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SHAME di Steve McQueen

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  • #46
    mah guarda io l'ho trovata semplice ed essenziale, ad una prima imressione potrebbe risultare quasi banale e scontata, ma non lo è affatto...consiglio di leggere la recensione parte dello staff di cineblog.it (mi affido alla concorrenza per stavolta), che secondo me racchiude in pieno l'anima del film. tra le sequenze cult si segnalano la scena in cui Carey Mulligan canta "New York, New York" e la Fassbender mentre corre di notte in città...e non è per niente uno stile patinato, devo dire che non capisco le "critiche" di prima. per quanto riguarda le musiche sono le stesse del trailer e sono perfettamente funzionali al film, come nel caso del trip finale...
    ...ed io essendo povero ho soltanto i miei sogni, ed i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi...cammina leggera, perchè cammini sopra i miei sogni...

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    • #47
      Tra l'altro credo che la questione della trama non sia poi così essenziale, nel senso che uno sviluppo non classico non implica automaticamente un non sviluppo o una gestione inefficace. Mi "preoccupa" molto di più la regia, visto il tema scottante.

      E mi preoccupa anche il fatto che qui in Ticino non sia ancora uscito... ^^'

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      • #48
        Francamente, come concetto, quello di non avere un classico intreccio non è assolutamente un problema. Anzi, mi fa molto incazzare constatare come questa componente venga tirata in ballo così spesso per ridimensionare superficialmente un film. Penso all'ultimo Malick, il quale anch'esso veniva bollato come un lavoro senza reale trama. Penso che, specialmente in questo momento, l'uomo abbia bisogno solo dell'uomo e debba guardarsi allo specchio (derubo Tarkovskij) e proprio per questa ragione se la forma d'arte più completa che ci sia si muove per indagare, scavare e riflettere una dimensione molto intima dell'uomo non posso che rallegrarmi.
        La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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        • #49
          Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
          Francamente, come concetto, quello di non avere un classico intreccio non è assolutamente un problema. Anzi, mi fa molto incazzare constatare come questa componente venga tirata in ballo così spesso per ridimensionare superficialmente un film. Penso all'ultimo Malick, il quale anch'esso veniva bollato come un lavoro senza reale trama. Penso che, specialmente in questo momento, l'uomo abbia bisogno solo dell'uomo e debba guardarsi allo specchio (derubo Tarkovskij) e proprio per questa ragione se la forma d'arte più completa che ci sia si muove per indagare, scavare e riflettere una dimensione molto intima dell'uomo non posso che rallegrarmi.
          d'accordissimo, fa incazzare parecchio anche me. mi sa di scusa per giudicare negativamente un film in modo superficiale e senza neanche argomentare un po' meglio le proprie idee e i propri pareri
          ...ed io essendo povero ho soltanto i miei sogni, ed i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi...cammina leggera, perchè cammini sopra i miei sogni...

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          • #50
            Concordo, l'aspetto dello sviluppo è sicuramente secondario, o almeno lo è se lo si affronta dal punto di vista di "ha uno sviluppo lineare e immediato?".

            D'altra parte un film introspettivo può essere povero di "avvenimenti" ma ricco dal punto di vista dello sviluppo del personaggio. Che è ciò che auspico succeda con questo Shame. Tra l'altro voglio anche recuperare Hunger, ne parlano piuttosto bene.

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            • #51
              scusate ho letto qualche impressione e volevo saperne di più anche perchè ancora non l'ho visto,e mi attira molto,il personaggio è scritto bene?so che Fassbender è una sicurezza,ma quello che non riesco a capire dai vostri commenti è se si lascia che l'attore reciti di silenzi e sguardi,o invece ci siano dialoghi e parole in grado di far capire il viaggio interiore del personaggio.Da quello che ho capito dai vostri commenti è che la regia è fatta di passaggi lenti di camera,lasciando silenzi e con lunghe scene ampie.

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              • #52
                Io credo che se vuoi sconvolgere me spettatore parlando della sessodipendenza ci voglia della sporcizia, non la ricerca estetica perfetta anche nel riprendere una faccia dentro un culo (scusate il linguaggio). Per carità io ho adorato Hunger che ritengo un capolavoro assoluto, ma Shame più ci ripenso più lo detesto. Ha sprecato un'occasione di fare qualcosa di veramente forte ed estremo a mio avviso, e da parte mia non ci sono state emozioni.

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                • #53
                  Per "sporcizia" intendi una cosa alla Aronofsky? Trovi che il difetto del film sia che è un po' troppo patinato?

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                  • #54
                    Francamente non mi sembra per nulla patinato. C'è molta classa, e la fotografia è strepitosa. Conturbante, direi. Non è un capolavoro, ma è un film molto potente, che colpisce non solo per la carica delle immagini, ma soprattutto per la devastante interpretazione di Fassbender, che è il valore aggiunto del film, e di conseguenza per la distruttiva disperazione interiore che traspare dai lunghi piani sequenza di McQueen. Che, se da un lato nascono efficaci e coerenti con la poetica del regista, dall'altro a tratti risultano un pò un'arma a doppio taglio che intrappola eccessivamente la messa in scena delle forti emozioni che trasporta il film. A tal proposito, quello di McQueen è un cinema di assoluto controllo, non di rigore stilistico, ma di cristallizzazione dell'animo dei suoi protagonisti e del tempo (riguardo quest'ultimo a volte si prende qualche licenza dove sembra esagerarne in maniera fin troppo gratuita). Comunque, si denota molta autorialità nell'opera. Tornando a Fassbender, si tratta dell'interpretazione dell'anno, sotto tutti i punti di vista: sottile psicologicamente (come reprime la sua stessa essenza dietro la maschera della normalità è fantastico) e debordante fisicamente. Sembra un animale in gabbia, il cui corpo diventa una trappola logorante che trova soddisfazione e senso solo nel momento dell'amplesso, ma che resuscita e muore ogni volta giusto l'istante di prendere vita. Il resto sono vuoto interiore e vergogna. Senza morale, per fortuna. Trovo ottima la gestione di McQueen riguardo tutti i piccoli dettagli, come nella scena dove la fragile sorella chiede al fratello di abbracciarla, lui lo fa ma non la stringe e la sua mano (fuori fuoco, quasi invisibile) tentenna confusamente, senza sapere come fare, più che cosa fare.

                    Effettivamente avrei calcato qualcosina in più nell'insinuare un possibile rapporto incestuoso con la sorella: è una sensazione che permane dal primo incontro trai due, dove lei è nuda, ma avrei dedicato qualche ragionamento in più a questa componente. Comunque, cinema potente, conturbante, di grande valore. Molto soddisfatto.
                    La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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                    • #55
                      L'interesse per il film si fa ancora più forte. Spero che esca al più presto anche dalle mie parti.

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                      • #56
                        Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                        Francamente non mi sembra per nulla patinato. C'è molta classa, e la fotografia è strepitosa. Conturbante, direi. Non è un capolavoro, ma è un film molto potente, che colpisce non solo per la carica delle immagini, ma soprattutto per la devastante interpretazione di Fassbender, che è il valore aggiunto del film, e di conseguenza per la distruttiva disperazione interiore che traspare dai lunghi piani sequenza di McQueen. Che, se da un lato nascono efficaci e coerenti con la poetica del regista, dall'altro a tratti risultano un pò un'arma a doppio taglio che intrappola eccessivamente la messa in scena delle forti emozioni che trasporta il film. A tal proposito, quello di McQueen è un cinema di assoluto controllo, non di rigore stilistico, ma di cristallizzazione dell'animo dei suoi protagonisti e del tempo (riguardo quest'ultimo a volte si prende qualche licenza dove sembra esagerarne in maniera fin troppo gratuita). Comunque, si denota molta autorialità nell'opera. Tornando a Fassbender, si tratta dell'interpretazione dell'anno, sotto tutti i punti di vista: sottile psicologicamente (come reprime la sua stessa essenza dietro la maschera della nortalità è fantastico) e debordante fisicamente. Sembra un animale in gabbia, il cui corpo diventa una trappola logorante che trova soddisfazione e senso solo nel momento dell'amplesso, ma che resuscita e muore ogni volta giusto l'istante di prendere vita. Il resto sono vuoto interiore e vergogna. Senza morale, per fortuna. Trovo ottima la gestione di McQueen riguardo tutti i piccoli dettagli, come nella scena dove la fragile sorella chiede al fratello di abbracciarla, lui lo fa ma non la stringe e la sua mano (fuori fuoco, quasi invisibile) tentenna confusamente, senza sapere come fare, più che cosa fare.

                        Effettivamente avrei calcato qualcosina in più nell'insinuare un possibile rapporto incestuoso con la sorella: è una sensazione che permane dal primo incontro trai due, dove lei è nuda, ma avrei dedicato qualche ragionamento in più a questa componente. Comunque, cinema potente, conturbante, di grande valore. Molto soddisfatto.
                        condivido quasi tutto, e soprattutto (non smetterò mai di ripeterlo forse), Michael Fassbender ha tirato fuori qualcosa di sensazionale. ed è davvero un'ingiustizia che probabilmente resterà a corto di premi...davvero un'ingiustizia.
                        ...ed io essendo povero ho soltanto i miei sogni, ed i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi...cammina leggera, perchè cammini sopra i miei sogni...

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                        • #57
                          quindi la storia del personaggio non è spiegata?,non si sà perchè è arrivato a quel punto?,perchè compie quelle azioni?,perchè prova determinate emozioni?,hanno lasciato l'attore recitare solo di sguardi,poche parole,lasciando allo spettatore ogni senso sul personaggio?.Scusate ma sono curioso,anche perchè trovo determinante il fatto del capire perchè compie quelle azioni in questo caso,e vorrei capirne di più.

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                          • #58
                            No il film non approfondisce minimamente la psicologia del personaggio. E' tutto visto dall'esterno, da fuori. Se si esclude l'estenuante e bellissima sequenza finale per tutto il film la perversione del protagonista è sempre e solo accennata. Non si va mai a fondo veramente. A McQueen interessa di più farci vedere che i suoi attori riescono a recitare per 10 minuti in piano sequenza parlando di quanto avrebbero preferito vivere negli anni '60... io proprio non riesco a capire cosa ci fosse di sconvolgente nel film. leggo pareri e recensioni ovunque e l'impressione che ho è di aver visto qualcos'altro.

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                            • #59
                              è questo che volevo sapere,e purtroppo mi hai dato una brutta risposta..speravo non fosse tutto lasciato al silenzio,perchè è,ripeto,determinante il conoscere il perchè delle emozioni e delle scelte del personaggio,non si può fare un film su un problema del genere e farlo sembrare casuale,timidamente accennato o lasciato solamente al compiersi delle azioni dei personaggi principali,troppo complesso perchè possa essere tralasciato,perde ogni senso cosi.Comunque oggi lo vedrò e mi farò la mia opinione.

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                              • #60
                                Ecco il mio commento:

                                Originariamente inviato da TheGame Visualizza il messaggio
                                McQueen torna alla settima Arte smuovendo pensieri e filosofie, scatenando volendo dibattiti, tentando lo scandalo, la provocazione... Ma inciampa veicolando il tutto attraverso una confezione troppo patinata e conformista, seppur ben sorretta dalle ormai già blasonate prove dei due interpreti.

                                Voto: 7,5


                                "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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