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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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    Film imperfetto ma molto consigliato.
    Ha più idee di regia e sceneggiatura di un film medio italiano (non siamo ai livelli di Garrone o Sorrentino, ovviamente, ma le idee ci sono).
    A tratti sembra di vedere uno Scola minore (quello de "La cena", o "Gente di Roma", per intenderci... ma anche quello di "Se permettete, parliamo di donne" o "La congiuntura").
    C'è un gusto per il surrealismo che non so da dove venga, al punto che in certi momenti sembra venga usato un linguaggio registico adatto ai racconti di fantasmi (personaggi che appaiono e scompaiono, voci che riecheggiano in lontananza, nuvole di fumo...). In altri momenti sembra un noir alla Sollima. C'è una grande attenzione per la fotografia e per i colori (molto gustosa tutta la fotografia legata ai neofascisti...che vengono inquadrati a volte con prop con tricolore italico come le angurie, o con luci verdi e rosse, appunto). C'è un utilizzo dei corpi che mi ha ricordato Garrone...con questi volti e corpi o estremamente pasciuti e flaccidi o estremamente smunti. Castellitto inquadra se stesso senza autocompiacimento (a differenza di molti altri registi), anzi in molte inquadrature sembra o un insetto o un rettile, accentuando volutamente i suoi difetti.
    Il gusto per l'inquadratura c'è, anzi le inquadrature sono molto simmetriche. Le scenografie non sono mai buttate via, anzi, spesso per capire il senso di una scena va notato un paricolare sullo sfondo (gli applausi al festival, con un vecchio cadaverico tipo Marx che applaude sullo sfondo....oppure il sorriso inquietante di Marchioni mentre alle sue spalle c'è la Gioconda).
    C'è una forte attenzione ai dialoghi, basti pensare ai meccanismi usati da Marchioni per portare a termine la sua scena iniziale (i complimenti al caffè, le pause, il mostrare il rotolo di soldi tintinnando sul vetro).
    Castellitto non fa sconti a nessuno, anzi il suo personaggio è quello più odioso e con meno giustificazioni.
    L'anima punk si avverte e non si basa sulla lotta di classe o sulla lotta generazionale...anzi si avverte un forte sconforto dalle radici lontane...in sostanza pare che la tesi di Castellitto sia che le vecchie generazioni abbiano fallito, o per arrivismo o per ignoranza, e abbiano cresciuto di volta in volta generazioni sempre più sole, sempre più confuse, sempre più arrabbiate, sempre più confuse, sempre più autodistruttive. Compresa la sua generazione.
    I colpi di scena sono molti, e anzi, brillantemente i personaggi inizialmente più odiosi (interpretati da due comici che amano farsi odiare, Cassini e Montanini) risultano quasi quelli più buoni, vittime di un contesto familiare deviato, a loro modo.
    Se Montanini drammatico è una scoperta, Populizio al solito mangia tutto il cast con la sua bravura ed il suo sex appeal. Spiazza Pavone in un ruolo negativo (tra l'altro, più passa il tempo e più inizia ad assomigliare a Totò).

    Per capire bene il film tocca ragionare sulle simmetrie.... il fatto che uno stesso personaggio compia la stessa azione (prendere appunti ad un microfono prima ridendo e poi piangendo), il fatto che entrambi i gruppi di personaggi siano affascinati dalle armi, parlino di cose superficiali (auto, viaggi), siano collezionisti di prop (elettrodomestici da un lato, armi dall'altro, David da un lato, busti del duce dall'altro), che entrambi nascondano una vena antisemita ma in fondo siano solo dei buoni deviati da un contesto, che entrambi discutano di mettere i nomi sulle pietanze, etc etc. Ogni personaggio è talmente "pieno" che potrebbe essere protagonista di un film a se stante.
    In poche scene il personaggio di Castellitto (che compare anche poco, nel film) mostra la frustazione dei millennial che sono perennemente nascosti (notare la sua prima entrata in scena) dai baroni, che tendono a sminuirli anche per le minime cose (la polemica su come scrivere i nomi dei cibi sulle pietanze).
    Interessante l'uso di controstereotipi....i fascisti, invece di essere inquadrati con un taglio militareggiante, hanno camicie coloratissime e sembrano degli eterni vacanzieri.
    Se la famiglia fascista è sempre unita, ma profondamente violenta, i benpensanti risultano invece altrettanto violenti (ma più trattenuti) e inquadrati sempre distanti. Infatti, entrambi i gruppi saranno a turno prede e predatori, vittime di eventi ma pronti poi a scaricare la loro rabbia sugli altri. Un gruppo cadrà vittima della stessa persona per via dell'ignoranza, l'altro gruppo per via della solitudine.

    Volutamente, in molte scene viene accentuata la solitudine dei personaggi lasciando molto spazio vuoto dietro le nuche degli attori che stanno conversando nella stessa scena, invece di effettuare i classici campi e controcampi o inquadrando il soggetto che ascolta di spalle. Volutamente, i personaggi più "schizzati" (che nel finale, grazie ad un trucco di makeup che mi ha fatto pensare a Dylan Dog, finiranno per assomigliarsi) sono inquadrati in maniera sghemba, quasi come se il loro volto non entrasse nell'inquadratura. Sono, non a caso, i personaggi accademici. Quelli giovani, che non riescono ad inserirsi e restano sempre in disparte, e quelli inseriti, che non riescono a gestire la tecnologia (ll litigio col microfono).
    Bella l'inquadratura in cui Pavone si erge alto su una scala mentre Castellitto emerge con la sola testa, quasi stia nuotando nelle sabbie mobili.



    Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
    Come sempre è una questione di sguardo sulla cosa che la cosa in sé: quale soggetto di un film si può definire originale degli ultimi 30 anni?
    Ma in realtà il film è originale.... sembra che vada a cadere dalle parti di "Ferie di Agosto" di Virzì, ma in realtà i due nuclei familiari agli antipodi non si incontrano mai....si sfiorano solamente...e l'analisi "antropologica" fatta da Castellitto Jr. è molto più simmetrica ed elaborata di quella virziniana.

    Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
    Poi se vogliamo fare le pulci ad un ambiente che da sempre è governato da nepotismo e conoscenze pregresse il più pulito c'ha la rogna, come si suol dire, quindi non vedo perché destare maggiori sospetti su di lui rispetto ad altri
    Che poi, il concetto di essere privilegiati non viene mai analizzato fino in fondo. Ok, chi nasce in quel contesto ha subito più contatti...ma poi? Sicuramente essere "figlio di..." gli ha permesso di esordire come attore e girare vari film...ma questo accade in tutti i settori, dai notai fino ai doppiatori. Per non parlare dei commercianti e ristoratori che passano le attività avviate ai figli.
    Poi toccherebbe analizzare i contesti. Da un certo punto di vista qualunque borgataro di Ponticelli (quartiere operaio di Napoli) potrebbe venire da me, piccolo borghese di Nocera a darmi del privilegiato (giustamente) perchè comunque vivendo in una provincia relativamente tranquilla, con i soldi di famiglia per pagarmi l'università etc. ho avuto una vita più facile della loro. I miei colleghi universitari di Nocera potrebbero dare dei privilegiati a quelli di Torino o Milano perchè hanno potuto frequentare i politecnici più importanti senza doversi sobbarcare di un affitto. Etc. Etc.


    Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
    Come ho detto il film è discutibile in ogni senso, ma di sicuro non è borghese: non lo è nello sviluppo della trama, non lo è concettualmente, laddove rifiuta morale e moralismo al contrario di ciò che avrebbe fatto qualsiasi altro regista sui personaggi, che semplicemente sono quel che sono, soprattutto non lo è nel linguaggio, che ha scientemente inquadrature e movimenti della mdp che sembrerebbero persino sbagliati, di sicuro inusuali. Non ha gag e tempi da commedia, non accumula ed esagera come nel tipico grottesco italico, non offre alcuna vera evoluzione ai personaggi (forse a uno nel finale, ma sarebbe tutto da discutere...). Che cos'è allora? Boh, un film sghembo e anomalo, forse un grande bluff paraculo o forse una roba geniale. Chissà. Qualcosa che sembra urlare VI ODIO TUTTI, ma sembra rivolgerlo anche a se stesso.

    Un film con una sottile anima punk
    Concordo.

    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Magari non mi piacerà, ma questo I predatori non sembra un film che lascia indifferenti da quello che dite.
      Resta solo da aspettare quando e come avremo nuovamente la possibilità di vederlo.
      Dal 25 gennaio al 22 febbraio partecipa anche tu ai BADAWARDS per nominare e votare i migliori film dell'anno.
      Potrai farlo creandoti una copia del seguente FILE in cui potrai votare i tuoi film preferiti in ogni categoria.
      Una volta compilato il file potrai inviarmi il file tramite messaggio privato.

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      • Secondo me sarebbe andato a Venezia anche se l'avesse girato un altro
        Poi, se qualcuno si chiede perchè Procacci abbia investito sul progetto, la risposta a mio dire è una: Zero Calcare.
        Non che il fumettista abbia raccomandato qualcuno, per carità, ma è innegabile che tale autore sia un fenomeno editoriale di questi anni e che si sia mostrato infilmabile nell'unico tentativo di realizzare la profezia dell'Armadillo ( in cui, l'unica cosa che davvero sembrava incarnare le tavole di calcare era proprio l'interpretazione di Castellitto, sia per la sua fisicità zavattiniana, perfettamente aderente a quella del "secco" di Calcare, sia per i modi con cui scimmiottava un certo linguaggio).
        Proprio come Calcare, infatti, Castellitto adotta un linguaggio di chi alterna riferimenti pop, battute in romanaccio, citazioni colte a Nietsche e satira sociale.
        Il dialogo tra Castellitto e l'amico nel pub (in cui il regista si autoumilia per l'ennesima volta, in un gioco all'antinarcisismo) sembra un testo di Calcare, per come alterna il Mito della Caverna di Platone a bestemmie in romano (tra l'altro già in questa scena si nota la rabbia soppressa del personaggio di Castellitto che, in un dualismo che anima il film, indeciso tra un perbenista "Perdinci" e un coattissimo "Porcod*o", nell'atto di fare l'ennesima gaffè esclama un "PorcoD...inci!").

        In sostanza Procacci si è trovato davanti la sceneggiatura di un Calcare più borghese e ha deciso di investire. Il fatto che gli abbia dato la regia è ancor più giustificabile dal fatto che, sulla carta, anche questa opera pareva infilmabile...per quanto sghembe e strane, certe scelte di regia sono perfettamente aderenti a certe scelte di sceneggiatura.

        Sull'anima punk: Il doppio finale, col primo che parodizza certo cinema di autore italiano, mi ha fatto scoppiare a ridere come un cretino.
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
          Quella intervista l' ho letta anch' io (credo di averla anche pubblicata) ma qualcosa non torna, dice di avere fallito come attore eppure è il protagonista del film italiano più importante dell' anno.
          Imho un controsenso vivente.
          Dipende.
          Fino a qualche anno fa, tutti i film a cui partecipava venivano rimandati (La profezia dell'Armadillo e Freaks Out). Restavano solo i film del padre, in cui (giustamente) gli facevano notare veniva preso, a torto o a ragione, in quanto figlio di (per quanto, in Non ti muovere, doveva interpretare il padre da giovane, quindi la sua scelta aveva senso per somiglianza estetica). Ha senso quindi che il film sia nato in quegli anni (faccio presente che stendere una sceneggiatura è un lavoro che può durare pochi mesi se non anni).
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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          • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio

            Perché ogni spettatore si può trovare a ridere per una scena diversa - o non ridere affatto
            Cero! E' successo anche a me ieri in sala

            Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio

            - senza che abbia una costruzione tipica da commedia, nemmeno di quella grottesca. Perché ha movimenti e inquadrature che nessun regista ben pettinato che esce dall'accademia farebbe mai, eppure qui funzionano e hanno un senso. Perché fondamentalmente sono tutti delle merde, ricchi e poveri, giovani e vecchi, ma in fondo terribilmente umani. Perché nel bene o nel male non assomiglia a nulla che sia stato fatto in Italia negli ultimi anni (ma anche altrove): forse per un paio di cose e per la coralità del tutto mi ha fatto pensare a Favolacce, ma giusto per voler cercare a forza un filo conduttore.

            Che lo si adori o lo si detesti, che lo si capisca o lasci solo dubbi e perplessità, resta innegabilmente una grande, solenne, immensa scatarrata al cinema piccolo borghese italiano
            In realtà, a me ha ricordato certi difetti del primo Scola (tipo il bozzettismo).
            Se vogliamo muovere un difetto al film, ad un certo punto la mancanza di una figura unica da identificare come protagonista porta lo spettatore ad essere un pò spaesato....anzi, fino al primo tempo gli eventi sembrano succedere senza una connessione....solo dopo riesci a ricollegare tutto con gran precisione.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Originariamente inviato da gybbyr Visualizza il messaggio
              Un borghese con mille agganci nel mondo del cinema non è punk.
              In questo paese, un borghese con gli agganci finisce a fare Tre metri sopra al cielo (Moccia, figlio d'arte), oppure Melissa P., oppure la classica commedia giovanilistica o il remake di un qualcosa con un dato target (vedi i vari "Fuga di cervelli", "10 modi per farla innamorare", "la legge del desiderio", etc.).
              Se fai un film in cui le estreme destre sono violente ed ignoranti ma in cui risultano più umane delle sinistre finisci per scontentare tutti in quanto ti sottoponi agli attacchi politici di tutti.
              Se fai un film che va a Venezia ma che sul finale sembra prendere in giro lo stesso pubblico di Venezia, in effetti fai qualcosa di punk.

              Poi è ovvio che si stia costruendo un personaggio, ma sono cose normali che vengono fatte per vendere un film. Piaccia o meno, oramai per sponsorizzare qualcosa devi "creare il fenomeno" pompando qualcosa anche oltre i suoi meriti. Onestamente quella sulla copertina dei Rolling Stones mi pare solo uno scherzoso riferimento alla locandina.
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                in un dualismo che anima il film, indeciso tra un perbenista "Perdinci" e un coattissimo "Porcod*o", nell'atto di fare l'ennesima gaffè esclama un "PorcoD...inci!")
                Non è tra le imprecazioni più famose ma a Roma si usa in maniera non usuale ma quasi
                Comunque molto interessante, probabilmente non sarei riuscito in ogni caso a vederlo in sala ma spero l'occasione capiti tra non troppo tempo. Il film mi attira anche per il casting, prendere Montantini per un ruolo del genere mi sembra una scelta intelligente

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                • Un'ultima nota, sul personaggio di Marchioni.
                  Esso viene introdotto come una specie di entità...etereo....viaggia poggiandosi di volta in volta sugli altri, viene introdotto da nuvole di fumo (sigaretta elettronica), appare e scompare quasi magicamente....eppure il suo ruolo innesca una catena di eventi che, a raffica, porterà al cambiamento in positivo di un personaggio (ma nel modo più drammatico possibile). Con quel suo sorrisetto Giocondiano...a voler dare una lettura metafisica pare quasi che sia una specie di folletto o genio della lampada....come i fantasmi del Canto di Natale, pare uno di quegli esseri magici che realizzano i tuoi desideri e ti danno ciò di cui hai bisogno, ma nel modo più bastardo possibile.
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                    Un'ultima nota, sul personaggio di Marchioni.
                    Esso viene introdotto come una specie di entità...etereo....viaggia poggiandosi di volta in volta sugli altri, viene introdotto da nuvole di fumo (sigaretta elettronica), appare e scompare quasi magicamente....eppure il suo ruolo innesca una catena di eventi che, a raffica, porterà al cambiamento in positivo di un personaggio (ma nel modo più drammatico possibile). Con quel suo sorrisetto Giocondiano...a voler dare una lettura metafisica pare quasi che sia una specie di folletto o genio della lampada....come i fantasmi del Canto di Natale, pare uno di quegli esseri magici che realizzano i tuoi desideri e ti danno ciò di cui hai bisogno, ma nel modo più bastardo possibile.
                    Ti dirò,a me non dispiacerebbe rivedere una figura del genere,quasi mefistofelica, in un prossimo film di Castellitto. Con la medesima modalità di comparsata. Da l'idea di personificazione del destino cinico e beffardo,che alla fine si beffa di tutti. E' una sorta di metafora. Detto questo, come prossimo film gli vedo in mano un soggetto che sfoci nel surreale e fantastico,sempre su base noir.

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                    • Il ritorno di Sydney Sibilia dal 9 dicembre su Netflix.



                      Ultima modifica di mr.fred; 27 October 20, 12:35.

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                      • Può essere una bella sorpresa, dal trailer sembra ben fatto e la storia vera è molto interessante

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                        • Non ricordo di aver letto che l'isola delle rose (in realtà una piattaforma petrolifera) fosse un ritrovo per far baldoria comunque.

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                          • Ho letto che il protagonista di questa vicenda era un fascista evasore fiscale lol. Il trailer ha un taglio internazionale, si vede che ci hanno speso un sacco di soldi.

                            Il nudo integrale di Matilda De Angelis in The Undoing (la serie HBO prodotta e interpretata da Nicole Kidman) sta facendo il giro del web. Abbiamo la nuova Alexandra Daddario?

                            Ultima modifica di mr.fred; 27 October 20, 22:22.

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                            • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                              Ho letto che il protagonista di questa vicenda era un fascista evasore fiscale lol. Il trailer ha un taglio internazionale, si vede che ci hanno speso un sacco di soldi.

                              Il nudo integrale di Matilda De Angelis in The Undoing (la serie HBO prodotta e interpretata da Nicole Kidman) sta facendo il giro del web. Abbiamo la nuova Alexandra Daddario?


                              Ahahahahaha addirittura in tutto il web. Ho cercato su google ma nulla.

                              cmq della daddario sicuramente le mancano le tette, però hanno lo stesso sguardo da pesce lesso ahahah

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                              • Se pubblico quelle immagini vengo bannato.

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