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Diabolik - Manetti Bros.

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  • Cioè quanto Il Primo Re e Il Racconto dei Racconti.

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    • per me uno dei due sarà un flop, e credo sarà freak out

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      • Medeis

        Spezza lance per chi ti pare, però un Guido Chiesa non lo affosserei , almeno per "IL Caso Martello", che lambiva la Resistenza e insieme lo "yuppismo" in un'opera prima low budget.
        E poi "Lavorare con lentezza", che era pop (Radio Alice!), film di costume , ed aveva un protagonista con velleità di disegnatore di fumetti che entrava/usciva dai tombini per lavorare ad una rapina!
        Claudia Pandolfi uno spettacolo , sebbene e giustamente meno "sofisticata" di una Eva Kant.
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • vero, peccato però sia finito a dirigere Classe Z

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          • Ho letto ora che la colonna sonora è composta da Pivio e Aldo De Scalzi, molto bene.

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            • Originariamente inviato da nite owl Visualizza il messaggio
              A me i Manetti vanno benissimo quando non fanno musical neomelodici, però mi auguro di tutto cuore che con un budget molto più alto a disposizione possano avere anche una migliore fotografia e, soprattutto, possano evitare di far ballare troppo la mdp.
              Perché un film di Diabolik con la regia di Ammore e malavita non si può vedere
              In un'intervista recente i Manetti hanno dicharato che in Diabolik non hanno quasi mai utilizzato la camera a mano.



              Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
              avevano anche fatto una serie animata quando ero frugoletto
              Che non c'entrava assolutamente nulla con il fumetto, era decente dal punto di vista dell'animazione (il classico e onesto cartone anni '90 in stile americano), ma la storia era quanto di più lontano da Diabolik e il personaggo di Diabolik era parecchio snaturarato.

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              • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                Vorrei spezzare una lancia in favore dei Manetti bros, incomprensibilmente dileggiati oltremisura qui dentro, quando in altri tempi avrebbero fatto tranquillamente la carriera di un Lenzi o di un De Martino, ma senza problemi proprio. Anzi, visto che se non rammento male qui ci sono almeno un paio di utenti che vorrebbero fare i registi, quando esordirete - cosa che vi auguro di cuore - probabilmente non avrete a che fare con grossi budget e star a meno di agganci e clamorosi calci in culo, per cui se ne avete la possibilità vi consiglio caldamente di andare su un loro set, perché in Italia sono probabilmente i migliori a fare film con zero euri. Ho l'impressione che molti di voi abbiano un metro di giudizio tarato su film dai 100 milioni di dollari in su, ma è impossibile applicare tale metro a film underground come sono stati Piano 17 o L'arrivo di Wang, che anzi brillano proprio per le idee che mettono in campo, al netto di tutti i problemi derivanti dalla mancanza di denaro, e in generale dalle condizioni produttive di una non industria come quella italiana odierna.
                generalmente sono d'accordo con te ma non molto stavolta

                ad esempio penso che i registi che hai citato (Lenzi, De Martino), ma anche altri tra quelli che furono iper-attivi nel periodo "magico" del nostro cinema di genere, siano parecchio avanti rispetto ai Manetti bros, che io reputo registi volenterosi, energici, anche simpatici ma decisamente troppo grevi e trash. Poi gli ultimi due film "neomelodici" che hanno fatto hanno definitivamente "ucciso" ogni possibilità di rivalutazione ai miei occhi. La loro maggiore abilità sta nella capacità (tra l'altro intrinsecamente italiana) di arrangiarsi, di fare film con pochissimi mezzi, hanno anche qualche idea decente ma poi tutto viene sommerso da troppo kitsch. E non si tratta (non nel mio caso, almeno) di essere abituati ai budget da 100 milioni in su, si tratta proprio di un cinema che a me pare dozzinale, nonostante la simpatia e la buona volontà. Ma non tutte le colpe sono dei Manetti. La radice del problema è che il nostro cinema di genere è praticamente morto e sepolto da tempo, è stato sfruttato fino all'osso ai tempi, ormai non incassa più, non interessa più a nessuno, i nostri produttori non ci vogliono investire un euro, nessuno vuole più assumersi dei rischi, tutto è andato in malora e da tempo. E le rare eccezioni occasionali non incoraggiano una rinascita del "movimento".

                Adesso, con questo Diabolik, pare che i Manetti siano riusciti ad ottenere un grosso budget per gli standard italiani, non so come hanno fatto ma non posso che rallegrarmene. Adoro il cinema di genere e, con quello nostrano, ci sono pure cresciuto, penso di averli visti "tutti" quei film, in un modo o nell'altro. Quindi, anche se resto scettico sulla riuscita di Diabolik (per i motivi che ho detto prima), mi auguro di sbagliare e di essere smentito. La cosa mi rallegrerebbe perchè, sotto sotto, covo sempre la labile speranza utopica di un "revival" (anche piccolo, parziale) di quel periodo.

                Dubito che possa accadere e che lo possano fare i Manetti. Ma sarei felice di essere smentito dai fatti.
                Ultima modifica di David.Bowman; 28 giugno 20, 22:52.
                "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                Votazione Registi: link

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                • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
                  generalmente sono d'accordo con te ma non molto stavolta

                  ad esempio penso che i registi che hai citato (Lenzi, De Martino), ma anche altri tra quelli che furono iper-attivi nel periodo "magico" del nostro cinema di genere, siano parecchio avanti rispetto ai Manetti bros, che io reputo registi volenterosi, energici, anche simpatici ma decisamente troppo grevi e trash. Poi gli ultimi due film "neomelodici" che hanno fatto hanno definitivamente "ucciso" ogni possibilità di rivalutazione ai miei occhi. La loro maggiore abilità sta nella capacità (tra l'altro intrinsecamente italiana) di arrangiarsi, di fare film con pochissimi mezzi, hanno anche qualche idea decente ma poi tutto viene sommerso da troppo kitsch. E non si tratta (non nel mio caso, almeno) di essere abituati ai budget da 100 milioni in su, si tratta proprio di un cinema che a me pare dozzinale, nonostante la simpatia e la buona volontà. Ma non tutte le colpe sono dei Manetti. La radice del problema è che il nostro cinema di genere è praticamente morto e sepolto da tempo, è stato sfruttato fino all'osso ai tempi, ormai non incassa più, non interessa più a nessuno, i nostri produttori non ci vogliono investire un euro, nessuno vuole più assumersi dei rischi, tutto è andato in malora e da tempo. E le rare eccezioni occasionali non incoraggiano una rinascita del "movimento".

                  Adesso, con questo Diabolik, pare che i Manetti siano riusciti ad ottenere un grosso budget per gli standard italiani, non so come hanno fatto ma non posso che rallegrarmene. Adoro il cinema di genere e, con quello nostrano, ci sono pure cresciuto, penso di averli visti "tutti" quei film, in un modo o nell'altro. Quindi, anche se resto scettico sulla riuscita di Diabolik (per i motivi che ho detto prima), mi auguro di sbagliare e di essere smentito. La cosa mi rallegrerebbe perchè, sotto sotto, covo sempre la labile speranza utopica di un "revival" (anche piccolo, parziale) di quel periodo.

                  Dubito che possa accadere e che lo possano fare i Manetti. Ma sarei felice di essere smentito dai fatti.
                  Infatti ho scritto "in altri tempi"

                  Dico semplicemente che se oggi decidono di riesumare il cinema di genere in Italia lo faccia chi almeno ha la passione genuina verso il racconto popolare e dei mezzi adeguati...

                  Poi ne abbiamo già parlato altre volte di quanto io adori il nostro vecchio cinema bis, però non nascondiamoci la verità le robe "grevi e trash" le facevamo anche allora tipo Diabolicamente Letizia, giusto il primo che mi viene in mente... Quando sento dire che Margot Robbie non sa recitare () vorrei far vedere loro Franca Gonella

                  Se i Manetti avessero fatto cinema allora avrebbero fatto la carriera di molti bravi artigiani perché avrebbero avuto i mezzi ma soprattutto una vera industria che sosteneva questo tipo di prodotti,oggi li si sbeffeggia i Manetti ma è gente che predica nel deserto, che gira nell'era del digitale e non in pellicola - differenza non da poco per quanto mi riguarda - che non ha i montatori, gli stuntman, i maestri d'armi e i creatori di effetti visivi di allora, ecc.

                  Poi se il film è una chiavica sarò il primo a dirlo eh, ma vediamo intanto come se la cavano con il primo budget vero, con professionisti (credo) di primo livello prima di trattarli come fossero i primi scappati di casa...

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                  • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                    non nascondiamoci la verità le robe "grevi e trash" le facevamo anche allora tipo Diabolicamente Letizia, giusto il primo che mi viene in mente...
                    il trash era presente praticamente in "tutti" i film di genere italiani, salvo rare eccezioni, ma in livelli e modi diversi chiaramente. Insomma è un po' come per le radiazioni, quando il livello di trash supera una certa soglia (per me accettabile) mi scatta l'allarme. Nei film dei Manetti la lancetta di questo mio ideale contatore sale paurosamente

                    Come ho detto mi stanno anche simpatici ma mi pare che la loro grande passione non sia direttamente proporzionale alle capacità. Su tutto grava l'incognita dei pochi mezzi a disposizione, in che percentuale questo incide sul risultato finale? magari con Diabolik lo vedremo in maniera più chiara.
                    "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                    • Sicuramente contano i soldi, ma direi il contesto produttivo in generale. Ecco il motivo per cui non sono sicuro che siano poi tanto scarsi, registi onorati del nostro fu cinema di genere come Castellari quando sono tornati in anni recenti a fare film hanno partorito risultati infimi. Noi che li abbiamo visti sappiamo che questi vecchi artigiani non sono affatto scarsi, ma all'occhio del profano non si percepisce la differenza coi Manetti. Il beneficio del dubbio mi pare piu che lecito

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                      • Non so se qualcuno aveva già postato la sinossi del film, comunque:

                        La città immaginaria di Clerville, anni ’60. L’infallibile Diabolik, un ladro privo di scrupoli la cui vera identità è sconosciuta, ha inferto un altro colpo alla polizia, scappando di nuovo con la Jaguar E-Type nera. Nel frattempo, c’è una grande attesa in città per l’arrivo di Lady Kant, un’affascinante ereditiera che porterà con sé un famoso diamante rosa. Il gioiello inestimabile non sfugge all’attenzione di Diabolik, che nel tentativo di metterci le mani sopra, rimane incantato dal fascino irresistibile della donna. Ma ora la vita stessa del ladro è in pericolo: il determinato e incorruttibile ispettore Ginko e il suo team hanno finalmente trovato il modo di attirarlo allo scoperto e questa volta Diabolik non sarà in grado di uscirne da solo.
                        Ultima modifica di Darkrain; 30 giugno 20, 18:45.

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                        • Pare pari pari alla Pantera Rosa di Blake Edwards leggendo la sinossi, auto a parte, ma ovviamente non sarà una commedia.
                          Vabbè le storie quelle sono, speriamo che la narrazione sia avvincente con i personaggi che lascino il segno, perchè il soggetto è classicissimo.

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                          • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                            Pare pari pari alla Pantera Rosa di Blake Edwards leggendo la sinossi,
                            La sinossi (diamante rosa etc. etc.) è presa pari pari dal numero 3 di Diabolik (L'arresto di Diabolik) che uscì nel marzo 1963 (10 mesi prima della Pantera Rosa di Edwards), quindi è una pura coincidenza.

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                            • Originariamente inviato da Darkrain Visualizza il messaggio

                              La sinossi (diamante rosa etc. etc.) è presa pari pari dal numero 3 di Diabolik (L'arresto di Diabolik) che uscì nel marzo 1963 (10 mesi prima della Pantera Rosa di Edwards), quindi è una pura coincidenza.
                              Vabbè era per affermare che il soggetto è stra-classico, quindi devono puntare sui personaggi e una narrazione adeguata.

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                              • Scusate ma si sa già chi curerà le musiche? Per me saranno fondamentali per delineare l'ambientazione.

                                Così di primo acchitto mi vengono in mente le colonne sonore dei vecchi film anni '70 poliziotteschi, per un film su Diabolik
                                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                                And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                                That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


                                # I am one with the Force and the Force is with me #

                                -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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