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Joker

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  • La scena della metropolitana con tutti vestiti da clown è gestita benissimo. Uno sviluppo della tensione davvero grande , difatti gli ultimi 30 minuti sono una escalation pazzesca.

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    • Per me è un 7,5

      Phoenix è eccezionale (forse un po' troppo sbizzarrito) ma la sceneggiatura è mediocre, troppo banale e didascalica in alcuni frangenti seppur l'impianto generale della storia regga. Regia buona con qualche guizzo interessante. Colonna sonora funzionale senza infamia e senza lode ma a volte troppo invasiva.

      Ammetto di aver provato quasi solo pena per il protagonista, anche perché tutti gli altri personaggi a parte il nano sono chiaramente presentati come negativi e detestabili o tuttalpiú nulli. E ho trovato esagerato e facilone l'escamotage di trasformare Wayne Sr. in Trump, posto che io avrei proprio evitato un suo coinvolgimento così diretto nelle vicende del protagonista, che non aveva nessun bisogno di questo legame inventato con la famiglia Wayne. Anzi, pensando al futuro ipotetico di questa storia di origini la questione prenderebbe una piega veramente surreale e pacchiana.

      In ogni caso questa non può essere la storia del Joker che conosciamo perché ne mancano i presupposti. Lui non è un genio del crimine, una mente brillante, un abile assassino o una qualunque entità che possa diventare il supervillain nemesi di Batman.
      È una totale reinterpretazione del personaggio ridotto ad una comparsata, un episodio, un evento
      (non è una critica, solo una constatazione).
      ​​​
      ​​​​​
      Ultima modifica di The Inquisitor; 09 ottobre 19, 01:29.

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      • https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f1&oe=5E35709C
        http://img7.imageshack.us/img7/4629/batmanvsbane.jpg
        http://jhonillustratore.altervista.org/
        "Anche in questo mondo piove, quando il tuo cuore è turbato il cielo si rannuvola, quando sei triste la pioggia si mette subito a scendere...per me è straziante... chissà se anche tu lo sai quant'è terrificante venire colpiti dalla pioggia in un mondo solitario come questo" Zangetsu


        ***FIRMA MODIFICATA DAL MODERATORE***

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        • no va bè, ma di che parliamo

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          • Non sono d'accordo sulla questione Thomas Wayne=Trump. Il buffone arancione non è stato il primo ricco ad entrare in politica eh. È vero che Wayne Sr. qui non è il massimo della simpatia, anche perché vediamo tutto dal punto di vista di Arthur, ma non è neanche un villain e anzi mi sento di dire che il pugno nel bagno è il sopruso più comprensibile tra quelli subiti del protagonista (Arthur stava insistendo in modo inquietante e ricordo che il giorno prima si era accampato fuori dalla villa dei Wayne, toccando il viso del bambino). Thomas Wayne ci è presentato come qualcuno che vuole migliorare la città ma dalla sua condizione privilegiata ed elitaria non capisce realmente le necessità e i problemi della gente, commentando duramente l'operato dei manifestanti. L'esatto contrario di Trump che ha vinto adottando proprio una comunicazione populista e facendo leva sulle questioni più "facili", cose che poi in Italia ha fatto anche Salvini.

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            • Brett Cullen ha un aspetto che rimanda inequivocabilmente a Trump, se partecipasse a Tale e Quale Show non ci sarebbe bisogno di alcuna protesti basterebbe la parrucca.

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              • Non nego che un rimando c'è, ma il personaggio sarebbe stato messo molto più in ridicolo se avessero voluto renderlo semplicemente il Trump di Gotham. E avrebbe incolpato gli immigrati per il degrado di Gotham

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                • Non si comporta come Trump ma il fatto di avere scelto un attore così somigliante non credo sia casuale.
                  La suggestione è inevitabile.

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                  • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                    Non si comporta come Trump ma il fatto di avere scelto un attore così somigliante non credo sia casuale.
                    La suggestione è inevitabile.
                    Su questo assolutamente concordo... è sicuramente una caratterizzazione anticonvenzionale di Thomas Wayne, che di solito è rappresentato come persona integerrima.

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                    • Era una caratterizzazione stereotipata del ricco filantropo, fortunatamente la crisi economica ha smascherato i ricchi per lo schifo che sono e che fanno filantropia solo per farsi vedere dando le briciole dei loro avanzi guadagnati sulla sofferenza del popolo.

                      È stato bene questa modifica, tra l'altro vuol dire anche un Batman nuovo, cioè un supereroe che difende il sistema e lo status quo da coloro che vogliono cambiatlo (i clown), spero giochino tale carta.

                      Quando rivedo Batman Begins di Nolan, mi da fastidio vedere la famiglia di Bruce, così limpida, poco interessata al profitto e perfettina.
                      Ultima modifica di Sensei; 09 ottobre 19, 12:55.

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                      • Diciamo che nelle trasposizioni, i coniugi Wayne sono sempre marginali e semplicemente funzionali all'iconica origine di Batman. Non viene mai fatto un discorso troppo approfondito su di loro (in particolar modo la madre). Sarebbe bello se in futuro venisse dedicato loro più spazio, in modo da renderli un po' più tangibili e non dei meri cartonati da abbattere a comando.

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                        • Da questa intervista trapela la possibilità che sia l'attore che il regista non neghino la possibilità che "Joker" possa avere un sequel:
                          https://nofuturetv.altervista.org/jo...quel-di-joker/

                          Stasera ho in programma di vederlo.

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                          • Un viaggio onirico nella psiche malata di un reietto.

                            Non c'è nessuna possibilità di salvezza, non c'è remissione di peccati, non c'è "nemmeno un minuto di felicità", e mai ci sarà per Arthur.

                            Fin dall'inizio il suo essere border line, la sua schizofrenia, le sue doppia o anche triplice personalità, sono rappresentate tramite un intreccio di realtà deviata e allucinazioni quasi confortanti.

                            Fin da subito ci si cala nei panni di un folle, tutto ciò che sembra reale è allucinante e tutto ciò che è frutto della sua perversa fantasia è realistico.

                            Il pianto diventa risata, e il sorriso è solo un ghigno che presagisce efferatezza.

                            Sembra quasi che anche noi guardiamo il film da dietro una maschera, o dietro uno strato di cerone bianco.

                            L'ambientazione temporale è perfetta, è ancora l'epoca in cui la realtà esiste solo se qualcuno ne è stato un convincente testimone oculare.

                            Non ci sono telecamere, non ci sono fotocamere, non c'è nulla che renderebbe immediato lo smascheramento di un falso idolo.

                            Eppure più che alla politica dei giorni nostri, c'è un evidente denuncia verso un certo mondo mediatico, verso i cosiddetti influencer, gli youtubers, i populisti, verso tutto ciò che può ispirare emulazione e mitomania.

                            È la dimostrazione di come il male e la violenza siano ormai diventati un valore, di come anche un certo tipo di pubblico ricerchi l'affermazione della propria maturità proprio attraverso la violenza, e più è esplicita e realistica e più le viene attribuito valore artistico e culturale.

                            Eppure non c'è niente di edificante, la follia di Arthur non è nemmeno ereditata, è invece contratta come una malattia infettiva, la subisce.
                            ​​​​​
                            La scalinata che lui sale e scende quotidianamente è in tutto e per tutto simile a quella de "L' esorcista", e rappresenta l'ascesa o meglio la discesa negli inferi, o per meglio dire verso il totale abbandono verso il suo demone interiore.

                            Arthur ha smesso di vivere fin da bambino, lasciando il posto ad un'entita malvagia e senza pietà.

                            Muore Arthur e nasce Joker.

                            Uno dei momenti più agghiaccianti è quello in cui Arthur e il piccolo Bruce Wayne si trovano faccia a faccia, appunto due facce della stessa realtà.

                            Sta tutto li il motivo per cui questo film può essere commentato in questa sezione del forum.

                            Phoenix è davvero superbo, riesce ad essere fisicamente metafisico, non è facile immaginare chi avrebbe potuto fare lo stesso al suo posto...forse appunto Ledger, o magari Jim Carrey.

                            A tratti il film ha bisogno di qualche sforzo di comprensione, ma è davvero eccezionale....mi piacerebbe che venisse trattato allo stesso modo un personaggio controverso come HULK.

                            La cosa peggiore di tutto il film è la blefaroplastica di Robert De Niro, davvero inguardabile.
                            Ultima modifica di HULK SPACCA 70; 09 ottobre 19, 23:03.

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                            • Originariamente inviato da HULK SPACCA 70 Visualizza il messaggio
                              Un viaggio onirico nella psiche malata di un reietto.

                              Non c'è nessuna possibilità di salvezza, non c'è remissione di peccati, non c'è "nemmeno un minuto di felicità", e mai ci sarà per Arthur.

                              Fin dall'inizio il suo essere border line, la sua schizofrenia, le sue doppia o anche triplice personalità, sono rappresentate tramite un intreccio di realtà deviata e allucinazioni quasi confortanti.

                              Fin da subito ci si cala nei panni di un folle, tutto ciò che sembra reale è allucinante e tutto ciò che è frutto della sua perversa fantasia è realistico.

                              Il pianto diventa risata, e il sorriso è solo un ghigno che presagisce efferatezza.

                              Sembra quasi che anche noi guardiamo il film da dietro una maschera, o dietro uno strato di cerone bianco.

                              L'ambientazione temporale è perfetta, è ancora l'epoca in cui la realtà esiste solo se qualcuno ne è stato un convincente testimone oculare.

                              Non ci sono telecamere, non ci sono fotocamere, non c'è nulla che renderebbe immediato lo smascheramento di un falso idolo.

                              Eppure più che alla politica dei giorni nostri, c'è un evidente denuncia verso un certo mondo mediatico, verso i cosiddetti influencer, gli youtubers, i populisti, verso tutto ciò che può ispirare emulazione e mitomania.

                              È la dimostrazione di come il male e la violenza siano ormai diventati un valore, di come anche un certo tipo di pubblico ricerchi l'affermazione della propria maturità proprio attraverso la violenza, e più è esplicita e realistica e più le viene attribuito valore artistico e culturale.

                              Eppure non c'è niente di edificante, la follia di Arthur non è nemmeno ereditata, è invece contratta come una malattia infettiva, la subisce.
                              ​​​​​
                              La scalinata che lui sale e scende quotidianamente è in tutto e per tutto simile a quella de "L' esorcista", e rappresenta l'ascesa o meglio la discesa negli inferi, o per meglio dire verso il totale abbandono verso il suo demone interiore.

                              Arthur ha smesso di vivere fin da bambino, lasciando il posto ad un'entita malvagia e senza pietà.

                              Muore Arthur e nasce Joker.

                              Uno dei momenti più agghiaccianti è quello in cui Arthur e il piccolo Bruce Wayne si trovano faccia a faccia, appunto due facce della stessa realtà.

                              Sta tutto li il motivo per cui questo film può essere commentato in questa sezione del forum.

                              Phoenix è davvero superbo, riesce ad essere fisicamente metafisico, non è facile immaginare chi avrebbe potuto fare lo stesso al suo posto...forse appunto Ledger, o magari Jim Carrey.

                              A tratti il film ha bisogno di qualche sforzo di comprensione, ma è davvero eccezionale....mi piacerebbe che venisse trattato allo stesso modo un personaggio controverso come HULK.

                              La cosa peggiore di tutto il film è la blefaroplastica di Robert De Niro, davvero inguardabile.
                              Concordo su tutto, condivido molte suggestioni (bello il riferimento alla scalinata come ad una Stairway to Heaven che non riesce mai ad essere veramente risalita), e soprattutto concordo con l'osservazione grassettata: anche io ho percepito quel riferimento e la denuncia evidente di quel pericolo.

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                              • Secondo me è impossibile non vederci Berlusconi, Trump e similari...

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