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Lo Hobbit - la trilogia di PJ

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  • Il drago nel libro è un personaggione, quale macchietta. È furbo e Bilbo si salva solo grazie al fatto che non può esser visto. nel film si fa ammazzare come un idiota senza considerare come viene raggirato nelle fucine.

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    • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

      Nel libro il drago è una macchietta. Nemmeno il villain principale della storia.
      Tutto quel che fa poi avviene in background, così come la battaglia in se.

      A me non ha mai disturbato vedere l'ingegno nanico nelle fucine che tenta di riprendersi Erebor contro Smaug. Poi ci sta pure che un Drago vanesio e impigrito come Smaug si fa beffare da un gruppo di intrepidi nani riscattosi.
      Assolutamente d'accordo!

      La parte che meno sopporto del 2o film comunque è quella legata alla sottotrama di Esgaroth (per un buon 80% inventata) che è stata messa lì giusto per dare una sorta di background a Bard.
      C'è anche da dire che se Tolkien si fosse sprecato un minimo nel dettagliare certi personaggi (Bard esce letteralmente fuori dal nulla) certi problemi non si sarebbero neppure posti

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      • Si sarebbero posti eccome, visto che perfino le poche descrizioni fisiche di certi personaggi nemmeno vengono rispettate. (Dain unica descrizione dice che ha un'ascia rossa, ce lo ritroviamo col martello nel film).

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        • Sto parlando del background e storiline di alcuni personaggi fondamentali, ma che in questo romanzo sono insufficienti e sono infatti una delle pecche principali de Lo Hobbit di Tolkien (mi riferisco a Gandalf che sparisce nel nulla o Bard che invece spunta dal nulla).

          Smaug che non ha 6 arti, Dain che ha un martello o Kili che ha la barba corta sono dettagli che possono infastidire, ma non equivalgono alla carenza di costruzione di un protagonista...

          E comunque il cappello di Gandalf doveva essere blu, non grigio!
          Ultima modifica di Giorgio F; 29 dicembre 19, 20:41.

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          • Bard più che altro per l'ennesima volta è stato cambiato. Lui era a capo degli arcieri di Esgaroth, non un pescatore. E' più Bard il Girion che vediamo nel film che Bard stesso.

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            • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio
              Il drago nel libro è un personaggione, quale macchietta. È furbo e Bilbo si salva solo grazie al fatto che non può esser visto. nel film si fa ammazzare come un idiota senza considerare come viene raggirato nelle fucine.
              Non so che edizione tu abbia in possesso ma il drago non è per nulla un personaggione. Non è nemmeno il villain della storia. E' solo un mezzo.
              Tutto quel che fa, tolto l'incontro con Bilbo è off screen. Gironzola per la montagna in background e poi decide di andare a far danni a Pontelagolungo.

              Bard nel libro è un'altra macchietta messa a buffo perché fondamentalmente Tolkien stava raccontando una fiaba per bambini e non era essenziale l'approfondimento di personaggi secondari. Così come non era importante la battaglia dei 5 eserciti, ma più il punto di vista di Bilbo e al come affrontava e percepiva la grandezza di questo viaggio/avventura.

              Tornando al film editato, sono arrivato alla parte dove i nani incontrano Bard. Qui si comincia a vedere lo scricchiolamento dei vari tagliuzzamenti. Personaggi come Azog/Bolg e Bard vengono inseriti all'improvviso nella storia e a livello cinematografico questo espediente è un cazzotto in un occhio. Vediamo come prosegue il resto, considerando che soprattutto l'ultimo film se ne prende tante di licenze poetiche.
              "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
              And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
              That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


              # I am one with the Force and the Force is with me #

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              • Non so voi, però se la Serie Tv di ISDA dovesse ripercorrere la Guerra dell'Anello ed i suoi antefatti, a me non mi dispiacerebbe vedere un'altra trasposizione sullo Hobbit magari più fedele al libro e senza troppe aggiunte inutili come abbiamo visto nella trilogia di PJ.

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                • Non c'entra quanto spazio ha un personaggio nel libro, ma come lo utilizza. Smaug nel libro da un'idea di imbattibilità e di pericolo e di astuzia uniche. E distrugge una città intera venendo ucciso inconsciamente, al contrario dei film in cui viene ucciso come un coglione.

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                  • Originariamente inviato da Andrea90 Visualizza il messaggio
                    Non c'entra quanto spazio ha un personaggio nel libro, ma come lo utilizza. Smaug nel libro da un'idea di imbattibilità e di pericolo e di astuzia uniche. E distrugge una città intera venendo ucciso inconsciamente, al contrario dei film in cui viene ucciso come un coglione.
                    Diciamo che nel film viene ucciso per la sua superbia se vogliamo vederla in un altro modo. Con Bard compie lo stesso errore che aveva fatto con i nani nello scontro nelle fucine, gioca a fare come il gatto fa con il topo sottovalutando il nemico un'altra volta e stavolta ci rimette la vita.
                    Smaug esce dalla montagna colmo di rabbia per essere stato messo nel sacco dai nani e dice a se stesso "io sono fuoco, io sono morte". Durante la distruzione di Esgaroth sottovaluta Bard (non imparando dal suo errore precedente) come aveva fatto con i nani e grazie a quel errore arriverà la sua morte. L'idea che ti da il film può essere anche quella che la superbia e la presunzione è la chiave della morte di Smaug.
                    Ultima modifica di Jolly; 31 dicembre 19, 08:27.

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                    • A me pare più coglionaggine.
                      Sm​​aug è anche furbissimo, se fa troppo il superbo diventa imbecille. Nel libro il superbo lo fa solo quando si gira su se stesso mostrando il panciotto. Una volta ci sta, se cominciamo ad essere 2 3 no.

                      E io non sono un purista eh, se ho mi lamenterei pure dei cani di beorn che preparano la tavola o dei corvi che parlano.

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                      • Mi chiedo a volte se certe cose che leggo abbiano una logica o siano per partito preso.

                        Smaug non è per nulla un genio nei libri, anzi è talmente tronfio e colmo di superbia da lasciare che i sopravvissuti della città che aveva incenerito (Dale) possano vivere tranquillamente a pochi km dalla sua tana, senza aver mai preso provvedimenti nei confronti di una possibile vendetta contro di lui.
                        Un essere con un minimo di logica avrebbe incenerito pure Esgaroth fin dal principio.

                        Lo stesso dicasi della scena del ventre di Smaug, dove si pavoneggia mostrando i propri gioielli sul petto a Bilbo. Lo stesso Hobbit reagisce con la frase "povero stolto!" riferito al drago, quando nota che questo non si era neppure reso conto di avere una zona priva di protezione.
                        Direi che un essere intelligente avrebbe fatto bene a controllare che la propria corazza fosse a posto, e dove non arrivava con lo sguardo poteva arrivarci con il tatto.

                        ​​​​​Pure nel momento in cui attacca Esgaroth non mostra particolari doti intellettive se consideriamo che Bard e i suoi arcieri hanno tutto il tempo per esaurire le frecce a loro disposizione (salvo la freccia nera) senza mai che Smaug cerchi di eliminarli.
                        È talmente convinto di essere invincibile da lasciarli agire indisturbati o da non rendersi nemmeno conto della loro presenza.
                        Bard ha tutto il tempo di finire le frecce, parlare con il tordo, pronunciare la frase iconica della freccia nera, prendere la mira aspettando che i raggi di luna rivelino il punto debole e poi colpirlo in pieno (tra l'altro con un'arma che in rapporto è come se un uomo venisse ucciso con uno stuzzicadenti).
                        Ultima modifica di Giorgio F; 31 dicembre 19, 10:54.

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                        • Gi si possono criticare tante cose a PJ nella trilogia Hobbit, ma non il Drago.

                          Nel libro non aveva un minimo di caratterizzazione che potesse funzionare cinematograficamente parlando. Qui almeno ha accentuato il suo lato vanesio e impigrito. Ci sta alla grande, anche perché quel poco di astuzia la mantiene quando parla con Bilbo ed era essenziale che il film ripercorresse fedelmente quel punto del libro, che ti facesse provare le stesse sensazioni, perché è lì che Smaug ha importanza nella storia.

                          Idem quando Bilbo incontra Gollum e si fanno gli indovinelli. Era importante che il primo film ti costruisse una scena in grado di farti assaporare le stesse identiche sensazioni provate nel libro e ci riesce.

                          Alcuni personaggi possono tranquillamente cambiare o essere approfonditi rispetto al libro, se per il linguaggio cinematografico servono questo tipo di cose, ma il problema è quando invece inventi di sana pianta roba che invece funzionava perfettamente così com'era (vedi i Nazgul) e fai peggio.
                          "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
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                          • Secondo voi PJ è uscito parecchio ridimensionato in negativo dalla trilogia dello Hobbit? sicuramente i puristi più accaniti delle opere di Tolkien (che già lo criticavano al tempo di ISDA) hanno trovato pane per i loro denti vedendo lo Hobbit.
                            Ma agli occhi degli spettatori che hanno adorato la sua trilogia del Signore degli Anelli, dopo lo Hobbit il sentimento verso Jackson è cambiato?

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                            • CAmbiato no perchè ci ha comunque regalato i primi 3 film.

                              Comunque incontro Bilbo Gollum dieci volte meglio di Bilbo Smaug per quanto mi riguarda. Oltretutto Bilbo Smaug è continuamnte interrotto da questo montaggio che alterna scene di Smaug con scene di Lagolungo con scene della Montagna. A parte i cambiamenti come Azog e qualche presa di posizione inventata (Radagast con la slitta) o brutta esteticamente (regno dei Goblin e del re Goblin), il primo film merita molto.

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                              • Un viaggio inaspettato è il film della trilogia dello Hobbit che è piaciuto di più perchè è quello che si avvicina di più allo stile di Jackson che avevano visto nella trilogia di ISDA. Dal secondo capitolo in parte, ma direi soprattutto Dalla battaglia delle cinque armate sono venute fuori delle grosse lacune che ti fanno dubitare davvero che PJ sia lo stesso regista che abbiamo visto nella prima trilogia.

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