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SHAME di Steve McQueen

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  • Allora, forse ho esagerato con la questione di Fassbender. Implicitamente pensavo al topic degli oscar, dove ci si lamentava della sua mancata nomination. Fassbender è stato bravo nel mettersi a disposizione per un personaggio difficile, con delle scene difficili. Senza ombra di dubbio. Ma onestamente, così a caldo, non mi sembra di avere visto un Fassbender abissalmente diverso da quello in Bastardi senza gloria. Cioè, è lui, è bravo, per un personaggio difficile. Stop. Poi attenzione a non confondere recitazione con scrittura del personaggio. Io credo che l'esaltazione di Fassbender per lo più sia legata al tipo di personaggio che si è trovato a interpretare. Su Gosling in Drive sfondi una porta aperta, sempre stato d'accordo su questo punto.

    Come al solito, non vorrei che si esaltasse troppo o per i motivi sbagliati questo film, come non vorrei che lo si declassasse sempre per i motivi sbagliati. Difetti ne ha, ma come hai detto tu nel tuo commento post visione, è un'opera sicuramente potente per molti aspetti.

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    • Su questo concordo, Gosling ha sicuramente fatto una buonissima performance, ma Fassbender è senza dubbio più convincente. Anche se bisogna stare molto attenti a non farci ingannare dal personaggio molto accattivante


      "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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      • Ad ogni modo Shame mi ha colpito tantissimo e, nonostante i difetti e qualche mancanza, la visione ha coinciso con l'esperienza cinematografica più potente dell'anno (senza contare ovviamente TToL e [solo] l'ultima mezz'ora di Faust) ed in fin dei conti posso dirmi molto soddisfatto.
        La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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        • L'ultima mezz'ora è un crescendo fenomenale.

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          • Finalmente l'ho visto. Io gradito decisamente. Potrebbe risultare facilmente (e forse lo è volutamente) freddo, e (motivazione per cui ringrazio di non averlo visto al cinema evitando commenti del tipo "ma che senso c'ha?") è privo di una morale, un'evoluzione dei personaggi, o qualunque retorica o riappacificazione varia. Ma la vera essenza del film è questa : Mcqueen non vuole darci lezioni di vita, vuole solo mostrarci una rappresentazione vivida e cruda di Brandon, un uomo che si costruisce inevitabilmente una gabbia. Di un uomo la cui unica preoccupazione è la soddisfazione sessuale, in qualunque contesto sia. Tenendo lontano da sè ogni rapporto più profondo e rimanendo completamente solo. Accanto a lui la sorella Sissy, fragilissima e psicologicamente labile, che è la causa di scontri su scontri. Brandon è consapevole della sua malattia, ne tenta la fuga, ma è sempre più forte e non riesce a manovrarla. Sissy è forse l'unica che gli rinfaccia la gravità della situazione e quindi la "vergogna". Tutto questo procede in un'opera dura, cattiva, mai moralista, struggente, e splendidamente elegante. Il lavoro è portato ad alti livelli sopratutto grazie a i due attori principali : Michael Fassbender è d'applausi. Supremo in tutto e per tutto. Un'assoluta vergogna lo snobbamento ricevuto agli Oscar. Stesso vale per la Mulligan. Si riconferma una delle "pupille" della new-Hollywood.

            Voto : 8,5

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            • Io l'ho trovato un ottimo prodotto con qualche picco da grande film.
              Penso che i primi 5 minuti siano fantastici nel modo in cui ci introducono il personaggio e la "questione" quasi senza bisogno di parole,è tutto affidato ad un bellissimo crescendo musicale,ad un sapiente e calibrato uso del montaggio e al gioco di sguardi e movimenti corporei nel caso della metropolitana.
              Poi è vero che il film si normalizza quasi per tutta la prima parte ad eccezione della scena nel club,uno dei momenti più riusciti.
              Fotografia molto suggestiva,predominanza del blu e del rosso/arancione nel momento in cui ci immergiamo nella città notturna che può rimandare a Heat e Collateral oppure alle inquadrature iniziali de La 25a ora.
              Ottima regia che sfrutta mai banalmente il piano sequenza soprattutto quando deve mostrarci i rapporti tra fratello e sorella,molto belli i primi piani insistiti durante l'esibizione della Mulligan con questa New York,New York che sembra infinita.
              La seconda parte è nettamente migliore man mano che si finisce nel baratro sessuale di Brandon che non può non cedere alle sue pulsioni anche a costo di non rivedere viva la sorella.
              I protagonisti sono molto bravi considerando che hanno personaggi problematici.Coraggioso Fassbender con una performance carica di fisicità ma non è da meno la Mulligan che interpreta una sorella emotivamente vulnerabile ma consapevole di essere l'unica che può avere un ascendente positivo sul fratello.
              Sul finale credo che ci sia più di un'interpretazione a mio parere:
              Spoiler! Mostra

              Voi che ne pensate?
              "Ore come mesi; giorni come anni. Sono entrato nell'età dell'oro. Sono stato sulla riva di un nuovo mondo."

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              • Originariamente inviato da Staros85 Visualizza il messaggio
                Io l'ho trovato un ottimo prodotto con qualche picco da grande film.
                Penso che i primi 5 minuti siano fantastici nel modo in cui ci introducono il personaggio e la "questione" quasi senza bisogno di parole,è tutto affidato ad un bellissimo crescendo musicale,ad un sapiente e calibrato uso del montaggio e al gioco di sguardi e movimenti corporei nel caso della metropolitana.
                Poi è vero che il film si normalizza quasi per tutta la prima parte ad eccezione della scena nel club,uno dei momenti più riusciti.
                Fotografia molto suggestiva,predominanza del blu e del rosso/arancione nel momento in cui ci immergiamo nella città notturna che può rimandare a Heat e Collateral oppure alle inquadrature iniziali de La 25a ora.
                Ottima regia che sfrutta mai banalmente il piano sequenza soprattutto quando deve mostrarci i rapporti tra fratello e sorella,molto belli i primi piani insistiti durante l'esibizione della Mulligan con questa New York,New York che sembra infinita.
                La seconda parte è nettamente migliore man mano che si finisce nel baratro sessuale di Brandon che non può non cedere alle sue pulsioni anche a costo di non rivedere viva la sorella.
                I protagonisti sono molto bravi considerando che hanno personaggi problematici.Coraggioso Fassbender con una performance carica di fisicità ma non è da meno la Mulligan che interpreta una sorella emotivamente vulnerabile ma consapevole di essere l'unica che può avere un ascendente positivo sul fratello.
                Sul finale credo che ci sia più di un'interpretazione a mio parere:
                Spoiler! Mostra

                Voi che ne pensate?
                D'accordissimo su tutto, anche io ho interpretato il finale come nella tua seconda tesi.
                Decisamente più realistica..

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                • Il problema è chi sceglie la prima interpretazione...


                  "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                  • Possibile che nessuno, ma proprio nessuno, abbia commentato il nudo frontale e la bonaggine di Fassbender in questo topic???

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                    • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                      Possibile che nessuno, ma proprio nessuno, abbia commentato il nudo frontale e la bonaggine di Fassbender in questo topic???
                      Che la sua bellezza sia notevole io non ho potuto fare a meno di dirlo! :musino:
                      Però più che soffermarmi sul nudo frontale ho preferito un commento più generale sull'approccio visivo e non solo del regista, di cui è un'emanazione.
                      Il film non avrebbe avuto senso senza inquadrature così sincere.
                      "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                      The Smiths - I Know It's Over

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                      • "Un giorno tutto questo sperma ti sarà utile".
                        L'unica cosa che a mio parere giustifica il titolo "Shame" è lo spreco di tutto quel ben di Dio di collezione di porno. Ci vogliono degli anni per arrivare a quei livelli e come in un Mandala se ne va in vacca in pochi secondi per colpa di una rompicoglioni di sorella.

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                        • Mi ha senza dubbio colpito, ma non convinto del tutto. L'impressione che a caldo ho avuto è che la mancanza di un intreccio sia un handicap non da poco nell'economia complessiva del film. A McQueen manca (o più ottimisticamente, non ha ancora maturato) la capacità di certi grandi registi di creare un film "perfetto" incentrato solo sui personaggi e di non saperlo ancora bene gestire. In questo senso è un piccolo passo indietro rispetto ad Hunger, che riduceva la trama all'osso, ma aveva un suo sviluppo e offriva un sostegno non da poco per la buona riuscita del progetto. Quello che manca a Shame è la capacità dimostrata in Hunger di, non saprei dire bene, "prendere una posizione". Il film è freddo. Non tanto dal punto di vista stilistico: la mano è controllata, composta, il modo di riprendere va delineandosi come quello che sarà distintivo del cinema di McQueen e una mano così riconoscibile non può che far piacere nel panorama odierno. La freddezza è data dallo sguardo oggettivo del regista, che sembra voler fare la cronaca della vita di una persona malata (e tratta anche bene il tema), ma senza la voglia di sbilanciarsi (in quest'ottica sono esemplificative le inquadrature finali). Cosa che in Hunger non c'era: la compostezza dei due film è solo apparentemente uguale, nella pellicola precedente c'era un trasporto senza dubbio maggiore. E' un film strano quindi, su cui forse è meglio tornare qualche giorno dopo la visione, per vedere cosa rimane e cosa se ne va e trarre meglio le fila del discorso. Di certo penso rimarrà il personaggio creato da Fassbender, bravissimo, così ad occhio il più bravo dell'anno, pur con l'aiuto di un personaggio ben scritto. In questo senso forse è bene elogiare maggiormente la Mulligan, che fa vivere in modo sbalorditivo un personaggio ben più comune.

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                          • Originariamente inviato da Socio Visualizza il messaggio
                            Mi ha senza dubbio colpito, ma non convinto del tutto. L'impressione che a caldo ho avuto è che la mancanza di un intreccio sia un handicap non da poco nell'economia complessiva del film. A McQueen manca (o più ottimisticamente, non ha ancora maturato) la capacità di certi grandi registi di creare un film "perfetto" incentrato solo sui personaggi e di non saperlo ancora bene gestire. In questo senso è un piccolo passo indietro rispetto ad Hunger, che riduceva la trama all'osso, ma aveva un suo sviluppo e offriva un sostegno non da poco per la buona riuscita del progetto. Quello che manca a Shame è la capacità dimostrata in Hunger di, non saprei dire bene, "prendere una posizione". Il film è freddo. Non tanto dal punto di vista stilistico: la mano è controllata, composta, il modo di riprendere va delineandosi come quello che sarà distintivo del cinema di McQueen e una mano così riconoscibile non può che far piacere nel panorama odierno. La freddezza è data dallo sguardo oggettivo del regista, che sembra voler fare la cronaca della vita di una persona malata (e tratta anche bene il tema), ma senza la voglia di sbilanciarsi (in quest'ottica sono esemplificative le inquadrature finali). Cosa che in Hunger non c'era: la compostezza dei due film è solo apparentemente uguale, nella pellicola precedente c'era un trasporto senza dubbio maggiore. E' un film strano quindi, su cui forse è meglio tornare qualche giorno dopo la visione, per vedere cosa rimane e cosa se ne va e trarre meglio le fila del discorso. Di certo penso rimarrà il personaggio creato da Fassbender, bravissimo, così ad occhio il più bravo dell'anno, pur con l'aiuto di un personaggio ben scritto. In questo senso forse è bene elogiare maggiormente la Mulligan, che fa vivere in modo sbalorditivo un personaggio ben più comune.
                            quoto :sisisi: il finale lo vorrei rivedere, perchè secondo me (da quel che ricordo) l'interpretazione giusta potrebbe non essere nessuna delle due scritte precedentemente. Ricordo un anello al dito della ragazza, ma non ricordo se scompare a fine film. La ragazza è una personificazione della schiavitù del personaggio di Fassbender, semplicemente una metafora visiva, che non richiede necessariamente uno sbocco realistico nella trama. Dovrei rivederlo però.
                            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                            • Originariamente inviato da Benway Visualizza il messaggio
                              "Un giorno tutto questo sperma ti sarà utile".
                              L'unica cosa che a mio parere giustifica il titolo "Shame" è lo spreco di tutto quel ben di Dio di collezione di porno. Ci vogliono degli anni per arrivare a quei livelli e come in un Mandala se ne va in vacca in pochi secondi per colpa di una rompicoglioni di sorella.
                              AHAHAH in effetti... xD

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                              • Cinema di alto livello con un protagonista immenso. Tematica tosta trattata come un freak show da incubo perpetuo e senza uscita, fatto perdonabile dalla tecnica espressionista tra le più interessanti che ho visto ultimamente. Ha fatto colpo, meritevole di lodi.

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