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Superman - nuovo film

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  • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
    Fosse nero sarebbe la cosa più interessane di tutto il progetto, davvero avete voglia dell' ennesimo reboot con l' ennesimo bambolotto bianco?
    ma veramente è proprio l'idea di "reboot" che è sbagliata.
    parlassero di altri personaggi diamine. "che palle" andrebbe detto per questo, non per i post degli altri utenti


    Famuyiwa in Mandalorian mi è piaciuto tantissimo, quando entra lui alla regia, si percepisce chiaramente un quid in più, soprattutto perché non solo ha diretto ma ha anche scritto quello che stava facendo. La dimostrazione che un regista di colore, non deve necessariamente fare solo storie per gente di colore (sì lo so che i suoi corti e i suoi lavori hanno tratto anch'essi temi su afroamericani et similia). Lui dovrebbe essere chiamato in primis per il talento che esprime, a me piace molto e spero per lui che si tenga il più lontano possibile dai giocattoloni e i blockbuster.
    "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
    And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
    That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


    # I am one with the Force and the Force is with me #

    -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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    • Mandalorian non è un giocattolone e un blockbuster?

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      • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

        beh stando alle regole che oggi si impongono ad hollywood sembra questo l'andazzo, che io tra l'altro reputo ancora più discriminante, di tutto il resto.

        se c'è un personaggio nero o di qualsiasi altra etnia, solo uno di quella etnia può dargli la voce. se c'è un regista di colore, quasi sempre tratta film con temi per afroamericani e se c'è uno sceneggiatore nero, possibile che farà roba strettamente connessa a quegli argomenti. limtare un lavoro artistico, attraverso il proprio colore di pelle e gusti sessuali è proprio inclusivo!

        la vera rivoluzione sarà quando si riuscirà a parlare dei film, senza dover leggere gossip sui gusti sessuali degli attori, sul loro colore della pelle e sulla loro identità di genere. ma quando sono le stesse major a marciarci sopra, credo sia normalissimo che la reazione del pubblico risulti divisoria, è questo che vogliono, generare la discussione, della qualità del prodotto o del messaggio, non frega fondamentalmente nulla (altrimenti non mi facevi Black Panther che pensa agli afroamericani e non si cura minimamente della vera Africa).

        per il caso in questione, ci sono molti elementi per cui poter azzardare ipotesi (siamo in un fourm, viviamo ogni giorno di sensazioni e ipotesi su), il rumor che era già uscito su Michael B. Jordan e l'assunzione di uno scrittore/giornalista che da sempre tratta in prima linea certi temi.

        concordo in generale sul fatto che la WB/DC continui a destare perplessità sul modus operandi. non si capisce quante soluzioni produttive sono aperte ormai. i film stand alone con il taglio serio/autoriale, il dc universe che fotocopia la marvel con film orrendi come ww84 e shazam (la linea comicah), HBO max che riprende il progetto morto dello snyderverse, il metamultiverso di Flash con il fenomeno dei due film di IT e ora Abrams, il custode dei reboot, immerso in una nuova produzione con ancora Superman... forse puntano al metodo supercazzola per sfiancare il pubblico e il metodo botta di culo conosciuto anche come il vecchio ndo cojo, cojo
        La questione della gettizzazione è un finto problema, il problema delle rivendicazioni categoria è che il 99% dei ruoli sono dati a bianchi anche quando hai la possobilità di prendere un nero, il cosiddetto whitewashing.

        Il problema più evidente è nel mondo del doppiaggio dove praticamente esistono solo doppiaggi fatti da bianchi ma hanno a disposizione moltissimi doppiatori neri che non lavorano perché, chissà come mai, vengono sempre scelti i bianchi. Hanno fatto un esperimento e se basano la scelta solo sulla voce, al buio quindi, il numero di assegnazioni a neri sale. Chissà come mai.

        Nel mondo LGBT è uguale, come è possibile che un'attrice donna possa interpretare una trans, ma una trans non possa né potrà mai (è mai successo) interpretare una donna in un film? Per un film romantico, è masi stato preso un attore gay per fare il protagonista maschile di uan storia etero? La rivendicazione "sindacale" è proprio questa, perché noi (etero) possiamo interpretarlo loro (gay) e non il viceversa?

        Tutti sognano un mondo in cui nella questione personale degli interpreti non frega nulla a nessuno, ma succederà solo se queste discriminazioni che ci sono saranno superate.

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        • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
          Mandalorian non è un giocattolone e un blockbuster?

          per giocattoloni intendevo i cinecomic, lo sai. non fare il furbetto

          comunque quella sua collaborazione in Mando, gli ha consentito almeno di spaziare e mostrare che ha senso del gusto alla regia, si fosse impelagato con qualche cinecomic, sarebbe stato l'ennesimo regista anonimo che fa film confezionati.. stando pure alla vicenda di Flash, spero per lui che la pratica cinecomic non si riapra.

          oh, se poi mi fa uno Star Wars al posto di quella raccomandata della Jenkins, ben venga! è un territorio che ha già esplorato quella starwarsiano e li si andrebbe sul sicuro
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          • Originariamente inviato da StoneAngel Visualizza il messaggio

            La questione della gettizzazione è un finto problema, il problema delle rivendicazioni categoria è che il 99% dei ruoli sono dati a bianchi anche quando hai la possobilità di prendere un nero, il cosiddetto whitewashing.

            Il problema più evidente è nel mondo del doppiaggio dove praticamente esistono solo doppiaggi fatti da bianchi ma hanno a disposizione moltissimi doppiatori neri che non lavorano perché, chissà come mai, vengono sempre scelti i bianchi. Hanno fatto un esperimento e se basano la scelta solo sulla voce, al buio quindi, il numero di assegnazioni a neri sale. Chissà come mai.

            Nel mondo LGBT è uguale, come è possibile che un'attrice donna possa interpretare una trans, ma una trans non possa né potrà mai (è mai successo) interpretare una donna in un film? Per un film romantico, è masi stato preso un attore gay per fare il protagonista maschile di uan storia etero? La rivendicazione "sindacale" è proprio questa, perché noi (etero) possiamo interpretarlo loro (gay) e non il viceversa?

            Tutti sognano un mondo in cui nella questione personale degli interpreti non frega nulla a nessuno, ma succederà solo se queste discriminazioni che ci sono saranno superate.
            Non è che cambi le cose se quando annunci Eternarls, l'unica notizia che mandi in giro è che hanno preso un attore gay per fare un gay, come non cambi le cose se per cambiare qualcosa nel mondo degli interpreti vocali, chiami un nero a fare la voce del nero o un indiano a fare quella di uno indiano.

            Per me il cambiamento (che mi piacerebbe davvero vedere) è quello dove certe cose non si sponsorizzano, ma avvengono realmente all'interno di una società e di una produzione. Voglio che un nero, non abbia problemi a dare voce a un personaggio bianco, così come un omosessuale, non dovrebbe avere problemi ad interpretare un personaggio etero e viceversa. Questo è cinema, è la quintessenza dell'interpretazione, delle maschere, della teatralità.. relegare tutto ad etichette e "tu fai questo perché sei così" per me non è la strada che porta al cambiamento, ma al mero sfruttamento di questi temi e ad un sistema che alla fine mai cambierà del tutto. Perché oggi sono orientati verso questi discorsi, domani, cambia l'argomento e le produzioni seguono quella scia.

            Poi c'è anche un grosso dilemma secondo me... si vuole parità all'interno del sistema, nel senso, io omosessuale, o di entia diversa, donna, trans voglio avere le stesse occasioni di chi oggi ha sempre lavorato molto, o voglio che ad esempio un trans venga inserito in una storia solo per esprimere il fatto che sia trans all'interno della narrazione?

            Nel secondo caso, sarai sempre costretto a trovare uno stratagemma narrativo per dover a tutti i costi dire e sottolineare che quel personaggio è trans, quello è omosessuale e l'altro è uno di colore che è stato discriminato. Non è mica facile inserire certi temi, senza sembrare propagandistico per chi scrive. Conosco alcuni omosessuali che sono anche stanchi di vedersi caratterizzati sempre come la storiella amorosa nelle produzioni televisive. Vorrebbero invece che ci fosse magari un supereroe che nella storia è gay, senza però doverlo dire ogni volta per ricordarlo al pubblico, un personaggio che possa essere avventuroso senza dover slinguazzare metà cast e fare allusioni streotipate o moine intuili. Nella vita di tutti i giorni non è che quando un gay conosce un etero o un altro gay, lo deve ribadire ogni 3 minuti e non è che se ci sono due gay dentro la stessa comitiva, questi si devono piacere a tutti i costi. C'è anche questa abitudine di immaginare un personaggio che non ha spunti di tipo sessuale al livello narrativo, di standard come un eterosessuale... ma ad esempio una Rey in Star Wars che non ha avuto nessuno sbocco romantico, io ero libero di immaginarla anche lesbica, anzi per me lo è proprio.

            Affrontare sti temi purtroppo genera sempre incomprensioni e si taccia gli interlocutori di razzismo, omofobia eccecc.. quando spesso è il "come" tutto viene affrontato che da fastidio, di come chi è nel sistema approfitta dell'argomento per creare ancora più etichette e diversità. ho scoperto che anche io dovrei avere delle etichette per ste persone.. bianco cis etero, se questo è "l'aria di cambiamento", dove nel 2021 devo sentirmi chiamare "bianco" e non con il mio nome, c'è qualcosa che non sta davvero funzionando.
            "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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            • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

              E' già Black Manta..
              Certo, ma diventerebbe un ostacolo solo nel caso non riuscisse ad incastrare le varie riprese (anche perchè questo Superman arriverà non prima di qualche anno). Comunque se vogliono davvero un Superman nero secondo me è probabile che prendano un attore giovane e non ancora emerso

              Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
              Di fustacchioni neri ce ne sono quanti se ne vogliono, lui sarebbe stato perfetto fino a qualche anno fa (ormai va per i quarantacinque).
              E tra l'altro faceva il padre proprio di Michael B. Jordan in Black Panther

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              • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                Certo, ma diventerebbe un ostacolo solo nel caso non riuscisse ad incastrare le varie riprese (anche perchè questo Superman arriverà non prima di qualche anno).
                Più che altro intendevo avere lo stesso attore per Superman e per Black Manta negli stessi anni nello stesso macroverso narrativo.
                Con tutti gli attori che ci sono non credo che si andrebbero a pescare proprio uno che hanno già assunto in un altro ruolo.
                Luminous beings are we, not this crude matter.

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                • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                  Non è che cambi le cose se quando annunci Eternarls, l'unica notizia che mandi in giro è che hanno preso un attore gay per fare un gay, come non cambi le cose se per cambiare qualcosa nel mondo degli interpreti vocali, chiami un nero a fare la voce del nero o un indiano a fare quella di uno indiano.

                  Per me il cambiamento (che mi piacerebbe davvero vedere) è quello dove certe cose non si sponsorizzano, ma avvengono realmente all'interno di una società e di una produzione. Voglio che un nero, non abbia problemi a dare voce a un personaggio bianco, così come un omosessuale, non dovrebbe avere problemi ad interpretare un personaggio etero e viceversa. Questo è cinema, è la quintessenza dell'interpretazione, delle maschere, della teatralità.. relegare tutto ad etichette e "tu fai questo perché sei così" per me non è la strada che porta al cambiamento, ma al mero sfruttamento di questi temi e ad un sistema che alla fine mai cambierà del tutto. Perché oggi sono orientati verso questi discorsi, domani, cambia l'argomento e le produzioni seguono quella scia.

                  Poi c'è anche un grosso dilemma secondo me... si vuole parità all'interno del sistema, nel senso, io omosessuale, o di entia diversa, donna, trans voglio avere le stesse occasioni di chi oggi ha sempre lavorato molto, o voglio che ad esempio un trans venga inserito in una storia solo per esprimere il fatto che sia trans all'interno della narrazione?

                  Nel secondo caso, sarai sempre costretto a trovare uno stratagemma narrativo per dover a tutti i costi dire e sottolineare che quel personaggio è trans, quello è omosessuale e l'altro è uno di colore che è stato discriminato. Non è mica facile inserire certi temi, senza sembrare propagandistico per chi scrive. Conosco alcuni omosessuali che sono anche stanchi di vedersi caratterizzati sempre come la storiella amorosa nelle produzioni televisive. Vorrebbero invece che ci fosse magari un supereroe che nella storia è gay, senza però doverlo dire ogni volta per ricordarlo al pubblico, un personaggio che possa essere avventuroso senza dover slinguazzare metà cast e fare allusioni streotipate o moine intuili. Nella vita di tutti i giorni non è che quando un gay conosce un etero o un altro gay, lo deve ribadire ogni 3 minuti e non è che se ci sono due gay dentro la stessa comitiva, questi si devono piacere a tutti i costi. C'è anche questa abitudine di immaginare un personaggio che non ha spunti di tipo sessuale al livello narrativo, di standard come un eterosessuale... ma ad esempio una Rey in Star Wars che non ha avuto nessuno sbocco romantico, io ero libero di immaginarla anche lesbica, anzi per me lo è proprio.

                  Affrontare sti temi purtroppo genera sempre incomprensioni e si taccia gli interlocutori di razzismo, omofobia eccecc.. quando spesso è il "come" tutto viene affrontato che da fastidio, di come chi è nel sistema approfitta dell'argomento per creare ancora più etichette e diversità. ho scoperto che anche io dovrei avere delle etichette per ste persone.. bianco cis etero, se questo è "l'aria di cambiamento", dove nel 2021 devo sentirmi chiamare "bianco" e non con il mio nome, c'è qualcosa che non sta davvero funzionando.
                  Le rivendicazioni lavorative non hanno molta attinenza con gli etichettatori, è la narrazione imperante che fa mischioni, ma allo stesso tempo le sponsorizzazioni che pure possono essere tacciate di mercatismo sono l'unico modo per dare un'eco maistream alle questioni.

                  Senza esempi non dai prospettive, e senza eco non crei esempi. Poi può essere disturbante per chi vorrebbe che tutto filasse liscio al primo colpo, il problema che non fila liscio perché tra persone educate ci diciamo che dovrebbe filare liscio, ma lo farà perché chi può nel bene e nel male si impone.

                  Tutto il resto non c'entra nulla con le rivendicazioni, non si può imputare a chi pone un problema il fatto che la scrittura dei prodotti o le scelte delle major sono spesso dozzinali, che le aziende seguano il mercato è un fatto, lo fa chiunque investa dei soldi, ma questo non è un problema di chi non si vede rappresentato.

                  Quanto al resto, nessuno sta dando del razzista agli interlocutori, ma quello che invito a fare quando si trattano questi argomenti è avere il giusto grado di empatia per capire che nati in Italia, generalmente bianchi, la storia di vessazione che per generazioni alcune etnie hanno avuto in USA, dove originano questi prodotti e queste rivendicazioni, non potremo mai capirli. Quale italiano ha una storia di sterilizzazione di massa voluta dalle autorità all'interno della propria famiglia? Tanto per fare un esempio.

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                  • Secondo me Abrams ci mette le mani anche in regia (che non è necessariamente un male, il problema di Ep VII è la filosofia produttiva di fondo, non l'abilità di JJ dietro la macchina da presa). Quasi quasi però spererei in un nome un po' più fresco, anche perché JJ sta mettendo le mani in ogni angolo del nerduniverso e inizia a diventare un po' stucchevole. Comunque è molto interessante lo scrittore che hanno scelto (strano che nessuno l'abbia sottolineato, basta vedere il nome Abrams e si parte alla carica XD), potrebbe dare un taglio intrigante alla storia e al personaggio.

                    Superman nero o bianco cambia relativamente poco. Non c'è una ragione puramente narrativa per tenerlo bianco (è un dannato alieno per Diana XD), al massimo per una questione di iconografia e per una ragione probabilmente economica (è un personaggio trasversale che si rivolge ad un pubblico vastissimo, renderlo nero potrebbe alienare una parte non indifferente di quel pubblico).

                    Concordo comunque sull'escludere Michael b Jordan. Quella perenne espressione da pesce piagnone ed imbronciato inizia a darmi sui nervi.

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                    • Originariamente inviato da The Fool Visualizza il messaggio
                      Comunque è molto interessante lo scrittore che hanno scelto (strano che nessuno l'abbia sottolineato, basta vedere il nome Abrams e si parte alla carica XD)
                      Come no, l'ho scritto all'inizio e poi se n'è parlato riguardo la possibilità che Supes fosse nero anche alla luce del contenuto della sua bibliografia.
                      Luminous beings are we, not this crude matter.

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                      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                        Come no, l'ho scritto all'inizio e poi se n'è parlato riguardo la possibilità che Supes fosse nero anche alla luce del contenuto della sua bibliografia.
                        Sorry, sorry sono stato troppo frettoloso

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                        • Quanti discorsi stantii e noiosi sul politically correct...ormai quando vedo questa parola smetto di leggere.

                          Superman è bianco solo perché i suoi creatori erano ebrei, e perché negli anni 40 non era neanche minimamente immaginabile che un supereroe simbolo degli USA fosse nero o di qualsiasi altra etnia o colore.

                          Aveva l'aspetto di un compassato borghese americano, col mascellone e il petto prominente da simbolo di propaganda anticomunista.

                          Il figlio di Kripton era anche figlio dei suoi tempi, esattamente come la sua controparte cristiana....dipinto anche lui con tratti caucasici, biondo e con gli occhi azzurri, nonostante i natali mediorientali, per non sconvolgere i bigotti europei dell'epoca medioevale.

                          Oggi non ha più nessuna importanza di che colore sia la pelle di un alieno super dotato.
                          Ben venga che sia un nero, non vedo dove stia il problema.

                          Anzi spero che si spingano oltre, e che invece di farlo precipitare nelle campagne americane vada a cadare in mezzo alle capanne in un villaggio Africano o in quartiere popolare di Jeorge Town o in un qualsiasi quartiere multietnico non necessariamente povero da qualche parte nel mondo.

                          ​​​​
                          Ultima modifica di HULK SPACCA 70; 27 febbraio 21, 20:39.

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                          • Originariamente inviato da HULK SPACCA 70 Visualizza il messaggio


                            Anzi spero che si spingano oltre, e che invece di farlo precipitare nelle campagne americane vada a cadare in mezzo alle capanne in un villaggio Africano o in quartiere popolare di Jeorge Town o in un qualsiasi quartiere multietnico non necessariamente povero da qualche parte nel mondo.

                            ​​​​
                            Oppure in Ucraina nel '38 e ci tiri fuori Red Son

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                            • Originariamente inviato da HULK SPACCA 70 Visualizza il messaggio
                              Quanti discorsi stantii e noiosi sul politically correct...ormai quando vedo questa parola smetto di leggere.


                              Anzi spero che si spingano oltre, e che invece di farlo precipitare nelle campagne americane vada a cadare in mezzo alle capanne in un villaggio Africano o in quartiere popolare di Jeorge Town o in un qualsiasi quartiere multietnico non necessariamente povero da qualche parte nel mondo.

                              ​​​​
                              alla faccia dell'antirazzismo

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                              • Originariamente inviato da Stefano Grandi Visualizza il messaggio

                                Oppure in Ucraina nel '38 e ci tiri fuori Red Son
                                Esattamente.
                                Oggi una cosa del genere viene vista come una variazione sul tema, ma se lo avessero proposto negli anni 80 o ai tempi del maccartismo immagina cosa sarebbe successo.
                                I tempi sono maturi per andare anche oltre.

                                ​​​​​​

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