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Il Topic Generico sul Cinema

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  • Comunque, volemosebeene ():


    Enfad .Suvvia Dafne, non farmi la verginella: inculcare nozioni in testa alla gente non è mai (mai) "neutro".Non sei obbligata a leggere il disclaimer come non sei obbligata a spendere 8 euro per una bottiglietta di Coca-cola in P.zza Duomo da Cracco...Però quei prezzi esposti sono lì per dirti che da Cracco sono molto più "centrali" di quei "terroni" della Bovisa; e rispetto alla provincia non parliamone neanche.Di conseguenza e non a caso poi i media vorranno , sul razzismo, sentire Cracco , prima e comunque di uno della Bovisa (compresa la figlia laureata di una mia conoscente, checi paga 600 euro d'affitto e non campa quasi con lo stipendio milanese, pur lavorando in centro per un'azienda Vip nel suo settore).
    Ultima modifica di henry angel; 15 giugno 20, 05:44.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • Mettiamola allora più facile: sono contento di essere cresciuto guardando certi film, leggendo certi libri e ascoltando certa musica senza bisogno di qualcuno che mi dicesse come dovevo leggere e interpretare suddette cose. Ho fatto l'esperienza dopo di che ho approfondito, riflettuto, cercato di capire e ampliare.

      Ad oggi non sappiamo come la piattaforma interverrà, se sarà obbligatorio o facoltativo vedere questa introduzione, per ora sappiamo solo che hanno rimosso un contenuto. E questa cosa ha proprio l'odore stantio di censura, o qualcosa che gli si avvicina moltissimo

      Buon proseguimento

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      • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio

        Non sono d'accordo: la società ha sempre un influsso sull'opera (influsso che può essere più o meno rilevante, più o meno positivo o negativo).
        Comunque confondi la causa e l'effetto: non si sta dicendo che Via col vento è un film razzista perché specchio della società del suo tempo, si sta dicendo che la società del tempo non lo percepiva come razzista perché era razzista a sua volta
        Ce l'ha indubbiamente, l'influsso, ma per l'appunto sempre in una certa misura. Sto semplicemente dicendo che un film è un'opera espressiva e che su questo piano va in primo luogo giudicata, senza fossilizzarsi sull'idea che un prodottone hollywodiano sia in automatico e in toto l'espressione dei valori dominanti della società in cui fu creato.
        Non è del tutto vero che la problematicità del film non venisse percepita. Di certo non tutta la società era cieca a riguardo.
        Vi furono proteste e polemiche già all'epoca, Selznick (che tra l'altro era ebreo) cercò di mitigare e limare certe asperità, si affidò a tre registi diversi che avevano visioni della faccenda in parte distinte, e così via. Ne venne fuori, in altre parole, il classico compromessone hollywoodiano, e qui il punto è: VCV non è mai stato percepito come un film innocente, non siamo certo noi i primi a svegliarci dal torpore.

        P.Almodovar ne disse ciò:
        "[…] Quando uscì, io vivevo nell’Estremadura, a Cáceres, e per gli abitanti di quella regione si trattava semplicemente di un di un film lungo e lento, dicevano: Via col vento è per il culo un tormento. Allora non andai a vederlo. Lo vidi ormai adolescente, ma sotto la nefasta influenza di un compagno che mi convinse che era un film reazionario; a suo parere, non si poteva glorificare il Sud nella sua lotta contro Lincoln.
        Anni dopo, a Madrid, con alcune idee sulla vita e i film molto più chiare, ho potuto finalmente scoprire che mi trovavo davanti a un autentico monumento cinematografico. Mi vergogno della mia prima reazione, ma un adolescente è spesso una persona ridicola.
        "
        Cito non per avallare la sua opinione (ricordavo di averla letta chissà dove e l'ho ritrovata googlando), ma in quanto curiosa testimonianza del fatto che il film fu da sempre criticato in tal senso.

        Sarebbe magari carino - e qui si tratta appunto di giudicare il funzionamento del film in quanto tale - valutare se questo "avallo nostalgico" della mentalità conservatrice sudista, con annesso inevitabile razzismo, sia poi così plateale, ed elementi che lo incrinano ne ho già elencati (una delle scene più emblematiche, ad esempio, è quella in cui Scarlett, che pensa alle cose sue ed è depressa, sale lo scalone nel verso opposto a quello in cui si muovono compagni e compagne, variamente eccitati dalle fanfare belliche), ma mi sono un po' rotto, la mia l'ho detta e vi lascio anch'io.
        Ultima modifica di papermoon; 15 giugno 20, 15:54.

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        • Se la guerra civile l'avesse vinta il Sud (sarebbe bastato resistere a lungo e a quel punto i pacifisti del nord avrebbero chiesto la pace), però ci sarebbe stata sicuramente la schiavitù legalizzata ancora per chissà quanto e bisogna ricordare come fino a metà dell'800' il peso politico degli Stati del Sud era fortissimo nelle elezioni, più di quello del nord dove la schiavitù era per lo più abolita al momento dello scoppio del conflitto.
          Il Sud nella prima parte del conflitto è riuscito a vincere molti scontri perchè aveva molti veterani della guerra messicana combattuta 20 anni prima, che nell'esercito facevano la differenza contro le inesperte forze del nord, inoltre aveva comandanti migliori e più aggressivi, tra cui il miglior comandante della guerra civile americana, il generale Robert Lee che ha sempre umiliato le forze del nord nonostante la netta inferiorità numerica delle sue forze, vinse tutte le battaglie senza mai perdere tranne a Gettysburg e l'ultima.

          Il nord aveva dalla sua però molta più popolazione (con interi reparti formati da uomini di colore), molte più industrie e sopratutto una causa giustificatrice superiore a quella del sud, dove molti soldati non erano affatto proprietari di schiavi, poichè i proprietari terrieri molto spesso pagavano per essere esentati e quindi la sfangavano.
          Quindi nel lungo periodo il Nord ha trionfato sul Sud per tali motivi.
          Ultima modifica di Sensei; 15 giugno 20, 12:33.

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          • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
            E niente, intervengo nel topic solo e soltanto per difendere un cicinin Via Col Vento (film cui, a dirla tutta, sono affezionato per ragioni personali, visto che piaceva tanto a una persona cara) dalle accuse di essere una fiction di canale 5 e di essere così incontrovertibilmente razzista, e mi prendo dell'imbecille per un'innocua battutina colaterale sull'abbattimento del buon vecchio Colosseo.

            Allegria.
            Vabbeh dai, Tom Doniphon è un noto troll, era già stato bannato tempo fa per post simili.

            Comunque, a proposito di "fiction di Canale 5"... effettivamente negli anni '90 ci fu una miniserie-sequel trasmessa proprio da quel canale https://it.wikipedia.org/wiki/Rossel...ie_televisiva

            Non l'avevo vista, ma mi ricordo chiaramente che la fecero.

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            • Originariamente inviato da Lorath Visualizza il messaggio
              Vabbeh dai, Tom Doniphon è un noto troll, era già stato bannato tempo fa per post simili.

              Comunque, a proposito di "fiction di Canale 5"... effettivamente negli anni '90 ci fu una miniserie-sequel trasmessa proprio da quel canale https://it.wikipedia.org/wiki/Rossel...ie_televisiva

              Non l'avevo vista, ma mi ricordo chiaramente che la fecero.
              Non è un troll Tom, ma molte volte parte in quinta e spara una marea di parole forti ai danni dei suoi interlocutori.

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              • La storia dell'America per quanto mi riguarda vive di fortissimi controsensi. Ecco perchè considero pure assurdo semplificare tutto con i soliti discorsi tra il giusto e sbagliato, bianco o nero, bene o male.

                Queste persone sono le stesse che hanno lanciato due bombe contro una popolazione, che hanno venduto armi a capi rivoluzionari che poi sono finiti al governo e che poi loro stessi, una volta stufi han deciso di toglierli da li sopra e fargli una guerra (per i propri interessi). Sono gli stessi che hanno subito un attacco terroristico, ma che il terrorismo lo finanziano, sono gli stessi che si sono fatti la guerra per condannare lo schiavismo e poi nel 2020 si trovano ancora con gli stessi problemi del '65.

                Diciamo che purtroppo il mondo, si è abbastanza americanizzato sul controsenso. Ci si indigna tanto per questioni come queste, ma poi la maggioranza degli indumenti e degli accessori che si consumano e si indossano, magari son fatti da bimbetti schiavizzati in qualche sperduto posto della Cina o della Thailandia. Solo che si fa spallucce e si preferisce pensare che il mondo sia in realtà evoluto o che oggi abbia una moralità più alta per poter giudicare il passato, senza accorgersi che il presente non è che abbia cambiato di tanto il modus operandi, ma l'ha solo spostato in qualche luogo che a nessuno interessa conoscere o esplorare. Nel frattempo però a rimetterci è l'arte, che dovrebbe essere una delle prime cose a non dover subire censure, sfregi o riletture sbagliate senza contesto.

                Per chiudere l'argomento, mi è capitato di trovare per puro caso questo articolo:

                https://www.andreamalabaila.it/2020/...orale-di-oggi/

                e mi trovo completamente d'accordo. sintetizza il mio pensiero sulla questione della morale

                mentre questi due, in generale mi trovano d'accordo sulla questione di preservare l'arte e di capire il contesto.

                https://www.npcmagazine.it/via-col-vento-censura-hbo/

                https://www.ilsecoloxix.it/cultura-e-spettacoli/2020/06/14/news/da-via-col-vento-a-lovecraft-se-il-revisionismo-diventa-censura-e-abbatte-le-piramidi-1.38967032



                disclaimer: ci tengo a precisare che non sono pagine o giornali che seguo e/o leggo. mi è capitato solamente di incappare in questi articoli e di condividerne il contenuto.

                ah.. uno dei due articoli si cita anche "il colosseo" ...spero che nessuno tacci chi ha scritto l'articolo, di essere un ignorante che deve leggere i libri
                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


                # I am one with the Force and the Force is with me #

                -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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                • Prima di lanciarmi aspetterei per vedere che forme assumerà il famoso disclaimer.

                  Al momento m'immagino l'equivalente di un "fumare va venire il cancro ai polmoni", che non cambierà quasi nulla dello stato delle cose ma risulterà un atto tanto dovuto quanto innocuo che si andrà ad aggiungere a quelle che dovrebbero essere le due fondamentali fonti pedagogiche (famiglia e scuola).

                  Comunque è vero che il cinema è una delle poche arti che, per via della sua supposta minor "dignità" storica (per cui, a differenza di altre arti, non viene insegnata quasi mai a scuola se non all'università) e della sua natura di fruzione non museale, non ti arriva con il "libretto di istruzioni" delle guide o dei depliant o dei libri che sei costretto a studiare alla scuola dell'obbligo.
                  Però una contestualizzazione storica di questo tipo da una parte sembra la cosa più vicina a quel sistema, dall'altra parte da presupposti molto diversi, su pressioni diverse e ha un raggio molto più settoriale.

                  Poi magari sbaglio, ma al momento non mi aspetto niente di anche solo lontanamente istruttivo, quanto piuttosto una serie di formule al pari delle già conosciute "in questo film non sono stati maltrattati animali" o "questo film racconta di fatti di pura finzione, blablabla", che andranno appiccicate all'occorrenza per questioni più "legali" e di "quieto vivere" che morali.
                  Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 15 giugno 20, 15:16.
                  Luminous beings are we, not this crude matter.

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                  • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio

                    Non è un troll Tom, ma molte volte parte in quinta e spara una marea di parole forti ai danni dei suoi interlocutori.
                    E non è un comportamento da troll quello?

                    Dai, pure nel topic di No Time To Die l'anno scorso si comportò uguale... comunque mi sbagliavo, non è stato bannato, e non è intervenuto nessuno.

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                    • dai ora non passiamo pure noi da un estremo all'altro.

                      Tom, come si dice dalle mie parti è na grande penna ..solo che ogni tanto je parte la ciavatta

                      Sensei per farti tirare un po' su di morale e per sdrammatizzare, ti dico che nonostante ancora non ti perdono quella pessima recensione su Star Wars dove ti lamentavi del fatto che si sentissero i suoni nello spazio (LOL), per quanto mi riguarda sei anche tu un utente sempre interessante da leggere e che alimenta le discussioni anche in modo costruttivo. quindi vai tranquillo e non farti il sangue amaro per ste sciocchezze, su.

                      Pensa, è la prima volta che in un topic mi trovo in disaccordo con Enfad che è probabilmente il mio utente preferito del forum, ed è stato difficile stare dall'altra parte!
                      "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                      And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                      That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


                      # I am one with the Force and the Force is with me #

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                      • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                        Mettiamola allora più facile: sono contento di essere cresciuto guardando certi film, leggendo certi libri e ascoltando certa musica senza bisogno di qualcuno che mi dicesse come dovevo leggere e interpretare suddette cose. Ho fatto l'esperienza dopo di che ho approfondito, riflettuto, cercato di capire e ampliare.
                        Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                        Per me le due cose vanno a braccetto e come ho detto sopra, mi riesce difficile sapere che esistano persone che non sono realmente in grado di comprendere da sole il contesto di un film del 1939 con una ambientazione del '800. Forse pecco di fiducia verso il genere umano.
                        Credo di non essermi spiegata bene.
                        Conoscere il contesto è quella cosa che ti permette di capire perché, per esempio, prima del 1927 i film fossero muti, o perché prima degli anni '50 la maggior parte dei film fossero in bianco e nero, o perché prima si girassero i film in 4/3 (e perché dalla metà degli anni '50 l'aspect ratio sia cambiato); permette anche di capire perché Biancaneve e i sette nani sia una pietra miliare del cinema d'animazione, o quanto sia stato importante Ejzenstejn per la storia del cinema, o che cos'avessero di innovativo i film della New Hollywood.
                        Senza avere una minima infarinatura sulla società inglese nell'era georgiana non è possibile avere una piena cognizione del comportamento dei personaggi in Orgoglio e pregiudizio (e del perché sia stato un romanzo così importante); senza conoscere il Meresy-beat, il folk-rock, la surf music e il garage rock degli anni '60 non si può capire cos'abbiano avuto di straordinario i Ramones (e senza conoscere i Ramones non si può avere la percezione di quanto siano stati influenti sulla musica successiva); senza conoscere le modalità produttive e gli stilemi del cinema americano classico non è possibile capire cos'abbia Quarto potere di incredibilmente rivoluzionario (e senza aver visto Quarto potere non si può capire pienamente quanto impatto abbia avuto nella storia del cinema successiva); senza conoscere la storia della fantascienza non è possibile comprendere perché Fanteria dello spazio sia un'opera geniale (e senza conoscere Fanteria dello spazio non se ne può riscontrare l'influenza che ha avuto nella cultura pop, dall'armatura di Iron Man ai Mobile Suit di Gundam - che a sua volta è stato rivoluzionario nell'ambito degli anime di mecha), e potrei continuare per molto.
                        Queste informazioni però nulla tolgono e nulla aggiungono al proprio gusto personale, alla propria interpretazione di un'opera e alle emozioni personali da essa suscitate: questi sono e rimangono appannaggio della soggettività. Il contesto parla solo dell'oggettività.
                        Ovviamente più si arricchisce il proprio bagaglio culturale di informazioni, più aumenta la propria consapevolezza (e la consapevolezza è direttamente proporzionale alla capacità di valutare un'opera, anche in base a parametri soggettivi). La contestualizzazione è amica del pensiero critico - è quindi l'esatto opposto dell'indottrinamento dogmatico.
                        Ovviamente non sta scritto da nessuna parte che si debba conoscere il contesto necessariamente prima di fruire un'opera (e in realtà non sta scritto da nessuna parte nemmeno che si debba conoscere il contesto per forza, anzi): si può tranquillamente accedere prima all'opera e, successivamente, informarsi sul suo contesto - o non farlo mai.
                        Sarà possibile adottare questo modus operandi anche con Via col vento: nessuno sarà costretto a guardarsi prima il disclaimer di HBO Max (non ne ho la certezza ma lo posso facilmente desumere perché sarebbe una coercizione leggermente illegale ​), tutti quelli che vorranno potranno farlo dopo, o non farlo del tutto, a maggior ragione se il contesto già lo si conosce.
                        La contestualizzazione in questo caso non consiste nello spiegare che esistesse la schiavitù dei neri nell'800, cosa che si può facilmente evincere guardando il film (se non se ne fosse già a conoscenza dagli studi scolastici), ma spiegare che la società degli anni '30 era ancora abbastanza razzista da accettare una visione stereotipata e discriminatoria della comunità nera, visione che oggi non è più condivisibile. Il problema non è mostrare dei neri schiavi, e neanche che alcuni di loro fossero contenti di esserlo, ma ritrarli in quel modo macchiettistico e semplicistico (e in un quadro d'insieme che asseconda la visione sudista). Se non si conosce la realtà vigente del periodo, non si può capire perché quella caratterizzazione fosse accettata

                        Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                        Ad oggi non sappiamo come la piattaforma interverrà, se sarà obbligatorio o facoltativo vedere questa introduzione, per ora sappiamo solo che hanno rimosso un contenuto. E questa cosa ha proprio l'odore stantio di censura, o qualcosa che gli si avvicina moltissimo
                        Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                        Come già ho scritto io non ci vedo tutta questa "giustizia" o "buon senso" negli intenti di HBO max ma, ci leggo solo una gran paraculata di marketing e una pubblicità del tutto gratuita sfruttando una problematica ben più importante. Già il solo fatto di "togliere" e poi rimettere, dovrebbe far capire che operazione sporca stan facendo. Avrebbero potuto solo informare di questa aggiunta, senza censurare il film. Perché alla fine se l'hai tolto, anche se momentaneamente, hai comunque deciso di censurarlo proprio durante uno dei periodi più particolari della storia americana. Più di ogni cosa è il "togliere" e poi rimettere (chissà quando) che inizialmente mi aveva infastidito.
                        Scusate, ma questo è falso: è stato comunicato da subito che Via col vento sarebbe stato rimosso in via temporanea, e ne è stata data subito la spiegazione (cioè che lo si voleva rendere nuovamente disponibile ma solo dopo l'inserimento dell'introduzione - introduzione che, come ho detto, è facoltativa per forza: anche se non fosse skippabile sono certa che sarà possibile impiegare la fantastica funzione che permette di mandare avanti un video).
                        Questo tra l'altro solo sulla piattaforma HBO Max; il film è ancora tranquillamente disponibile su altre piattaforme streaming, nonché in home video. Quindi continua ad essere possibile vedere Via col vento senza l'avvertenza e in più ci sarà la versione (integrale, senza tagli, modifiche, manomissioni o censure di qualunque forma) proposta da HBO Max con l'avvertenza (saltabile). Non è stato tolto nulla, semmai è stato aggiunto (sarà aggiunto) qualcosa.
                        Senza contare che è prassi comune per le piattaforme streaming rinnovare il proprio catalogo e togliere contenuti a loro discrezione, e non mi sembra che nessuno se ne sia mai particolarmente lamentato o abbia tacciato questi servizi di censura.
                        Si può poi discutere sull'effettivo valore del disclaimer (di cui stiamo facendo un processo alle intenzioni, ovviamente, dato che nessuno ancora l'ha visto), se sia o meno una mossa paracula e/o pubblicitaria, e possiamo anche lamentarci se la rimozione dovesse durare ancora a lungo, ma questa situazione non ha niente a che fare con la censura, proprio non ci va neanche vicino.
                        Troverei molto più sensato lamentarsi dello spot non skippabile anti-pirateria (che tra l'altro paragona la pirateria al furto con una disonestà intellettuale senza pari) che c'è all'inizio di molti dvd e blu-ray

                        Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                        Comunque anche grandi film come Il Padrino vivono di stereotipi nei confronti degli italo-americani e nasconde un certo velo quasi nostalgico e romantico di quel mondo criminale, rendendo quasi fiabesca la crescita che il personaggio effettua nella sua ascesa a "padrino". Chissà cosa pensa un figlio di qualche italo-americano del 2020 di questa semplificazione che si fa su chi ha certe origini
                        Per Il Padrino la questione è diversa: sono film incentrati sulla mafia (in particolare la mafia italo-americana, che è una realtà incontestabile), quindi è vero che è pieno di personaggi italo-americani mafiosi, ma non solo - ci sono anche mafiosi americani e di altre etnie. Tutti i personaggi sono di quel tipo, perché si parla di quel contesto.
                        Il punto è proprio che non sono tutti italo-americani mafiosi brutti e cattivi da topos narrativo, ma al contrario ci sono anche dei mafiosi italo-americani ritratti come personaggi "positivi", quasi romanticamente eroici, ai quali ti affezioni e per i quali parteggi. Ma sono personaggi complessi e pieni di chiaroscuri: non sono lo stereotipo dell'italo-americano mafioso, non c'è una rappresentazione macchiettistica, bensì sono caratterizzati come personaggi a tutto tondo e non come cliché viventi

                        Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
                        Non è del tutto vero che la problematicità del film non venisse percepita, ad esempio. Di certo non tutta la società era cieca a riguardo.
                        Vi furono proteste e polemiche già all'epoca, Selznick (che tra l'altro era ebreo) cercò di mitigare e limare certe asperità, si affidò a tre registi diversi che avevano visioni della faccenda in parte distinte, e così via. Ne venne fuori, in altre parole, il classico compromessone hollywoodiano, e qui il punto è: VCV non è mai stato percepito come un film innocente, non siamo certo noi i primi a svegliarci dal torpore.
                        [...]
                        Sarebbe magari carino - e qui si tratta appunto di giudicare il funzionamento del film in quanto tale - valutare se questo "avallo nostalgico" della mentalità conservatrie sudista, con annesso inevitabile razzismo, sia poi così plateale, ed elementi che lo incrinano li ho già elencati (una delle scene più emblematiche, ad esempio, è quella in cui Scarlett, che pensa alle cose sue ed è depressa, sale lo scalone nel verso opposto a quello in cui si muovono compagni e compagne, variamente eccitati dalle fanfare belliche), ma mi sono un po' rotto, la mia l'ho detta e vi lascio anch'io.
                        Ma che discorso è, scusa? Nessuna opinione è mai interamente condivisa all'unanimità, e qui di certo non si stava sostenendo questo.
                        Non si è mai detto che tutti considerassero Via col vento privo di problematiche, né che nessuno sollevasse delle obiezioni; si discuteva del fatto che, a livello sociale, presso la collettività, quindi su larga scala, la sensibilità nei confronti della rappresentazione di minoranze etniche (e di tante altre cose, ma qui si parlava di quello) non fosse attenta come quella contemporanea, e la prova è la rappresentazione stessa che vediamo in Via col vento e in tanti altri film (infatti con Naihir si è discusso anche di come, in un ipotetico remake diretto ai giorni nostri, non sarebbe più fattibile caratterizzare Mami come lo stereotipo della domestica di colore contenta di servire i padroni bianchi, e in generale rappresentare tutte le persone di colore o come dei bravi schiavi devoti ai loro padroni e nostalgici dei bei tempi andati, o come dei mezzi criminali e/o dei poveri citrulli che si lasciano raggirare dai brutti nordisti cattivi che vogliono solo convincerli a votare chi vogliono loro alle elezioni). Se non ci fosse stata, dalla parte della maggioranza, una tolleranza verso quel tipo di rappresentazione discriminatoria, gli studi di produzione non avrebbero adottato quel tipo di rappresentazione (e infatti quando la mentalità dominante è cambiata, è cambiato anche il tipo di rappresentazione); se c'era tolleranza, significa che non si vedeva niente di male in quella rappresentazione (almeno non al punto da provare fastidio vedendola), e se non si vedeva niente di male in una rappresentazione razzista è perché quella società era razzista (o comunque più razzista della nostra, a livello di percezione globale), e siamo punto e a capo.
                        Si parla della maggior parte dei componenti della società americana degli anni '30 e '40, non di una parte della società di una regione spagnola negli anni '50, o del compagno di merende di Almodovar negli anni '60 (poi, visto che sicuramente non posso sperare in un grado di perspicacia troppo elevato, specifico ulteriormente: sicuramente ci sarà stato anche chi, tra la società americana bianca degli anni '30, non condivideva il razzismo imperante e le rappresentazioni discriminatorie; come dicevo, non c'è mai uniformità di pensiero su un argomento, in nessun tempo e in nessun luogo - e per fortuna! -, ma per quanto quella visione non fosse universalmente condivisa, sicuramente non era nemmeno osteggiata come si fa oggi).
                        Che poi tra l'altro questo aneddoto di Almodovar conferma quello che sto dicendo da pagine e pagine: Via col vento è un bel film, non diventa brutto perché è reazionario e razzista. Un film non va giudicato dalle sue tematiche, ma bisogna fare uno step concettuale per capire che, nonostante le problematiche, sia un film valido e importante. Il problema è proprio che, se ci si ferma all'aspetto politico, si potrebbe essere troppo offuscati da non vederne i pregi, rigettandolo in toto.
                        Anch'io ho già argomentato su quanto sia plateale "l'avvallo nostalgico della mentalità conservatrice sudista, con annesso inevitabile razzismo" e anch'io mi sono un po' rotta di ripetere le stesse cose e di sottolineare l'ovvio. A dire il vero questa discussione mi ha molto sconfortata; ho letto robe che non avrei mai pensato di dover leggere in un luogo di ritrovo composto da una ristretta cerchia di persone con un certo grado di cultura e istruzione

                        Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                        Prima di lanciarmi aspetterei per vedere che forme assumerà il famoso disclaimer.

                        Al momento m'immagino l'equivalente di un "fumare va venire il cancro ai polmoni", che non cambierà quasi nulla dello stato delle cose ma risulterà un atto tanto dovuto quanto innocuo che si andrà ad aggiungere a quelle che dovrebbero essere le due fondamentali fonti pedagogiche (famiglia e scuola).

                        Comunque è vero che il cinema è una delle poche arti che, per via della sua supposta minor "dignità" storica (per cui, a differenza di altre arti, non viene insegnata quasi mai a scuola se non all'università) e della sua natura di fruzione non museale, non ti arriva con il "libretto di istruzioni" delle guide o dei depliant o dei libri che sei costretto a studiare alla scuola dell'obbligo.
                        Però una contestualizzazione storica di questo tipo da una parte sembra la cosa più vicina a quel sistema, dall'altra parte da presupposti molto diversi, su pressioni diverse e ha un raggio molto più settoriale.

                        Poi magari sbaglio, ma al momento non mi aspetto niente di anche solo lontanamente istruttivo, quanto piuttosto una serie di formule al pari delle già conosciute "in questo film non sono stati maltrattati animali" o "questo film racconta di fatti di pura finzione, blablabla", che andranno appiccicate all'occorrenza per questioni più "legali" e di "quieto vivere" che morali.
                        Sono sostanzialmente d'accordo con tutto

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                        • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                          dai ora non passiamo pure noi da un estremo all'altro.

                          Tom, come si dice dalle mie parti è na grande penna ..solo che ogni tanto je parte la ciavatta

                          Sensei per farti tirare un po' su di morale e per sdrammatizzare, ti dico che nonostante ancora non ti perdono quella pessima recensione su Star Wars dove ti lamentavi del fatto che si sentissero i suoni nello spazio (LOL), per quanto mi riguarda sei anche tu un utente sempre interessante da leggere e che alimenta le discussioni anche in modo costruttivo. quindi vai tranquillo e non farti il sangue amaro per ste sciocchezze, su.

                          Pensa, è la prima volta che in un topic mi trovo in disaccordo con Enfad che è probabilmente il mio utente preferito del forum, ed è stato difficile stare dall'altra parte!
                          Vabbè all'epoca riconosco che ero molto talebano e partivo per la tangente, rileggendo certe mie vecchie discussioni quando ho cercato pareri su certi film, mi sono messo le mani in faccia. Rogue one su quel punto è una di quelle, così come la topografia di Roma in relazione a Spectre e un'altra su Homecoming dove in effetti in alcuni punti era di una insensibilità culturale spaventosa sulla mia descrizione del Queen's, però comunque Homecoming resta brutto comunque come film in sè.

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                          • Il medium è il messaggio: chi butta giù le statue di Colombo vuole (vorrebbe,vorrà)trovarsi nella posizione di Cristoforo nel proverbiale aneddoto de "L'Uovo di Colombo", che in sé è una cazzatina, certo, come lo sarà il disclaimer; come lo è, del resto, "buona domenica e buon pranzo"(cit.) o "#iorestoacasa"(cit.).

                            Il medium è il messaggio : non è un problema culturale, nel senso che intendete voi (...a mio avviso). Imbrattano la statua di Montanelli e per riflesso condizionato (dalla sperequazione che orchestra il capitalismo) vengono intervistati il Sindaco e i milanesi "Doc"( leggi Vip) senza un "vero" motivo : credono che Sala ( o C.Cracco o chissachi) conoscano inaudite verità sul razzismo, ma non le hanno mai tirate fuori prima poiché sono persone timide e riservate???????? Eddai, su, che al massimo ci tirate fuori un disclaimer come appunto "non verniciare le statue/non lasciare in terra le cicche nel parco" e "non giudicare per non essere giudicato" (però non fai certo il politico, il prete od il giornalista per farti i casi tuoi ,neh...). Mentre la "gente comune" che protesta sarà/rimarrà il piedistallo per erigere il mito della loro autorevolezza. Conclusione, la mia, che per altro non significa affatto denigrare Colombo come fecero i suoi contemporanei Vip, dalla cui polemica nacque la sfida" dell'uovo".
                            Ultima modifica di henry angel; 16 giugno 20, 06:14.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio




                              Ma che discorso è, scusa?
                              Se non ci fosse stata, dalla parte della maggioranza, una tolleranza verso quel tipo di rappresentazione discriminatoria, gli studi di produzione non avrebbero adottato quel tipo di rappresentazione (e infatti quando la mentalità dominante è cambiata, è cambiato anche il tipo di rappresentazione); se c'era tolleranza, significa che non si vedeva niente di male in quella rappresentazione (almeno non al punto da provare fastidio vedendola), e se non si vedeva niente di male in una rappresentazione razzista è perché quella società era razzista (o comunque più razzista della nostra, a livello di percezione globale), e siamo punto e a capo.
                              Non vedo come si possa non concordare, mi pare davvero un'ovvietà.
                              D'altra parte mi sembra di aver parlato di un film conservatore (evidentemente figlio di una società più conservatrice) in cui si idealizza un modus vivendi fondato sullo sfruttamento, non ho certo presentato Via Col Vento come una satira alla Django Unchained aggiornata al sentire odierno.

                              Il mio punto, però, era che il testo filmico che giunge concretamente a valle dopo tanti compromessi e tribolazioni produttive non è necessariamente allineato in toto alla sensibilità dominante, per cui il "senso" del mio discorso era un generico invito (rivolto magari a chi ha ancora vogla di proseguire col topic) a valutare per l'appunto il testo filmico in quanto tale. Tu mi dirai che in detto testo vedi appunto il semplice avallo della mentalità sudista, io colgo decisamente qualche sfumatura in più (una breve scenetta veicola addirittura l'idea che lo schiavismo sia una cosa sbagliata), indi non si va d'accordo. Ma la voglia di argomentare in merito l'ho persa.
                              Era giusto per specificare cosa stavo scrivendo.

                              Aggiungo solo che dalle parole di Almodovar si evince anche, per l'appunto, che l'etichetta di "film reazionario" ha in qualche misura irrigidito il suo approccio al film, impedendogli di coglierne la ricchezza.

                              Commenta


                              • Dunque se gli impiegati colleghi di Fantozzi ridono dietro al Rag. Ugo quando perde a biliardo ma vanno nel panico quando si riscatta contro il padrone ciò riflette la normalità degli italiani ( voi due sopra)a volersi sottomettere alla catena di potere disde
                                @gnando chi non lo fa fino in fondo?
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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