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Star Wars: The Mandalorian (Disney+)

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    La discussione se non sbaglio è iniziata citando i tizi in lacrime perché vedevano Luke o Ahsoka, per quello si parlava di commozione.

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  • Naihir
    ha risposto
    Ma perché parlate di commozione?

    A me vedere Luke che entra in azione, ha gasato. Non commosso.

    Mi sono commosso nel vedere un pupazzetto che accarezza il volto di una persona. Quello è SW, Luke che arriva è una cosa cool che a differenza del mero fanservice "siamo a casa ciube", è stato costruito con senso logico e quando arrivi a quel momento, sei esaltato nel vedere che tutto è al punto giusto. Stessa sensazione di Rogue One, che quando arrivi a Vader che sbunna i ribelli nel corridoio, è tutto al punto giusto.

    Non centra nulla, almeno per me sta lotta inutile che sento fare da molti sul "vero Luke". Anche il Luke di Ep8 è Luke, RJ si rifà allo stesso concetto di Lucas che in quel periodo ha pensato ad un Luke disilluso, distaccato e in esilio. Ripeto che per chi continua a dire che il Luke di ep8 non è Luke, probabilmente è rimasto a mezz'ora di film.

    Trovo assurdi i paragoni con un Luke a 5 anni di distanza da Ep6 che ovviamente doveva essere ancora nel pieno delle sue energie e speranze (prendersi l'incarico di addestrare qualcuno che ha già una forte connessione con un'altra persona), con uno che 30 anni dopo è stato cambiato da alcuni eventi.

    Per quel che ne sappiamo, Grogu potrebbe essere il suo primo fallimento. Quindi davvero chi dice "Mandalorian ha smentito Ep8 ahahah" sta messo veramente male, più di chi piange per finta su youtube.

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  • Admiral Ackbar
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

    A qualcuno sembrerà brutto dirlo, invece la differenza c'è ed è proprio in virtù della differenza tra i due prodotti.

    Al massimo si può dire che uno che si commuove con il finale di 2001 potrebbe commuoversi anche con quella scena di Luke, ma ciò non toglie che sono commozioni di tipo diverso che originano da stimoli diversi.

    Questo per me è chiaro tanto quanto la differenza tra ridere perché scoreggio in compagnia, ridere perché sto guardando Tempi moderni e ridere perché mi fanno il solletico.
    Questo è ovvio, nel post iniziale avevo citato anche l'addio al calcio di Totti proprio per dire che la commozione può scaturire da molte cose, poi sì ovviamente si parla di emozioni diverse che hanno una diversa intensità, ma da quello che noi vediamo dall'esterno (visto che si parlava di reactions) non è che si può capire esattamente quello che sta provando una persona in quel momento o quale processo l'ha portato alla commozione (posto che quella scena era costruita appositamente per esaltarsi/commuoversi, come una commediaccia è costruita per strappare una risata di pancia). Senza contare che ogni persona reagisce in modo diverso, ho visto mia madre commuoversi per le cose più stupide, peggio di Kevin Smith; io riesco a contare sulle dita di una mano i film che mi hanno leggermente inumidito gli occhi.
    Comunque sicuramente ci sono persone che hanno avuto reazioni del genere "in risposta" alla delusione di TLJ o semplicemente le hanno esagerate per mandare avanti il canale Youtube, ma sono convinto anche che molti (anche e soprattutto tra quelli che non si sono ripresi) abbiano avuto una reazione "innocente" e genuina, insomma non butterei tutti nello stesso calderone.

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
    C'è una differenza qualitativa tra i due prodotti, ma non è detto che ci sia tra la risata (o l'emozione) procurata
    A qualcuno sembrerà brutto dirlo, invece la differenza c'è ed è proprio in virtù della differenza tra i due prodotti.

    Al massimo si può dire che uno che si commuove con il finale di 2001 potrebbe commuoversi anche con quella scena di Luke, ma ciò non toglie che sono commozioni di tipo diverso che originano da stimoli diversi.

    Questo per me è chiaro tanto quanto la differenza tra ridere perché scoreggio in compagnia, ridere perché sto guardando Tempi moderni e ridere perché mi fanno il solletico.

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  • Admiral Ackbar
    ha risposto
    Immagino che dietro la commozione di molti ci fosse la soddisfazione di vedere per la prima volta in live-action qualcosa che avrebbero voluto sin dall'infanzia, e si sa che la nostalgia ha un effetto forte.
    Ovviamente non sto paragonando il livello artistico di quella scena a un'opera lirica, e allo stesso modo non paragonerei un film di Billy Wilder a Scary Movie, ma se uno ride anche con Scary Movie (o persino di più) non ci vedo niente di male, soprattutto se non è un cinefilo. C'è una differenza qualitativa tra i due prodotti, ma non è detto che ci sia tra la risata (o l'emozione) procurata.
    Ultima modifica di Admiral Ackbar; 03 gennaio 21, 12:04.

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
    Premesso che quella scena non mi ha commosso e non riprenderei mai una mia reazione (anche perché sono poco spettacolari), ma che differenza c'è tra il commuoversi per quella scena di Luke, commuoversi per l'addio al calcio di Totti o piangere durante l'ascolto di un'opera lirica?
    Un'opera lirica di solito ha dietro un certo livello artistico (sia intrinseca di composizione che della singola perfomance) e commuove su livelli e presupposti completamente diversi rispetto a prendere un eroe amato e farci sopra una scena di livello medio (per alcune cose direi medio-basso) per idea ed esecuzione che fa piangere un fan soprattutto perché è quel personaggio reso nel più "rispettoso", ossequioso e ordinario dei modi (a maggior ragione dopo l'insoddisfazione dei sequel).

    Se per te di base non c'è differenza tra commuoversi per la Turandot e vedere Han che dice "Siamo a casa Chube", non saprei che altro dirti, è come dire che non c'è differenza tra ridere con Billy Wilder o con Kubrick rispetto a farlo con Scary Movie o Una notte da leoni perché sempre di ridere si tratta.

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  • Admiral Ackbar
    ha risposto
    Premesso che quella scena non mi ha commosso e non riprenderei mai una mia reazione (anche perché sono poco spettacolari), ma che differenza c'è tra il commuoversi per quella scena di Luke, commuoversi per l'addio al calcio di Totti o piangere durante l'ascolto di un'opera lirica?


    Altrimenti io tiro fuori che Picasso era uno stronzo, Raffaello era una merda...
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  • Naihir
    ha risposto
    vabè se ogni volta si va a prendere gli estremismi, non la finiamo più.

    il problema di chi fa video su youtube con reaction (per lo più farlocche) non è relativo a SW ma all'utilizzo stupido che si fa di certi strumenti di socializzazione. è un modus operandi che sti tizi adottano per qualunque puttanata. dai cinecomics idioti, alle serie tv, sino ai giochini alla playstation. attualmente parlo con un gruppo di fan di SW molto assortito di età, e c'è quel tipo di esaltazione giusta, non da cavernicoli. certo ci sono anche quelli super esaltati che hanno pianto, comprano action figures, copie di grogu e caschi di Boba ma sono abbastanza coscienti che su 11 serie annunciate, qualcosa che potrebbe non piacere ci sarà.

    molti già temono per il "mondo tra i mondi" che forse il logo della serie di Ahsoka sembra un po' anticipare.. ma il problema è sempre il solito: il come tutto viene imbastito.

    in Mandalorian fondamentalmente stiamo vedendo sempre imperiali che spuntano come funghi, ma te lo stanno vendendo bene. Nella storia ha senso, quadra e oltre questo lo scenario si arricchisce di punti e virgola che prima mancavano. se la sequel si fosse degnata di mostrare COME l'happy ending di ep6 si è magicamente trasformato in una fuffa stellare, forse nessuno avrebbe detto A. Se la sequel si fosse degnata di mostrarci questo Luke, almeno per metà del primo capitolo della nuova trilogia, nessuno si sarebbe poi indignato nel vedere nel secondo capitolo un Luke in esilio disilluso che poi si rialza più Luke di prima. Sta tutto qui il vero cambiamento.

    Il vero dato positivo è che finalmente c'è una costruzione dietro questi progetti. Favreau e Filoni non sembrano andare a braccio, stanno crescendo ed esplorando insieme ai propri spettatori. Non gli si chiede di rivoluzionare la televisione, di intraprendere supercazzole astruse (chi ha detto westworld) o di promette la luna (vedi GoT). Gli si chiede quel giusto pizzico di intrattenimento e magia che ha sempre portato SW con le proprie storie.

    Se non si riesce a vedere questo in Mando, mi spiace per chi lo vede con disincanto. Io ad oggi, finalmente posso tornare a fidarmi dei prodotti targati Star Wars grazie ad un prodotto che mantiene fede esattamente a quello che promette.

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    La radice di queste queste reazioni "positive" di gente che piange per 20 minuti è la stessa delle indignazioni esagerate degli anni passati e dell'era prequel, da un estremo all'altro.

    E questi stessi cuccioli indifesi che ora devono farsi trasfusioni saline perché vedono i giocattoli che prendono vita, non appena saranno delusi da una di queste serie (e prima o poi succederà, come sempre), ci metteranno 0.2 secondi a trasformarsi in troll di caverna assetati di sangue a cui hanno stuprato l'infanzia.

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  • Naihir
    ha risposto
    Originariamente inviato da Cosmo Visualizza il messaggio
    Gallery è una simpatica e interessante appendice ma la parte tecnica è all'acqua di rose, affogata nella solita tiritera di auto-complimenti e pacche sulle spalle del tipo "Ho adorato lavorare con Tizio, nessuno dirige meglio di Caio, ma quant'è speciale Sempronio ecc.".
    Sì ok, ma è comunque molto interessante, soprattutto per chi come lui si domandava come funzionasse la tecnologia dello stagecraft. Ci sono anche situazioni interessanti sul come i registi si approcciano ai loro episodi, come hanno lavorato con tutti gli altri settori. Non è solo un auto-complimentarsi.

    Quello di cui parli tu, l'ho assaporato più per lo speciale mandato a natale. Le altre puntate si prestano meglio al racconto e per far carpire i segreti dietro questo successo. E sì, anche se per molti è esagerato o immeritato, The Mandalorian è stato un successo. Ben vengano le esaltazioni di qualsiasi persona, dai 15 enni ai 40 enni. Certi prodotti sono fatti per emozionare e intrattenere. Abbiamo avuto 5 anni di oscurantismo, fatto di divisioni e indignazioni, se per una volta nel web si manifesta un concentrato di reazioni positive, guardiamole con l'occhio giusto e non sempre con quello della polemica fine a se stessa.

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  • Cosmo
    ha risposto
    Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
    Consiglio: guarda Gallery che a te potrebbe interessare più la parte tecnica dietro la serie, che la serie stessa
    Gallery è una simpatica e interessante appendice ma la parte tecnica è all'acqua di rose, affogata nella solita tiritera di auto-complimenti e pacche sulle spalle del tipo "Ho adorato lavorare con Tizio, nessuno dirige meglio di Caio, ma quant'è speciale Sempronio ecc.".

    The Mandalorian è un'ottima serie, molto godibile, e se si apprezza un pochino il mondo di Star Wars va guardata senza indugi, a patto di apprezzarla per ciò che è, una divertente e spettacolare divagazione su cose già note e senza nulla di rivoluzionario. Non capisco davvero perché crearsi i mille problemi che ho letto in tanti post: dire che una serie è ripetitiva è quasi tautologico, utilizzare il termine "quest" invece di "missione" serve solo a forzare il paragone con i videogiochi, quando un qualsiasi episodio di A-Team (o al limite un qualsiasi film di James Bond) è appunto basato sullo schema ricorrente di una missione generale, composta di tanti passi A -> B -> C,...

    Anche farsi il sangue amaro perché magari ciò che si vede nella serie non è consonante al 100% con i film originali, davvero non lo comprendo. Ma solo a me i puzzle dove ogni pezzo finisce prevedibilmente al suo posto sembrano noiosissimi? Che bolas 'sto "canone" normalizzatore, soprattutto in una saga che ha smesso dal 1983 (compreso) di proporre idee del tutto nuove, coerenti e innovative come quelle originali. Prequel e sequel docet.

    Su questo sono d'accordo con tutto quello che ha scritto Woody qualche pagina addietro, la natura del Mandaloriano è quella di una narrazione più vecchiotta e ingenua, per quanto declinata su un immaginario moderno, che prende ed espande i singoli momenti di meraviglia della trilogia originale, costruendoci attorno un episodio che ha più senso di per sé che dentro un quadro generale (che comunque non manca). Anche le durate brevi aiutano a godersi la serie come una fila di piccoli aperitivi, invece di un pranzo da matrimonio che alla fine può risultare indigesto.

    Sono d'accordo anche con chi dice che ci sono state reazioni esagerate attorno alla serie, e in effetti vedere su youtube 30-40enni in lacrime perché in un episodio compare la jedi arancione dei cartoni animati, è imbarazzante. Questo però non è un problema specifico di The Mandalorian ma del modo in cui 'sta roba viene vissuta oggi, con commenti iperbolici, titoloni acchiappa-click, video reaction con gente invasata e quant'altro.

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  • Naihir
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
    Leggiuchiando e spulciando video qua e là su questa serie ho visto cose interessanti e cose molto meno interessanti, finora nulla che mi abbia spinto a dire "cavoli, mo' me la guardo al volo".
    Consiglio: guarda Gallery che a te potrebbe interessare più la parte tecnica dietro la serie, che la serie stessa

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  • Admiral Ackbar
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    Io consiglio di recuperare Fellini.
    Non l'ho capita

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Io consiglio di recuperare Fellini.

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  • Admiral Ackbar
    ha risposto
    Per me il live-action ha tutta un'altra gravitas, specialmente in Star Wars, per quanto le serie animate siano (in genere) ben fatte. Io consiglierei The Mandalorian anche solo per la conquista di aver messo d'accordo buona parte dei fan del franchise, una cosa che fino a un anno fa sembrava utopistica.

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