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Il cinema italiano di oggi: pregi e difetti

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  • Interessante intervista risalente a settembre 2021.

    Spesso nel leggere vostre interviste, noto che fate nomi di registi che stanno per esordire e che vi piacciono o di persone che forse potranno esordire e che a modo vostro sponsorizzate, fate un gran lavoro di promozione di giovani talenti che vi piacciono. Avete pensato a iniziare a produrre pure?

    D: “Sì, decisamente sì. Il tempo è il problema, appena finito Favolacce eravamo ad un passo dal fare la nostra casa di produzione e ci siamo fermati perché ci vorrebbe una tripla vita. Non avendo una casa di produzione ora il meglio che possiamo fare quando notiamo qualcuno che ci appare valido è portarlo dal nostro agente Jean Paul Bosco. È successo con Alain Parroni e Simone Bozzelli che esordiranno quest’anno, ma è successo anche con un altro ragazzo, Secco Trash, che farà un film quest’anno scritto da noi per lui a partire da un suo soggetto. Si intitola Bassifondi.
    Queste persone spesso ce le mettiamo sul set per respirare il tanfo dell’adolescenza, anche di quell’irruenza così creativa e maleducata che è necessaria nel cinema.
    Io ‘sta società di produzione la vorrei aprì ma voglio pure avere lo spazio per vivere, per stare con il mio cane o con la mia compagna, il mondo del cinema italiano è molto richiedente ha bisogno di grande energia, la bulimia creativa che abbiamo riuscivamo a farla entrare nella nostra dieta emotiva ma metterci poi un carico importante come quello della produzione è troppo. Meglio non essere produttore che essere un produttore che fa danni”.

    È parte di un rapporto unico che avete con il pubblico, so anche che siete tra i pochissimi registi italiani affermati che rispondono a tutti quelli che gli scrivono.

    F: “Io rispondo a tutti, anche a quelli che ti finiscono nelle richieste in attesa, se loro impiegano tempo per scrivermi io lo impiego a rispondere. Leggo tutti i commenti, anche se non è facile. Ci siamo passati e lo sappiamo che se vuoi debuttare provi a far leggere quel che hai scritto a chi stimi, ma poi pochi le leggono davvero. Io più che leggere una roba che arriva dalla nostra agenzia leggo quello che mi mandano altri ragazzi e non è che sono spietato, sono realistico, non voglio dire: “Ah carino, vai avanti”, sono critico come sarei critico con un copione di un amico vero. Cerco di comportarmi come avrei voluto che sì fossero comportati con me i grandi registi che ammiravo”.

    So da vari racconti di amici e colleghi che siete pure duri sui social…

    D: “Io i social non ce li ho e quindi non so manco di che stiamo parlando ma se posso dare un consiglio a mio fratello è di levarsi anche lui dai social”.

    F: “Ma a me non mi importa dell’apparenza, non voglio sacrificare una cosa così importante come aiutare un ragazzo. I maleducati però sono un’altra cosa. Il fatto che stai sui social non è che ti dà la possibilità di insultare, come non bisognerebbe insultare in un qualsiasi contesto pubblico, credo sia la normalità dei fatti. Guarda caso non mi è mai capitato che qualcuno faccia a faccia fosse offensivo, anche nel muovere critiche ai film. Io lo so bene poi che se rispondo l’errore è sempre mio eh, ma online esistono toni che nella vita vera nessuno si permette, e questo è universale, non solo in ambito artistico: se in una pizzeria non ti piace la pizza che ti hanno servito puoi farlo presente, ma non diresti mai ‘senti idiota la tua pizza è ignobile, fa vomitare come il tuo schifo di locale’”.

    D: “Alle volte penso che rappresentiamo un oggetto spurio, come se fossimo i simulacri di parte del pubblico, un simulacro che sta lì e fa film. La maniera polverosa e terra terra in cui parliamo dà l’idea che il cinema è raggiungibile rapidamente e senza grandi sforzi (idea confusa e non vera) e che quella casella l’abbiamo occupata noi e quindi non la possono occupare altri. Questo sento nell’aria. Io non sto sui social perché penso che ognuno possa elogiarci o romperci le palle ma non voglio saperlo. Temo che saperlo poi mi faccia diventare quello che odiamo, quelli che si siedono e non se ne vanno per 40 anni. Vorrei sempre sentirmi scomodo come se il film che sto facendo sia l’unico che ci faranno fare, sentirmi sempre un po’ come io e mio fratello contro il mondo con l’esigenza di proteggere il film e quindi dargli subito l’impronta nostra più forte possibile, perché non ce ne faranno fare mai più.
    Io amo i critici e adoro leggere le recensioni ma non vado a leggermi le critiche dei miei film per questa ragione”.
    All'uscita in sala America Latina i fratelli D'Innocenzo riflettono, ci spiegano come lo hanno realizzato e cosa vogliono fare adesso

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    • Ma infatti che i suoi film fanno cagare non è che uno glielo dice in faccia, che nei social vorrebbe dire andare a scriverglielo a caso sul suo profilo, è lui che si va a cercare quello che le persone scrivono nei loro profili o in un forum.
      Quindi l'esempio della pizza non c'entra nulla. Io non dico al cameriere o al pizzaiolo che una pizza fa cagare ma ai miei amici e nel mio profilo che ho mangiato una pizza he faceva cagare lo scrivo.
      Poi vabè paragonare i film alle pizze già è una cosa che di base non ha senso per analizzare la situazione. Creare una opera artistica non è seguire una ricetta ma un'altra roba, la contestazione anche forte è vitale perché una opera artistica può rappresentare anche una ideologia, il riflesso di un sistema a cui ci si vuole contrapporre. Una pizza è solo una pizza.

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      • E quindi Beppe Grillo, Lawrence Fishburne o Steven Spielberg che mettono una pizza in forno coi loro figli non è moralmente uguale di tre genitori che guardano i(l) video porno di/con i loro figli .
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • Quindi per i figli di Lawrence Fishburne che fanno un porno non è moralmente giusto mettere una pizza dentro Beppe Grillo?
          Ultima modifica di MrCarrey; 11 gennaio 22, 15:16.

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          • Dipende se stuzzica, se brematura anche.

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            • Il tema della discussione è la libertà di espressione che ti permetti online commisurata a quella che ti prenderesti in presenza, live.
              Dato che online Vi sentite obbligati ad apparire brillanti e scafatissimi sulle questioni di sesso , rimane da sondare quanto lo siete altrettanto offline.

              Ci fecero una trascurabile commediola per altro critici e spettatori tutti sessuofobici dunque?):
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              Vedo comunque che mille puntate di "Forum" non sono passate invano.
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • So che stanno investendo molti mezzi e denaro per promuovere il nuovo film dei gemelli italici. E se questa pagliacciata atomica fosse un riflesso di tale strategia di marketing virale? Perché se così non fosse è davvero una tristezza infinita...

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                • Originariamente inviato da alonzo harris Visualizza il messaggio
                  So che stanno investendo molti mezzi e denaro per promuovere il nuovo film dei gemelli italici. E se questa pagliacciata atomica fosse un riflesso di tale strategia di marketing virale? Perché se così non fosse è davvero una tristezza infinita...
                  Cioè , delle due l'una : o lo vogliono lanciare come il Vip che fa' dichiarazioni divisive , buca il suo ambito di appartenenza (il cinema) e viene dato a conoscere presso numeri vasti di "opinione pubblica" tramite i Dagospia, i Giletti ed i Porro; oppure rimane nel suo e dunque il suo target sei Tu e Noi.

                  Si finisce sempre ad elevare ad ente morale influente un qualche Vip economicamente forte, e tuttavia i soldi non bastano...Troverete sempre un petroliere arabo che ha più soldi di loro (...Vip nostrani) per comperare gioielli, vestiti, od alberghi di lusso veneziani; ma non vi sentirete MAI di eleggere un Al-Waleed bin Talal come VOSTRO influencer di riferimento. Andrete ancora a rifugiarvi negli imput culturali che sono caricati nel vostro bagaglio culturale fin da bambini , segnatamente il campanilismo e la religione cattolica. E amen.
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  • La cosa triste è che a Noi, di LUi, non c'è né può fregar di meno. È lui che sembra molto più interessato/ossessionato di sapere cosa pensano gli altri, il disperato bisogno di essere accettato e applaudito, l'insicurezza celata da spavalderia. Uno che se ne esce con certe frasi becere da "bimbominkia", al di là di tutto, personalmente faccio molta fatica a rendermelo credibile come autore interessante.
                    Mi sovviene quindi che uno cosi, senza il fratello, non sarebbe nulla nemmeno professionalmente (almeno in quest'ambito).

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                    • Capisco il punto di vista.
                      invece io non sono così drastico. Si può essere molto competenti ma anche poco professionali allo stesso tempo. Le frasi da bimbominchia non lo rendono necessariamente poco interessante o incompetente (ovviamente secondo me).
                      personalmente mi è umanamente scaduto un po’ (a parte che ho sempre pensato che questa mania di rispondere sui social l’ho sempre trovata provinciale) ma ciò non significa che non abbia idee cinematografiche interessanti. Favolacce mi è piaciuto e continua a piacermi. Poi che non mi siano piaciute le sparate su Instagram è un’altra storia

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                      • Al di là del comportamento sbagliatissimo, la cosa che colpisce è un'altra. Questi fanno un film - America Latina - in cui dicono di parlare del maschio italiano, del fatto che il femminile ci salverà, etc etc e poi insultano la gente scrivendo "frocio de merda" Poi vabbè, sbaglio a parlarne al plurale, alla fine quello che ha sbagliato è stato Fabio, magari Damiano è davvero un pezzo di pane.
                        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                        • Si è allontanato dai social per le medesime ragioni tempo fa.

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                          • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                            Al di là del comportamento sbagliatissimo, la cosa che colpisce è un'altra. Questi fanno un film - America Latina - in cui dicono di parlare del maschio italiano, del fatto che il femminile ci salverà, etc etc e poi insultano la gente scrivendo "frocio de merda" Poi vabbè, sbaglio a parlarne al plurale, alla fine quello che ha sbagliato è stato Fabio, magari Damiano è davvero un pezzo di pane.
                            Beh insomma, non sarebbe certo il primo caso di un artista che mostra incoerenza tra quello che fa come artista e come si comporta da essere umano.

                            Sono d'accordo con mr.fred che, per quanto "divertenti", queste dinamiche non vanno molto al di là del folklore e il valore di un film non dipende dalla più o meno presunta simpatia o coerenza del regista che il film li dirige.

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                            • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio

                              Beh insomma, non sarebbe certo il primo caso di un artista che mostra incoerenza tra quello che fa come artista e come si comporta da essere umano.

                              Sono d'accordo con mr.fred che, per quanto "divertenti", queste dinamiche non vanno molto al di là del folklore e il valore di un film non dipende dalla più o meno presunta simpatia o coerenza del regista che il film li dirige.
                              Un artista si giudica dalle opere che realizza, un uomo da come si comporta. In questo caso stiamo "criticando" l'uomo, poi se dovesse fare un bel film tanto di cappello. Per adesso, parlando personalmente, trovo sia La terra dell'abbastanza che Favolacce due film sufficienti e nulla più.
                              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                                Al di là del comportamento sbagliatissimo, la cosa che colpisce è un'altra. Questi fanno un film - America Latina - in cui dicono di parlare del maschio italiano, del fatto che il femminile ci salverà
                                questo roba piace ai critici, fare il film femminista è la moda corrente

                                comunque quello che sorprende sono quelle risposte di bassa lega, se proprio vuoi rispondere agli haters fallo almeno con classe, risposte anche dure ma di un certo livello

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