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Cinema di Fantascienza

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  • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    azz, speravo in un commento meno direttamente fiducioso in Nolan Jr. alché io avrei dovuto ricordarti di PoI e tu mi avresti detto che non è una sicurezza e non è la stessa cosa perché la Fondazione è tutt'altra roba e quindi si rischia qualcosa alla Interstellar "copione originale" asd
    Tutto ciò mi era sovvenuto. Poi però ho pensato che Interstellar copione originale è, per l'appunto, originale.
    Qui non si deve inventare niente, deve saper cogliere ciò che serve tenere e ciò che bisogna scartare. Soprattutto non deve aggiungere niente (sennò schiaffi). In queste cose ho fiducia che Nolanino se la caverà bene. asd

    --- Aggiornamento ---

    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    non vorrei smorzare, ma se non sbaglio i diritti dei due cicli erano divisi tra due case differenti. era una cosa di cui mi ero lamentato tempo fa quando se ne era discusso
    Lo so, ma io ci credo lo stesso (perchè appunto, che senso ha voler adattare le 7 fondazioni senza qualcosa di così importante? Tutto il settimo libro perde senso!)

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    • Visto zardoz...a parte constatare che a quei tempi girava roba molto più genuina di oggi devo dire che mi è abbastanza piaciuto, boorman e' un gran bravo regista in questo ambito.

      "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

      "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


      ~FREE BIRD~

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      • Dopo Interstellar mi è venuta troppa fame di viaggi nello spazio al cinema :afrrraid:

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        • Quindi più o meno riuscito di Looper?

          Letterboxd

          Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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          • xD
            Perché per me in Looper la fantascienza è raccontata in modo talmente personale da sembrare originale. Salvo perdere un po' troppo la bussola nel finale volendo raccontare anche ciò che esula dalla fantascienza.
            Mi chiedevo se Predestination fosse quindi più coerente dall'inizio alla fine. Ma era solo una curiosità, ha la mia attenzione

            Letterboxd

            Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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            • Bene bene, allora vedrò di recuperare prima anche i precedenti

              Letterboxd

              Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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              • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                i precedenti degli Spierig? guarda, recupera solo Daybreakers
                Daybreakers ce l' ho in Bluray davvero un filmone !! non è molto conosciuto ma a me piace un sacco !!
                Tv 3D : Plasma LG full-hd 3D 60" videoproiettore 3D : Optoma HD 300x telo con cornice in velluto da 118" sintoamplificatore : Onkyo TX-NR626 7.2 da 1.120 WATT, casse front : DYNAVOICE MAGIC F-7 EX, centrale : DYNAVOICE MAGIC C-4 EX, surround : DYNAVOICE MAGIC S-4 EX subwoofer : DYNAVOICE MAGIC SUB-8

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                • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                  Predestination

                  tornano i fratelli Spierig che stavolta s'immergono completamente nella fantascienza (già presente in varie misure nei loro due precedenti ma sempre fusa con l'horror), prendono un racconto breve di Heinlein e tirano fuori un piccolo, grazioso film sui viaggi nel tempo.

                  per alcuni versi potrebbe richiamare Looper (viaggi nel tempo, organizzazione, tinte noir/hard boiled, paradossi, low budget, persino per un particolare trucco prostetico), ma è un caso a sé. non ci si lasci ingannare dal trailer: non è un film di fanta azione, è una storia interamente incentrata sul personaggio e sul meccanismo del paradosso, ricca di atmosfere retrofuturistiche e dialoghi.
                  il trucco (che i più avezzi sveleranno ben prima della fine, ma che resta ben congegnato) è sicuramente una variante interessante (un po' forzata, forse a rischio ridicolo, ma giustificata) del concetto di loop temporale (tanto che stavolta mi è pure piaciuto senza troppe riserve)

                  gli Spierig migliorano notevolmente ad ogni film, quas riescono a creare un buon equilibrio tra la loro matrice b-movie e uno stile più elegante.
                  caratteristica che sarà sicuramente utile nel loro prossimo film, un horror per la Hammer basato su questo: http://deadline.com/2014/07/comic-co...hester-809110/


                  visto un pò di materiale, lo metto sicuramente tra i prossimi da recuperare...

                  "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                  "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                  ~FREE BIRD~

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                  • Copio incollo due mini recensioni su due film di fantascienza anni 50, già postate nel topic dei mostri vintage:

                    invasione degli ultracorpi
                    Datato. Datato non l'intreccio, che prende e anzi ricalca meccanismi ancora oggi attuali, come l'uomo non creduto che inizia a raccontare la sua storia, per intenderci come farà Sam Neil anni dopo nel seme della follia. Recitazione molto sopra le righe, ai limiti del cinema muto in alcuni casi. Datato nel modo con cui viene descritta la società, con donnine tremolanti e dalla vocina isterica in alcuni casi, vittime della paura e pronte a gettarsi tra le braccia di un uomo che le protegga. Datato nella sua paura del diverso, al punto che il protagonista risulta disgustato all'idea di una società di "tutti uguali". Una critica non troppo velata alla paura comunista e al maccartismo, in cui la paura per il "doppio" diventa metafora er la paura per chi si è "venduto" alla russia. Curioso come coloro che poi estimeranno tale tipo di cinema (Dante e Burton ad esempio) finiranno poi per riprenderne i temi ma per ribaltarni, addando, come faceva la Universal, ad abbracciare proprio il diverso. Cioè se Dante o Burton ne facesse un remake attuale, lo farebbe dando ragione all'alieno, prendendo il suo punto di vista. Numerose le incongruenze, con bacceloni (intesi proprio come le capsule, i fagioloni) palesemente di cartapesta (vbbè ma in tali film è normale) ma che vengono trattati dagli attori senza nessuna sospensione dell'incredulità...al punto che ne viene sollevato uno con una mano senza tener conto di quello che dovrebbe essere il suo ipotetico peso, o in cui viene preso un baccellone da un estremo e questo non si affloscia minimamente, come fosse tutto rigido. Ma il regista questi attori non li poteva dirigere meglio? La meccanica dei baccelloni poi non si capisce....in teoria generano un corpo identico a quello della vittima da sostituire, in sostanza però gli uomini che si addormentano si risvegliano con una mentalità cambiata (ma mantenendo il loro stesso corpo, non so se mi spiego). Quindi l'altro corpo, quello generato dal baccellone, ma a che serviva?
                    Belle le scene di massa, in cui si nota un forte dispiego di comparse. Ma nessuno pare credere seriamente a ciò che recita, come se stessero tutti lì pensando "ok, facciamo sta pagliacciata di serie B e portiamo il pane a casa". L'attore protagonista verso la fine sbrocca completamente (a livello di recitazione intendo) e ammucchia illogicità su illogicità nel suo comportamento.
                    Spoiler!




                    Cmq ringrazio Rai 4, che insieme a rai movie è l'unico motivo (al di là dell'obbligo di legge) per cui pago volentieri il canone rai. Dovrò fare dei sentiti ringraziamenti alla loro pagina web, per avermi permesso di recuperare certe "chicche".

                    p.s. consiglio agli appassionati la ben riuscita parodia del film all'interno di Totò sulla luna. Steno, come regista, è sempre sinonimo di cura dei dettagli e di qualità e, per quanto la sua prolificità lo riducesse a ricorrere a trovate umoristiche spesso vecchie persino per i suoi tempi, la parodia dell'invasione degli ultracorpi è un modo efficacie per imbastire la solita sottotrama dello scambio di sosia nel secondo tempo del film.

                    --- Aggiornamento ---

                    Tarantula
                    film che ha ancora di piu un suo perchè se siete araconofobici come il sottoscritto. Per quanto i fotomontaggi e i modellini siano chiari, vedere l'aracnide all'esterno del deserto che "osserva" la città, fa ancora un certo effetto. Cos'è che rende tale immagine diversa, e quindi terrificante, rispetto a un epigono come king kong o godzilla? Semplice, il silenzio. Il film funzionam eglio nelle scene mute, quando registra i movimenti sgraziati eppure ipnotici nella sua ripetitiva meccanica ondulatoria e basculante, come appunto il pendolo di un ipnotista, meccanica tipica dell'animale in questione e affibiatagli da madre natura. Meccanica copiatissima, al punto da essere ripresa da un gollum o da film come l'esorcista, applicata a questioni diverse. Quell'andatura, tipica del ragno, che solo il grande danny elfman è riuscito a convertire in una partitura musicale per il primo spiderman (riascoltatela e non ditemi che non pensate a un ragno che prima scende dalla tella e poi zampetta qua e là), che è uno degli elementi che hanno contribuito a mantenere il senso di inquietudine di tale animale. Il silenzio, dicevo, è la chiave. Il ragno, non quello predatore certo ma quello tessitore invece si, è un animale silenzioso, paziente, che si ferma nella tela e osserva. Cosa pensa un ragno in quei lunghi interminabili giorni passati da solo nella tela in attesa di una vittima? Si diceva a proposito del cinema comico che Hardy era leggittimato a guardare in camera durante le gag di stanlio, in quanto in tal modo cercava comprensione nel pubblico, come a dire "ma guardate voi con chi me la faccio". Tuttavia il silenzio, diceva non ricordo quale critico, portava lo spettatore a identificarsi totalmente conn Hardy e ad attribuirgli temporaneamente i propri pensieri. Ecco c'è un momento in Tarantula, in cui il ragno, gigantesco, fissa dal deserto la città. In silenzio. Niente colonna sonora, niente versacci da mostro di serie B. Osserva. Cosa osserva? una realtà che non riconosce a causa delle sue nuove dimensioni? Ha consapevolezza della sua nuova diversità? è puro istinto e osserva il suo nuovo luogo di caccia? Sta lì, fermo, in silenzio, e non capendo le sue intenzioni, ci fa paura. Poi si muove, avanza verso di noi, sgraziato, ondeggiante. Ipnotico.
                    Per il resto è un monstermovie da manuale: cittadina americana, american way of life del protagonita, strani incidenti, intervista allo scienziato di turno, scoperta che gli incidenti sono opera del mostro (che se sono così grandi io mi chiedo perchè ogni volta ci voglia mezzo primo tempo a trovarli o a rendersi conto della loro esistenza), attacco alla città, scontro finale. Si dice che il pilota di aereo che uccide il mostro, e che ha il volto nascosto dalla maschera da pilota, sia in realtà Clint Eastwood prima della fama. Buona la cura dei dialoghi, in cui ad esempio segnalo qualche battuta affidata a un entomologo, il quale espone con placida calma, e quasi con ammirazione, le subdole tecniche di caccia degli aracnidi, al punto che uno dei personaggi esclama "parla di certe cose quasi come se ammirasse la loro crudeltà", "oh no, semplicemente li accetto, come accetto tante cose che la natura ha scelto di creare e che non sta a me giudicare". Sono piccoli dialoghi come questo, a rendere valido un film come tanti, appartente a un filone che sarebbe degenerato prestissimo e che sarebbe arrivato al punto da riempire le serate estive di canale 5 con filmacci televisivi.
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • Un film che potrebbe essere interessante.

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                      • Interessante articolo:

                        http://unknowntomillions.blogspot.de...u-zombies.html
                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                        • altro interessante articolo:

                          http://www.i400calci.com/2014/12/gab...-suo-automata/

                          --- Aggiornamento ---

                          Ho visto Metropolis di Lang:

                          considerazioni,

                          allora io di film muti ne ho visti un tot, specie per studiare l'umorismo slapstck. Alcune, come ad esempio l'uomo che ride di Dini o il pensionante di Hitchcock sono straordinari nella loro modernità. Questo di Lang è invecchiato benissimo in tante cose: messaggio sociale, effetti speciali, scene di massa, scenogirafia, fotografia, sceneggiatura. Pecca in un'unica cosa. Un'unica cosa molto importante. La recitazione. Come detto nel famoso film "cantando sotto la pioggia", gli attori del muto tendevano a fare le facciette. Ma non tutti. Nei film di Chaplin ad esempio questo non accadeva (luci della città ad esempio...lì sono misuratissimi). Qui uno entra in un mondo fantastico, angosciante, silenzioso, magico...poi l'attore fa una faccietta guardando in camera, e ti rovina tutto, ti ricordi che stai guardando un film. In alcune scene si raggiungie il ridicolo involontario, ossia quando il robot-Maria si esibisce al night.....non bastano gli occhi spiritati (ottimo il make up) o il fatto che noi abbiamo visto la trasformazione e il rapimento del robot....no, ogni volta tale personaggio entra in scena, tocca farle strizzare gli occhi, agitare il collo tipo gallina, e farla muovere a scatti. Troppo, sinceramente. Dicevo la scena nel night...è involontaramente ridicola, con lei che sculetta in maniera meccanica e balla in maniera sgraziata e il pubblico che se la divora con gli occhi e dà di matto! (bella però la scena con i mille occhi che si sovrappongono). Per il resto tutte le scene in fabbrica, con le file di operai entranti e uscenti, la citazione ai Moloch di Wells, il macchinario orologio....tutto funziona ancora alla grande. Bellissimo e inquietante l'automa femminile prima della trasformazione, e la sua trasformazione, appunto.
                          Finale intelligente, che mostra come l'anarchia pura e fine a se stessa sia distruttiva, ma fin troppo conciliante. Lang all'epoca era molto speranzoso.
                          p.s. è una mia impressione o i titoli di testa di Futurama citano esplicitamente questo film?
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                          • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                            :seseh:

                            Ho visto Metropolis di Lang
                            Bravo ragazzo

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                            • Originariamente inviato da PaulSacz Visualizza il messaggio
                              Bravo ragazzo
                              ne vogliamo parlare?

                              p.s. ma mi pare che la frase che hai come firma non venga detta nel film...mi sbaglio io?
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                altro interessante articolo:

                                http://www.i400calci.com/2014/12/gab...-suo-automata/

                                --- Aggiornamento ---

                                Ho visto Metropolis di Lang:

                                considerazioni,

                                allora io di film muti ne ho visti un tot, specie per studiare l'umorismo slapstck. Alcune, come ad esempio l'uomo che ride di Dini o il pensionante di Hitchcock sono straordinari nella loro modernità. Questo di Lang è invecchiato benissimo in tante cose: messaggio sociale, effetti speciali, scene di massa, scenogirafia, fotografia, sceneggiatura. Pecca in un'unica cosa. Un'unica cosa molto importante. La recitazione. Come detto nel famoso film "cantando sotto la pioggia", gli attori del muto tendevano a fare le facciette. Ma non tutti. Nei film di Chaplin ad esempio questo non accadeva (luci della città ad esempio...lì sono misuratissimi). Qui uno entra in un mondo fantastico, angosciante, silenzioso, magico...poi l'attore fa una faccietta guardando in camera, e ti rovina tutto, ti ricordi che stai guardando un film. In alcune scene si raggiungie il ridicolo involontario, ossia quando il robot-Maria si esibisce al night.....non bastano gli occhi spiritati (ottimo il make up) o il fatto che noi abbiamo visto la trasformazione e il rapimento del robot....no, ogni volta tale personaggio entra in scena, tocca farle strizzare gli occhi, agitare il collo tipo gallina, e farla muovere a scatti. Troppo, sinceramente. Dicevo la scena nel night...è involontaramente ridicola, con lei che sculetta in maniera meccanica e balla in maniera sgraziata e il pubblico che se la divora con gli occhi e dà di matto! (bella però la scena con i mille occhi che si sovrappongono). Per il resto tutte le scene in fabbrica, con le file di operai entranti e uscenti, la citazione ai Moloch di Wells, il macchinario orologio....tutto funziona ancora alla grande. Bellissimo e inquietante l'automa femminile prima della trasformazione, e la sua trasformazione, appunto.
                                Finale intelligente, che mostra come l'anarchia pura e fine a se stessa sia distruttiva, ma fin troppo conciliante. Lang all'epoca era molto speranzoso.
                                p.s. è una mia impressione o i titoli di testa di Futurama citano esplicitamente questo film?
                                Più che Lang era la moglie che era parecchio naif politicamente, infatti si fece infinocchiare e diventò nazista, Lang stesso non ha mai gradito del tutto quel finale alla volemosene bene.
                                "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                                "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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