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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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  • Io non amo molto tarantino, almeno l'ultimo tarantino, ma questo trailer pur avendo un po' di vibes, mi ha attirato parecchio.

    mi spiace che non ne ho sentito parlare per niente, se non lo leggevo qui nemmeno sapevo dell'esistenza.
    "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
    And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
    That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


    # I am one with the Force and the Force is with me #

    -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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    • Non preoccuparti, nessuno ne era a conoscenza.

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      • Infatti, per quello che ho scritto "e questa perla da dove esce ? " sotto al trailer.

        Anchio non ne sapevo assolutamente nulla fino a quando non mi è apparso sponsorizzato su instagram questo trailer; poi ieri ho visto che anche Rovere l'ha postato e quindi ho capito ci fosse dietro lui.

        La recensione di Niola è positiva, davvero un peccato che i cinema siano ancora chiusi.
        Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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        • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
          L'ispirazione tarantiniana è palese, interessante anche perché è ambientato in un periodo storico davvero poco sfruttato.
          Il poco di buono a livello di regia/montaggio arriva tutto da lì, non percepisco altre cose per cui possa brillare di luce propria. Come dici tu forse giusto l'ambientazione può essere un pregio.
          Ad ogni modo a me pare sin troppo parodistico/demenziale... ok che in Italia non siamo troppo abituati a queste cose, ma non mi sembra neanche assurdo che sia totalmente fuori dai radar.

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          • Non mi attira quasi nulla. Aspetto qualche vostro parere prima di galvanizzarmi.

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            • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio

              Il poco di buono a livello di regia/montaggio arriva tutto da lì, non percepisco altre cose per cui possa brillare di luce propria. Come dici tu forse giusto l'ambientazione può essere un pregio.
              Ad ogni modo a me pare sin troppo parodistico/demenziale... ok che in Italia non siamo troppo abituati a queste cose, ma non mi sembra neanche assurdo che sia totalmente fuori dai radar.
              È vero, infatti in una situazione normale credo avrebbe avuto poche sale a disposizione e pure la promozione non sarebbe stata un granché. Però cavolo, qui non ci stanno provando proprio a pubblicizzarlo, nonostante sembri pure un film con valori produttivi non trascurabili (poi magari ci hanno speso due lire, però Niola nelle recensione sembra confermare che funziona da quel punto di vista) e si differenzi facilmente da altri film italiani, il caso Jeeg Robot ha dimostrato che possono nascere anche dei piccoli cult dal nulla.
              Poi vabbè non ho idea di quale sia il profilo delle persone che acquistano nuove uscite on demand, non faccio parte della categoria, magari si parla di fasce di pubblico non in target e quindi hanno rinunciato dal principio a pubblicizzarlo.

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              • Marco Giusti su Dagospia ha scritto che è costato quattro milioni e che è stato girato tre anni e mezzo fa fra mille ripensamenti e peripezie, insomma un fondo di magazzino.
                Ecco perché nessuno ne ha mai parlato.

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                • Colpo di scena: Niola promuove la serie su Totti (specificando che è una commedia e punta sul grottesco)
                  https://www.badtaste.it/tv/recension...BWMJRiD0y7CEHI

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                  • Anche l'Italia avrà il suo The Crown: Ginevra Elkann produrrà una serie di respiro internazionale sui membri femminili della famiglia Agnelli.

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                    • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
                      Colpo di scena: Niola promuove la serie su Totti (specificando che è una commedia e punta sul grottesco)
                      https://www.badtaste.it/tv/recension...BWMJRiD0y7CEHI
                      Mah... staremo a vedere.
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                      • Iniziate ieri le riprese del nuovo film di Giuseppe Piccioni, L'ombra del giorno; qui qualche articolo:


                        https://www.cronachepicene.it/2021/0...popolo/261571/

                        https://www.ansa.it/sito/notizie/cul...79679d7ad.html

                        https://www.fotospot.it/ascoli-primo...ra-del-giorno/

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                        • Meraviglioso Boccaccio
                          Allora, iniziamo con due doverose premesse.
                          La prima è che non ho visto praticamente nulla dei fratelli Taviani, se non qualche spezzone de La Giara e di Cesare non deve morire (entrambi bellissimi, ma dovrei vederli per intero per giudicare). Ho purtroppo visto Meraviglioso Boccaccio e, tolti i primi, ottimi, dieci minuti, mi è sembrata una grande occasione sprecata, oltre ad essere un film inutile e noioso. Ripeto, i primi dieci minuti, proprio forse perchè si distaccano dall'opera letteraria, sono fantastici. Suicidi che si gettano dalla torre... personaggi che vengono allontanati dai propri familiari in quanto sospetti di portare il contagio, furti in strada, visi femminili che vengono sovrapposti a piccole sfere rosse... quasi a sottolineare (come nel Dracula di Coppola) la paranoia per i bacilli ed il contagio...per poi passare alla scena successiva e riscontrare che quei tondi rossi erano in realtà centinaia di cinese cadute a terra e non raccolte, in campagne abbandonate in quanto coperte dal morbo. Sembra quasi che i Taviani vogliano scostarsi dai soliti clichè a cui viene associato Boccaccio (gioia di vivere, allegria etc.) per realizzare un'opera boccacesca gotica, quasi sulla scia di quanto fece Fellini col Casanova, ossai prendere un personaggio simbolo e stereotipo di certa mascolinità e gioia di vivere italica per rimodularlo come film horror e bambola meccanica.
                          Niente di tutto questo. Arrivati al famoso casolare, la tenuta del film crolla. I personaggi che popolano il casolare sono in primis tutti o belli, o bellissimi o piacenti (in maniera quasi fastidiosa), ma soprattutto sono irriconoscibili gli uni dagli altri, rendendo difficile quindi la capacità di appassionarsi alle loro storie e ad un racconto già in partenza episodico per sua natura intrinseca. Subentra poi il problema della rappresentazione bucolica della loro vita, che per quanto piena di spunti interessanti (ogni pagnotta dovrebbe essere associata ad un nome, forse per evitare il contagio...ma la vita da comune che fanno i ragazzi renderebbe sciocca questa precauzione), rasenta nella rappresentazione lo spot della mulino bianco. Non c'è la fatica, il sudore, le cicatrici, le piaghe alle mani, i calli della vita contadina. E quando poi i nostri si riuniscono a raccontare novelle, eccoli tutti belli colorati e in fila (e la cosa all'inizio può anche fare piacere, dato il richiamo esplicito a certi quadri rinascimentali). Ma poi ogni novella finisce con un premio al narratore, con un morso ad una bella mela, con una lite subito calmata. Insomma, ogni novella è inutile alla cornice, completamente staccata da essa in quanto non ci permette di riflettere sui personaggi che narrano o ascoltano la storia. Anche la scelta delle novelle pare pretestuosa. Le novelle del Decameron sono tutte ascrivibili ad un certo numero di tematiche: Il cosmopolitismo del rinascimento, la magia (è il caso della novella della Eliotropia), la beffa al potente, la beffa al grullo, il motto e l'arte affabulatoria della retorica, l'indipendenza della donna, la libertà sessuale, la critica al potere politico cattolico, etc. Se le cinque novelle fossero state selezionate in modo da coprire ognuna uno di questi temi, allora il film sarebbe stato in grado non solo di rendere appieno una parte sostanziosa dell'opera da cui parte, ma anche di ricollegarsi alla cornice principale esponendo uno degli elementi della realtà che va raccontando. Invece, pare che gli autori abbiano selezionato le novelle in base al gusto personale, tant'è che su 5 novelle ben tre trattano di storie d'amore ostacolato da un terzo elemento. Nulla di male in ciò, se si fosse deciso di affrontare solo il tema romantico del Boccaccio (cosa che purtroppo in parte lo svilisce e lo rende quasi approssimabile alla corrente stilnovista a lui semicontemporanea). Ma aggiungendo il fatto che tutti i personaggi sono passabili, belli o bellissimi (persino Lello Arena, con le sue doti da spadaccino, acquisisce un carisma reale mai mostrato, o Kim Rossi Stuart, pur bravissimo nella sua mimica, si ritrova ad incarnare un Calandrino visivamente errato.... un Calandrino che è sempre pulito e stirato di tutto punto ma che, inspiegabilmente, ha in testa una parruccaccia unta per sembrare grullo). In pratica, viene messa in scena quasi una versione edulcorata e disneyana dell'opera del Decameron. Con l'aggravante di una eccessiva teatralità nei testi che tende a voler raccontare troppo invece che mostrare. Ha senso iniziare una novella filmata con dieci minuti di monologo in cui ci viene spiegato chi sia spostato con chi e che ci sia un terzo amante fuori alla finestra, quando già bastano le immagini a farcelo capire?
                          Ma soprattutto manca la modernità dell'opera e quindi il senso stesso dell'opera. Cosa dovrebbe rendere questa versione rispetto alle altre? Perchè non farci vedere l'elemento cosmopolita, xenofobo, attaccato alla magia, affabulatorio, rivoluzionario dell'opera di Boccaccio dato che ora più che mai siamo in un periodo di paranoia, di gente che vuole innalzare muri per riunirsi e nascondersi dagli altri, dove la gente si fa ingannare da fake news e rifiuta la scienza pur vivendo in un periodo di massima espansione scientifica, un periodo in cui si torna a parlare dei diritti delle donne, in cui si torna a mettere in discussione la borghesia e le elite e via dicendo.
                          Possibile che non si sia trovato nessun aggancio tra il Rinascimento e il nostro mondo? Possibile che non si sia voluto filmare tutte le altre componenti del Decameron (come ad esempio quella orrorifica, di cui il testo è pieno!) per filmare per l'ennesima volta sempre le stesse novelle?
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                          • Pasolini e Citti, per esempio, avevano un'idea chiarissima di cosa raccontare. In "storie scellerate", la violenza della Roma anni 70 era metaforizzata attraverso racconti cruenti ambientati nel 500: preti con amanti, borgatari ridotti alla malavita, evirazione maschile... tutti elementi che potevano essere presi di peso dalla cronaca dell'epoca (certo, più che il clero vero e proprio toccava prendere in considerazione più le magagne della democrazia cristiana...) ma trasposti di qualche secolo. A questo Pasolini aggiungeva una passione sincera per il mondo bucolico che veniva aggredito dalla progressiva cementificazione e industrializzazione, applicata in maniera vorace e senza una coscienza autoregolatrice: non a caso in Storie Scellerate appare Dio ma sotto forma di un rozzo pastore. Anche lo studio sui corpi aveva un senso: non belli, anzi spesso brutti e sdentati, visibilmente provati dalle fatiche della vita contadina, ma adatti a rappresentare quel mondo. I corpi più aggraziati, come quelli dei due giovani sposini del Decameron, erano comunque acerbi e magrolini, coerentemente con la vita da loro vissuta.

                            Steno, nel realizzare in sceneggiatura "Le piacevoli notti", riesce a creare, con solo 3 storie e altrettante star italiche, un perfetto riassunto del Decameron. Tognazzi, perfetto per incarnare il volgo contadino col suo fisico terricolo e sanguigno, con la sua beffa riassume in un colpo solo l'esterofilia, la beffa al potente, il libertinismo sessuale (si finge assassino spagnolo per entrare nella camera di una donna sposata gabbando il di lei marito). Gassman, col suo aspetto classico e il suo istrionismo, prima si finge prete e poi pittore presso i Borgia: in un colpo solo abbiamo l'anticlericlarismo, il motto affabulatorio, e ovviamente ancora il libertinismo. La Lollobrigida, vittima di incubi, si concede in sonnambulismo mentre il marito studia gli astri: ecco l'indipendenza della donna e l'elemento magico. Sopratutto sono 3 storie ben narrate in quanto ricche di colpi di scena e piuttosto imprevedibili nel loro finale.
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                              Mah... staremo a vedere.
                              Ho visto le prime due, per gentile concessione del servizio On Demand di Sky che le rende disponibili in anteprima. Che dire... si capisce il perché abbiano scelto l'ultimo periodo di Totti come fulcro del racconto: è lì che c'è la ciccia per una storia empatica visto che si parla del grande campione che deve accettare il tempo che passa e che si aggrappa a qualunque cosa per rimandare l'addio all'attività che ha svolto per tutta la vita, spaventato da quello che arriverà dopo. Peccato che tutto questo venga semplificato essenzialmente nel rapporto con Spalletti, che è cringe come potevamo immagarci tutti. Il punto di vista di Niola lo capisco, perché la serie riesce a non essere un totale disastro solo grazie al fatto che si aggrappa molto all'ironia. Un'ironia molto tottiana e romana, e devo dire che qualche risata me l'ha anche strappata. Molte volte invece ho fatto fatica a non distogliere lo sguardo per l'imbarazzo, che aumenta esponenzialmente se uno è a conoscenza di tutto ciò che viene raccontato.

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                              • Sì anche io le ho viste, usufruendo dello stesso gentilissimo servizio..

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                                Tra i "personaggi" sono rimasto piacevolmente colpito dall'interpretazione di Ilary.. che non la scimmiotta ma nonostante tutto, mantiene quella sensazione di stare a vedere realmente quel personaggio televisivo. Funziona anche Spalletti e tutti gli altri (belle le scenette tra il padre e la madre).. ma quello che al momento non mi convince molto è proprio Castellitto/Totti. Intendiamoci lui è bravissimo ad imitarlo.. ma questo marcato modo di parlare impastato e romano, rende l'interpretazione più uno scimmiottamento e sembra di vedere uno sketch di un comico che rifà Totti e tante volte, è difficile utilizzare la sospesione dell'incredulità e non rimanere un po' imbarazzati.

                                p.s.
                                l'attore che fa De Rossi è uguale
                                Ultima modifica di Naihir; 17 marzo 21, 14:02.
                                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                                And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
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