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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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  • Ode a Muccino.

    L'ultimo bacio è uno dei casi più clamorosi del cinema italiano. L’ultimo momento in cui un film ha influenzato il dibattito sociale

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    • Ho i brividi.

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      • Quando uscì L'ultimo bacio avevo 12 anni, lo vidi una volta in tv e poi niente più. Ricordo che in effetti all'epoca se ne parlò abbastanza, ed è vero il fatto che tanti italiani si rividero nei personaggi, però ... per quel che ricordo, e per come conosco la filmografia di Muccino, è un film commerciale - magari ben riuscito - che punta all'intrattenimento e niente più. Ed una frase non la condivido affatto:

        "Come i cineasti americani Muccino raffina un gusto per il camerawork che non appartiene alla nostra tradizione"

        Ora, cosa intende Niola con camerawork? Perché se intende la generica costruzione dell'inquadratura, con annessi movimenti di macchina, ha sparato una cazzata. Abbiamo avuto dei cineasti molto attenti a questo aspetto, tra i più grandi della storia del cinema.
        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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        • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
          Quando uscì L'ultimo bacio avevo 12 anni, lo vidi una volta in tv e poi niente più. Ricordo che in effetti all'epoca se ne parlò abbastanza, ed è vero il fatto che tanti italiani si rividero nei personaggi, però ... per quel che ricordo, e per come conosco la filmografia di Muccino, è un film commerciale - magari ben riuscito - che punta all'intrattenimento e niente più. Ed una frase non la condivido affatto:

          "Come i cineasti americani Muccino raffina un gusto per il camerawork che non appartiene alla nostra tradizione"

          Ora, cosa intende Niola con camerawork? Perché se intende la generica costruzione dell'inquadratura, con annessi movimenti di macchina, ha sparato una cazzata. Abbiamo avuto dei cineasti molto attenti a questo aspetto, tra i più grandi della storia del cinema.
          direi che il riferimento è più che chiaro. Muccino importa in Italia uno stile molto tecnico e dinamico nell'uso della macchina da presa e dei movimenti,tipico del cinema americano,che segue l'enfasi della sceneggiatura,l'ansia dei personaggi. Mentre gli altri proponevano (e lo fanno ancora), un cinema statico,da fiction.

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          • Credo di essere tra i pochi a non odiare quel film (anche perché avevo una cotta per Martina Stella in quegli anni ).
            Ultima modifica di Noodles; 03 febbraio 21, 11:57.

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            • Originariamente inviato da Arwey Visualizza il messaggio

              direi che il riferimento è più che chiaro. Muccino importa in Italia uno stile molto tecnico e dinamico nell'uso della macchina da presa e dei movimenti,tipico del cinema americano,che segue l'enfasi della sceneggiatura,l'ansia dei personaggi. Mentre gli altri proponevano (e lo fanno ancora), un cinema statico,da fiction.
              Si, ma a livello tecnico abbiamo avuto gente come Antonioni, Fellini, Petri, De Sica, Leone e tanti altri. Tutto si può dire, tranne che nella tradizione italiana non ci sia cura e gusto per il "camerawork". Forse rispetto ai coetanei dell'epoca, Muccino aveva una spinta in più a livello tecnico, ma non è stato di certo un innovatore all'interno di tutta la storia del nostro cinema.
              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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              • Originariamente inviato da Noodles Visualizza il messaggio
                Credo di essere tra i pochi a non odiare quel film (anche perché avevo una cotta per Marina Stella in quegli anni ).
                E chi non l'aveva

                Comunque il film l'ho visto 2-3 volte e non mi ha mai convinto molto ... sotto vari punti di vista ...
                Poi è guardabile eh, intendiamoci ...
                Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                • Lo vidi in sala quando ero un adolescente e ricordo benissimo la portata del fenomeno cinematografico e non. Ovviamente mi piacque tantissimo come piacque alla maggioranza del pubblico di allora ma non l' ho mai rivisto per intero, solo alcune scene durante le innumerevoli repliche televisive.
                  Dei film di Muccino è l' unico che mi sia piaciuto e di cui abbia un ricordo piacevole ma non so se oggi lo valuterei con lo stesso entusiasmo, non ho voglia di rivedere né questo né tutti gli altri.
                  Ultima modifica di mr.fred; 03 febbraio 21, 11:00.

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                  • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio

                    Si, ma a livello tecnico abbiamo avuto gente come Antonioni, Fellini, Petri, De Sica, Leone e tanti altri. Tutto si può dire, tranne che nella tradizione italiana non ci sia cura e gusto per il "camerawork". Forse rispetto ai coetanei dell'epoca, Muccino aveva una spinta in più a livello tecnico, ma non è stato di certo un innovatore all'interno di tutta la storia del nostro cinema.
                    Quelli però erano di un'altra epoca. Io più che altro dei suoi contemporanei: chi lavorava sul "camerawork" (dando più spazio anche al direttore della fotografia) in maniera esterofila erano i registi del cinema di genere,come Dario Argento,anche perché oltre ad essere visionari, quel genere lo richiedeva ed era funzionale alla sceneggiatura. Ma per chi si occupava di commedie,drammi,ecc, era un uso statico,classico della macchina da presa,come se osare fosse un tabù. Muccino è arrivato e ha "rotto" con gli schemi della tradizione. E ha fatto bene. Che poi abbia attinto dalla cinematografia americana ci sta,senza inventare nulla; ma a me piace che l'abbia introdotto.

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                    • Sebbene ne fossi terrorizzato non è così malaccio Calibro 9, e conferma la buone mano di Toni D'Angelo dopo Falchi. Ma il film è meglio cmq quando si distacca dal cult di Di Leo, exemplum inarrivabile di un cinema mitico e non più replicabile, anche se i titoli di testa quasi mi facevano scorrere una lacrimuccia. Facendo una riflessione generale, era forse dai primi anni Ottanta che non c'era in Italia una produzione di genere così abbondante come degli ultimi 2-3 anni: non siamo ancora alla codifica di uno stile riconoscibile nazionale come in passato, ma guardo con simpatia e interesse alla strada segnata. Meglio in ogni caso lasciare tentazioni nostalgiche e cercare una seppur impervia strada contemporanea, sfidando la complessità che comporta il nuovo cinema digitale per trovare con ingegno e creatività la soluzione per una produzione che non sappia di anonimo deja vu internazionalistico

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                      • Bates Motel.

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                        • E poi ci sono io, mentre altri parlano di Malcom & Marie di Sam Levinson (ma chi cazz è?!), altri ancora parlano delle differenze tra Nolan e Fleming, io ho hype per il film che domani sera verrà trasmesso in esclusiva su Sky Cinema: Lei mi parla ancora di Pupi Avati!
                          Per adesso mi sembra che le critiche siano buone ed io non vedo l'ora di scoprire questo Pozzetto drammatico.
                          https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                          • Non fare lo snob sai benissimo che è Sam Levinson, il nuovo cinema hollywoodiano che avanza.
                            La critica millennial è tutta in sullucchero.



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                            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                              E poi ci sono io, mentre altri parlano di Malcom & Marie di Sam Levinson (ma chi cazz è?!), altri ancora parlano delle differenze tra Nolan e Fleming, io ho hype per il film che domani sera verrà trasmesso in esclusiva su Sky Cinema: Lei mi parla ancora di Pupi Avati!
                              Per adesso mi sembra che le critiche siano buone ed io non vedo l'ora di scoprire questo Pozzetto drammatico.
                              Accolto benissimo dalla critica. Si parla un gran bene di Pozzetto.

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                              • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                                Non fare lo snob sai benissimo che è Sam Levinson, il nuovo cinema hollywoodiano che avanza.
                                La critica millennial è tutta in sullucchero.


                                La critica millennial ha il difetto di andare in sullucchero per troppe cose. In base a loro, praticamente l'80% dei film più chiacchierati sono filmoni. Comunque, ti giuro che sono venuto a conoscenza di Sam Levinson solo negli ultimi giorni, informandomi su Malcom & Marie. Di serie tv ne guardo pochissime, di solito solo quelle legate a qualche nome che già mi ha conquistato/incuriosito con i lungometraggi, quindi di Euphoria ne avevo solo sentito parlare alla lontana.
                                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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