possedendole sessualmente con la macchina da presa, utilizzata come un prolungamento meccanico del suo corpo, come uno strumento di piacere e come un’arma terrificante. Ciò che all’epoca lasciò sconcertati pubblico e critica, suscitando scandalo e indignazione, è divenuto, nel tempo, il punto di forza dell’opera: la torbida connessione psico-emotiva tra lo spettatore e l’assassino protagonista. Una connessione che si stabilisce attraverso un sapiente utilizzo del metacinema che porta ad estendere, quasi naturalmente, l’appellativo di voyeur a tutti gli avidi fruitori di pellicole cinematografiche, creando così una malsana “complicità” nell’atto dello spiare le vite altrui, alla ricerca dei segreti più scomodi e nascosti. Mark diventa così una sorta di specchio della nostra cattiva coscienza e dei nostri desideri inconfessabili, perché alla base delle sue azioni aberranti ci sono i medesimi impulsi, le medesime voglie, sul confine sottile tra sessualità e morbosità. Il subdolo gioco psicologico che crea un ponte tra la psicopatia del protagonista e la scopofilia del pubblico denota la grande abilità di un regista probabilmente troppo coraggioso e provocatorio per i suoi tempi e per il suo contesto sociale. E come non parlare del labirinto di riflessioni e di sottili complicità innescate dal meccanismo di scatole cinesi alla base del film: chi sta guardando chi? Chi è lo spione e chi è lo spiato? In tal senso voglio citare il prologo straniante: con una soggettiva di una ripresa di Mark, che poi in seguito ci verrà mostrata anche sullo schermo con l’uomo che osserva, di spalle, "insieme a noi".

              Troppo moderno e trasgressivo per i suoi tempi, questo capolavoro del genere thriller riesce ad elevarsi come torbida apologia del concetto di visione e si compiace, con impudica intelligenza, di affermare e ribaltare i propri concetti in un continuo gioco di specchi opposti (non a caso colei che riesce a “vedere” meglio di tutti dentro l’animo nero del protagonista è una non vedente). Concordo con te che Rear Window gli sia superiore, ben più raffinato, stilizzato ed elaborato, e che meriti un voto più alto (10). Mentre invece, per me, Peeping Tom vale 9 (ma non di meno).

              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


              Votazione Registi: link

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              • David.Bowman secondo me il film sarebbe stato molto più efficace se il regista e lo sceneggiatore non ci avessero detto niente sulle origini delle perversioni del protagonista. Una sorta di Dziga Vertov horror. Capisco che il film sia del 1960 e già così fece scandalo, però non riesco ad urlare al capolavoro.
                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                • Già solo per essere stato l'antesignano di tutti i Frank Zito, gli Henry, gli Schramm e le decine di altri serial killer che hanno visto le loro "gesta" raccontate dal loro punto di vista, il film di Powell dovrebbe essere considerato un capodopera, senza se e senza ma.

                  E cmq a tutti voi che non avete mai visto Il ladro di Bagdad manco per sbaglio quando passava in tv vi dico, pacatamente: che brutta infanzia che avete avuto

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                  • SAM MENDES

                    American Beauty (1999) 8.5
                    Revolutionary Road (2008) 7
                    Skyfall (2012) 7
                    Spoiler! Mostra

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                    • SAM MENDES

                      Jarhead (2005) 7.5
                      Skyfall (2012) 9
                      Spectre (2015) 6
                      1917 (2019) 8

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                      • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                        Duo geniale.
                        E hai ancora diversi titoli da recuperare che potrebbero soddisfarti...

                        Prima di passare al voto devo finire di vedere Jarhead, poi, dato il consiglio di Medeis, vorrei a questo punto vedere Il ladro di Bagdad e magari rivedere un altro film del duo...

                        Intanto propongo una nuova coppia, finché ci sono nominativi a disposizione seguo il principio di affiancare un regista di nicchia a uno più popolare e che ha fatto film più commerciali:

                        Ken Russell - James Mangold
                        Ultima modifica di aldo.raine89; 05 September 20, 22:06.

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                        • SAM MENDES

                          American Beauty (1999) 8
                          Era mio padre (Road to Perdition) (2002) 8
                          Jarhead (2005) 7,5
                          Revolutionary Road (2008) 8,5
                          Skyfall (2012) 7.5
                          Spectre (2015) 6
                          1917 (2019) 8

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                          • MICHAEL POWELL/EMERIC PRESSBURGER

                            Vessillo rosso (Red Ensign) (1934) 6,5
                            La spia in nero (The Spy in Black) (1939) 7
                            Il ladro di Bagdad (The Thief of Bagdad), co-regia Ludwig Berger, Tim Whelan, Alexander Korda, Zoltan Korda e William Cameron Menzies (1940) 9,5
                            Gli invasori - 49º parallelo (49th Parallel), co-regia Emeric Pressburger (1941) 8,5
                            Volo senza ritorno (One of Our Aircrafts is Missing), co-regia Emeric Pressburger (1942) 6
                            Duello a Berlino (The Life and Death of Colonel Blimp) (1943) 9,5
                            Un racconto di Canterbury (A Canterbury Tale), co-regia Emeric Pressburger (1944) 7
                            So dove vado (I Know Where I'm Going), co-regia Emeric Pressburger (1945) 7,5
                            Scala al paradiso (A Matter of Life and Death), co-regia Emeric Pressburger (1946) 9
                            Narciso nero (Black Narcissus), co-regia Emeric Pressburger (1947) 9
                            Scarpette rosse (The Red Shoes), co-regia Emeric Pressburger (1948) 10
                            La volpe (Gone to Earth), co-regia Emeric Pressburger (1950) 8,5
                            L'inafferrabile Primula Rossa (The Elusive Pimpernel), co-regia Emeric Pressburger (1950) 7,5
                            I racconti di Hoffmann (The Tales of Hoffmann), co-regia Emeric Pressburger (1951) 9,5
                            Oh... Rosalinda!! co-regia Emeric Pressburger (1955) 7
                            La battaglia di Rio della Plata (The Battle of the River Plate), co-regia Emeric Pressburger (1956) 7
                            Colpo di mano a Creta (Ill Met by Moonlight), co-regia Emeric Pressburger (1957) 5
                            L'occhio che uccide (Peeping Tom) (1960) 9
                            L'età del consenso (Age of Consent) (1969) 7
                            Il ragazzo che diventò giallo (The Boy Who Turned Yellow) (1972) 7


                            SAM MENDES

                            American Beauty (1999) 9
                            Era mio padre (Road to Perdition) (2002) 7
                            Jarhead (2005) 7
                            Revolutionary Road (2008) 8,5
                            American Life (Away We Go) (2009) 6
                            Skyfall (2012) 7
                            Spectre (2015) 5,5
                            1917 (2019) 8


                            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                            Votazione Registi: link

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                            • SAM MENDES

                              American Beauty (1999) 8,5
                              Skyfall (2012) 8,5
                              Spectre (2015) 6,5
                              1917 (2019) 7,5

                              American Beauty è il film del sacchetto di plastica, giusto? Non me lo ricordo bene, ma so che mi era piaciuto molto: ottimo ritmo, un protagonista sensuale e uno spirito di fondo cattivello.
                              Al suo primo Bond avrei dato di più senza quel suo ostentare cultura cinematografica a suon di citazioni, a volte ottima (Una cascata di diamanti), a volte così così (Vivi e lascia morire), a volte pessima (Solo per i tuoi occhi). Per il resto molto bello, con una Bond girl abbastanza indefinita.
                              Il successivo è un passo indietro: molto buono fino al “pre”-finale (osceno), con un finale poi che non riesco a ricordare.
                              1917 è stata una bella esperienza, con una scelta stilistica che ha pagato, ma estremizzata così qualcosina ha tolto.
                              'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                              • Sconcertato da quanto poco visti siano Powell e Pressburger.


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