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Rambo - La saga

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  • Rambo - La saga

    Altra saga famosa per Sylvester Stallone, oltre alla già celeberrima di Rocky. Qual è il capitolo che preferite, e perchè?
    Cos'avreste cambiato o lasciato nei vari capitoli?

  • #2
    Il primo capitolo perchè è una chiara accusa oltrechè riferimento alla situazione politico-militare americana. Era un film che aveva un senso insomma.

    Quelli dopo pure sono belli ma perdono del tutto il significato profondo e accusatorio del primo diventando dei semplici macho-movie che nel loro genere sono lo stesso molto apprezzabili

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    • #3
      Ho risposto nel topic di Rocky parlando un po di entrambe le saghe non mi ero accorto che era stato aperto anche questo.
      Direi che la mia risposta vale per entrambe:

      Originariamente inviato da Gualty Visualizza il messaggio
      Bhe è una sfida impari: il primo è un film indimenticabile, un piccolo gioiello premiato anche dagli oscar molto generosamente che come nel caso di Rambo I ha poco a che vedere con i prodotti commerciali che ne sono derivati in seguito.

      Personalmente dovendo scegliere tra i sequel il preferito è il quarto, un po il Rambo II della saga. Action e tamarraggine ai massimi livelli, anni '80 da ogni goccia di sudore. Mentre gli ultimi recenti capitoli sono operazione nostalgiche che hanno meritato il mio rispetto, anche perchè chiudono con un po di dignita saghe storiche lasciate rispettivamente nel loro momento peggiore (Rocky V e Rambo III).
      Seguimi --> https://www.facebook.com/ricalcolopercorso/

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      • #4
        ovviamente il primo che è il più film della serie...il secondo è la tamarrata per eccellenza piena di frasi e momenti che vanno oltre il film stesso...il terzo è veramente brutto,senza senso,troppo esagerato anche per rambo...il quarto è sostanzialmente un buon revival.

        "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

        "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


        ~FREE BIRD~

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        • #5
          Rambo III era partito "bene" a mio avviso, cadendo poi un pò nel ridicolo. Trautman ad esempio qui ormai è un'appendice di Rambo, e se ne esce fuori anche con battute sciocche.

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          • #6
            oltre alla pochezza della trama,anche più insulsa e esile del secondo...hanno sparato troppo alto...va bè che sei rambo,ma non puoi far fuori il mondo intero con arco e frecce...

            "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

            "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


            ~FREE BIRD~

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            • #7
              Rambo I!!!
              Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione[img width=420 height=68]http://i31.tinypic.com/14k8is3.jpg[/img]

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              • #8
                Non è neanche da fare questa domanda. First Blood è anni luce avanti agli altri tre e per quanto mi riguarda è il miglior film di Stallone. Racconta il dramma di un redece di una guerra che nessuno voleva più ricordare, del suo ritorno in una Patria che, dopo averlo "creato", lo ripudia. Da una parte ci sono gli hippies che gli sputano addosso all'areoporto, dall'altra i vecchi conservatori come Teasle secondo i quali i giovani come Rambo sono i responsabili della sconfitta.

                Il secondo rivolta il personaggio come un calzino. Rambo si trasforma in un supersoldato invincibile e privo di debolezze. Non è un film di denuncia, ma la fiera del patriottismo. Tant'è che Reagan di lì in poi eleverà Rambo a simbolo della sua America. Il terzo invece oltre essere eccessivamente spinto è uscito pure fuori tempo massimo quando ormai i venti di Guerra Fredda tra USA e URSS stavano smettendo di soffiare.

                L'ultimo è un ritorno alle origini. Superiore (e di molto) al II e al III ma pur sempre inferiore a First Blood. Bellissimo il finale con Rambo che, sulle note di It's a long road, ancora una volta si trova a piedi su una strada. Ma questa volta decide di prendere la via di casa.

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                • #9
                  Perfettamente d'accordo con THX.
                  Flickr


                  "How much would you pay... for the Universe?" Neil Degrasse Tyson

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                  • #10
                    bè anche qui, come per la saga di Rocky, non c'è storia: il primo è un film che ha fatto storis con un monologo finale strappalacrime ed un'interpretazione, soprattutto in questo finale, fra i migliori di sempre.
                    il secondo capitolo è la tamarrata più fica che si possa mai immaginare http://www.youtube.com/watch?v=WbmrS74nNH8 e qui è da orgasmo!
                    il terzo effettivamente traballa qua e là ma certe scene d'azione reggono ancora il confronto con film ben più moderni.
                    il quarto è una giusta e dovuta chiusura del cerchio. davvero ben prodotto.
                    ed ora, a quanto pare, ci sarà da affrontare l'ultima missione....

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                    • #11
                      Ovviamente ho votato per il primo film, il quale raffigura al meglio il tipico reduce del Vietnam, emarginato e psicologicamente disturbato. Inoltre il film è una chiara denuncia verso il governo che prima sfrutta la propaganda per mandare dei giovani in guerra e poi ignora volontariamente i reduci in difficoltà considerandoli come un semplice peso per la società.

                      Come detto da altri, il secondo e il terzo virano bruscamente mostrando non più un reduce mentalmente disturbato, ma un eroe patriottico e pronto a sacrificarsi per i suoi compagni.
                      Non considero questi due film brutti, ma ovviamente non hanno nulla da spartire con il primo. È come se appartengano ad una serie completamente distaccata e più incentrata sull'azione e il machismo del personaggio.

                      L'ultimo film invece lo trovo piuttosto gradevole e senza dubbio ha molti più tratti in comune con il primo rispetto gli altri due.
                      Penso che molti si aspettavano un altro Rambo che fà esplodere tutto in aria e questo forse è il motivo del mancato successo.
                      Personalmente ho apprezzato questo ritorno alle origini, mostrando un Rambo cinico verso la bontà dell'uomo, privato dei patriottici ideali e disilluso verso la giustizia di un paese in guerra. Lo reputo un buon film, anche se non ai livelli del primo.
                      Flickr


                      "How much would you pay... for the Universe?" Neil Degrasse Tyson

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                      • #12
                        John Rambo Ending: http://youtu.be/We827tUQmzM

                        Posto il video (scusate la bassa qualità) perchè merita davvero di essere vista la sequenza finale. Gli ultimi minuti di film sono i migliori; non hanno alcun dialogo, solo sguardi e musica. E mi riferisco non solo al ritorno a casa ma anche alla scena in cui, finiti i combattimenti, Rambo è solo sulla collina e contempla il campo di battaglia. E' un finale perfetto per la saga e per questo spero di non dover mai vedere un Rambo V.

                        Fantastico questo commento al video su YouTube:

                        It would have been awesome as hell if the front door opened and his dad was Clint Eastwood.

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                        • #13
                          Mi è piaciuta molto anche la colonna sonora di John Rambo, molto evocativa.
                          Per la questione Eastwood, beh si, sarebbe stato interessante, ma forse troppo fuori tema.
                          Flickr


                          "How much would you pay... for the Universe?" Neil Degrasse Tyson

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                          • #14
                            E' un finale perfetto per la saga e per questo spero di non dover mai vedere un Rambo V.
                            bè a quanto pare questo tuo desiderio non verrà esaudito...

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                            • #15
                              Prima di scrivere quello che penso, ci tengo a sottolineare che il romanzo First Blood da cui e' tratto il primo Rambo, per alcuni aspetti supera la pellicola. Per chi non lo avesse mai letto, consiglio il seguente link:

                              http://forum.tntvillage.scambioetico...owtopic=234825

                              Rambo e' l'unico personaggio cinematografico che da adolescente sia riuscito a suscitare in me delle emozioni contrastanti assieme a Rocky. Chi e' John Rambo? Innanzitutto non e' il tipico soldato yankee ritratto da John Wayne in "The Green Berets (Berretti Verdi)" o da Clint Eastwood in "Heartbreak Ridge (Gunny)", per intenderci... e' un italoamericano con ascendenze indiane. Lo stesso Stallone lo ha definito una specie di Frankenstein, plasmato dall'esercito per combattere per la propria Patria ma da essa ripudiato. Raramente dei film hanno suscitato tante polemiche, stimolato tante analisi, come le pellicole di Stallone ispirate a Rambo. Un'intera industria si è sviluppata intorno a questo personaggio di veterano della guerra del Vietnam, che ha fatto fiorire linee di abbigliamento, gadgets, manifesti, copie delle armi utilizzate, lo stesso nome è sinonimo di forza e utilizzato spesso, non solo dalla stampa per fatti di cronaca ma anche per sponsorizzare prodotti come sinonimo di indistruttibile. Nella prima parte di questa intervista, Stallone cerca di spiegare il personaggio e le differenze con Rocky:



                              Avevo scritto un papiro su un altro forum. Lo riposto qui, magari puo' servire per ampliare la discussione:

                              "Quando nel 1975 fu palesemente chiaro che gli USA non avevano più alcun controllo sul Vietnam del nord, la guerra era persa da anni. L'opinione pubblica era contro quegli "assassini" che avevano combattuto una guerra non voluta ma, ancora più importante, che avevano perso: i reduci dal fronte. Al ritorno in Patria vennero accolti esattamente come nel primo film della serie. Non servivano più a nessuno, non sapevano fare altro che i soldati, erano uomini soli ma ancora orgogliosi della loro Patria. Questo "stereotipo" di reduce è impersonato perfettamente da John J. Rambo, Berretto Verde dell' U.S. ARMY ( i berretti verdi erano incursori dei corpi speciali omonimi, i corrispettivi dei soldati della Folgore o del Col Moschin italiani, o dei Specnaz russi. United States Army Special Forces - Wikipedia ). Ma chi e' veramente Rambo? Semplicemente un bravo combattente che ha partecipato alla guerra del Vietnam perche' sentiva di dover obbedire alla sua Nazione che lo chiamava ad un'azione bellica. Rambo ha servito con onore il suo Paese e la "società civile" dovrebbe almeno accoglierlo come un ESSERE UMANO se non come eroe. Appena tornato in Patria subisce invece scherni e umiliazioni; nessuno gli dà lavoro e infine la polizia si serve del potere della legge per arrestarlo ingiustamente. Tutto questo ha un solo significato: e' il rifiuto della società civile verso i reduci perdenti. Il rifiuto verso un militare come Rambo che, dopo le torture e i forti traumi subiti, sente il bisogno di ritrovare con la gente un semplice contatto di socializzazione. Sentimento che viene esternato attraverso il pianto nel finale del primo film: Rambo dimostra di sentirsi schiacciato da un'asocialità e ostilità altrui che capisce di non meritare.

                              [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Vorrei approfondire il discorso sul capostipite della serie, First Blood. Sia nel libro che nel film l'antagonista di Rambo e' lo sceriffo Teasle. Bisogna pero' dire che[FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT] nel romanzo di Morrel è un personaggio ben più complicato: [FONT=TimesNewRomanPSMT]anch’egli è un reduce, tornato molti anni prima dalla guerra in Corea. In [FONT=TimesNewRomanPSMT]quel contesto la battaglia è molto più ben definita: un uomo combatte contro [FONT=TimesNewRomanPSMT]un altro uomo; mentre nella pellicola si fa un decisivo passo in avanti: un uomo, solo, [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]combatte contro la societa' che lo rifiuta e che è impersonificata dallo [FONT=TimesNewRomanPSMT]sceriffo, che non per altro e' un ufficiale pubblico. Questa [FONT=TimesNewRomanPSMT]interpretazione e' molto valida e arricchisce ulteriormente il film di tematiche difficili [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]e coinvolgenti. Nel caso del romanzo infatti lo scontro tra i due reduci aveva un aggancio con la realtà solo nella misura in cui la guerra di Corea era stata meno demonizzata dall’opinione pubblica rispetto a quella in Vietnam. In sostanza cioè si contrapponevano le figure del reduce "buono" contrapposto al reduce "cattivo". Alla fine morivano tutti e due, Rambo addirittura ucciso dal Colonnello Trautman, quasi a sentenziare che l’addestramento alla guerra deve servire solo per combattere le guerre e non per risolvere le proprie questioni personali. Qui invece il ricorrente tema dei contrasti tra i “reduci” dal Vietnam e la società civile ti stimolano ad una più attenta presa di coscienza di un problema che chi non ha vissuto stenta sempre a capire. L’impatto tra i due è subito forte. Il dialogo non ha toni dimessi. Nessuno dei due è disposto a fare un passo verso l’altro. Ma lo spettatore, che conosce il [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]dramma interiore di Rambo, sa che solo lo sceriffo può muoversi [FONT=TimesNewRomanPSMT]verso di lui. Alle domande incalzanti dello sceriffo Rambo risponde a [FONT=TimesNewRomanPSMT]monosillabi e senza dare risposte esaurienti. Alla domanda di Teasle dove [FONT=TimesNewRomanPSMT]fosse diretto Rambo risponde: “... Nord”. E poco dopo cita però [FONT=TimesNewRomanPSMT]una città che si trova da tutt’altra parte. Quando John, affamato, chiede dove si può fermare a mangiare un boccone, Teasle gli risponde dicendogli che c'e' una tavola calda a trenta miglia sull'autostrada. La [FONT=TimesNewRomanPSMT]situazione sta degenerando. Rambo chiede: “C’è qualche legge che mi [FONT=TimesNewRomanPSMT]impedisce di farlo qui?”. E Teasle, seccatamente: “Si. La mia!”. E’ la frase [FONT=TimesNewRomanPSMT]più sbagliata che potesse uscire dalla sua bocca. Cerchiamo di analizziamo la [FONT=TimesNewRomanPSMT]sequenza con calma. I primi sintomi della tempesta si hanno subito. Una delle prime cose che Teasle dice a Rambo è che finirà per ficcarsi in qualche guaio tenendo quella bandiera cucita sulla giacca. La bandiera e' quella dei reduci dal Vietnam. Non è un colpo di "fioretto" ma [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]una sciabolata che fa subito male. Bruciare le bandiere infatti, durante la [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]guerra, era il massimo dei reati che si potesse commettere e John e' ancora [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]un uomo che ragiona come se fosse solo un soldato. Oltre tutto, e ciò e' [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]quello che più fa male, anche lo Sceriffo aveva la bandiera americana cucita [FONT=TimesNewRomanPSMT]sull’uniforme. Ma le cose stanno su due piani differenti: evidentemente, [FONT=TimesNewRomanPSMT]nella mente di Teasle e nell’immaginario collettivo i reduci dal Vietnam [FONT=TimesNewRomanPSMT]essendo dei perdenti non avevano il diritto di portare le insegne americane.

                              [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Solo alla fine del film capiremo veramente come Rambo si sentisse [FONT=TimesNewRomanPSMT]orgoglioso di aver assolto ai suoi doveri di soldato andando a [FONT=TimesNewRomanPSMT]combattere in Asia, ora dobbiamo solo prendere atto del fatto che un [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]esordio più infelice lo sceriffo difficilmente l’avrebbe potuto trovare. [FONT=TimesNewRomanPSMT]In questo modo John si mette subito sulla difensiva e non accetta il dialogo [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]con un uomo che lo ha preso subito di petto. E lo fa perché capisce sin da [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]subito che il confronto sarebbe stato impari. Non concede nemmeno mezzo [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]sorriso allo sceriffo ma lo tratta con deferenza, con il dovuto rispetto. E’ [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]ancora Teasle che incalza, gonfiandosi nella sua paffuta pancia epicurea [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]sulla quale brilla la stella che lo protegge. [FONT=TimesNewRomanPSMT]Rambo è ancora molto vago circa la direzione verso la quale è diretto. E qui [FONT=TimesNewRomanPSMT]si possono fare almeno due supposizioni. La prima discende direttamente da [FONT=TimesNewRomanPSMT]quanto detto prima: siamo di fronte ad un uomo profondamente ferito e [FONT=TimesNewRomanPSMT]forse nemmeno lui sa dove andare. La seconda è più problematica, più [FONT=TimesNewRomanPSMT]profonda, più verosimile. E’ vero che Rambo e' un uomo che ha tanti [FONT=TimesNewRomanPSMT]problemi ma quell'apprezzamento sulla bandiera lo ha di colpo riportato [FONT=TimesNewRomanPSMT]alla realtà. Non è difficile per uno come lui rituffarsi immediatamente nei [FONT=TimesNewRomanPSMT]suoi problemi. Quando lo sceriffo fa notare a Rambo che la città che gli ha [FONT=TimesNewRomanPSMT]appena citato non si trova a Nord ma a Sud, il volto di Stallone disegna una [FONT=TimesNewRomanPSMT]smorfia strana che e' di difficilissima decifrazione. Comunque non risponde [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]e lo spettatore puo' propendere a leggere nel suo volto questa frase: "lo so benissimo che e' [FONT=TimesNewRomanPSMT]dall’altra parte, ma non è questo l’importante". La cosa importante infatti è [FONT=TimesNewRomanPSMT]che deve essere lui a decidere dove andare e nessun altro. Questa [FONT=TimesNewRomanPSMT]intromissione di Teasle, uno sconosciuto che non può accampare nessun [FONT=TimesNewRomanPSMT]diritto su di lui, sui suoi programmi, se aveva qualche programma che [FONT=TimesNewRomanPSMT]andasse al di là dell’entrare un attimo in città per sfamarsi e riposarsi, non [FONT=TimesNewRomanPSMT]gli va proprio giù. [FONT=TimesNewRomanPSMT]Lo sceriffo abituato a gestire una città che lui stesso definirà "quasi pallosa" [FONT=TimesNewRomanPSMT]per la ripetitività della vita, non vuole avere problemi nel "suo territorio", [FONT=TimesNewRomanPSMT]dove stanno bene così, "senza la compagnia di estranei, soprattutto di certi [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]estranei", lo invita ad andarsene e lo accompagna così sino al confine della [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]sua giurisdizione. Rambo ha ormai l’esatta sensazione di essere rifiutato da [FONT=TimesNewRomanPSMT]tutti (da sottolineare ancora una volta come la veste di ufficiale pubblico di [FONT=TimesNewRomanPSMT]Teasle deve aiutarci a comprendere il contrasto uomo - società) come [FONT=TimesNewRomanPSMT]potenziale pericolo e memoria di una coscienza che si vuole a tutti i costi [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]dimenticare. E’ così "reduce" due volte. [FONT=TimesNewRomanPSMT]E vale la pena ancora ricordare una frase di Teasle che si scusa dicendo: "[FONT=TimesNewRomanPSMT]questo è il mio lavoro, questa è la mia città". C’è tutto l’atteggiamento [FONT=TimesNewRomanPSMT]tipico della mentalità americana da frontiera, esaltata dalla dottrina Monroe: [FONT=TimesNewRomanPSMT]sembra quasi di vederlo uscire da un film [FONT=TimesNewRomanPS-ItalicMT][FONT=TimesNewRomanPS-ItalicMT]western[FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]. Tutta questa ostilità di [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Teasle nei confronti di Rambo scaturisce solo dalla vista di quella bandiera. [FONT=TimesNewRomanPSMT]Non è giustificata. Come non è giustificato l’odio dell’opinione pubblica nei [FONT=TimesNewRomanPSMT]confronti di chi in Vietnam pur non perdendo la vita ha lasciato molto. [FONT=TimesNewRomanPSMT]Lo sceriffo, che vediamo anche nella sequenza precedente all’incontro con [FONT=TimesNewRomanPSMT]Rambo, all’inizio sembra quasi simpatico. Cambia faccia quando avverte la [FONT=TimesNewRomanPSMT]presenza di Rambo, diventando arrogante.

                              [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]La [FONT=TimesNewRomanPSMT]società civile organizzò, ai tempi della guerra, marce di protesta e [FONT=TimesNewRomanPSMT]manifestazioni anti-belliche ma il Vietnam era lontano, non li toccava [FONT=TimesNewRomanPSMT]direttamente. Ora invece i reduci dall’Asia e i loro ricordi l’hanno portata [FONT=TimesNewRomanPSMT]fin sulla soglia della porta delle loro case. Lo sforzo di tutti è quello di [FONT=TimesNewRomanPSMT]allontanare il ricordo dell’unica sconfitta che ancora brucia sulla pelle degli [FONT=TimesNewRomanPSMT]americani. [FONT=TimesNewRomanPSMT]Teasle allora, convinto di fare la cosa migliore e di avere le carte in regola [FONT=TimesNewRomanPSMT]per farlo, accompagna John sino al confine della sua giurisdizione e lo fa [FONT=TimesNewRomanPSMT]scendere dalla macchina al di là di un ponte. Questo ponte ha di nuovo un [FONT=TimesNewRomanPSMT]bel significato: è una metafora azzeccata e ficcante. E’ come se fosse il [FONT=TimesNewRomanPSMT]confine tra America e Vietnam: tra i due stati c’è di mezzo un fiume, [FONT=TimesNewRomanPSMT]l’oceano. Lo sceriffo lo riconduce dall’altra parte come per sbatterlo di [FONT=TimesNewRomanPSMT]nuovo nella giungla, nel territorio della sconfitta e di atroci drammi. [FONT=TimesNewRomanPSMT]Sconfitta e drammi che nessuno vuole condividere con lui, quasi fosse stata [FONT=TimesNewRomanPSMT]una sua scelta il combattere e il perdere. Tutto lo sforzo che Rambo aveva [FONT=TimesNewRomanPSMT]fatto di tornare ad una vita normale, regalando la foto alla madre di Barret e [FONT=TimesNewRomanPSMT]gettando l’agenda che conteneva le pagine della sua vita è vanificato [FONT=TimesNewRomanPSMT]dall’azione ingiustificata e tracotante di uno sceriffo poco intelligente. Ma f[FONT=TimesNewRomanPSMT]orse c’è ancora uno spiraglio. [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Tutto questo dunque spinge Rambo a ribellarsi a questa ennesima [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]prepotenza e a tornare indietro. Non vuole più che qualcuno decida al suo [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]posto dove può o non può andare, cosa deve o non deve fare. Anche in [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Rambo II torna questo tema: Rambo verrà convinto da Trautman a tornare [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]in Vietnam per raccogliere eventuali notizie circa la presenza o meno di [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]prigionieri americani nel Sud - Est asiatico. Prima di partire chiede al [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Colonnello: “Questa volta ci lasceranno vincere?” (con un chiaro [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]riferimento al fatto che alla fine furono le autorità americane a decidere che [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]la guerra in Vietnam non si sarebbe potuta vincere). Trautman risponde [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]“Questa volta dipende da te”. [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Dopo la prima esperienza in Vietnam John [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]Rambo ha già deciso che da quel momento tutto quello che avrebbe fatto [FONT=TimesNewRomanPSMT]nella vita sarebbe dipeso solo da lui. Torna quindi indietro con passo deciso [FONT=TimesNewRomanPSMT](splendida l’inquadratura di Rambo che cammina verso la città di Hope, [FONT=TimesNewRomanPSMT]visto attraverso lo specchietto retrovisore della macchina di Teasle): questo [FONT=TimesNewRomanPSMT][FONT=TimesNewRomanPSMT]gesto gli costerà la liberta', facendo irrimediabilmente precipitare la situazione fino al drammatico epilogo."

                              Sempre a 1080p



                              Jotaro Kujo
                              Tipo di ragazza preferito: minuta e timida, alla giapponese. Odia le invadenti e le smorfiose

                              Kenshiro - All About The Man[FONT=optima]
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