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Joker

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  • Non sono d'accordo sulla questione Thomas Wayne=Trump. Il buffone arancione non è stato il primo ricco ad entrare in politica eh. È vero che Wayne Sr. qui non è il massimo della simpatia, anche perché vediamo tutto dal punto di vista di Arthur, ma non è neanche un villain e anzi mi sento di dire che il pugno nel bagno è il sopruso più comprensibile tra quelli subiti del protagonista (Arthur stava insistendo in modo inquietante e ricordo che il giorno prima si era accampato fuori dalla villa dei Wayne, toccando il viso del bambino). Thomas Wayne ci è presentato come qualcuno che vuole migliorare la città ma dalla sua condizione privilegiata ed elitaria non capisce realmente le necessità e i problemi della gente, commentando duramente l'operato dei manifestanti. L'esatto contrario di Trump che ha vinto adottando proprio una comunicazione populista e facendo leva sulle questioni più "facili", cose che poi in Italia ha fatto anche Salvini.

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    • Brett Cullen ha un aspetto che rimanda inequivocabilmente a Trump, se partecipasse a Tale e Quale Show non ci sarebbe bisogno di alcuna protesti basterebbe la parrucca.

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      • Non nego che un rimando c'è, ma il personaggio sarebbe stato messo molto più in ridicolo se avessero voluto renderlo semplicemente il Trump di Gotham. E avrebbe incolpato gli immigrati per il degrado di Gotham

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        • Non si comporta come Trump ma il fatto di avere scelto un attore così somigliante non credo sia casuale.
          La suggestione è inevitabile.

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          • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
            Non si comporta come Trump ma il fatto di avere scelto un attore così somigliante non credo sia casuale.
            La suggestione è inevitabile.
            Su questo assolutamente concordo... è sicuramente una caratterizzazione anticonvenzionale di Thomas Wayne, che di solito è rappresentato come persona integerrima.

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            • Era una caratterizzazione stereotipata del ricco filantropo, fortunatamente la crisi economica ha smascherato i ricchi per lo schifo che sono e che fanno filantropia solo per farsi vedere dando le briciole dei loro avanzi guadagnati sulla sofferenza del popolo.

              È stato bene questa modifica, tra l'altro vuol dire anche un Batman nuovo, cioè un supereroe che difende il sistema e lo status quo da coloro che vogliono cambiatlo (i clown), spero giochino tale carta.

              Quando rivedo Batman Begins di Nolan, mi da fastidio vedere la famiglia di Bruce, così limpida, poco interessata al profitto e perfettina.
              Ultima modifica di Sensei; 09 ottobre 19, 12:55.

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              • Diciamo che nelle trasposizioni, i coniugi Wayne sono sempre marginali e semplicemente funzionali all'iconica origine di Batman. Non viene mai fatto un discorso troppo approfondito su di loro (in particolar modo la madre). Sarebbe bello se in futuro venisse dedicato loro più spazio, in modo da renderli un po' più tangibili e non dei meri cartonati da abbattere a comando.

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                • Da questa intervista trapela la possibilità che sia l'attore che il regista non neghino la possibilità che "Joker" possa avere un sequel:
                  https://nofuturetv.altervista.org/jo...quel-di-joker/

                  Stasera ho in programma di vederlo.

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                  • Un viaggio onirico nella psiche malata di un reietto.

                    Non c'è nessuna possibilità di salvezza, non c'è remissione di peccati, non c'è "nemmeno un minuto di felicità", e mai ci sarà per Arthur.

                    Fin dall'inizio il suo essere border line, la sua schizofrenia, le sue doppia o anche triplice personalità, sono rappresentate tramite un intreccio di realtà deviata e allucinazioni quasi confortanti.

                    Fin da subito ci si cala nei panni di un folle, tutto ciò che sembra reale è allucinante e tutto ciò che è frutto della sua perversa fantasia è realistico.

                    Il pianto diventa risata, e il sorriso è solo un ghigno che presagisce efferatezza.

                    Sembra quasi che anche noi guardiamo il film da dietro una maschera, o dietro uno strato di cerone bianco.

                    L'ambientazione temporale è perfetta, è ancora l'epoca in cui la realtà esiste solo se qualcuno ne è stato un convincente testimone oculare.

                    Non ci sono telecamere, non ci sono fotocamere, non c'è nulla che renderebbe immediato lo smascheramento di un falso idolo.

                    Eppure più che alla politica dei giorni nostri, c'è un evidente denuncia verso un certo mondo mediatico, verso i cosiddetti influencer, gli youtubers, i populisti, verso tutto ciò che può ispirare emulazione e mitomania.

                    È la dimostrazione di come il male e la violenza siano ormai diventati un valore, di come anche un certo tipo di pubblico ricerchi l'affermazione della propria maturità proprio attraverso la violenza, e più è esplicita e realistica e più le viene attribuito valore artistico e culturale.

                    Eppure non c'è niente di edificante, la follia di Arthur non è nemmeno ereditata, è invece contratta come una malattia infettiva, la subisce.
                    ​​​​​
                    La scalinata che lui sale e scende quotidianamente è in tutto e per tutto simile a quella de "L' esorcista", e rappresenta l'ascesa o meglio la discesa negli inferi, o per meglio dire verso il totale abbandono verso il suo demone interiore.

                    Arthur ha smesso di vivere fin da bambino, lasciando il posto ad un'entita malvagia e senza pietà.

                    Muore Arthur e nasce Joker.

                    Uno dei momenti più agghiaccianti è quello in cui Arthur e il piccolo Bruce Wayne si trovano faccia a faccia, appunto due facce della stessa realtà.

                    Sta tutto li il motivo per cui questo film può essere commentato in questa sezione del forum.

                    Phoenix è davvero superbo, riesce ad essere fisicamente metafisico, non è facile immaginare chi avrebbe potuto fare lo stesso al suo posto...forse appunto Ledger, o magari Jim Carrey.

                    A tratti il film ha bisogno di qualche sforzo di comprensione, ma è davvero eccezionale....mi piacerebbe che venisse trattato allo stesso modo un personaggio controverso come HULK.

                    La cosa peggiore di tutto il film è la blefaroplastica di Robert De Niro, davvero inguardabile.
                    Ultima modifica di HULK SPACCA 70; 09 ottobre 19, 23:03.

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                    • Originariamente inviato da HULK SPACCA 70 Visualizza il messaggio
                      Un viaggio onirico nella psiche malata di un reietto.

                      Non c'è nessuna possibilità di salvezza, non c'è remissione di peccati, non c'è "nemmeno un minuto di felicità", e mai ci sarà per Arthur.

                      Fin dall'inizio il suo essere border line, la sua schizofrenia, le sue doppia o anche triplice personalità, sono rappresentate tramite un intreccio di realtà deviata e allucinazioni quasi confortanti.

                      Fin da subito ci si cala nei panni di un folle, tutto ciò che sembra reale è allucinante e tutto ciò che è frutto della sua perversa fantasia è realistico.

                      Il pianto diventa risata, e il sorriso è solo un ghigno che presagisce efferatezza.

                      Sembra quasi che anche noi guardiamo il film da dietro una maschera, o dietro uno strato di cerone bianco.

                      L'ambientazione temporale è perfetta, è ancora l'epoca in cui la realtà esiste solo se qualcuno ne è stato un convincente testimone oculare.

                      Non ci sono telecamere, non ci sono fotocamere, non c'è nulla che renderebbe immediato lo smascheramento di un falso idolo.

                      Eppure più che alla politica dei giorni nostri, c'è un evidente denuncia verso un certo mondo mediatico, verso i cosiddetti influencer, gli youtubers, i populisti, verso tutto ciò che può ispirare emulazione e mitomania.

                      È la dimostrazione di come il male e la violenza siano ormai diventati un valore, di come anche un certo tipo di pubblico ricerchi l'affermazione della propria maturità proprio attraverso la violenza, e più è esplicita e realistica e più le viene attribuito valore artistico e culturale.

                      Eppure non c'è niente di edificante, la follia di Arthur non è nemmeno ereditata, è invece contratta come una malattia infettiva, la subisce.
                      ​​​​​
                      La scalinata che lui sale e scende quotidianamente è in tutto e per tutto simile a quella de "L' esorcista", e rappresenta l'ascesa o meglio la discesa negli inferi, o per meglio dire verso il totale abbandono verso il suo demone interiore.

                      Arthur ha smesso di vivere fin da bambino, lasciando il posto ad un'entita malvagia e senza pietà.

                      Muore Arthur e nasce Joker.

                      Uno dei momenti più agghiaccianti è quello in cui Arthur e il piccolo Bruce Wayne si trovano faccia a faccia, appunto due facce della stessa realtà.

                      Sta tutto li il motivo per cui questo film può essere commentato in questa sezione del forum.

                      Phoenix è davvero superbo, riesce ad essere fisicamente metafisico, non è facile immaginare chi avrebbe potuto fare lo stesso al suo posto...forse appunto Ledger, o magari Jim Carrey.

                      A tratti il film ha bisogno di qualche sforzo di comprensione, ma è davvero eccezionale....mi piacerebbe che venisse trattato allo stesso modo un personaggio controverso come HULK.

                      La cosa peggiore di tutto il film è la blefaroplastica di Robert De Niro, davvero inguardabile.
                      Concordo su tutto, condivido molte suggestioni (bello il riferimento alla scalinata come ad una Stairway to Heaven che non riesce mai ad essere veramente risalita), e soprattutto concordo con l'osservazione grassettata: anche io ho percepito quel riferimento e la denuncia evidente di quel pericolo.

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                      • Secondo me è impossibile non vederci Berlusconi, Trump e similari...

                        A un certo punto Thomas Wayne dà persino dei "pagliacci" invidiosi a quelli che non hanno fatto fortuna e adesso vogliono rovesciare il sistema, dai, più villain di così... (che poi in Italia Berlusconi ci vincesse le elezioni con queste uscite è un altro paio di maniche...)

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                        • Originariamente inviato da xroci Visualizza il messaggio
                          Ancora con sti discorsi sulla pericolosità... Le persone sono pericolose, non certo i film.

                          Per quanto riguarda un eventuale sequel, sicuramente mi piacerebbe rivedere il personaggio però non lo sò, sono un pò in difficoltà. Questo film è talmente bello che probabilmente se lo si lascia così com'è a decantare per i prossimi anni acquista ancora più valore
                          Sì,ancora con questi discorsi,grazie.
                          Anche per capire come Tu sapresti valutare la pericolosità di persone che non conosci e di fatti che non hai mai sperimentato: pensi possa valere la regola univoca della " realtà" ben distante da "...come si vede nei film"? Esistono anche problematiche di opportunità etica,tipo non prendere un Michele Misseri a per fargli interpretare uno strangolato re di minorenni...Oppure la questione di filmare scene di sesso " tecnicamente" pedofile : sicuro al 100% che non servano a " sdoganare" la pedofilia,intanto accreditando i registi come intellettuali abilitati a trattare la questione? Pensi che un pedofilo conclamato di Offanengo non debba esprimersi in televisione per motivi morali ; od è piuttosto il giro di opinionisti\ influencer che staziona nei media a non volere un " concorrente" che ha cognizioni di " realtà"? Non sottovalutare che le persone vogliono essere riconosciute per il saper " stare al mondo" ;che abbiano lacune cinematografiche e culturali gli frega meno..
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • Mi sembra troppo facile continuare a dare la colpa a film, fumetti, videogiochi, ecc., la reputo una scorciatoia per sviare i veri problemi che ci sono nella società, tutto qua

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                            • Originariamente inviato da HULK SPACCA 70 Visualizza il messaggio
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                              Non c'è nessuna possibilità di salvezza, non c'è remissione di peccati, non c'è "nemmeno un minuto di felicità", e mai ci sarà per Arthur.

                              Fin dall'inizio il suo essere border line, la sua schizofrenia, le sue doppia o anche triplice personalità, sono rappresentate tramite un intreccio di realtà deviata e allucinazioni quasi confortanti.

                              Fin da subito ci si cala nei panni di un folle, tutto ciò che sembra reale è allucinante e tutto ciò che è frutto della sua perversa fantasia è realistico.

                              Il pianto diventa risata, e il sorriso è solo un ghigno che presagisce efferatezza.

                              Sembra quasi che anche noi guardiamo il film da dietro una maschera, o dietro uno strato di cerone bianco.

                              L'ambientazione temporale è perfetta, è ancora l'epoca in cui la realtà esiste solo se qualcuno ne è stato un convincente testimone oculare.

                              Non ci sono telecamere, non ci sono fotocamere, non c'è nulla che renderebbe immediato lo smascheramento di un falso idolo.


                              Eppure più che alla politica dei giorni nostri, c'è un evidente denuncia verso un certo mondo mediatico, verso i cosiddetti influencer, gli youtubers, i populisti, verso tutto ciò che può ispirare emulazione e mitomania.

                              È la dimostrazione di come il male e la violenza siano ormai diventati un valore, di come anche un certo tipo di pubblico ricerchi l'affermazione della propria maturità proprio attraverso la violenza, e più è esplicita e realistica e più le viene attribuito valore artistico e culturale.

                              Eppure non c'è niente di edificante, la follia di Arthur non è nemmeno ereditata, è invece contratta come una malattia infettiva, la subisce.
                              ​​​​​
                              La scalinata che lui sale e scende quotidianamente è in tutto e per tutto simile a quella de "L' esorcista", e rappresenta l'ascesa o meglio la discesa negli inferi, o per meglio dire verso il totale abbandono verso il suo demone interiore.

                              Arthur ha smesso di vivere fin da bambino, lasciando il posto ad un'entita malvagia e senza pietà.

                              Muore Arthur e nasce Joker.

                              Uno dei momenti più agghiaccianti è quello in cui Arthur e il piccolo Bruce Wayne si trovano faccia a faccia, appunto due facce della stessa realtà.

                              Sta tutto li il motivo per cui questo film può essere commentato in questa sezione del forum.

                              Phoenix è davvero superbo, riesce ad essere fisicamente metafisico, non è facile immaginare chi avrebbe potuto fare lo stesso al suo posto...forse appunto Ledger, o magari Jim Carrey.

                              A tratti il film ha bisogno di qualche sforzo di comprensione, ma è davvero eccezionale....mi piacerebbe che venisse trattato allo stesso modo un personaggio controverso come HULK.

                              La cosa peggiore di tutto il film è la blefaroplastica di Robert De Niro, davvero inguardabile.
                              Insomma, ambientarlo nella contemporaneità lo avrebbe reso molto più potente. Coi dovuti accorgimenti si può fare tutto.
                              La patina vintage e il parassitismo nei confronti della new hollywood continuo a considerarli superflui e furbetti, uno specchietto per allodole a cui hanno abboccato in molti (quanti nostalgici e appassionati di quel cinema avranno avuto un' erezione o si saranno bagnati le mutandine nel vedere citare alla lettera certe inquadrature?).




                              Questo resterà un sogno nel cassetto per sempre, pur con tutti i suoi difetti la Warner ha una libertà d' azione che la Disney ciaone.
                              Ne sei consapevole vero?


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                              • Originariamente inviato da HULK SPACCA 70 Visualizza il messaggio
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                                Non c'è nessuna possibilità di salvezza, non c'è remissione di peccati, non c'è "nemmeno un minuto di felicità", e mai ci sarà per Arthur.

                                Fin dall'inizio il suo essere border line, la sua schizofrenia, le sue doppia o anche triplice personalità, sono rappresentate tramite un intreccio di realtà deviata e allucinazioni quasi confortanti.

                                Fin da subito ci si cala nei panni di un folle, tutto ciò che sembra reale è allucinante e tutto ciò che è frutto della sua perversa fantasia è realistico.

                                Il pianto diventa risata, e il sorriso è solo un ghigno che presagisce efferatezza.

                                Sembra quasi che anche noi guardiamo il film da dietro una maschera, o dietro uno strato di cerone bianco.

                                L'ambientazione temporale è perfetta, è ancora l'epoca in cui la realtà esiste solo se qualcuno ne è stato un convincente testimone oculare.

                                Non ci sono telecamere, non ci sono fotocamere, non c'è nulla che renderebbe immediato lo smascheramento di un falso idolo.

                                Eppure più che alla politica dei giorni nostri, c'è un evidente denuncia verso un certo mondo mediatico, verso i cosiddetti influencer, gli youtubers, i populisti, verso tutto ciò che può ispirare emulazione e mitomania.

                                È la dimostrazione di come il male e la violenza siano ormai diventati un valore, di come anche un certo tipo di pubblico ricerchi l'affermazione della propria maturità proprio attraverso la violenza, e più è esplicita e realistica e più le viene attribuito valore artistico e culturale.

                                Eppure non c'è niente di edificante, la follia di Arthur non è nemmeno ereditata, è invece contratta come una malattia infettiva, la subisce.
                                ​​​​​
                                La scalinata che lui sale e scende quotidianamente è in tutto e per tutto simile a quella de "L' esorcista", e rappresenta l'ascesa o meglio la discesa negli inferi, o per meglio dire verso il totale abbandono verso il suo demone interiore.

                                Arthur ha smesso di vivere fin da bambino, lasciando il posto ad un'entita malvagia e senza pietà.

                                Muore Arthur e nasce Joker.

                                Uno dei momenti più agghiaccianti è quello in cui Arthur e il piccolo Bruce Wayne si trovano faccia a faccia, appunto due facce della stessa realtà.

                                Sta tutto li il motivo per cui questo film può essere commentato in questa sezione del forum.

                                Phoenix è davvero superbo, riesce ad essere fisicamente metafisico, non è facile immaginare chi avrebbe potuto fare lo stesso al suo posto...forse appunto Ledger, o magari Jim Carrey.

                                A tratti il film ha bisogno di qualche sforzo di comprensione, ma è davvero eccezionale....mi piacerebbe che venisse trattato allo stesso modo un personaggio controverso come HULK.

                                La cosa peggiore di tutto il film è la blefaroplastica di Robert De Niro, davvero inguardabile.
                                Bella recensione Hulk, con approfondimento su ulteriori spunti di riflessione.

                                Certo, a questo punto valeva ambientarlo al giorno d'oggi e tanti saluti, sarebbe stato anche meglio a mio avviso per sviluppare certe tematiche politiche.
                                Philipps e la Warner hanno creduto in un progetto che la maggior parte di noi subito ha spernacchiato urlando alla mancanza di Batman, mancanza di universo condiviso etc...

                                Risultato un Leone d'oro e incassi super. Tra l'altro un Rated R fatto bene e non usato alla becerata come Deadpool.

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