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Il Signore degli Anelli - Serie TV

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  • Naihir , dove sei stato negli ultimi 10 anni? ti hanno ibernato?


    Honour to the 26s

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    • Prenderci dentro il politically correct con una razza che Tolkien descrive come bruna non mi pare nè scandaloso nè un segnale pericoloso, sinceramente. Son più scandalosi i nani con le asce conficcate in testa o un Gimli che è un pagliaccetto che son tutto fuori che Tolkieniano.

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      • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio
        Prenderci dentro il politically correct con una razza che Tolkien descrive come bruna non mi pare nè scandaloso nè un segnale pericoloso, sinceramente. Son più scandalosi i nani con le asce conficcate in testa o un Gimli che è un pagliaccetto che son tutto fuori che Tolkieniano.
        L'ho detto nel primissimo intervento, dicessero apertamente "abbiamo l'idea di stravolgere la storia e renderla contemporanea", non avrei problemi, anzi guarderei il prodotto con la curiosità di vederla reintepretata, ma quello che aveva portato all'inizio la partnership tra T.E. e Prime era proprio quella di non svaccare Tolkien.

        Permettimi di rimanere spaesato nel leggere che come prima notizia proveniente da qualcuno del casting, la prima cosa che tengono a farci sapere è che gli Hobbit sono diventati multietnici e che oltrettutto la storia sarà piena di donne fortissime. LOL

        Così a sensazioni la roba degli Hobbit neri, mi sembra solo la punta di un iceberg... mi aspetto altri stravolgimenti.

        p.s.
        Infatti le oscenità fatte da PJ nella trilogia de Lo Hobbit, le ho sempre sottolineate, non solo su i nani ma anche e soprattutto su i Nazgul.
        "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
        And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
        That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


        # I am one with the Force and the Force is with me #

        -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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        • Se uno sta a guardare i libri, le oscenità le ha fatte pure in lotr.

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          • In ISDA "oscenità" vere e proprie non ce ne sono (oddio.. tranne quella dimenticanza con la Bocca di Sauron eheh) ci sono licenze poetiche, tagli, aggiustamenti per un linguaggio più cinematografico e quando "devia" su qualcosa di nuovo, poi comunque al messaggio principale ci arriva sempre.

            Per dire se pensiamo alla scena di Boromir nel finale de La Compagnia, ha decisamente più costruzione ed intensità nel film, perché si presta perfettamente per un tipo di linguaggio cinematografico, piuttosto che nel libro, dove la cosa è solo accennata e vi sono solo lunghi compianti e canti di Aragorn, Legolas e Gimli. Nel cinema devi mostrare, più che parlare e quello fa PJ.

            Ne Lo Hobbit invece ha proprio svaccato è andato a briglie sciolte lui e soprattutto sua moglie. Hanno reintepretato la fiabetta di quel libro, per renderla forzatamente una storia epica.. e la cosa gli è riuscita a metà. Per carità i film, si lasciano guardare e li trovo comunque superiori a tanta monnezza recente, però è un PJ inconcludente quello.

            Quando ho voglia di rivedere Lo Hobbit, guardo sempre la versione editata dove son state tolte le cose superflue per farne un solo film
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            • Vogliamo parlare del Re Stregone che mette al tappeto Gandalf?
              E' peggio di qualsiasi hobbit bruno o nero.

              Poi eh, se la serie svaccherà sarò il primo a dirlo.

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              • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                Questa cosa mi fa un po' sorridere.. Tolkien ha scritto ISDA in un'epoca davvero lontana dalla nostra e fino a ieri questa storia ha retto bene con tutta la sua logica e mitologia interna senza che le generazioni prima di noi, ci raccontassero qualcosa di diverso da quello che il libro lasciava intendere. Se viene meno tutto ciò, viene meno il senso di tramandare alle generazioni certi tipi di opere.

                A questo punto, che si faccia roba totalmente nuova che possa collimare con l'idea di avere una multicultiralità più ampia e non fortemente europea.

                Se invece prendi Tolkien e tutta la sua cosmogonia, allora la rispetti e cerchi di non stravolgerlo completamente, perché questo non è un fumetto né un fantasy spicciolo, ma è prima di tutto un'opera letteraria che cercava di dare una punto di "origine" incontaminato, all'Europa che oggi conosciamo.
                Questo è successo perché da materiale relativamente di nicchia è passato ad essere materiale di risonanza mondiale e di conseguenza passa attraverso le manipolazioni di chiunque abbia la capacità e possibilità di metterci le mani sopra, secondo i gusti, le sensibilità ed esigenze varie ed eventuali.
                Cioè il discorso di un approccio filologico alla materia è fondamentalmente affine all'approccio filologico alla Storia che il mondo dell'intrattenimento, come ben sappiamo, di base non ha. Per tutta una serie di ragioni.

                Tra l'altro secondo me si sta perdendo di vista un punto fondamentale.. con questa ricerca spasmodica dell'identificare a tutti i costi ogni etnia del mondo, si perde "il messaggio" che una storia deve trasmettere. L'impersa degli Hobbit nell'ISDA non è che deve essere meno sentita per un tizio di colore o asiatico o addirittura per una donna, perché a farla è un piccoletto con i piedi pelosi con la pelle bianca... in quel momento Frodo e Sam stanno rappresentando tutta quella tipologia di persone che, a prescindere dal genere e dal colore, è da sempre considerata meno da popoli più grandi e avanzati. E' una rivalsa sociale che va oltre la mera identificazione etnica. Se si sposta il concetto verso la tematica del dover rappresentare il bianco, il nero, il giallo, il fucsia, per me dividi e soprattutto etichetti, piuttosto che "unire" e far arrivare un messaggio a tutti.
                E' un discorso valido ma volendo lo si potrebbe rigirare. Se il fulcro è il messaggio e la rappresentazione etnica un aspetto irrilevante a quel punto il fatto che gli Hobbit siano africani e gli Elfi asiatici non dovrebbe importare alcunché.

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                • Infatti la rappresentazione etnica, la fanno diventare loro la cosa più importante di cui parlare nelle interviste e nelle notizie ufficiali.

                  Decidono loro su cosa puntare il faro e con la prima intervista ad uno coinvolto nella serie, la prima cosa che si son sentiti di dire agli spettatori è "abbiamo cambiato la pelle agli hobbit e saranno presenti personaggi femminili forti"... diciamo che sembra un messaggio rivolto più ai movimenti per mettere le mani avanti, piuttosto che ad uno spettatore/fan che attende la serie.

                  Se imbastisci così, qualsiasi tipo di messaggio che c'è dietro una storia viene meno, perché a te importava far sapere ai movimenti che sei stato "regolare" nell'inserire tot. personaggi femminili e tot. personaggi multietnici.

                  Ovviamente stupido io che, voglio queste cose ma contestualizzate bene, approfittando della storia dove Tolkien effettivamente non aveva mai esplorato, piuttosto che per averle devo sempre sacrificare qualcosa che non comportava nessun problema.
                  "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                  • Vogliamo parlare del fatto che gli Uruk-hai nei libri siano un ibrido tra uomini e orchi, mentre nei film li hanno resi un incrocio orchi/goblin?
                    E che dire di​​​​​​ orchi e goblin che nei libri sono esattamente la stessa cosa, mentre nei film sono due razze separate?

                    Significa aver completamente stravolto la biologia di quell'universo.

                    Eppure non ho mai letto critiche al riguardo, mentre proprio in questo forum si sono spese pagine e pagine a parlare ad esempio della lunghezza della barba dei nani...

                    Giusto per ricordare di come la fedeltà ai libri da parte di PJ non ci mai stata fin dai primissimi atti, ma forse quando vinci 17 Oscar il pubblico tende a passarci sopra con più leggerezza, a differenza di quando non lo fai.

                    Quella degli Hobbit di colore è una questione analoga: se la serie sarà fallimentare questo verrà visto come uno dei tanti elementi negativi del prodotto, se la serie avrà successo nessuno si cagherà di striscio il fatto che gli Hobbit nei libri erano "scuri" e non neri.

                    D'altronde la storia la scrivono i vincitori



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                    • Ti farei leggere le conversazioni tra i tolkeniani proprio su i punti che hai riportato. Gli Uruk-Hai che diventano rugbisti maori, era una critica all'ordine del giorno tra chi diceva che fossero uno scempio e chi li difendeva perché nel linguaggio puramente cinematografico, questa caratterizzazione funzionava meglio.

                      Però qui non si sta parlando di stravolgimenti che fanno bene o meno alla storia, si parlava di come ci arriva la notizia di questi cambiamenti.

                      Non è che quando i fan erano in trepidante attesa, uscivano notizie sul fatto che gli Uruk-hai fossero dei maori o che per il ruolo di Gandalf avessero scelto un attore gay.
                      "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                      • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                        Ti farei leggere le conversazioni tra i tolkeniani proprio su i punti che hai riportato. Gli Uruk-Hai che diventano rugbisti maori, era una critica all'ordine del giorno tra chi diceva che fossero uno scempio e chi li difendeva perché nel linguaggio puramente cinematografico, questa caratterizzazione funzionava meglio.
                        Non stento a credere che ai tempi ci fossero state discussioni più che accese al riguardo.

                        ​​​​​​Ma il mio era un discorso più ampio su come uno stravolgimento venga accettato nel bene o nel male soprattutto in relazione al successo o meno del prodotto e di conseguenza alle impronte positive o negative che ha lasciato.

                        Sotto un'immagine di Lurtz difficilmente troverai la critica "sembra un maori", così come sotto la foto di Elijah Wood raramente troverai il commento "non è un cinquantenne!".
                        Mentre sotto l'immagine di Smaug puntualmente troverai "è una viverna!", così come sotto l'immagine del Thorin di Armitage ci sarà "ha la barba troppo corta".

                        4 esempi concettualmente similissimi con risvolti tra loro completamente differenti, dove la variabile sembra essere proprio l'entità del successo di un prodotto rispetto all'altro (17 Oscar vs 0).

                        Sul discorso riguardante il modo con cui stanno pubblicizzando la cosa degli Hobbit di colore sono assolutamente d'accordo con te perché dà proprio l'impressione che si voglia per forza sottolineare quanto la serie sia politicamente corretta

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                        • Su quel versante hai completamente ragione.. ma è una prassi, se quello che c'è all'interno del film non ci soddisfa pienamente, la maggior parte delle critiche va a sottolineare i difetti più evidenti.

                          Se la battaglia al Fosso di Helm, usciva una cacca, il malcontento sulla presenza degli elfi sarebbe stata ingigantita per dire. Ci sono ovviamente dei compromessi che vanno accettati ma, per dire io la prima volta che ho visto gli elfi al Fosso sono rimasto inorridito ma nel complesso la battaglia, pur diversificandosi da quella letta nel libro, mantenne quella forza estetica e narrativa ai fini della storia.

                          Secondo me per Lo Hobbit oltre una svogliatezza di fondo, c'è stata anche troppa attesa da parte del pubblico. Sono uscite fuori troppe cose prima che arrivasse il film, mentre con ISDA non sapevamo nulla e ci siamo completamente affidati a PJ. Quando vedi che nei concept il look dei nani più giovani e di Thorin stesso, poteva essere "nanesco" ovvio che ci rimani male. Così come appare insensata ai fini della trama avere Bolg e Azog, se poi potevi utilizzare unicamente Bolg per tutti e tre i film, mantenendo la connessione tra lui e Thorin, per via della ricerca di vendetta per il padre, nei confronti del nano.
                          "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                          That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


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                          • Originariamente inviato da Giorgio F Visualizza il messaggio
                            Vogliamo parlare del fatto che gli Uruk-hai nei libri siano un ibrido tra uomini e orchi, mentre nei film li hanno resi un incrocio orchi/goblin?
                            E che dire di​​​​​​ orchi e goblin che nei libri sono esattamente la stessa cosa, mentre nei film sono due razze separate?

                            Significa aver completamente stravolto la biologia di quell'universo.

                            Eppure non ho mai letto critiche al riguardo, mentre proprio in questo forum si sono spese pagine e pagine a parlare ad esempio della lunghezza della barba dei nani...

                            Giusto per ricordare di come la fedeltà ai libri da parte di PJ non ci mai stata fin dai primissimi atti, ma forse quando vinci 17 Oscar il pubblico tende a passarci sopra con più leggerezza, a differenza di quando non lo fai.

                            Quella degli Hobbit di colore è una questione analoga: se la serie sarà fallimentare questo verrà visto come uno dei tanti elementi negativi del prodotto, se la serie avrà successo nessuno si cagherà di striscio il fatto che gli Hobbit nei libri erano "scuri" e non neri.

                            D'altronde la storia la scrivono i vincitori


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                            • Originariamente inviato da Giorgio F Visualizza il messaggio
                              Vogliamo parlare del fatto che gli Uruk-hai nei libri siano un ibrido tra uomini e orchi, mentre nei film li hanno resi un incrocio orchi/goblin?
                              E che dire di​​​​​​ orchi e goblin che nei libri sono esattamente la stessa cosa, mentre nei film sono due razze separate?

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                              Giusto per ricordare di come la fedeltà ai libri da parte di PJ non ci mai stata fin dai primissimi atti, ma forse quando vinci 17 Oscar il pubblico tende a passarci sopra con più leggerezza, a differenza di quando non lo fai.

                              Quella degli Hobbit di colore è una questione analoga: se la serie sarà fallimentare questo verrà visto come uno dei tanti elementi negativi del prodotto, se la serie avrà successo nessuno si cagherà di striscio il fatto che gli Hobbit nei libri erano "scuri" e non neri.

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                              Nient'altro da aggiungere, se non che alcuni fanno davvero fatica a capire che le opere di fantasia (quale ISDA comunque è) sono i veicoli migliori per sdoganare certe pratiche e l'arte al di là del contesto sociale non è mai esistita.

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                              • come chi fa fatica a capire che nessuno ha commentato i cambiamenti in quanto tali, ma si parlava di come al momento è prevalsa una incoerenza di fondo nel gestire le notizie.

                                se passi a dire "la Tolkien Estate non ammette stravolgimenti, aggiungeremo solo dove Tolkien non ha scritto" e poi la prima notizia che esce è "gli Hobbit saranno neri, asiatici maori" come un chiaro messaggio rivolto ai vari movimenti, non inizi bene.

                                forse era meglio dire sin dal principio ai fan/spettatori il tipo di approccio che intendevano dare alla storia ma, evidentemente fa comodo dire una cosa per attirare l'attenzione generale. un po' come il fatto che ad oggi sono rimasti ambigui nel dire se la serie si legherà o meno ai film, fa comodo.
                                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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