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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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  • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

    vabbè, ma quella foto con i diti medi era in realtà una citazione al poster de "I predatori". Poi bisogna capire quanto di queste cose che vediamo siano una sua decisione. Sui set fotografici ti fanno una decina di foto tra quelle di copertina e quelle da inserire dentro il giornale, a corredo dell'intervista...e dubito ti dicano in anticipo quale metteranno come copertina.
    Certo, l'ho presa solo come esempio perché foto e titolo di quella copertina mi sembrano assolutamente coerenti con il tipo di immagine che si sta costruendo tramite alcune di queste interviste.

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    • Questo l'ha visto qualcuno qua dentro?

      Luminous beings are we, not this crude matter.

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      • A me è discretamente piaciuto, preso per quel che è, una sorta di cripto-western risorgimentale anti-piemontese e femminista. Il buon livello produttivo conferma la mano di Rovere, che oramai persegue una linea anche dietro la scrivania molto interessante. Alla fine il riferimento forse più prossimo è ...Li chiamavano briganti di Squitieri, anche se quello era già un po' vecchiotto e fuori tempo massimo stilisticamente al tempo della sua uscita, questo invece è in linea con il gusto cinematografico contemporaneo, dalla recitazione "fumettosa" a certi svolazzi tecnici.

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        • Capito ?


          Screenshot_20210415-170953_Chrome.jpg

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          • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
            Perché lui E' un privilegiato. Se nega di esserlo (o se non si rende conto di esserlo) fa ridere, punto.
            a parte che non ha detto propiamente questo ma la frase è così "mi sono sentito amato, mai privilegiato, mi hanno sempre detto che le cose dovevo conquistarmele, che avrei avuto molti detrattori."

            e non capisco perché dobbiamo mettere in dubbio il modo in cui i genitori avranno gestito la crescita e l'educazione di loro figlio. se è vero che hanno concentrato maggiormente la sua crescita verso l'amore e spronandolo a non dare nulla per scontato, perché dovremmo verderci del marcio in questo?

            si preferiscono le famiglie che educano i figli con il pensiero "a papà non ti preoccupare del tuo futuro, che tanto ti lascio un impero"?

            onestamente mi pare che lo state tacciando di un non problema. anche perché la questione l'ha sollevata l'intervistatore.

            Il problema è che mentre l'intervista si concentrava sul suo atteggiamento nei confronti del movimento metoo, qui invece avete fatto commenti esclusivamente sul suo essere un privilegiato e figlio di papà. ed è una cosa che a parlarne, non porta realmente a nulla, perché credo che tra di noi, di "privilegiati" che possano dire la loro sull'argomento, non ce ne sono molti.

            per gli standard artistici, un ragazzo di 28-29 anni alla regia è considerato ancora un esordiente e più che altro dovrebbe preoccuparci questo, non che Castellitto "ha rubato il lavoro a qualcun altro più talentuoso di lui".

            poi sfugge che a fargli la domanda è stato l'intervistatore e chissà quante altre volte se lo sarà sentito dire. quindi ripeto, è libero di rispondere quel che vuole, anche dire una cazzata volendo.. perché la domanda stessa da rivolgere è una idiozia.

            a me risalta più questo pezzo per dire: L’annosa questione dell’«essere figlio di»?

            «E’ un problema che hanno sempre avuto gli altri, poi l’hanno fatto venire a me, un senso di oppressione per cui non sono visto come Pietro qualunque cosa faccia.



            la cosa ironica in tutto questo è che, mentre stiamo facendo le pulci al come doveva parlare castellitto, nel frattempo un bimbetto di 6 anni solo per essere il figlio dei Ferragnez, fattura già più di tutti noi che scriviamo nel forum. io spero che diventi tipo un Joffrey Baratheon e faccia causa ai genitori, per aver sfruttato la sua immagine da minorenne per tutto sto tempo.
            "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
            And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
            That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


            # I am one with the Force and the Force is with me #

            -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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            • Anche Niola dice la sua:

              Due anime lottano in Non mi uccidere, una trama vecchio stampo raccontata non bene e un impianto visivo che dice tutto quello che serve

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              • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                Anche Niola dice la sua:
                Alla fine della fiera, non mi sembra così negativa come recensione.
                Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                • Vatti a fidare dei critici italiani che parlano del cinema italiano.
                  Che la confezione fosse al livello di analoghe produzione internazionali si evinceva già dal trailer, per quello che vale.

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                  • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                    A me è discretamente piaciuto, preso per quel che è, una sorta di cripto-western risorgimentale anti-piemontese e femminista. Il buon livello produttivo conferma la mano di Rovere, che oramai persegue una linea anche dietro la scrivania molto interessante. Alla fine il riferimento forse più prossimo è ...Li chiamavano briganti di Squitieri, anche se quello era già un po' vecchiotto e fuori tempo massimo stilisticamente al tempo della sua uscita, questo invece è in linea con il gusto cinematografico contemporaneo, dalla recitazione "fumettosa" a certi svolazzi tecnici.
                    Grazie, gli darò un'occhiata.
                    Il trailer mi ha fatto pensare un po' a "Bandidas".
                    Luminous beings are we, not this crude matter.

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                    • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                      a parte che non ha detto propiamente questo ma la frase è così "mi sono sentito amato, mai privilegiato, mi hanno sempre detto che le cose dovevo conquistarmele, che avrei avuto molti detrattori."

                      e non capisco perché dobbiamo mettere in dubbio il modo in cui i genitori avranno gestito la crescita e l'educazione di loro figlio. se è vero che hanno concentrato maggiormente la sua crescita verso l'amore e spronandolo a non dare nulla per scontato, perché dovremmo verderci del marcio in questo?

                      si preferiscono le famiglie che educano i figli con il pensiero "a papà non ti preoccupare del tuo futuro, che tanto ti lascio un impero"?

                      onestamente mi pare che lo state tacciando di un non problema. anche perché la questione l'ha sollevata l'intervistatore.

                      Il problema è che mentre l'intervista si concentrava sul suo atteggiamento nei confronti del movimento metoo, qui invece avete fatto commenti esclusivamente sul suo essere un privilegiato e figlio di papà. ed è una cosa che a parlarne, non porta realmente a nulla, perché credo che tra di noi, di "privilegiati" che possano dire la loro sull'argomento, non ce ne sono molti.

                      per gli standard artistici, un ragazzo di 28-29 anni alla regia è considerato ancora un esordiente e più che altro dovrebbe preoccuparci questo, non che Castellitto "ha rubato il lavoro a qualcun altro più talentuoso di lui".

                      poi sfugge che a fargli la domanda è stato l'intervistatore e chissà quante altre volte se lo sarà sentito dire. quindi ripeto, è libero di rispondere quel che vuole, anche dire una cazzata volendo.. perché la domanda stessa da rivolgere è una idiozia.

                      a me risalta più questo pezzo per dire: L’annosa questione dell’«essere figlio di»?

                      «E’ un problema che hanno sempre avuto gli altri, poi l’hanno fatto venire a me, un senso di oppressione per cui non sono visto come Pietro qualunque cosa faccia.



                      la cosa ironica in tutto questo è che, mentre stiamo facendo le pulci al come doveva parlare castellitto, nel frattempo un bimbetto di 6 anni solo per essere il figlio dei Ferragnez, fattura già più di tutti noi che scriviamo nel forum. io spero che diventi tipo un Joffrey Baratheon e faccia causa ai genitori, per aver sfruttato la sua immagine da minorenne per tutto sto tempo.
                      Tu, se dici "Meghan Markle è un'attrice modesta" oppure anche "...ha molto talento", mentre fai la tara tra la sua esposizione mediatica _effettivamente alta, per questi e soprattutto altri motivi_ ed il "merito" della/nella sua professionalità, verrai comunque sovrastato da un format di comunicazione in cui salterà fuori qualche congiunto od ex sfigato che le muoverà qualche antipatico rilievo di carattere personale/familiare ; e ciò ha già in sé la dinamica della discussione secondo cui troverai il parente od ex "debole" da difendere o "invidioso e frustrato" da rigettare...
                      Dunque, sempre Tu, ritieni allora di avere lo stesso deficit di "autorevolezza" del parente od ex sfigato ( nel senso di non famoso , se non addirittura di nullafacente...) nel valutare l'attrice e persona Meghan Markle?

                      Di nuovo: se un camionista di Offanengo esprime le medesime perplessità di Pietro Castellitto su #MeToo, tu comunque darai retta all'attore perché sta "fuori dal coro" rispetto al suo ambiente privilegiato? Già il fatto che il camionista debba lavorare svariato tempo più dell'attore per rifondere in solido sue eventuali mancanze nei confronti delle donne, ove dovuto, non ti dice forse che l'artista è considerato a priori più (e)dotto dell'inclita autotrasportatore? Dunque com'è che guai a dio se frenano la parola a Castellitto se poi sei Tu a discriminare quell'altro che addirittura dice le vostre stesse cose??
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                        Anche Niola dice la sua:
                        Il problema del film è che di base passerà per un clone fuori tempo massimo di twilight. Se fosse uscito in contemporanea a twilight (sciocchi i produttori a non pensarci all'epoca), avrebbe dato risalto anche ai libri della Parazzolo, contemporanei a quelli della Meyer. Certo, possiamo lamentarci del fatto che si tratti sempre di roba "commerciale" o "trash", ma col tempo sono arrivato alla cinica conclusione che 1) la gente ha bisogno di lavoro, quindi se qualcosa permette di aiutare una casa editrice o di produzione ben venga, 2) piuttosto che fare la guerra a certi prodotti commerciali bisognerebbe educare il pubblico a fare i passi successivi, ossia a partire da questi prodotti per arrivare a prodotti più interessanti.

                        Mi spiace tuttavia il solito qualunquismo con cui si etichettano certe "mode", per cui una storia di vampiri diventa una roba "per emo" (ai tempi della Ryce si sarebbe detto per "goth", ai tempi di "Lost boys" non so come "darkettoni").
                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                        • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                          a parte che non ha detto propiamente questo ma la frase è così "mi sono sentito amato, mai privilegiato, mi hanno sempre detto che le cose dovevo conquistarmele, che avrei avuto molti detrattori."

                          e non capisco perché dobbiamo mettere in dubbio il modo in cui i genitori avranno gestito la crescita e l'educazione di loro figlio. se è vero che hanno concentrato maggiormente la sua crescita verso l'amore e spronandolo a non dare nulla per scontato, perché dovremmo verderci del marcio in questo?

                          si preferiscono le famiglie che educano i figli con il pensiero "a papà non ti preoccupare del tuo futuro, che tanto ti lascio un impero"?

                          onestamente mi pare che lo state tacciando di un non problema. anche perché la questione l'ha sollevata l'intervistatore.

                          Il problema è che mentre l'intervista si concentrava sul suo atteggiamento nei confronti del movimento metoo, qui invece avete fatto commenti esclusivamente sul suo essere un privilegiato e figlio di papà. ed è una cosa che a parlarne, non porta realmente a nulla, perché credo che tra di noi, di "privilegiati" che possano dire la loro sull'argomento, non ce ne sono molti.

                          per gli standard artistici, un ragazzo di 28-29 anni alla regia è considerato ancora un esordiente e più che altro dovrebbe preoccuparci questo, non che Castellitto "ha rubato il lavoro a qualcun altro più talentuoso di lui".

                          poi sfugge che a fargli la domanda è stato l'intervistatore e chissà quante altre volte se lo sarà sentito dire. quindi ripeto, è libero di rispondere quel che vuole, anche dire una cazzata volendo.. perché la domanda stessa da rivolgere è una idiozia.

                          a me risalta più questo pezzo per dire: L’annosa questione dell’«essere figlio di»?

                          «E’ un problema che hanno sempre avuto gli altri, poi l’hanno fatto venire a me, un senso di oppressione per cui non sono visto come Pietro qualunque cosa faccia.



                          la cosa ironica in tutto questo è che, mentre stiamo facendo le pulci al come doveva parlare castellitto, nel frattempo un bimbetto di 6 anni solo per essere il figlio dei Ferragnez, fattura già più di tutti noi che scriviamo nel forum. io spero che diventi tipo un Joffrey Baratheon e faccia causa ai genitori, per aver sfruttato la sua immagine da minorenne per tutto sto tempo.
                          Il problema principale di Castellitto (che poi è anche il problema della madre) è che quando parla nelle interviste pare Massimo Troisi... si ferma, mangia le parole, monca le frasi, parte per la tangente...gli fai una domanda e lui per risponderti ti racconta un aneddoto... quindi è anche difficile capire ciò che abbia risposto con precisione e ciò rende le sue parole molto travisabili.
                          Tuttavia il discorso "è più difficile dire cose di destra in un ambiente di sinistra" mi pare l'ennesima generalizzazione (peraltro contraddittoria).
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                          • Enfad anche tu appassionata di F1?

                            Da tifoso di Lewis Hamilton, una precisazione: Verstappen raccomandato mi stona un po’. In quell’ambiente quasi tutti hanno la famiglia ricca e Verstappen non è certo figlio di uno Schumacher, suo papà era un brocco ricordato più per l’incidente da doppiato con Montoya. Max ha cento volte il suo talento e sarebbe arrivato anche se non figlio di ma semplicemente di famiglia ricca. Su Piquet Jr. (che tra F1 e FE ha fatto solo danni, contando anche l’ipocrisia del crashgate) e Bruno Senna (dove è finito?) hai pienamente ragione.
                            'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                            • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                              Enfad anche tu appassionata di F1?

                              Da tifoso di Lewis Hamilton, una precisazione: Verstappen raccomandato mi stona un po’. In quell’ambiente quasi tutti hanno la famiglia ricca e Verstappen non è certo figlio di uno Schumacher, suo papà era un brocco ricordato più per l’incidente da doppiato con Montoya. Max ha cento volte il suo talento e sarebbe arrivato anche se non figlio di ma semplicemente di famiglia ricca. Su Piquet Jr. (che tra F1 e FE ha fatto solo danni, contando anche l’ipocrisia del crashgate) e Bruno Senna (dove è finito?) hai pienamente ragione.
                              Infatti non ho detto che Verstappen è "raccomandato", ho detto che è "privilegiato"

                              Anche essere "soltanto ricchi" è un privilegio (come dimostra Stroll, che sta in F1 solo perché il babbo miliardario si è comprato la scuderia e l'ha fatto diventare primo pilota).
                              Che oltretutto fosse già inserito nell'ambiente, è un ulteriore vantaggio.
                              Concordiamo entrambi che abbia comunque dimostrato un talento all'altezza della fortuna che ha avuto, ma rimane il fatto che partiva appunto da una condizione privilegiata.

                              Per questo ho poi fatto anche l'esempio di Mainetti: mi risulta che la sua famiglia non si occupi di cinema, ma indubbiamente il fatto di essere dei milionari con le mani in pasta ovunque l'avrà avvantaggiato.
                              Poi, facendo un film valido come Jeeg Robot, ha dato prova del suo talento, e quindi va bene così. Ma non si può negare che, per il solo fatto di essere nato in quella famiglia, abbia avuto delle occasioni che le persone comuni non hanno.

                              E' questo il punto su cui mi sto scontrando con Naihir : non c'entra niente se la famiglia di Castellitto l'ha viziato o l'ha cresciuto tipo Tana delle Tigri, c'entra il fatto che solo per essere il figlio di Castellitto e della Mazzantini ha avuto delle possibilità che altri, altrettanto talentuosi ma non altrettanto ben ammanicati, non hanno avuto.

                              E quindi, alla luce del fatto che ha ottenuto ruoli da attore nei film del padre, che è stato preso per fare Totti (pur non assomigliandogli manco per sbaglio) in una serie Sky, che sia uno dei protagonisti nell'atteso film del succitato Mainetti, e che per la sua opera prima da regista (senza aver mai diretto neanche il filmino del battesimo di suo cugino) una produzione di prima fascia gli ha messo a disposizione un budget di 2 milioni, il fatto che dica "Non mi sono mai sentito privilegiato" e "Mi hanno sempre detto che le cose avrei dovuto conquistarmele" fa ridere e gli fa perdere credibilità.

                              E con questo la chiudo qui, che quel che dovevo dire l'ho detto (finendo anche per ripetermi, nonostante mi sembrasse di essere stata abbastanza chiara) e anzi l'ho durata pure troppo

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                              • comunque tanto per la cronaca, criticare il me too non è di destra

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