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Filmografie e registi a confronto: la classifica di Badtaste

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  • GASPAR NOÉ

    Irréversible (2002) 7
    Enter the Void (2009) 8,5
    Love (2015) 7,5
    Climax (2018) 3


    FRIEDRICH WILHELM MURNAU

    Il castello di Vogelod (Schloß Vogelöd) (1921) 6
    Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens) (1922) 10L
    L'ultima risata (Der letzte Mann) (1924) 8,5
    Faust (1926) 8,5
    Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans) (1927) 9


    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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    • GASPAR NOÉ

      Irréversible (2002) 4,5
      Enter the Void (2009) 7
      Love (2015) 6,5
      Climax (2018) 8

      Non so perché, credevo Irreversible fosse il suo esordio. Non sapevo/non ricordavo di questo Solo contro tutti, vedrò di recuperarlo ma non so se lo farò in questi giorni.
      Ad ogni modo è una filmografia che si annuncia molto divisiva.

      Alcuni film di Murnau li ho visti ma troppo tempo fa ormai. Non prometto di rivederli anche perché devo ammettere di non avere mai avuto troppa confidenza con il cinema muto, ho visto i film principali quasi più a scopo di conoscenza che per puro piacere.
      Contribuisci anche a tu a creare la classifica dei migliori film di sempre secondo il forum di BadTaste. Cliccando qui potrai trovare l'elenco di tutti i film nominabili e le modalità di voto.

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      • FRIEDRICH WILHELM MURNAU

        Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens) (1922) 10
        Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans) (1927) 8.5

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        • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
          I film del primo sono adorabili
          ma anche no!
          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


          Votazione Registi: link

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          • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
            se mai interessasse a qualcuno riporto qui una cosa in merito che ho scritto tempo fa...
            Certo che sì, le vostre analisi sono sempre interessanti... nella fattispecie concordo, bella disamina

            Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
            Wenders regala, non senza compiacimento manieristico, una grande lezione di cinema europeo agli americani e lo fa, non a caso, nel territorio simbolo di un certo immaginario a stelle e strisce: il Texas.
            E aggiungo una cosa: la finezza sta poi nel fatto che Wenders lo fa non solo nel Texas, ma come viene precisato più volte ed esplicitato dal titolo lo fa nella città di Paris Texas, rimarcando inoltre piu volte quanto a suo padre piacesse ricordare di essere di Paris prima di aggiungere, volutamente in ritardo, la parola Texas...

            Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
            sul primo mi sa che .... ci faremo "male" invece, per quanto riguarda Murnau, ho inserito per completezza anche i primi film che sono tutti "perduti"
            Non avevo dubbi e già mi stanno sanguinando gli occhi dopo i primi voti, ma l'avevo messo in conto
            Noè è una delle "nuove leve" che più mi hanno colpito. Amo il suo cinema insostenibilmente crudo e nichilista, scenografico e sensoriale, un cinema fatto di immagini, di simboli, di colori, di sensazioni, di eccessi, di provocazioni.
            Chiaramente da subito si capisce che è un cinema di non facile fruizione, particolarmente divisivo, il classico prendere o lasciare... io prendo

            GASPAR NOÉ

            Irréversible (2002) 9
            Enter the Void (2009) 9.5
            Love (2015) 7
            Climax (2018) 8

            Due parole sul molto discusso Irreversible, forse il suo film più divisivo in assoluto (mi manca l'opera prima):

            Siamo nei sobborghi di Parigi, e la storia tratta della ricerca di vendetta da parte di due uomini a seguito (si scoprirà poi, quindi per quel che vale spoiler alert...) della violenza subita dalla donna di cui entrambi sono innamorati.
            Il regista decide di raccontare questa storia di violenza e di rivalza, di amore e di dolore, partendo dalla fine della storia (la vendetta) e procedendo a ritroso nel tentativo - illusorio, impossibile, allegorico - di voler provare a rendere reversibile quello che è invece irrimediabile, irreparabile... Irreversibile, appunto. Ma se questo può sembrare un espediente già visto, quello che colpisce è la particolare scelta stilistica adottata nel mostrare gli eventi, che non solo sono filmati in piano sequenza per rendere tutto più realistico e tangibile, ma soprattutto sono accompagnati da un utilizzo estroso della camera, che nella prima parte di film (quella finale della storia) si muove come una scheggia impazzita in un quasi insostenibile (forse esagerato) moto oscillatorio, sposandosi perfettamente con la ferocia e la disperazione dei protagonisti che cercano si sfogare la loro rabbia per tentare di vendicare quello che non può però più essere cancellato.

            Si torna così man mano indietro con gli eventi, e nel farlo si passa da una scena all'altra con transizioni che ci vengono mostrate (altra ottima trovata registica) mediante movimenti circolari della cinepresa, come a voler evocare il riavvolgersi di un nastro e quindi del tempo. Più si torna indietro e più ci si avvicina a un tempo, nella storia che ci viene mostrata, in cui i protagonisti vivono una vita normale, in cui ancora non erano andati incontro all'orrore e al dolore, e quindi seguendo questo stato d'animo anche la regia muta e diviene meno frenetica, meno dinamica, fino al punto di passare alla camera fissa nella parte finale.

            Di pari passo con la regia anche la fotografia segue un processo simile: all'inizio è molto scura e cupa, a stento si riesce a vedere cosa succede, e man mano che si torna indietro con gli eventi diventa dapprima rossa nella scena dell'abuso sessuale (criticata per l'eccessiva lunghezza ed indulgenza, per me invece semplicemente vera e realistica, una rappresentazione impietosa dell'orrore) e poi sempre più chiara fino a quell'abbagliante bianco intermittente nel finale, all'inizio quindi della storia, in cui il male irreparabile non aveva ancora fatto il suo ingresso oscurando il sereno. Simbolo, questo, di un tentativo sofferto e doloroso di mostrare la rievocazione di un utopistico ritorno al passato.

            Ma tornare indietro è impossibile, il tempo è irreversibile e nel suo incedere non lenisce le ferite, come a volte si suol dire. Gaspar Noé nella sua opera sembra volerci dire proprio questo: "le temp detruit tout" ... il tempo distrugge tutto.

            I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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            • A titolo puramente informativo, manca questo film collettivo per Noé

              Destricted: Directed by Marina Abramovic, Matthew Barney, Marco Brambilla, Cecily Brown, Larry Clark, Sante D'Orazio, Marilyn Minter, Gaspar Noé, Richard Prince, Sam Taylor-Johnson, Tunga. With Goce Balkovic, Goran Brklja, Zoran Brklja, Ana Hamljan Colic. A compilation of erotic films intended to illuminate the points where art meets sexuality.


              Vabbè che l'avrò visto solo io...

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              • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                A titolo puramente informativo, manca questo film collettivo per Noé

                Destricted: Directed by Marina Abramovic, Matthew Barney, Marco Brambilla, Cecily Brown, Larry Clark, Sante D'Orazio, Marilyn Minter, Gaspar Noé, Richard Prince, Sam Taylor-Johnson, Tunga. With Goce Balkovic, Goran Brklja, Zoran Brklja, Ana Hamljan Colic. A compilation of erotic films intended to illuminate the points where art meets sexuality.


                Vabbè che l'avrò visto solo io...
                ok, grazie! L'ho aggiunto in elenco
                "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                Votazione Registi: link

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                • Originariamente inviato da Gandalf Visualizza il messaggio
                  ...la scena dell'abuso sessuale (criticata per l'eccessiva lunghezza ed indulgenza, per me invece semplicemente vera e realistica, una rappresentazione impietosa dell'orrore)...
                  E però, avendo tempo e voglia di discutere e cavillare, è la questione centrale non solo di questo film, ma di tutto il Nuovo Cinema Digitale quando ha che fare con quello che solitamente viene etichettato come "estremo". La tendenza del cinema contemporaneo a ricercare un esasperato realismo pone il problema a mio avviso del rapporto tra la Realtà e la sua Rappresentazione mediatica. Una questione in cui le scelte estetiche e le conseguenze etiche sono un tutt'uno aggrovigliato, laddove lo stile non ponga uno slittamento che vada verso la sublimazione, l'astrazione, ecc. dell'oggetto rappresentato. Detto in parole spicce: dove metto la macchina da presa? Quanto deve durare la sequenza? Come/Dove/Quando tagliare? Non sono questioni inessenziali, anche se a molti possono sembrare mere elucubrazioni onanistiche.

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                  • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                    dove metto la macchina da presa? Quanto deve durare la sequenza? Come/Dove/Quando tagliare? Non sono questioni inessenziali, anche se a molti possono sembrare mere elucubrazioni onanistiche.
                    eccolo qui! bravo!

                    non solo "non sono questioni inessenziali", per me sono proprio questioni essenziali. Si potrebbe tenere un dibattito lungo giorni (mesi? anni?) sulla questione (annosa, controversa, interessante, spinosa ma anche essenziale) sulla rappresentazione della violenza al cinema. E qui per violenza intendo tutto il pacchetto completo, tanto per intenderci. Ne abbiamo già discusso spesso in passato e penso che qualcuno si ricorderà pure le mie idee in merito (a volte tacciate anche come "arroganti", "presuntuose", "talebane", etc etc).
                    Lungi da me voler riaprire tutto l'ambaradan adesso, ma con uno come Noé come fai a non farlo?

                    ma, in breve, per me la questione cruciale di cui parla Medeis segna poi anche il confine (relativamente a questi generi "estremi") tra ciò che è cinema (ovvero arte) e ciò che non lo è (e diventa quindi mera exploitation sadica, "pornografia" della morbosità, etc etc). E la cosa che mi fa incazzare ancora di più è quando questo secondo caso viene "travestito" da cinema d'avanguardia coraggioso semplicemente appiccicandogli addosso una confezione curata per nascondere trame insulse, contenuti banali e, soprattutto, le reali intenzioni del regista, ovvero mettere in scena una fiera di sadismo e violenza per puro "diletto", proprio e di un certo tipo di pubblico.
                    A parer mio Noé rientra in buona parte in codesta categoria, specialmente se ci riferiamo al film in questione.
                    Ultima modifica di David.Bowman; 09 dicembre 20, 15:47.
                    "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                    Votazione Registi: link

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                    • Capisco cosa intendete, ma a parer mio non è il caso di Irréversible (eccetto forse la scena incriminata con la Bellucci che è effettivamente al limite, nonostante a me non abbia dato fastidio perché funzionale al modo in cui il film è girato, ovvero in piano sequenza e in quanto tale volto a raccontare le vicende "in presa diretta", al di fuori quindi dei tempi cinematografici canonici, ma capisco benissimo il fastidio che può suscitare una scena del genere per cui non mi interessa difendere una scelta che è sicuramente borderline). Perlomeno a me piace interpretare il film con una precisa chiave di lettura, che ho provato a spiegare nel commento e che risiede appunto nel fatto che il regista non si limita a una bieca esposizione di sadismo e violenza per puro diletto, ma mette in scena un'operazione che, attraverso i meccanismi cinematografici e lo stile utilizzati, mira a raccontare una vicenda di violenza e le sue dolorose conseguenze con l'intento di cercare utopisticamente ed illusoriamente di volerla cancellare, di cercare di azzerare, di provare a rendere reversibile una cosa che non può mai esserlo, di condurci in un viaggio a ritroso in cui l'orrore viene capovolto conducendoci ad un passato scevro da qualsiasi sua contaminazione. È ovviamento un viaggio senza speranza, un trucco, un illusione, il tempo che è il motore del film indietro ci torna solo nella finzione, nella realtà è una forza distruttrice.

                      Questo è il mio pensiero, personale ed opinabile, ma quantomeno ho cercato di argomentarlo
                      I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

                      Commenta


                      • Gandalf io di risposte certe assolute e definitive sull'argomento non ce le ho, dico solo che da "studioso" del cinema estremo - mi si perdoni il parolone, è per dire che di roba di questo tipo ne ho vista parecchia - è importante farsi le domande, soprattutto quando si percorre l'impervia strada del realismo (e personalmente c'è ad esempio tutto un cinema messicano contemporaneo che mi ha messo non poco "in crisi"). La cosa che maggiormente mi inquieta è che possono esserci spettatori - e so purtroppo che ci sono - che le domande non se le fanno. Ma certe cose non pososno essere viste con indifferenza, certe cose DEVONO essere divisive

                        Bando alle ciance, ecco i miei voti:

                        GASPAR NOÉ

                        Solo contro tutti (Seul contre tous) (1998) 6,5
                        Irréversible (2002) 3
                        Destricted, segmento We Fuck Alone (2006) 5
                        Enter the Void (2009) ?
                        7 Days in Havana (7 días en La Habana), segmento Ritual (2012) 6
                        Love (2015) 8
                        Climax (2018) 8,5

                        Segnalo anche i corti Carne (7), che è propedeutico alla visione dell'opera prima, e Sodomites (7)

                        FRIEDRICH WILHELM MURNAU

                        Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens) (1922) 10L
                        L'ultima risata (Der letzte Mann) (1924) 10L
                        Tartufo (Herr Tartüff) (1925) 8,5
                        Faust (1926) 8,5
                        Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans) (1927) 9
                        Tabù (Tabu) (1931) 9

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                        • GASPAR NOÉ

                          Irréversible (2002) 9
                          Enter the Void (2009) 9,5
                          Love (2015) 6
                          Climax (2018) 9


                          FRIEDRICH WILHELM MURNAU

                          Il cammino della notte (Der Gang in die Nacht) (1921) 6
                          Il castello di Vogelod (Schloß Vogelöd) (1921) 6,5
                          Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens) (1922) 8
                          La terra che brucia (Der brennende Acker) (1922) 7
                          Fantasma (Phantom) (1922) 7
                          Finanze del granduca (Die Finanzen des Großherzogs) (1924) 6
                          L'ultima risata (Der letzte Mann) (1924) 7,5
                          Tartufo (Herr Tartüff) (1925) 6,5
                          Faust (1926) 7
                          Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans) (1927) 9
                          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                          • Originariamente inviato da Gandalf Visualizza il messaggio
                            Capisco cosa intendete, ma a parer mio non è il caso di Irréversible (eccetto forse la scena incriminata con la Bellucci che è effettivamente al limite, nonostante a me non abbia dato fastidio perché funzionale al modo in cui il film è girato, ovvero in piano sequenza e in quanto tale volto a raccontare le vicende "in presa diretta", al di fuori quindi dei tempi cinematografici canonici, ma capisco benissimo il fastidio che può suscitare una scena del genere per cui non mi interessa difendere una scelta che è sicuramente borderline). Perlomeno a me piace interpretare il film con una precisa chiave di lettura, che ho provato a spiegare nel commento e che risiede appunto nel fatto che il regista non si limita a una bieca esposizione di sadismo e violenza per puro diletto, ma mette in scena un'operazione che, attraverso i meccanismi cinematografici e lo stile utilizzati, mira a raccontare una vicenda di violenza e le sue dolorose conseguenze con l'intento di cercare utopisticamente ed illusoriamente di volerla cancellare, di cercare di azzerare, di provare a rendere reversibile una cosa che non può mai esserlo, di condurci in un viaggio a ritroso in cui l'orrore viene capovolto conducendoci ad un passato scevro da qualsiasi sua contaminazione. È ovviamento un viaggio senza speranza, un trucco, un illusione, il tempo che è il motore del film indietro ci torna solo nella finzione, nella realtà è una forza distruttrice.

                            Questo è il mio pensiero, personale ed opinabile, ma quantomeno ho cercato di argomentarlo
                            e il tuo pensiero è "personale ed opinabile" tanto quanto il mio

                            e lo hai argomentato benissimo, a parer mio (sempre a parer mio) molto meglio di quanto abbia saputo fare il regista nel film, secondo me la tua analisi ha superato le sue stesse intenzioni (e capacità), come spesso avviene quando le persone riflessive e colte "difendono" una cosa in cui credono e che gli piace. Lo facciamo tutti, io per primo ovviamente.

                            Per come la vedo io una sequenza come quella dello stupro della Bellucci (che, guarda caso, è centrale rispetto al film anche in senso di collocazione temporale) non può essere giustificata in alcun modo, per come è stata girata, concepita e per la sua durata che va davvero "al di là del bene e del male". Che poi nella vita reale queste cose esistono e ce ne sono anche di peggiori lo sappiamo benissimo, ma il cinema (in quanto arte largamente condivisa e anche in quanto "prodotto commerciale") dovrebbe pur porsi degli interrogativi etici e tendere ad una sublimazione metaforica di certe cose, dimostrando così capacità artistica, intenzioni non morbose e anche un certo stile. Altrimenti si scade nella pornografia, che è pur essa un genere, ma un altro genere e allora diciamolo, così chi guarda sa cosa sta guardando senza essere preso per i fondelli. Perchè non basta di certo far volare una macchina da presa o presentare un racconto all'indietro (la cui morale è, tra le altre cose, la scoperta dell'acqua calda, ovvia fin dai tempi di Eraclito) per garantire uno stile. Io vedo tanta ipocrisia nel Noè di Irréversible. Sempre imho ovviamente.

                            Ma le cose divisive esistono anche per questo, se ci mettessero tutti d'accordo perderebbero la loro stessa fama


                            Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                            Enter the Void (2009) ?
                            immagino che questo sia voluto. Quindi ... ci vuoi pensare o lo lasciamo così ? senza voto ?
                            Ultima modifica di David.Bowman; 10 dicembre 20, 09:53.
                            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                            Votazione Registi: link

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                            • Lascialo senza voto, era un modo per testimoniare che l'ho visto, ma non lo so esprimere attraverso un voto, un po' come accadde con Inland Empire. Su certe opere faccio proprio fatica a esprimere il pensiero tramite un numero

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                              • Alla luce della discussione in corso e dei voti che i film di Noè stanno ricevendo, Irréversible su tutti, mi chiedo se David.Bowman potrebbe estrapolare dalla classifica generale una top 10 dei film più divisivi, sulla base della varianza, tenendo conto di quelli che abbiano ricevuto almeno cinque voti, al fine di avere un minimo di rilevanza dell'indicatore.
                                Contribuisci anche a tu a creare la classifica dei migliori film di sempre secondo il forum di BadTaste. Cliccando qui potrai trovare l'elenco di tutti i film nominabili e le modalità di voto.

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