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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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  • Alò è sempre stato accondiscendente nei confronti del famigerato duo.
    Che mestizia di Natale.

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    • Graziosa favola sentimentale questo Isola delle Rose diretto con competenza da Sydney Sibilia.
      Di quei film che non regalano sorprese, prevedibili in tutto e per tutto ma che intrattengono fino all' ultima scena.
      Ovviamente la vera storia e i veri protagonisti poco e niente c' entrano con quello che vediamo. Siamo in tutto e per tutto nel campo delle favolette romantiche.

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      • Per la vera storia c'è il documentario pubblicato da Feltrinelli anni orsono.
        Concordo, film delizioso, una fiaba utopica su un sogno che s'intreccia con certe istanze del 68 (le follie altro non sono che manifestazioni presenti nella realtà e quindi nella storia sembra dirci Sybilla) ed al tempo stesso una dichiarazione d'amore.
        Ovviamente tranne la piattaforma, il naufrago e Giorgio Rosa, il resto non c'entra una pippa con la vera storia ed io sono un sostenitore del vero storico, ma visto che è palesemente una fiaba utopica romantica ed il tono della messa in scena è quello, ci si passa sopra.

        Prima o poi fondero' la mia Antisistemaland, il paradiso di tutti gli oppositori al sistema.
        Ultima modifica di Sensei; 13 dicembre 20, 08:53.

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        • Perché non commenti Mank?

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          • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
            Perché non commenti Mank?
            Perché non l'ho visto ancora, conto di farlo in questa settimana che viene.

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            • Hai dato la precedenza a Sibilia quando c' è un Fincher che langue nel catalogo?

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              • Ho voluto rivedere prima Quarto Potere.

                Questa cosa del day one per vedere di corsa Mank non l'ho capita, poi io non sono un estimatore di Finché quindi... non ho corse da fare. Quando avrò voglia me lo vedo, tanto non scappa di certo essendo un film Netflix.
                Non ho neanche ancora visto Tenet di Nolan, regista che stimo molto di più tra l'altro...
                Ultima modifica di Sensei; 13 dicembre 20, 11:24.

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                • Non hai visto Tenet?!?! Cosa temi.

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                  • Sibilia quarto nel mondo (primo in Italia).
                    Il terribile (sulla fiducia, non l' ho visto e non ho intenzione di farlo) Ava di Tate Taylor con Jessica Chastain sbanca in america dove supera il super musical con Meryl Streep e Nicole Kidman.
                    Netflix: L'Isola delle Rose e Il Caos Dopo di Te conquistano l'Italia, nel mondo regnano La Regina degli Scacchi e Qualcuno Salvi il Natale 2
                    Ultima modifica di mr.fred; 13 dicembre 20, 16:58.

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                    • Ho visto l'opera prima di Castellitto junior. I Predatori è un film molto interessante, l'ho trovato un po' il fratello strambo di Favolacce per il pessimismo di fondo, la coralità della storia, il "verismo" linguistico e per la rappresentazione realistica di scorci di vita familiare, nonostante si parli di famiglie particolari. E ora che ci penso in tutti e due i film è coinvolto
                      Spoiler! Mostra
                      . È un lavoro poco rassicurante, bizzarro nella confezione (che comunque è buona e vorrei sapere come alcuni registi italiani con ben più esperienza non riescano a dare ai propri film un aspetto che li distingua dagli altri), nella struttura (all'inizio siamo sommersi di scene sconnesse che convergono in seguito con qualche deviazione come la scena al pub in cui il personaggio di Castellitto dialoga con un amico), nei contenuti (per citare una cosa sola, la roba su Nietzsche è una cosa che non si vede tutti i giorni). Castellitto jr. non risparmia e non assolve nessun personaggio, anche se i personaggi che ne escono meglio (pur compiendo azioni terribili) sono quelli più vicini al popolo, più "veri", con un'ideologia estremista. In tal senso manca una condanna più dura verso quei personaggi, ed anche questo è destabilizzante. Non so neanche quanto mi sia piaciuto, "interessante" trovo sia l'aggettivo più adatto per questo film che nonostante quei punti di contatto con Favolacce ho trovato abbastanza unico nel panorama italiano attuale.

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                      • I predatori

                        Come detto da altri potrebbe andare a formare una sorta di dittico con Favolacce per alcuni elementi comuni come l'ambientazione romana, la coralità, il pessimismo e in parte il disagio rappresentato. Laddove in Favolacce il disagio rappresentato è anche economico e ne si vuole mostrare l'impatto sulle generazioni più giovani con la ciclicità di determinate situazioni, nei Predatori è essenzialmente una mancanza di valori, unitamente alla messa in mostra delle fratture e separazioni di diversi gruppi sociali, nonché quelle al loro interno.

                        Il film ci dà un'idea come diverse parti della società vanno avanti per contro proprio, quasi ignorandosi per la maggior parte del tempo, incontrandosi poi di sfuggita in situazioni che rischiano di essere deleterie per entrambe le parti, in quanto non si capisce o si è totalmente estranei alla cultura dell'altro. Ancora possiamo vedere come ogni gruppo vada in qualche modo a replicare le proprie dinamiche interne, con i dissidi quotidiani e l'unione solo in particolari momenti, con il desiderio di alcuni elementi di distaccarsi in quanto si sentono inseriti a forza.

                        Poste queste premesse il film sembra volerci a dire che con queste regole a vincere è chi se ne frega delle appartenenze e riesce a fregare indistintamente chi sta da una parte o dall'altra.

                        Confermo che a stile registico e di montaggio il film sa farsi notare per scelte non convenzionali. Anche a livello di scrittura c'è sicuramente talento, la discussione al pub davanti alla birra pare uscire da Pulp fiction ma si cala perfettamente nel contesto senza dare l'impressione di un'imitazione forzata.

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                        • Natale a Casa Cupiello di Edoardo De Angelis: perché?



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                          • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                            Natale a Casa Cupiello di Edoardo De Angelis: perché?



                            Mamma mia... stamattina su FB tutte le mie conoscenze campane inondavano questo prodotto di critiche (meritate).
                            Apprezzo il tentativo di creare una nuova versione più cinematografica per mostrare il tutto alle nuove generazioni.
                            Apprezzo la fotografia quasi favolistica, e la colonna sonora altrettanto favolistica, che accompagnano il personaggio di Luca Cupiello.
                            Apprezzo certi dettagli di scenografia (come i santini appesi al letto).

                            Purtroppo ci sono troppe cose negative.... lo spostamento temporale di ambientazione rende incomprensibili alcune scelte dei personaggi, facendo apparire i Cupiello come fin troppo borghesi, per cui non risulta chiara la discontinuità sociale tra loro ed il genero. Gli stessi costumi sono troppo dignitosi e poco "vissuti", non rispecchiano degli abiti usati e riusati a causa della povertà.
                            Forse anche a causa del covid, le riprese sono state fatte prevalentemente in studio e della Napoli rappresentata si vede molto poco (mancano anche i classici raccordi che si fanno negli adattamenti cinematografici delle opere teatrali....quelli per cui invece di far vedere un personaggio che entra direttamente in scena, lo si fa prima vedere che sale le scale, o che passa la strada di fronte al palazzo).
                            Sugli attori spicca la grande Marina Confalone....fisicamente adatta a ricalcare i passi di Pupella Maggio (per quanto inizialmente fa strano vedere una Concetta Cupiello coi capelli tinti). L'aria dimessa della Concetta di Pupella rendeva ancora più credibile la sua frustrazione e il suo mancamento nel primo atto. Qui la Confalone svetta, anche con la sua altezza fisica, e sembra fin troppo in salute.
                            Castellitto è bravo ma la sua direzione è sbagliata. Indecisi tra una eccessiva teatralità (che avrebbe stonato in una riduzione cinematografica, ma che, paradossalmente, si sarebbe adattata benissimo al temperamento innatamente teatrale dei vecchi napoletani) e una recitazione misurata, Castellitto alterna i due toni con alterni successi. Un difetto di direzione appunto. Peccato, perchè potenzialmente Castellitto era il volto giusto per dare carne ad un personaggio sognatore nelle sue corde (più volte Castellitto ha interpretato dei "venditori di sogni" come in Ferrari, ne L'uomo delle stelle, Italians, Padre Pio, etc). Purtroppo il regista insiste, nei momenti di preparazione del presepe, di filmare bene gli ambienti (il che, a tal punto, rende inutile il distacco tra opera teatrale e opera cinematografica), rendendo molto poco lo sguardo o l'atteggiamento trasognato del Cupiello eterno bambino, morbosamente attaccato a tradizioni passate (Qui invece sembra più una sorta di stravagante ingegnere...quasi un Gildo Peragallo Napoletano). Solo nella scena iniziale la sua recitazione è a tratti irritante, in quanto, forse istintivamente, aggrotta le palpebre e inarca le sopracciglia quasi a voler imitare il tipico sguardo eduardiano.
                            Soprattutto manca il ritmo. Forse sarebbe stato a questo punto meglio dilatare l'opera in due puntate (una per il primo atto, e la seconda ad unire gli altri due). Nella foga di voler inserire tutti i dialoghi originali, gli autori le filmano ad una velocità non forsennata ma comunque accellerata, sballando tutti i tempi comici. Situazioni esilaranti come "la gara di umiliazione" tra i due fratelli Cupiello in seguito al furto del cappotto, o la polemica sui segni fatti sulle banconote, passano velocemente senza il giusto respiro.
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                            Spoiler! Mostra

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                            • Concordo con UomoCheRide. Era impossibile fare una cosa all'altezza del capolavoro di Eduardo, ma De Angelis è sceso in campo senza avere una mezza idea lucida sul come impostare la trasposizione. Non ha né i tempi teatrali né quelli cinematografici, è un ibrido fuori fuoco. La macchina a mano perché si, facciamo i moderni.
                              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • ai 400 colpi di filmtv è piaciuto. A volte sembra proprio che questo forum sia pieno di snob. Non a caso sono sempre i soliti 10 che dibattono tra loro

                                https://filmtv.press/cinerama/natale-in-casa-cupiello

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