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SHAME di Steve McQueen

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  • Maddux Donner
    ha risposto
    Per come messa all'opera, il protagonista lo viviamo come un mostro, una creatura in continuo mutamento in qualcosa di repellente. Persino la sua deriva finale ci viene mostrata come un viaggio all'inferno. Trovo tutto molto esagerato ed eccessivo, ma lo perdono vista la qualità nel quale viene espresso il tutto.

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  • henry angel
    ha risposto
    Ho creato un mostro!Sono stato io ad incoraggiare Maddux ad esternare con maggiore personalità la (sua) valutazione dei film; e adesso non lo fermi più xD.Va bene l'iperbole allegorica , ma addirittura vedere un "freak show" nel piallatissimo e metropolitano-centrico Shame?Ti vorrei rileggere alle prese con un Seidl o un Reygadas...

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  • Maddux Donner
    ha risposto
    Cinema di alto livello con un protagonista immenso. Tematica tosta trattata come un freak show da incubo perpetuo e senza uscita, fatto perdonabile dalla tecnica espressionista tra le più interessanti che ho visto ultimamente. Ha fatto colpo, meritevole di lodi.

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  • Edo.Raven
    ha risposto
    Originariamente inviato da Benway Visualizza il messaggio
    "Un giorno tutto questo sperma ti sarà utile".
    L'unica cosa che a mio parere giustifica il titolo "Shame" è lo spreco di tutto quel ben di Dio di collezione di porno. Ci vogliono degli anni per arrivare a quei livelli e come in un Mandala se ne va in vacca in pochi secondi per colpa di una rompicoglioni di sorella.
    AHAHAH in effetti... xD

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  • Gidan 89
    ha risposto
    Originariamente inviato da Socio Visualizza il messaggio
    Mi ha senza dubbio colpito, ma non convinto del tutto. L'impressione che a caldo ho avuto è che la mancanza di un intreccio sia un handicap non da poco nell'economia complessiva del film. A McQueen manca (o più ottimisticamente, non ha ancora maturato) la capacità di certi grandi registi di creare un film "perfetto" incentrato solo sui personaggi e di non saperlo ancora bene gestire. In questo senso è un piccolo passo indietro rispetto ad Hunger, che riduceva la trama all'osso, ma aveva un suo sviluppo e offriva un sostegno non da poco per la buona riuscita del progetto. Quello che manca a Shame è la capacità dimostrata in Hunger di, non saprei dire bene, "prendere una posizione". Il film è freddo. Non tanto dal punto di vista stilistico: la mano è controllata, composta, il modo di riprendere va delineandosi come quello che sarà distintivo del cinema di McQueen e una mano così riconoscibile non può che far piacere nel panorama odierno. La freddezza è data dallo sguardo oggettivo del regista, che sembra voler fare la cronaca della vita di una persona malata (e tratta anche bene il tema), ma senza la voglia di sbilanciarsi (in quest'ottica sono esemplificative le inquadrature finali). Cosa che in Hunger non c'era: la compostezza dei due film è solo apparentemente uguale, nella pellicola precedente c'era un trasporto senza dubbio maggiore. E' un film strano quindi, su cui forse è meglio tornare qualche giorno dopo la visione, per vedere cosa rimane e cosa se ne va e trarre meglio le fila del discorso. Di certo penso rimarrà il personaggio creato da Fassbender, bravissimo, così ad occhio il più bravo dell'anno, pur con l'aiuto di un personaggio ben scritto. In questo senso forse è bene elogiare maggiormente la Mulligan, che fa vivere in modo sbalorditivo un personaggio ben più comune.
    quoto :sisisi: il finale lo vorrei rivedere, perchè secondo me (da quel che ricordo) l'interpretazione giusta potrebbe non essere nessuna delle due scritte precedentemente. Ricordo un anello al dito della ragazza, ma non ricordo se scompare a fine film. La ragazza è una personificazione della schiavitù del personaggio di Fassbender, semplicemente una metafora visiva, che non richiede necessariamente uno sbocco realistico nella trama. Dovrei rivederlo però.

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  • Socio
    ha risposto
    Mi ha senza dubbio colpito, ma non convinto del tutto. L'impressione che a caldo ho avuto è che la mancanza di un intreccio sia un handicap non da poco nell'economia complessiva del film. A McQueen manca (o più ottimisticamente, non ha ancora maturato) la capacità di certi grandi registi di creare un film "perfetto" incentrato solo sui personaggi e di non saperlo ancora bene gestire. In questo senso è un piccolo passo indietro rispetto ad Hunger, che riduceva la trama all'osso, ma aveva un suo sviluppo e offriva un sostegno non da poco per la buona riuscita del progetto. Quello che manca a Shame è la capacità dimostrata in Hunger di, non saprei dire bene, "prendere una posizione". Il film è freddo. Non tanto dal punto di vista stilistico: la mano è controllata, composta, il modo di riprendere va delineandosi come quello che sarà distintivo del cinema di McQueen e una mano così riconoscibile non può che far piacere nel panorama odierno. La freddezza è data dallo sguardo oggettivo del regista, che sembra voler fare la cronaca della vita di una persona malata (e tratta anche bene il tema), ma senza la voglia di sbilanciarsi (in quest'ottica sono esemplificative le inquadrature finali). Cosa che in Hunger non c'era: la compostezza dei due film è solo apparentemente uguale, nella pellicola precedente c'era un trasporto senza dubbio maggiore. E' un film strano quindi, su cui forse è meglio tornare qualche giorno dopo la visione, per vedere cosa rimane e cosa se ne va e trarre meglio le fila del discorso. Di certo penso rimarrà il personaggio creato da Fassbender, bravissimo, così ad occhio il più bravo dell'anno, pur con l'aiuto di un personaggio ben scritto. In questo senso forse è bene elogiare maggiormente la Mulligan, che fa vivere in modo sbalorditivo un personaggio ben più comune.

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  • Benway
    ha risposto
    "Un giorno tutto questo sperma ti sarà utile".
    L'unica cosa che a mio parere giustifica il titolo "Shame" è lo spreco di tutto quel ben di Dio di collezione di porno. Ci vogliono degli anni per arrivare a quei livelli e come in un Mandala se ne va in vacca in pochi secondi per colpa di una rompicoglioni di sorella.

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  • violaverde
    ha risposto
    Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
    Possibile che nessuno, ma proprio nessuno, abbia commentato il nudo frontale e la bonaggine di Fassbender in questo topic???
    Che la sua bellezza sia notevole io non ho potuto fare a meno di dirlo! :musino:
    Però più che soffermarmi sul nudo frontale ho preferito un commento più generale sull'approccio visivo e non solo del regista, di cui è un'emanazione.
    Il film non avrebbe avuto senso senza inquadrature così sincere.

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  • mr.fred
    ha risposto
    Possibile che nessuno, ma proprio nessuno, abbia commentato il nudo frontale e la bonaggine di Fassbender in questo topic???

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  • TheGame
    ha risposto
    Il problema è chi sceglie la prima interpretazione...

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  • Ladida
    ha risposto
    Originariamente inviato da Staros85 Visualizza il messaggio
    Io l'ho trovato un ottimo prodotto con qualche picco da grande film.
    Penso che i primi 5 minuti siano fantastici nel modo in cui ci introducono il personaggio e la "questione" quasi senza bisogno di parole,è tutto affidato ad un bellissimo crescendo musicale,ad un sapiente e calibrato uso del montaggio e al gioco di sguardi e movimenti corporei nel caso della metropolitana.
    Poi è vero che il film si normalizza quasi per tutta la prima parte ad eccezione della scena nel club,uno dei momenti più riusciti.
    Fotografia molto suggestiva,predominanza del blu e del rosso/arancione nel momento in cui ci immergiamo nella città notturna che può rimandare a Heat e Collateral oppure alle inquadrature iniziali de La 25a ora.
    Ottima regia che sfrutta mai banalmente il piano sequenza soprattutto quando deve mostrarci i rapporti tra fratello e sorella,molto belli i primi piani insistiti durante l'esibizione della Mulligan con questa New York,New York che sembra infinita.
    La seconda parte è nettamente migliore man mano che si finisce nel baratro sessuale di Brandon che non può non cedere alle sue pulsioni anche a costo di non rivedere viva la sorella.
    I protagonisti sono molto bravi considerando che hanno personaggi problematici.Coraggioso Fassbender con una performance carica di fisicità ma non è da meno la Mulligan che interpreta una sorella emotivamente vulnerabile ma consapevole di essere l'unica che può avere un ascendente positivo sul fratello.
    Sul finale credo che ci sia più di un'interpretazione a mio parere:
    Spoiler! Mostra

    Voi che ne pensate?
    D'accordissimo su tutto, anche io ho interpretato il finale come nella tua seconda tesi.
    Decisamente più realistica..

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  • Staros85
    ha risposto
    Io l'ho trovato un ottimo prodotto con qualche picco da grande film.
    Penso che i primi 5 minuti siano fantastici nel modo in cui ci introducono il personaggio e la "questione" quasi senza bisogno di parole,è tutto affidato ad un bellissimo crescendo musicale,ad un sapiente e calibrato uso del montaggio e al gioco di sguardi e movimenti corporei nel caso della metropolitana.
    Poi è vero che il film si normalizza quasi per tutta la prima parte ad eccezione della scena nel club,uno dei momenti più riusciti.
    Fotografia molto suggestiva,predominanza del blu e del rosso/arancione nel momento in cui ci immergiamo nella città notturna che può rimandare a Heat e Collateral oppure alle inquadrature iniziali de La 25a ora.
    Ottima regia che sfrutta mai banalmente il piano sequenza soprattutto quando deve mostrarci i rapporti tra fratello e sorella,molto belli i primi piani insistiti durante l'esibizione della Mulligan con questa New York,New York che sembra infinita.
    La seconda parte è nettamente migliore man mano che si finisce nel baratro sessuale di Brandon che non può non cedere alle sue pulsioni anche a costo di non rivedere viva la sorella.
    I protagonisti sono molto bravi considerando che hanno personaggi problematici.Coraggioso Fassbender con una performance carica di fisicità ma non è da meno la Mulligan che interpreta una sorella emotivamente vulnerabile ma consapevole di essere l'unica che può avere un ascendente positivo sul fratello.
    Sul finale credo che ci sia più di un'interpretazione a mio parere:
    Spoiler! Mostra

    Voi che ne pensate?

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  • Ladida
    ha risposto
    Finalmente l'ho visto. Io gradito decisamente. Potrebbe risultare facilmente (e forse lo è volutamente) freddo, e (motivazione per cui ringrazio di non averlo visto al cinema evitando commenti del tipo "ma che senso c'ha?") è privo di una morale, un'evoluzione dei personaggi, o qualunque retorica o riappacificazione varia. Ma la vera essenza del film è questa : Mcqueen non vuole darci lezioni di vita, vuole solo mostrarci una rappresentazione vivida e cruda di Brandon, un uomo che si costruisce inevitabilmente una gabbia. Di un uomo la cui unica preoccupazione è la soddisfazione sessuale, in qualunque contesto sia. Tenendo lontano da sè ogni rapporto più profondo e rimanendo completamente solo. Accanto a lui la sorella Sissy, fragilissima e psicologicamente labile, che è la causa di scontri su scontri. Brandon è consapevole della sua malattia, ne tenta la fuga, ma è sempre più forte e non riesce a manovrarla. Sissy è forse l'unica che gli rinfaccia la gravità della situazione e quindi la "vergogna". Tutto questo procede in un'opera dura, cattiva, mai moralista, struggente, e splendidamente elegante. Il lavoro è portato ad alti livelli sopratutto grazie a i due attori principali : Michael Fassbender è d'applausi. Supremo in tutto e per tutto. Un'assoluta vergogna lo snobbamento ricevuto agli Oscar. Stesso vale per la Mulligan. Si riconferma una delle "pupille" della new-Hollywood.

    Voto : 8,5

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  • ha risposto
    L'ultima mezz'ora è un crescendo fenomenale.

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  • Dwight
    ha risposto
    Ad ogni modo Shame mi ha colpito tantissimo e, nonostante i difetti e qualche mancanza, la visione ha coinciso con l'esperienza cinematografica più potente dell'anno (senza contare ovviamente TToL e [solo] l'ultima mezz'ora di Faust) ed in fin dei conti posso dirmi molto soddisfatto.

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