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Leggendo Tolkien

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  • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
    Ma in italiano non lo hanno pubblicato per magagne di traduzione o per l'edizione che Bompiani voleva proporre? Non ho capito bene, che gliene frega dell'edizione a quelli?
    Da quel che ho capito la Bompiani sta facendo sparire le copie di ISDA con le vecchie traduzioni. I motivi credo siano fondamentalmente due: 1) per via delle beghe con la Alliata per questioni dei diritti e cose affine 2) sfruttare la bega del primo punto, per fare in modo che nel tempo rimanga soltanto una traduzione ufficiale di ISDA, ovvero quella recente di Fatica.

    In sostanza la prossima generazione che si avvicinerà a ISDA e Tolkien, lo farà con la traduzione di Fatica e non si farà problemi a leggere "Samplicio", "Forestali", "Passolungo", "Valforra" eccecc
    "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
    And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
    That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


    # I am one with the Force and the Force is with me #

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    • Penso che Sensei si riferisse al motivo per cui non hanno tradotto la HOME in italiano

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      • Giusto, mi riferivo ai motivi.

        Comunque da quel che ho capito HOME, è una serie di saggi e appunti che sono serviti da base di creazione dell'universo fantasy di Tolkien, quindi roba più da studiosi accademici che da lettori.

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        • saggi, appunti e un modo per capire Tolkien e la sua cosmogonia, oltre i racconti ufficiali.

          diciamo che principalmente è una collana che il figlio fece uscire per scusarsi della "leggerezza" con la quale fece uscire il Silmarillion spacciandolo per completo. E' per certi versi un ampliamento di quel libro, correggendo e/o arricchendo cose che purtroppo non sono finite in quel libro (perché tolkien figlio, li ha trovati dopo molti di questi appunti). Alcuni studiosi sono combattuti se considerare "canonici" alcune cose della HoME o rimanere fedeli a quel che è stato introdotto nel Silmarillion.

          poi ovviamente in questi libri c'è materiale anche su ISDA (c'è pure un brevissimo pezzo che fa da seguito a ISDA.. ma subito cestinato da Tolkien).

          Ad ogni modo se non si è letto prima i libri completi/ultimati, ha poco senso avvicinarsi a quelli.
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          • Il 22 luglio è uscita la versione de Il Ritorno del Re con la nuova traduzione.

            Qualcuno ha più seguito la vicenda?

            Io mi sono tenuto informato tramite questo link: https://www.jrrtolkien.it/wp-content...lla-nomi-F.pdf
            ma è aggiornato a maggio 2020, quindi ancora non ci sono le traduzioni nuove su ROTK, chi già ha avuto il piacere (o il dispiacere) di leggere, non si vergogni a condividere

            ho letto che hanno aggiunto addirittura una mappa inedita in Italia (quella dettagliata su rohan e gondor) oltre quella della contea e la generica

            io spero che facciano uscire l'edizione che comprenda tutti e tre i volumi, così passerò alla lettura della nuova traduzione, per il momento mi accontento di spulciare le novità tramite il pdf
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            • Presente!

              Io sto ancora leggendo "Le due torri", sono a più della metà. Il risultato mi sembra in linea con quanto visto per la "Compagnia", ossia un lavoro molto buono, con poche scelte di toponomastica o traduttive in generale che non mi convincono. Insomma per ora sono ancora soddisfatto di questa nuova traduzione. L'impatto può essere strano con le parole particolari (desuete, tecniche, dialettali,ecc.), ma Fatica lo fa per tentare di trasportare in lingua italiana quello che il lettore inglese potrebbe provare quando si trova di fronte al lessico difficile di Tolkien.

              Per quanto riguarda il link dei nomi, ho visto che proprio ieri è stato aggiornato, quindi troverai anche i nomi del Ritorno del Re (compresi quelli della mappa della Contea!). Sì, il merito per ora di questo terzo volume è presentarci la mappa inedita su Rohan-Gondor e anche quella semi-inedita della Contea, dico "semi" perché ben pochi l'avranno vista in quanto contenuta solo nel volume Astrolabio del 1967, quello con solo "La Compagnia dell'Anello". Ci sono voluti 50 anni per averle ma ce l'abbiam fatta. Spero nel volume unico almeno quella della Terra di Mezzo sia piegabile e non stampata sulla seconda di copertina (come mi pare sia adesso).
              E a proposito delle questioni editoriali, forse parecchi lo ignorano ma la nuova traduzione è servita anche per avere il testo aggiornato più recente: né Rusconi ai tempi, né Bompiani s'erano mai interessate a ciò; infatti la vecchia traduzione ha il testo risalente al 1967 e non ha quindi diverse modifiche che sono state fatte (qualche frase aggiunta o delle correzioni cronologiche sugli eventi del libro, le più grosse sono state fatte nel 2004 se non mi sbaglio). Per non parlare, da ciò che ho visto in rete, di parecchie parole mancanti nella vecchia traduzione; proprio a proposito del "Ritorno del Re" in una frase manca ad esempio il riferimento ai re "heathen" citati da Denethor. Secondo me non c'è alcun motivo per non sperimentare questa nuova traduzione, anzi come detto ci sono diversi miglioramenti.

              Tu Naihir l'avresti tradotto il nome Shelob?

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              • Io non sono particolarmente legato al nome di Shelob, Aragne non mi dispiace, anche perché mi da più il senso di un ragno enorme femminile, rispetto a Shelob. Per me ci sta come nome.

                Diciamo che su città, cose e luoghi la traduzione di Fatica un po' mi aggrada, invece su alcuni nomi faccio ancora fatica a digerire il cambiamento Samplicio, Passolungo, Pippin, Forestali, Cavallino Inalberato.. non è roba che mi fa impazzire, io avrei seguito una linea guida precisa, invece è evidente che con Frodo e "Baggins" si è messo il paletto del non tradurli, per popolarità, mentre sugli altri si è lasciati andare e questo crea un po' di disomogeneità tra alcuni nomi, soprattutto della stessa zona.

                Lette così, alcune cose sono azzeccatissime, altre le avrei lasciate più auliche come intese da Alliata.

                Ancora non mi sono addentrato nella lettura dei libri, quindi non posso commentare la scorrevolezza del testo, le poesie e canti, o come e quanto incidano i cambiamenti sulla lettura continua. A leggerle così alcune cose sono ottime, altre aberranti.

                Ho letto che per Rohan ha tradotto poco e niente.. tipo eastfold, ha lasciato "fold" e anche "mark" non è più "marca", mentre le più grandi differenze sono su Hornburg (Borgo Corno che sostituisce il bruttissimo Trombatorrione) Hammerhand (Mano di Maglio -che io avrei messo con "Mandimaglio", visto che è una sorta di surname del personaggio- ) Dunharrow (Fanclivo) e Harrowdale (Valfano), con quest ultime sembrano due inviti ad andare a quel paese

                anche qui altalenanza tra cose buone e altre un po' meh.

                Ci sono altre cose interessanti da riportare su Rohan?
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                • Concordo su Aragne, non m'è dispiaciuto come cambiamento (anche perché in molti altri paesi è stato tradotto come nome, quindi non capisco lo scandalo che molti gridano per aver osato cercare di tradurlo). Sulla questione della coerenza dei nomi sono anche qui d'accordo, la scelta dei Baggins è purtroppo da imputare all'editore, così aveva detto Fatica, che l'avrebbe volentieri tradotto.

                  Sulle poesie ci sono cose ottime e altre meno (quella di Imladris non mi faceva impazzire nella nuova resa, ad esempio). Per quanto riguarda il secondo volume, quelle degli Ent mi sono piaciute, in particolare quella di Sorbolesto/Sveltolampo l'ho trovata stupenda per come è riuscito a tenere le allitterazioni. Ma sulle poesie molto incide il gusto personale: ad esempio ad alcuni non va giù il "trono tetro" come sonorità, a me non disturba.

                  Per Rohan: sì in generale ha lasciato inalterato, anche se certe cose le ha tradotte, tipo Mark è diventato "Marca", oppure ha tradotto Ovestemnet (se ricordo bene) per Westemnet ma ha lasciato Westfold; mi pare il membro AIST che ha collaborato alla nuova traduzione ha fatto notare come modifiche per il volume unico di cercare più coerenza nei nomi di Rohan. Borgo Corno non mi piace molto, avrei preferito Cornoburgo alla spagnola; borgo per me dà un'idea un po' diversa di com'è fatta quella cittadella difensiva. Fanclivo è vero, secondo me bastava invertire e "Clivofano" andava benissimo senza dover offendere l'interlocutore. :P Come nome però il più arduo è stato "Concasconta" per Derndingle (in precedenza Tondovallo), ci son rimasto un po' a rifletterci ma poi ho capito.
                  Su Rohan non mi ricordo altro al momento, se non che ha reso meglio i vari "sister-son" e "sister-daughter" del testo originale quando Theoden si rivolge ad Eomer ed Eowyn: da "figlio e fratello" e "figlia e sorella" dell'Alliata si è passati a un più corretto "figlio di sorella" e "figlia di sorella".

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                  • Grazie per avermi detto dell'aggiornamento, infatti stavo rileggendo un po' di novità..

                    tra l'altro mi era sfuggito RETTILINGUA al posto di Vermilinguo.. ecco altro esempio dove secondo me, la traduzione ci può stare (perché Retti, oltre che rettile, fa pensare anche alla rettitudine di quel che potrebbe dire alle orecchie del Re, quindi camuffarlo meglio a Corte come un soprannome benevolo, quando non lo è) ma Vermilinguo aveva qualcosa di più evocativo.

                    Ah poi anche Ombromanto è cambiato, ma vabbè è un cambiamento indolore. Non ho ben capito cosa ha portato Fatica a scegliere di tenere "Riddermark" ma tradurre tutte le altre voci dove compare "mark" con Marca. Cornoburgo in effetti è più carino.

                    Una traduzione che invece ho trovato buona è Castaldo, al posto del bruttino Sovrintendente, mentre non ho capito perché Easterlings, l'ha lasciato con Easterling, cosa c'era di sbagliato in Esterling, visto che quasi tutto quello che ha "east" e "west" l'hai giustamente italianizzato. Anche Sudroni che diventa Sudron, mi è ignaro perché ha tolto la i
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                    • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                      Grazie per avermi detto dell'aggiornamento, infatti stavo rileggendo un po' di novità..

                      tra l'altro mi era sfuggito RETTILINGUA al posto di Vermilinguo.. ecco altro esempio dove secondo me, la traduzione ci può stare (perché Retti, oltre che rettile, fa pensare anche alla rettitudine di quel che potrebbe dire alle orecchie del Re, quindi camuffarlo meglio a Corte come un soprannome benevolo, quando non lo è) ma Vermilinguo aveva qualcosa di più evocativo.

                      Ah poi anche Ombromanto è cambiato, ma vabbè è un cambiamento indolore. Non ho ben capito cosa ha portato Fatica a scegliere di tenere "Riddermark" ma tradurre tutte le altre voci dove compare "mark" con Marca. Cornoburgo in effetti è più carino.

                      Una traduzione che invece ho trovato buona è Castaldo, al posto del bruttino Sovrintendente, mentre non ho capito perché Easterlings, l'ha lasciato con Easterling, cosa c'era di sbagliato in Esterling, visto che quasi tutto quello che ha "east" e "west" l'hai giustamente italianizzato. Anche Sudroni che diventa Sudron, mi è ignaro perché ha tolto la i
                      Su Rettilingua non m'è dispiaciuto neanche a me come utilizzo, lo preferisco per come riesce a rendere meglio il concetto di worm/wyrm che voleva Tolkien (in francese ad esempio è "Lingua di serpente" se non ricordo male); perché in italiano verme richiama altre immagini.
                      Sì Ombromanto ha avuto l'inversione di parole. Gandalf è diventato "Cappabigia" a Rohan. L'Entalluvio è ora l'Entorrente; i nomi del Fosso di Helm sono un po' cambiati, adesso c'è la "Comba del Fosso", e si può notare che ora c'è un più corretto complemento di specificazione "Il Fiume del Fosso", ecc.

                      Su Riddermark penso Fatica abbia pensato che, come Tolkien voleva che i nomi composti di Rohan (Westfold, Eastemnet, ecc.) non fossero tradotti pur sembrando nomi inglesi, allora anche quello fosse da mantenere nella forma originale inalterata.
                      Su easterling sono strad'accordo, non capisco perché non sia stato tradotto, è proprio lo stesso Tolkien che dice di tradurlo come "Genti dell'Est/Orientali" addirittura! Spero venga cambiato nelle successive ristampe, ma ne dubito. Idem per Sudroni, che non sapevo ora fossero i Sudron, mah.

                      Anche a me piace Castaldo rispetto a Sovrintendente per Stewart, che addirittura l'Alliata tradusse inizialmente in Commissario! Rimanda forse un po' troppo al periodo longobardo ma almeno ha quel sapore storico che non ci sta male.

                      Invece un termine che non mi va giù molto è Marese per le Paludi (Morte)...a parte che in altri luoghi del testo Fatica traduce "Paludi Morte" ma quando Marshes è da solo, per quel nome diventa "Marese", boh! Misteri fatichiani.

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                      • ecco mi sono venute in mente alcune cose da chiederti visto che tu stai leggendo il secondo libro..

                        ho letto che il villaggio di Underharrow ai piedi dello Snowbourn è stato tradotto in Sottofano, però nel pdf che spulcio, non c'è menzione di Upbourn.

                        come ha tradotto il fiume Snowbourn e il villaggio di Upbourn?

                        nella vecchia traduzione si optò per Acquaneve (da non dimenticare che nel film magicamente in questo fiume, secondo PJ risiedevano dei "cavalieri di Acquaneve") mentre il villaggio diventò Upburnan senza infamia e senza lode.

                        Cappabigia ehehe... beh penso che rientri nel processo di caratterizzazione che Fatica vuole dare ai vari modi di parlare dei popoli della TdM. Alla fine ci sta che utilizzino un termine così grezzo, a differenza di come lo chiamerebbero a Gondor. Sono molto curioso di leggere in futuro questa discrepanza nei modi di parlare tra hobbit, elfi, uomini alti e mediani.
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                        • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                          ecco mi sono venute in mente alcune cose da chiederti visto che tu stai leggendo il secondo libro..

                          ho letto che il villaggio di Underharrow ai piedi dello Snowbourn è stato tradotto in Sottofano, però nel pdf che spulcio, non c'è menzione di Upbourn.

                          come ha tradotto il fiume Snowbourn e il villaggio di Upbourn?

                          nella vecchia traduzione si optò per Acquaneve (da non dimenticare che nel film magicamente in questo fiume, secondo PJ risiedevano dei "cavalieri di Acquaneve") mentre il villaggio diventò Upburnan senza infamia e senza lode.

                          Cappabigia ehehe... beh penso che rientri nel processo di caratterizzazione che Fatica vuole dare ai vari modi di parlare dei popoli della TdM. Alla fine ci sta che utilizzino un termine così grezzo, a differenza di come lo chiamerebbero a Gondor. Sono molto curioso di leggere in futuro questa discrepanza nei modi di parlare tra hobbit, elfi, uomini alti e mediani.
                          Guarda, pensavo di avere problemi di memoria e mi stavo preoccupando, ma poi ho cercato nel testo originale e ho visto che quei due nomi appaiono solo nel "Ritorno del re". Ho cercato nel pdf (però in quello coi nomi ordinati alfabeticamente secondo l'inglese) e mi ha dato "Pollanivea" e "Pollalta". Ha quindi inteso "burna" come "spring" e non come "stream"; scelta curiosa, anche se così forse somiglia troppo al Pollagrigia, l'Hoarwell da lui così tradotto. Di buono c'è che mantiene il legame tra i due nomi con l'elemento "polla".

                          Sui modi di parlare il risultato direi che è più che soddisfacente, a parte qualche raro momento fuori registro. Il capolavoro Fatica l'ha fatto con Sam (almeno dove finora ho letto), direi che lui è l'esempio migliore della nuova traduzione con quella sua parlata molto colloquiale.

                          Metto un estratto (già bellissimo nell'originale e anche nella traduzione dell'Alliata) quando Gimli parla delle caverne del Fosso di Helm:
                          “E, Legolas, quando le faci sono accese e gli uomini camminano sui pavimenti sabbiosi sotto le cupole echeggianti, ah! allora, Legolas, gemme e cristalli e vene di preziosi minerali lucono sulle lustre pareti; e la luce rifulge attraverso le pieghe dei marmi, simili a conchiglie, traslucidi come le mani vive della Regina Galadriel. Ci sono colonne di bianco, di zafferano e di rosa alba, Legolas, scanalate e attorte in forme oniriche; sorgono da pavimenti variegati incontro ai pendagli luccicanti del soffitto: ali, funi, tendaggi rarefatti come nuvole aggelate; lance, vessilli, pinnacoli di palagi pensili! Laghi immoti li riflettono: un mondo sfavillante si affaccia da scure polle coperte di vetro lucido; città, quali la mente di Durin avrebbe a stento immaginato nel sonno, si stendono attraverso viali e corti colonnate fino ai recessi oscuri dove luce non penetra. Quand’ecco cadere argentina una goccia e le crespe tondate sul vetro fan piegare e oscillare ogni torre come alghe e coralli in una grotta marina. Poi viene la sera: e vaniscono in un baluginio; le fiaccole trascorrono in un’altra stanza, in un altro sogno. C’è una stanza dopo l’altra, Legolas; un salone che dà su un altro salone, una cupola dopo l’altra, una scalea al di là dell’altra; e sempre i sentieri serpono verso il cuore delle montagne. Grotte! Le Caverne del Fosso di Helm! È stata un’occasione fortunata a condurmi lì! Lasciarle m’induce al pianto.”

                          Di sicuro durante la lettura serve un buon dizionario come compagno di viaggio.

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                          • Ah cavoli è vero! Tutta la parte dell'adunanza è in ROTK e quel pezzo di quando Theoden si organizza con i Cavalieri e attraversa il paese, per arrivare a Dunharrow, è nel terzo libro. Ricordavo male sorry!

                            Beh Pollanivea è meno suggestivo di "Acquaneve", però la nuova traduzione ha sicuramente dato un legame con Upbourn (che nella vecchia traduzione mancava) che quindi è diventato Pollalta. Tra l'altro credo che Fatica stia cercando di rendere più nostrano possibile la traduzione di Tolkien. Quindi ove il Prof usava terminologie, assonanze, usi e costumi della propria cultura, qui Fatica cerca di fare altrettanto, accumunando il tutto alla nostra cultura e storia.

                            Come ricorda Tolkien Gateway (la wiki più sviluppata e precisa tra tutte quelle che si trovano nel web):
                            As Tolkien noted, up- is used in English place-names for river-side villages (as Upavon in Wiltshire), especially in contrast to larger places near its mouth (as Upwey above Weymouth).

                            e penso che Fatica abbia fatto un po' la stessa cosa per l'italiano. Infatti esiste un paese dal nome di "Polla" che si trova proprio sulle rive di un fiume


                            Ah quindi anche Gimli ha un modo di parlare particolare e aulico? Pensavo che la discrepanza di linguaggio ci fosse solo tra sempliciotti tipo Sam e il suo "Veglio" e gli elfi + uomini alti.

                            parlando dei nani, curiosa la nuova traduzione data al popolo di Durin i "Longbeards" che Alliata tradusse letteralmente con Lungobarbi, mentre Fatica lo trasforma in Longobarbi, trovando una sottilissima assonzanza con i "Longobardi"
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                              Ah cavoli è vero! Tutta la parte dell'adunanza è in ROTK e quel pezzo di quando Theoden si organizza con i Cavalieri e attraversa il paese, per arrivare a Dunharrow, è nel terzo libro. Ricordavo male sorry!

                              Beh Pollanivea è meno suggestivo di "Acquaneve", però la nuova traduzione ha sicuramente dato un legame con Upbourn (che nella vecchia traduzione mancava) che quindi è diventato Pollalta. Tra l'altro credo che Fatica stia cercando di rendere più nostrano possibile la traduzione di Tolkien. Quindi ove il Prof usava terminologie, assonanze, usi e costumi della propria cultura, qui Fatica cerca di fare altrettanto, accumunando il tutto alla nostra cultura e storia.

                              Come ricorda Tolkien Gateway (la wiki più sviluppata e precisa tra tutte quelle che si trovano nel web):
                              As Tolkien noted, up- is used in English place-names for river-side villages (as Upavon in Wiltshire), especially in contrast to larger places near its mouth (as Upwey above Weymouth).

                              e penso che Fatica abbia fatto un po' la stessa cosa per l'italiano. Infatti esiste un paese dal nome di "Polla" che si trova proprio sulle rive di un fiume


                              Ah quindi anche Gimli ha un modo di parlare particolare e aulico? Pensavo che la discrepanza di linguaggio ci fosse solo tra sempliciotti tipo Sam e il suo "Veglio" e gli elfi + uomini alti.

                              parlando dei nani, curiosa la nuova traduzione data al popolo di Durin i "Longbeards" che Alliata tradusse letteralmente con Lungobarbi, mentre Fatica lo trasforma in Longobarbi, trovando una sottilissima assonzanza con i "Longobardi"
                              Molto interessante il discorso che hai fatto sul termine polla, non sapevo ci fosse un paesino in Italia con quel nome! Allora sì, forse Fatica ha seguito quel tipo di ragionamento. Ma in effetti, non ho sbirciato tutti i nomi della "nuova" mappa della Contea ma mi sembra sia andato in quella direzione anche lì.

                              Sì Gimli alle volte ha un modo di parlare aulico, non sempre però (ricorderai com'è brusco quando incontra Eomer e i cavalieri di Rohan ); penso lì Fatica abbia seguito più che altro il clima del brano originale che è uno dei momenti più poetici del libro. Fatica ha spesso questi momenti in cui solleva il registro, quando ci sono queste descrizioni o momenti sentiti, per poi tornare al livello più medio della prosa. Comunque sì, in genere si sente la frattura tra hobbit e altre razze (uomini, elfi e nani), poi certo ciascun personaggio fa storia a sé. Anche Aragorn non scherza a volte nella nuova versione di Fatica, con termine molto ricercati (ad esempio Gollum è da lui descritto che era ricoperto di "verde belletta").

                              Interessante i Longobarbi, devo però rifletterci su se mi convince.

                              edit: aggiungo un estratto che Wu Ming ha riportato in suo articolo, giusto per rendere l'idea della nuova traduzione e quei momenti che citavo prima:

                              "La grande ombra calò come una nuvola cadente. Ed ecco! era una creatura alata: se uccello, più grande allora di ogni altro uccello, ed era nudo, sia di penne sprovvisto sia di piume, e le ampie ali erano come membrane di cuoio tra le dita cornee; e puzzava. Forse era una creatura di un mondo più antico, di una specie che, rintanata su gelide montagne cadute nell’oblio sotto la Luna, era perdurata oltre il suo tempo e in nidi immondi aveva covato quest’ultima improvvida progenie, incline al male. E l’Oscuro Signore l’aveva presa e cibata di fere carni, finché non superò in grandezza ogni altro essere alato; e l’aveva offerta al servitore onde farne il suo destriero. Sempre più giù essa scese e poi, ripiegando le dita palmate, cacciò un grido gracchiante e andò a posarsi sul corpo di Crindineve, affondandovi le grinfie, curvando il lungo collo ignudo.
                              Sul dorso era seduta una figura di nero ammantata, immane e minacciosa. Una corona d’acciaio aveva in capo ma, tra il serto e la cappa, nulla era visibile, se non un feral bagliore d’occhi: il Signore dei Nazgûl. All’aere risalito, avea chiamato a sé il destriero anzi che il buio venisse a mancare, e adesso era tornato, portando ruina, trasformando la speranza in disperazione, e la vittoria in morte." (Il Ritorno del Re, p. 175).
                              Ultima modifica di Mr. Babeido; 02 agosto 20, 10:44.

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                              • Beh questo estratto mi piace parecchio!

                                Per tornare al discorso sull'italianizzare un po' i contenuti, anche "Dunland" che diventa quello strambo Landumbria mi sembra convergere verso assonanze tipicamente italiche
                                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                                And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                                That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


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