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The Batman

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  • Visto. Non ho voglia di commentare ora ma ho dato una scorsa veloce ai commenti che avevo saltato all'epoca.

    Tom Doniphon, ma il tizio che ti aveva rubato l'account e che aveva scritto i primi commenti al film poi l'hai trovato e pestato per bene?
    Luminous beings are we, not this crude matter.

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    • Ci tieni in sospeso? Maledetto!

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      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
        Visto. Non ho voglia di commentare ora ma ho dato una scorsa veloce ai commenti che avevo saltato all'epoca.

        Tom Doniphon, ma il tizio che ti aveva rubato l'account e che aveva scritto i primi commenti al film poi l'hai trovato e pestato per bene?
        All'inizio ero entusiasta di determinate cose, poi passata la sbornia mi è girato il qazzo e oggi probabilmente lo smonterei con ancora più veemenza

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        • La cosa che più mi stupisce sono i vari elogi che ho sentito in giro al Pinguino, ora se non sapessi che c'è un sacco di trucco per rendere l'attore come appare nel film sinceramente mi sembrerebbe un personaggio del tutto dimenticabile, cioè dal mio punto di vista poteva essere un mafioso a caso, tutta questa memorabilità di cui si parla mi sembra francamente esagerata.

          Forse è più gusto personale che altro, eh.

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          • Ma pure la Catwoman di Zoe Kravitz mamma mia, un ciocco di legno con la faccia da morta di sonno.

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            • Ma anche Pattinson (che è comunque bravo nel film) è sotto-utilizzato. In mano ad Aronofsky un film di questo tipo sarebbe venuto fuori una bomba.

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              • Reeves non disegna mai fuori dai bordi, da qualsiasi punto di vista.
                Encefalogramma piatto dal primo al centottantesimo minuto.

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                • In generale mi resta un film poco memorabile e non voglio fare paragoni forzati col passato ma visto che non sono un esperto del fumetto posso solo riferirmi alle incarnazioni precedenti e insomma, al di là di Nolan, pure la versione burtoniana è molto più memorabile. Probabilmente questo regista di cui sto spulciando la filmografia or ora non mi sembra chissà che.Però devo dire che non posso giudicare i suoi lavori precedenti perché semplicemente non li ho visti, per motivi diversi, di commedie romantiche ne avrò viste 1/100 di quelle prodotte, quindi credo che quella rientri nel 99% che ho saltato, Coverfield invece l'ho saltato ma ho solo vaghe idee, all'epoca non mi feci catturare dal viral marketing, gente mi disse che il mostro poi non si vedeva e l'idea del found footage non mi garba (sono ricordi, magari sto dicendo castronerie), lo classificai come scammata (come si dice oggi).

                  I remake degli horror esteri di solito non li guardo, mutuato dai rifacimenti USA dei giappohorror, vidi l'originale scandinavo (credo lo fosse) e mi piacque.

                  Poi ho saltato i vai pianeti con scimmie, preferisco i documentari di Discovery quando si tratta di Primati pelosi, lo so, sono rompiscatole ma è così, non mi attiravano.

                  In pratica sto regista l'ho incontrato qui per la prima volta e il suo stile, se devo desumerlo da questo film (poco, lo so), proprio non mi piace.

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                  • Per me è stato un film traumatico, nel senso qualitativo e negativo del termine, sono uscita dal cinema proprio infastidita.
                    Batman e Bruce Wayne poco convincenti come rappresentazioni della stessa persona, troppo esile e secco il primo, sembrava un buon cosplay di Lucca Comics. Il secondo troppo emo e meditabondo, per carità.
                    Capisco il recupero di un Batman detective ma sto' coso nero sempre sullo sfondo della scena che si fa risolvere gli enigmi dagli altri boh...
                    Poi colleziona delle scene demenziali una dietro l'altra, lui che sbatte i piedi per farsi sentire dai criminali, bussa alla porta del club tipo avventore, la figura di merda dell'ignoranza sulla lingua spagnola che basta tipo un vocabolario e la scena del paracadute che boh, lì si capisce che avrebbero voluto fare qualcosa di realistico ma l'effetto è davvero ridicolo.
                    Salvo la resa di Gotham e Cat,Woman davvero nella parte e con il giusto aspetto.
                    Inconcepibile per me il successo, mi sembra proprio un compendio di cose da non fare con Batman rispetto al punto medio delle caratteristiche che lo riguardino.
                    Ma essendo in minoranza me ne sto tranquilla e ne accetto il plauso.

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                    • Visto che viene citata la filmografia di Reeves è interessante per me vedere come The Batman s'inserisce nel percorso del regista.

                      Parto dal presupposto che i suoi film precedenti non hanno problemi di durata eccessiva rispetto a quello che i personaggi e la storia hanno da dire. Il nuovo film invece rientra perfettamente in questa categoria di opere recenti (le prime, più recenti, che mi vengono in mente sono Justice League, No Time to Die, ma anche l'ultima stagione di Stranger Things) dove l'aumento di quantità sembra dover portare di per sé a uno della qualità e le dinamiche tra personaggi a volte sembrano meccanizzate in favore del passaggio al prossimo plot point o set piece.

                      Poi lui ha sempre prediletto dei ritmi dilatati, che si prendono il proprio tempo, ma mai a discapito della concisione del discorso (anche se nell'ultimo capitolo delle Scimmie qualche tenue tendenza c'era).

                      Sicuramente come contenuti è coerente con i suoi film precedenti.

                      A Matt, tra le varie cose, sicuramente interessa creare un dialogo, una compenetrazione, un rimescolamento. di volta in volta diverso, tra l'altro (mostro, animale, via di mezzo) e l'uomo, che spesso si traduce in un conflitto che mina (o distrugge o rinnova) il modello sociale imperante.

                      In Cloverfield, tra i titoli più rappresentativi del cinema americano post-11 settembre, questa cosa assumeva la connotazione formale del found footage, con l'apocalisse registrata in presa diretta senza soluzione di continuità sul banalissimo filmino di due innamorati.
                      In Lasciami entrare era l'amicizia in morale area grigia tra bambino e vampiro.
                      Nelle Scimmie erano ovviamente i primati protagonisti che pian piano si sostituivano agli umani e di cui Reeves indagava i conflitti interiori, le espressioni e le evoluzioni (in tutti i sensi), trovando l'umano nella scimmia (e la bestia nell'uomo).

                      In quasi tutti i casi si trattava di storie con una componente emotiva preponderante e ben delineata fin da subito (fa eccezione, in parte, Lasciami entrare, da questo punto di vista il più vicino a The Batman, sarà un caso?).

                      Da questo punto di vista qua Reeves si è arrischiato in parte fuori dal suo elemento (per me riuscendo a metà) partendo da un protagonista e un contesto quasi completamente anaffettivi, quasi interamente "lavoro e missione", con le interazioni umane ridotte ai minimi termini.
                      E' davvero un film sul "The Batman" (non Batman), qualsiasi sia questa cosa che ha preso il posto di Bruce Wayne e ne usa il corpo per muoversi di notte. Un'armatura che cammina, emergendo dal buio con i passi pesanti che ne anticipano l'arrivo, e che combatte prendendosi fucilate e mitragliate a bruciapelo come fossero confetti.

                      Tiene un diario come i detective noir, ma in realtà il parallelismo più immediato è quello con gli stessi serial killer a cui dà la caccia, vedi l'accostamento tra la soggettiva iniziale dell'Enigmista e quella di Bats che spia Selina, o l'interessante intuizione delle lenti/telecamera in cui rivede sì trova indizi ma riguarda anche se stesso pestare i criminali, vedi quanto parla di "scegliere con cura i propri bersagli". Questo Batman è davvero un vigilante, un modello distorto che contribuisce a generare i mostri che vorrebbe combattere.

                      E, come nei film precedenti, Reeves pian piano cerca di cominciare a (è pur sempre il primo di una trilogia) tirare fuori l'uomo dalla bestia.
                      Man mano che la trama si dipana il coinvolgimento del protagonista (e di Selina) si rivelano sempre più personali, i toni si scaldano un po', alla pioggia si sostituiscono malinconici tramonti, il protagonista comincia a combattere più per i vivi che per i morti, sino a che alla fine fa il primo passo per assumere su di sé un più consapevole ruolo di guida e un addio (arrivederci) che all'inizio non ci sarebbe neanche mai stato assume contorni romantici.

                      Sulla carta tutto bene, nell'esecuzione il risultato è buono e apprezzabile ma altalenante e non sempre a fuoco, anche per via della dilatazione narrativa che non si traduce in un equivalente scavo dei personaggi e della nuova Gotham.

                      Dano come villain ha i suoi momenti, ma purtroppo quando gli scappa l'overacting (che per me neanche PTA era riuscito a dirigere, figuriamoci qua) il ridicolo è dietro l'angolo. Capisco che forse, visto il personaggio, faceva anche parte delle intenzioni, ma per me non lì cade proprio.

                      Su Selina invece ero prevenuto, molto prevenuto, invece mi è piaciuta, una dei pochi elementi sanguigni del film e fondamentale per l'arco di Bruce.

                      Comunque buoni i vari comparti, la regia e la fotografia in particolare, nel delineare una Gotham che è per lo più vista per frammenti, dettagli, contorni sfocati, a misura di uno sguardo limitato e con poche concessioni ai panorami.

                      Sono curioso per il sequel sia perché spero che Reeves torni a una narrazione più succinta e centrata sia perché il punto di partenza stabilito alla fine di questo mi sembra più nelle sue corde.

                      E se vuole proseguire sulla strada della detection dovrebbe trovarsi un altro co-sceneggiatore perché questa andava a corrente alternata e la rivelazione a cui portava non era neanche una rivelazione.
                      Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 19 giugno 22, 15:29.
                      Luminous beings are we, not this crude matter.

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                      • Recensione democristiana.

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                        • Per me più passa il tempo più il film mi scende (e comunque ero stato tiepido fin da subito)

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                          • Sono curioso di sapere come è stata adattata tutta la questione del rata alada (la parte più meh del film) in italiano, perché ci sono almeno tre giochi di parole che in italiano sono intraducibili (stool pigeon, "you are el" e "rat with wings").
                            Luminous beings are we, not this crude matter.

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                            • Anche io più passa il tempo e più me lo dimentico, e non ho nemmeno voglia di rivederlo.

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                              • Fui uno dei pochi a stroncarlo sin da subito, capendone il bluff. Il critico Fornasiero su Mymovies coraggioso nel stroncarlo, visto che tutte le testate cinema su internet italiane gridarono al grande film se non capolavoro.

                                I difetti oramai sono stati svescerati tutti, compreso qualche piccolo ma insufficiente pregio, alla conta del risultato. Pure la faccenda del padre di Bruce Wayne gestita alla men peggio, persino quel fanfarone di Todd Philips in Joker ebbe molto più coraggio nel tratteggiare tale figura, mentre Reeves con un quadruplo salto carpiato arzigottolato, riporta tempo 5 minuti la figura del genitore nella comfort zone, mah...

                                Oltre ad avere poca voglia di rivederlo, non hai neanche voglia di vedere il sequel con le carte che hanno messo in tavola, l'ennesimo Joker anche no, così presto potevamo farne a meno.

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