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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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  • Sia il padre che la madre sono campioni di antipatia, il figlio non poteva che crescere così.

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    • Occhio a non risvegliare l'ego di Muccino eh?!!

      Questo sito comunque ne ha fatto un'esaustiva psicoanalisi:
      https://www.pr8duction.com/david-ad-personam/

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      • Di solito gli attori è meglio non sentirli parlare, Pietro Castellito ne è l' ennesima conferma.

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        • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
          Più che altro Castellitto secondo me si è posto nel modo sbagliato.
          Prima ammetti di essere un privilegiato figlio di papà (al massimo chiedendo giustamente che non te ne venga fatta una colpa), e POI puoi dire quello che ti pare (possibilmente evitando però di banalizzare le molestie sessuali da parte di una persona di potere sul posto di lavoro).

          Le critiche ai "damerini che copiano l’America" quando lui per primo è un damerino che si fa figo tirando in ballo la "volontà di potenza di lucrare sulle crociate morali" perché "ho studiato Nietzsche a Filosofia" (come se ci fosse bisogno di fare Filosofia per sapere due cose su Nietzsche, questo filosofo sconosciuto di cui nessuno di noi ha mai sentito parlare al liceo...), il negare di aver avuto dei vantaggi con affermazioni quali "Mi sono sentito amato, mai privilegiato", "Mi hanno sempre detto che le cose dovevo conquistarmele, che avrei avuto molti detrattori", "Nessun attore vuole che il proprio figlio lo segua", e l'aver sminuito la questione Kevin Spacey con un "se mi mette una mano sulla coscia gliela sposto, non gli rovino la vita chiedendo pure soldi", lo qualificano per il pariolino mentecatto radical chic che è
          Applausi Sono tutte dichiarazioni pensate ad arte per costruirsi la sua immagine da hipster ribelle e scrollarsi di dosso quella del privilegiato figlio di papà, ma forse non si rende conto che così facendo peggiora solo la sua situazione (e la citazione en passant a Nietzsche con tanto di aneddoto di soggiorno nella casa museo solo per darsi un tono da fine intellettuale è decisamente emblematica in tal senso). Aggiungo che sparare a zero così spudoratamente sul sistema quando sei il principe dei raccomandati, e andare a raccontare di aver avuto l'idea per il tuo primo film dopo aver fallito come attore mentre in realtà vieni preso per interpretare Totti pur non ricordandolo per niente (sai quanti ne trovi a Trastevere ci assomigliano pure nell'accento) e hai un ruolo importante in una delle pellicole più attese della stagione, non è solo ipocrita, ma anche imbarazzante

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          • Come volevasi dimostrare vi soffermate sulla frase "sposto la mano" senza leggere tra le righe, che la vera chiave di quello che voleva criticare è qui: io vedo la volontà di potenza che sfrutta questa crociata morale per ingrassarsi e il presupposto è di cavalcare la morale dominante

            avete fatto esattamente il gioco dei giornalisti, che nei loro articoli hanno inserito come titolo la frase su Kevin Spacey, e nell'articolo hanno messo in grassetto tutti i passaggi più punzecchianti, alterando di conseguenza tutta la percezione di come si andrà a leggere l'articolo. un meccanismo di pregiudizio che si attiva, verso il resto dell'intervista che ha rilasciato.

            avrà modi discutibili, ma ha dimostrato di avere personalità, di non dipendere dai successi del padre e che magari tutto quel che ha, non è dovuto solo al nome che porta.

            magari è facile dire "è un semplice raccomandato", l'ho fatto anche io pagine indietro, senza conoscere la sua storia ma, indubbiamente non deve essere nemmeno facile per un figlio di un artista, parlare con una voce propria e scrollarsi i soliti cliché.

            se a 29anni è riuscito a bruciare le tappe, magari non è solo per il nome ma anche perché un minimo di talento e voglia di rivalsa ce l'avrà. l'importante per lui è che poi, non cada nello stesso vortice che ha criticato, in particolare penso alla freccitina lanciata ai "colleghi" che si schierano tra nostalgici e i progressisti di comodo.

            forse, lasciarci andare alla semplice constatazione "è figlio di un attore famoso, quindi di sicuro è raccomandato", non è una frase tanto differente da chi solitamente se ne esce dicendo "quella è una bella ragazza, se sta li è perché l'ha data a qualcuno".
            "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
            And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
            That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


            # I am one with the Force and the Force is with me #

            -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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            • Natalie Portman protagonista del nuovo adattamento di I Giorni dell' Abbandono della Ferrante (ormai scrittrice italiana più famosa al mondo) per Apple +.
              Aiuto.
              Natalie Portman is set to star and executive produce HBO Films' The Days of Abandonment, based on Elena Ferrante's best-selling novel.

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              • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                Come volevasi dimostrare vi soffermate sulla frase "sposto la mano" senza leggere tra le righe, che la vera chiave di quello che voleva criticare è qui: io vedo la volontà di potenza che sfrutta questa crociata morale per ingrassarsi e il presupposto è di cavalcare la morale dominante

                avete fatto esattamente il gioco dei giornalisti, che nei loro articoli hanno inserito come titolo la frase su Kevin Spacey, e nell'articolo hanno messo in grassetto tutti i passaggi più punzecchianti, alterando di conseguenza tutta la percezione di come si andrà a leggere l'articolo. un meccanismo di pregiudizio che si attiva, verso il resto dell'intervista che ha rilasciato.

                avrà modi discutibili, ma ha dimostrato di avere personalità, di non dipendere dai successi del padre e che magari tutto quel che ha, non è dovuto solo al nome che porta.

                magari è facile dire "è un semplice raccomandato", l'ho fatto anche io pagine indietro, senza conoscere la sua storia ma, indubbiamente non deve essere nemmeno facile per un figlio di un artista, parlare con una voce propria e scrollarsi i soliti cliché.

                se a 29anni è riuscito a bruciare le tappe, magari non è solo per il nome ma anche perché un minimo di talento e voglia di rivalsa ce l'avrà. l'importante per lui è che poi, non cada nello stesso vortice che ha criticato, in particolare penso alla freccitina lanciata ai "colleghi" che si schierano tra nostalgici e i progressisti di comodo.

                forse, lasciarci andare alla semplice constatazione "è figlio di un attore famoso, quindi di sicuro è raccomandato", non è una frase tanto differente da chi solitamente se ne esce dicendo "quella è una bella ragazza, se sta li è perché l'ha data a qualcuno".
                Lettura tra le righe o no, in quella frase continuo a vederci una goffa banalizzazione di un problema serio. Su parte del contenuto posso anche concordare (ad esempio sul fatto che ci sia una "volontà di potenza" pronta a cavalcare la morale dominante per il proprio tornaconto, che sia difficile dire qualcosa di destra in ambienti di sinistra e viceversa), ma l'indelicatezza espressiva rimane. Poi non metto in discussione la volontà di far sentire la propria voce nel panorama e di scrollarsi di dosso l'etichetta che si porta dietro, si sa che "per i raccomandati è tutto più difficile, perchè devi farti il mazzo triplo e continuano a guardarti storto"; così come non escludo assolutamente la possibilità che le qualità non gli manchino (il suo film devo ancora vederlo, quindi su quello per il momento mi taccio). Dico solo che se fosse intelligente la metà di quello che crede (o vuole far credere) si renderebbe conto che in casi del genere si fa più bella figura ad ammettere di essere un figlio di papà privilegiato (chiedendo anche giustamente che non gliene sia fatta una colpa, come si diceva) piuttosto che lamentarsi della propria vita grama fatta di rifiuti e sputare genericamente veleno in giro

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                • Faccio notare che "la morale" (?) dominante ( nel senso di quella che vince le elezioni ed orienta i governi...) parte dal garantismo liberale professato da _Rasputin_ alleato (però) in maniera ferrea al leghismo di quelli che poi citofonano ai "tunisini spacciatori", e di quelli che fanno il grano che paga pure i film della family Castellitto con i filmati ,appunto, degli stessi spacciatori di droga in strada, magari suscitandone la reazione violenta e mandarli "bevuti" ( come direbbe Zerocalcare , cinematograficamente citato non a caso...) seduta stante. Sbaglierò ma non mi stupirebbe vedere a breve Castellitto jr. coinvolto nella conduzione del Festival di Sanremo e/o giudice in un talent show.
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  • Sono d'accordo con Lord Vell, certe dichiarazioni sembrano provocazioni rilasciate volutamente per rafforzare questa immagine:


                    Ma così pecca di arroganza e cade anche nelle banalità. Che il MeToo e tutto ciò che ne è derivato presenti delle contraddizioni è chiaro, basti guardare il caso Heard-Depp, il racconto unilaterale delle vicende della famiglia Farrow, i casi di Aziz Ansari (accusato per un nonnulla negli stessi giorni in cui veniva giustamente massacrato Weinstein, per fortuna ne è uscito pulito) o di Louis CK (che avrà sbagliato ma che non può essere accomunato a uno stupratore e non merita l'eterno oblio artistico). Tirare però fuori l'argomento in un'intervista in cui si parlava di tutt'altro, limitandosi a a semplificare la cosa e a mettere tutto nello stesso calderone non ha senso. Poi come ho scritto il fatto che venga da una famiglia importante non mi interessa, mica è il primo figlio d'arte al mondo, però un bagno d'umiltà potrebbe farselo. I Preadatori mi è anche piaciuto e alcune sue idee si ritrovano anche lì (si parla di Nietzsche, di ambienti di destra e di sinistra, ci sono i saluti romani) ma inizio a pensare che farebbe meglio a far parlare solo il film.

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                    • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                      Dico solo che se fosse intelligente la metà di quello che crede (o vuole far credere) si renderebbe conto che in casi del genere si fa più bella figura ad ammettere di essere un figlio di papà privilegiato (chiedendo anche giustamente che non gliene sia fatta una colpa, come si diceva) piuttosto che lamentarsi della propria vita grama fatta di rifiuti e sputare genericamente veleno in giro
                      tutto giusto però, non possiamo nemmeno decidere come una persona deve reagire o dire quello che pensa.

                      anche perché spesso se uno dice: "sì sono un figlio di papà privilegiato ma..." a quello che esce fuori dopo il ma, non ci fa caso nessuno e verrà comunque giudicato per il suo status.

                      secondo me è giusto che in un mondo artistico, si parli anche delle aspettative che i "figli di.." devono vivere e del peso che portano. delle volte alcuni nomi, sono più una maledizione che una benedizione, poi certo non è il suo caso, perché Castellitto non è che sia un Gassman o non so un Fellini... però io non toglierei mai la voce a chi ha il coraggio di uscire fuori dal coro e fare un po' il "ribelle".

                      a maggior ragione se quello che pensa è anche ben riversato nel suo film o nei suoi futuri film, ben venga. significa che certe dichiarazioni provocatorie e/o anticonvenzionali, non sono di facciata o per crearsi solo il personaggietto.

                      "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                      • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                        tutto giusto però, non possiamo nemmeno decidere come una persona deve reagire o dire quello che pensa.

                        anche perché spesso se uno dice: "sì sono un figlio di papà privilegiato ma..." a quello che esce fuori dopo il ma, non ci fa caso nessuno e verrà comunque giudicato per il suo status.

                        secondo me è giusto che in un mondo artistico, si parli anche delle aspettative che i "figli di.." devono vivere e del peso che portano. delle volte alcuni nomi, sono più una maledizione che una benedizione, poi certo non è il suo caso, perché Castellitto non è che sia un Gassman o non so un Fellini... però io non toglierei mai la voce a chi ha il coraggio di uscire fuori dal coro e fare un po' il "ribelle".
                        Assolutamente d'accordo. La libertà di espressione è sacrosanta, però se la usi in questa maniera poi non dovresti stupirti se risulti antipatico ai più

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                        • castellitto fa parte del mondo dello spettacolo, non è un filosofo, ha un grande ego e vuole avere successo come tutti in quell'ambiente ed è indubbio il suo vantaggio di essere figlio d'arte, queste sono tutte cose scontate, la novità è la critica al me too che in pochi che lavorano nel cinema hanno il coraggio di fare, e per me è giusto fargli i complimenti per questo, poi certamente poteva argomentare meglio

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                          • concordo non è facile sentire una voce fuori dal coro, quando si tratta di argomenti così scottanti e sentiti come il metoo, ad esempio.

                            aggiungo poi che se uno vuole fare una vera critica, non la fa di certo edulcorata, altrimenti risulterebbe una critica preimpostata e fatta tanto per.

                            per dei temi forti e impegnati, ci servono altrettante critiche d'impatto e taglienti.

                            ma tanto il web dimentica presto, oggi se la prendono con castellito jr, domani con un altro argomento.. ho letto proprio stamattina di una polemica che riguarda sitriscia la notizia e un loro servizio del 2014 sui temi razziali e sul come hanno fatto satira sulla gente di colore e gli asiatici... insomma, voler portare la "guerra" anche in Italia e far sembrare che anche da noi ci siano casi violenti e isterici come in america, è un altro di quegli atteggiamenti esasperati che attanagliano in ugual maniera, l'argomento riportato da castellitto.

                            tra un paio di anni ci sarà davvero il timore di parlare se si continua verso questa strada del mettere tutto in discussione, senza tener presente di un contesto.

                            "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                            • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                              Come volevasi dimostrare vi soffermate sulla frase "sposto la mano" senza leggere tra le righe, che la vera chiave di quello che voleva criticare è qui: io vedo la volontà di potenza che sfrutta questa crociata morale per ingrassarsi e il presupposto è di cavalcare la morale dominante

                              avete fatto esattamente il gioco dei giornalisti, che nei loro articoli hanno inserito come titolo la frase su Kevin Spacey, e nell'articolo hanno messo in grassetto tutti i passaggi più punzecchianti, alterando di conseguenza tutta la percezione di come si andrà a leggere l'articolo. un meccanismo di pregiudizio che si attiva, verso il resto dell'intervista che ha rilasciato.
                              Io non ho letto l'intervista intera, ho letto solo gli estratti postati da Admiral Ackbar (con i cui post mi trovo molto d'accordo); il mio giudizio non è sulla persona di Castellitto nel suo complesso, che ovviamente non conosco (e nemmeno mi interessa conoscere), ma solo su quegli stralci riportati.

                              In quegli stralci lui critica l'ipocrisia del MeToo (critica legittima e anche condivisibile) facendo però l'esempio, tra tutti gli esempi possibili che avrebbe potuto fare, proprio di Kevin Spacey.
                              Purtroppo per lui se se ne esce in questo modo provocatorio e qualunquista non sembra uno che ci crede veramente, sembra solo un poser che cerca di fare il ribbbelle bastian contrario, perdendo credibilità.

                              Senza contare la stupidità dell'affermazione in sé: magari lui che è Castellitto jr. e avrà a disposizione un team di avvocati non può capirlo, ma se a una persona normale Kevin Spacey (o semplicemente qualunque persona in quel momento si trovi in una posizione di superiorità, specie se in un ambito lavorativo) mette la mano sulla coscia, la persona normale non gliela sposta come se niente fosse, perché non sa come l'altro potrebbe reagire, non sa se perderà il lavoro o meno, quindi in definitiva non sa che cosa fare e si sente in trappola.

                              E, lettura tra le righe o no, dal momento che non ho costretto io Castellitto a dire stronzate ma è stata una sua libera scelta fare quell'esempio, non vedo perché non dovrei avere il diritto di affermare che ha detto una stronzata di una superficialità sconvolgente senza sentirmi tacciare di "fare il gioco dei giornalisti"

                              Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                              ha dimostrato di avere personalità, di non dipendere dai successi del padre e che magari tutto quel che ha, non è dovuto solo al nome che porta.
                              [...]
                              se a 29anni è riuscito a bruciare le tappe, magari non è solo per il nome ma anche perché un minimo di talento e voglia di rivalsa ce l'avrà.
                              Di grazia, dove, quando e come avrebbe dimostrato di non dipendere dai successi del padre e di essersi meritato quello che ha?
                              Verso cosa si sarebbe dovuto rivalere?

                              Questo è uno a cui, a 28 anni, per il suo film d'esordio senza alcuna precedente esperienza in regia, Procacci ha messo in mano 2 milioni (per fare poi l'ennesimo film di critica sociale estesa a qualunque classe e ideologia, tematiche fresche e nuove che pervadono il nostro cinema solo da mezzo secolo).
                              Avrà anche un talento folgorante, ma dubito sia l'unico ad avere qualcosa da dire e un modo interessante di dirlo. Però è l'unico a cui è capitata un'occasione del genere, direi che tanto basta per riconsolarsi del triste fardello di venire additato come "raccomandato"

                              Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                              anche perché spesso se uno dice: "sì sono un figlio di papà privilegiato ma..." a quello che esce fuori dopo il ma, non ci fa caso nessuno e verrà comunque giudicato per il suo status.
                              Falso: se sei il primo ad ammettere i vantaggi che hai avuto, gli altri riconosceranno quantomeno la tua onestà intellettuale. Saranno poi loro, gli altri, eventualmente a dire "Sì, ok, è un figlio d'arte, però è bravo quindi chissene".
                              Se invece neghi i tuoi vantaggi ("Non mi sono mai sentito privilegiato", "Mi hanno sempre detto che le cose avrei dovuto conquistarmele, che avrei avuto molti detrattori", "Nessun attore vuole che il proprio figlio lo segua perché è tutto aleatorio"), anche in questo caso perdi credibilità, e perde credibilità qualunque "critica al sistema e alla morale dominante" tu muova

                              Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                              però io non toglierei mai la voce a chi ha il coraggio di uscire fuori dal coro e fare un po' il "ribelle".
                              Ma nessuno vuole togliergli la voce, come dice giustamente anche Lord Vell .
                              Però io pretendo che la voce non venga tolta nemmeno a me, e di essere libera di criticare le sue ipocrisie e contraddizioni tanto quanto lo fa lui (dall'alto di un'intervista su uno dei principali quotidiani nazionali, tra l'altro)

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                              • Ragazzi avete deviato il discorso sul suo status di "raccomandato", spostando la sua critica (che era al come viene sfruttato il metoo) sul come avrebbe dovuto parlare della sua presunta raccomandazione. Ma perché?

                                Pretendere che uno dica: "si sono un privilegiato e raccomandato però penso che.." è voler sentir dire quello che voi volete, non quello che sente l'altra persona.

                                Figuriamoci se in Italia esiste che qualcuno ti dia la pacca sulla spalla o una medaglia per una affermazione del genere. Quello che rimarrebbe è l'ammissione, la gente direbbe "ah vedi! avevo ragione e a noi chi ci aiuta!!111".

                                Ma poi, per quale motivo avete bisogno che ve lo dica lui, non potete constatarlo da voi se è lì per talento o per mera raccomandazione? Solo perché è un figlio d'arte non può dire "non mi sono mai sentito privilegiato"? Sono anche questi ragionamenti qualunquisti, perché abbiamo sempre l'idea che per gli altri, specialmente per quelli con uno stato sociale più alto del nostro, è sempre tutto facile e dovuto. Magari non è sempre così.

                                Davvero non capisco perché se dice "non lo sono mai stato" è poco credibile e di conseguenza rende poco credibile tutto quello che dice, mentre dire una cosa imboccata da voi come "sì sono uno dei più privilegiati che abbiate mai conosciuto, ma ho anche talento" invece, lo renderebbe un cucciolone e dovrebbe suonare come una frase più sincera. Magari se ha detto quel che avete letto, è realmente così, io non lo conosco non so cosa ha passato, se la famiglia gli ha sempre chiuso i rubinetti, se l'hanno sostenuto nella sua carriera e come ha fatto gavetta accademica, quindi gli do il beneficio del dubbio.. avrebbe anche potuto non dire proprio nulla sull'argomento ma, se puntualmente sono quelle le domande stupide che gli fanno...

                                e sì avete fatto il gioco dei giornalisti. tutte le testate hanno dato risalto all'esempio che ha riportato su Spacey, mettendo la notizia addirittura come il titolo clickbait. Infatti tutti, anche nei social si sono infastidi dal suo esempio, senza chiedersi "forse ha ragione a dire che si sta esagerando, magari è giusto che qualcosa cambi". ma no, il vero problema su cui discutere diventa "Castellitto ha usato un esempio sbagliato, alla forca!".

                                io non voglio addentrarmi sul caso Spacey più di tanto, ma è sicuramente un caso particolare, ad oggi qualcuno ha realmente capito se fosse o meno colpevole di quello di cui è stato accusato? nel frattempo però la sua carriera è stata praticamente cancellata. peggio di lui, è successo ultimamente ad Hammer (che una carriera se la stava ancora costruendo). mi pare abbastanza evidente che ormai basta dire A o anche inventarsi una molestia (o ricordarsi dopo 20 anni di averne subita forse una) di qualsiasi tipo, che la carriera di un artista viene messa in discussione o peggio cancellata.

                                tanto il pensiero di un castellitto, non cambierà di certo l'andazzo e una conferma o meno del suo privilegio, non fermerà le raccomandazioni.

                                vi lascio con una provocazione: Diletta Leotta ha 29 anni come Castellitto, e nel giro di poco tempo ha bruciato tutte le tappe, per arrivare alla notorietà e a condurre programmi sportivi importanti. quanti in Italia penseranno "quella ragazza è veramente brava. è una giornalista quadrata, dinamica e appassionata" e quanti penseranno "era la fidanzata di un direttore di Sky, ecco perché è lì".

                                dopodiché pensate ad uno scenario dove le domandano "e sull’annosa questione dell’«essere la ragazza di»? a voi immaginare le risposte e le conseguenti reazioni
                                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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